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Le immagini dell’insicurezza

         

Brescia, 23 Set - Terminiamo, con questa quarta puntata, la breve analisi di alcuni aspetti legati alla cura e manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

 

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Dispositivi di Protezione Individuale in DVD
Formazione sui rischi specifici per chi utilizza i dispositivi di protezione individuale (Art. 37 D.Lgs. 81/08) in DVD

 

Certamente tra i D.P.I. più “diffusi” ed “utilizzati” possiamo inserire le calzature di sicurezza, che - a seconda dei rischi dai quali devono proteggere - devono rispondere a determinate caratteristiche, nonché venire utilizzati secondo specifiche procedure di lavoro.

 

Le immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no di oggi si soffermano proprio su una procedura di lavoro che coinvolge delle calzature di lavoro che non sono correttamente “curate” e “manutentate”.

 

Generalmente durante i lavori di rimozione di lastre in cemento-amianto i lavoratori addetti - debitamente e specificatamente formati – indossano delle specifiche protezioni tra le quali tuta in tyvek, mascherina ffp3, calzature di sicurezza con copriscarpe (comunemente chiamate soprascarpe, ghette o  termini similari e realizzate in tyvek, polietilene, ecc.). Durante le lavorazioni sui tetti, però dette protezioni soprascarpa tendono a danneggiarsi o, in taluni casi, a rendere meno stabile l’appoggio del piede (causando lo scivolamento del lavoratore) ed allora i lavoratori le tolgono, rimanendo esclusivamente con la calzatura di sicurezza esposta alle fibre di amianto.

 

Proprio per questi motivi la procedura di lavoro dovrebbe comunque prevedere che le calzature di sicurezza, non appena ultimata la lavorazione, vengano tolte e “bonificate” da eventuali fibre (pulizia, aspirazione, ecc.) e non utilizzate all’esterno dell’area di rimozione.

 

Ed eccoci alle fotografie di oggi che ci mostrano un lavoratore in copertura che, privo delle protezioni sovrascarpe, sta eseguendo la sua normale attività di lavoro legata alla rimozione amianto e poi, una volta sceso nel cortile, continua la sua normale attività con le medesime scarpe, che tra l’altro risultano notevolmente danneggiate.

 

 

 

 

Quante fibre ci saranno all’interno dei tagli presenti sulla tomaia, tra le cuciture, negli occhielli, tra le stringhe e nella scarpa stessa?

 

E quante verranno messe in circolo quando salirà sul furgone/vettura ed attiverà l’aria condizionata?

 

Geom. Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Comitato AiFOS COSTRUZIONI

 

Fonte: SICURELLO.no : l’evidenza dei mancati infortuni.

 

 


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