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Campi elettromagnetici: le novità normative e gli sviluppi futuri

Campi elettromagnetici: le novità normative e gli sviluppi futuri
16/12/2016: Le novità e le conseguenze in materia di sicurezza della direttiva 2013/35/UE e del decreto legislativo 159/2016. Le future procedure per la gestione dei rischi. Ne parliamo con Andrea Bogi, uno dei referenti in materia CEM del Portale Agenti Fisici.
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Bologna, 16 Dic – Il 2016 è stato caratterizzato da diverse novità normative in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e una di queste novità ha riguardato uno degli aspetti spesso meno conosciuti e più sottovalutati negli ambienti lavorativi: l’esposizione ai campi elettromagnetici(CEM).

 

Infatti il 18 agosto è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo del 01 agosto 2016, n° 159 recante “Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE”.

Un recepimento della Direttiva europea 2013/35/UE che è avvenuto con il consueto ritardo delle nostre normative (il recepimento da parte dell’Italia sarebbe dovuto avvenire entro il 1° luglio 2016) e che apporta molte modifiche e integrazioni alla parte del Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici.


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Per comprendere il significato e l’impatto sui luoghi di lavoro della Direttiva europea 2013/35/UE - chiamata anche direttiva EMF - e del D.Lgs. 159/2016, abbiamo intervistato, il 21 ottobre 2016 ad Ambiente Lavoro di Bologna, Andrea Bogi, uno dei referenti in materia di campi elettromagnetici del Portale Agenti Fisici (PAF) e relatore al convegno “dBAincontri2016  -  Campi  Elettromagnetici  nei  luoghi  di  lavoro. Legislazione, Valutazione, Tutela”.

 

Con Andrea Bogi, del Laboratorio di Sanità Pubblica (Usl Toscana Sud-Est), abbiamo cercato di comprendere non solo le criticità nelle novità normative e gli aspetti da chiarire, ma anche l’importanza della valutazione: una valutazione del rischio da campi elettromagnetici che “andava fatta anche prima di questo recepimento”. Anche se il ritardo nel recepimento e la conseguente mancata applicazione delle sanzioni “ha spinto molti datori di lavoro a non occuparsene”.

 

Cosa cambia con la nuova direttiva europea? Quali sono le modifiche rilevanti?

Ci sono criticità o aspetti che potevano essere meglio definiti o chiariti?

 

Quali sono gli aspetti positivi e negativi delle “guide non vincolanti”, prodotte dalla Commissione Europea per aiutare i datori di lavoro a ottemperare agli obblighi previsti della direttiva EMF?

 

Arriviamo poi a parlare del recente e tardivo decreto di recepimento.

 

Il D.Lgs. 159/2016 apporta modifiche e integrazioni nel Decreto Legislativo 81/2008 riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi dell’esposizione ai campi elettromagnetici? Ad esempio con riferimento alla definizione di lavoratore esposto? Quali chiarimenti sono ancora necessari?

 

Ed infine ci soffermiamo con Andrea Bogi sulle attività del Laboratorio di Sanità Pubblica e sull’importante Portale Agenti Fisici, un portale che riporta non solo utili informazioni, ma anche vere e proprie banche dati per le valutazioni dei rischi relative agli agenti fisici. Quali sono gli sviluppi futuri? Verranno prodotte delle procedure guidate per semplificare la gestione dei rischi?

 

Come sempre diamo la possibilità ai nostri lettori di ascoltare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione (in questo caso rielaborata e integrata da successive osservazioni dell’intervistato).

 

 

Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto

 

In questo ultimo periodo ci sono state diverse novità in materia. Innanzitutto, qualche anno fa, la nuova direttiva europea 2013/35 (direttiva EMF), poi la pubblicazione di una serie di guide di buone prassi all’applicazione della direttiva e poi, con il consueto ritardo che caratterizza molti provvedimenti nostrani, il decreto legislativo del 01 agosto 2016, n° 159 di recepimento della direttiva 2013/35/UE che è entrato in vigore il 2 settembre.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto cosa cambia con la nuova direttiva europea? Quali sono le modifiche rilevanti?

 

Andrea Bogi: Intanto il primo punto che bisogna avere in testa è che in realtà la valutazione del rischio da campi elettromagnetici andava fatta anche prima di questo recepimento, così come ampiamente riportato nell’ultimo aggiornamento delle Linee guida pubblicate dal Coordinamento Tecnico delle Regioni – INAIL (FAQ Agenti Fisici) e riportato nel Portale Agenti Fisici. Perché una volta che nel testo unico c’è scritto che vanno valutati tutti i rischi, bisogna valutarli tutti. Poi quello che invece mancava era l'applicazione vigente dei limiti e delle sanzioni. E il fatto che poi non ci fossero sanzioni ha spinto molti datori di lavoro a non occuparsi di questa valutazione.

 

D'ora in poi quello che cambia, sostanzialmente, è che da una parte al livello tecnico si è aggiunta un po' di flessibilità, per poter rendere più agevole l’effettivo rispetto dei valori limite in alcuni scenari espositivi che presentavano criticità nell’applicazione della vecchia direttiva.

Con la nuova normativa i limiti sono stati divisi in due categorie: bisogna occuparsi da una parte dei limiti per gli effetti sensoriali e dall'altra per quelli sanitari. Si assume che i limiti per gli effetti sensoriali, che sono più bassi, in certe condizioni controllate si possono anche superare.

E poi c’è tutta la parte di gestione dei casi di superamento e dei differenti limiti. Infine ci sono tutte le sanzioni.

 

Il nostro giornale ha pubblicato le guide non vincolanti. Quali sono gli aspetti positivi e negativi di queste linee guida?

 

Andrea Bogi: Le linee guida sicuramente aiutano in prima battuta a orientarsi con i criteri applicativi dei diversi limiti introdotti dalla normativa. E poi soprattutto la cosa positiva è che c'è una tabella di attrezzature che riesce direttamente a dire se c'è un problema di campi elettromagnetici oppure no, senza necessariamente dover andare a fare le misure, ed orienta al tipo di valutazione del rischio richiesta per le differenti categorie di lavoratori potenzialmente esposti

Quindi da questo punto di vista sicuramente queste tabelle offrono un primo approccio che risolve velocemente la gestione del rischio dei campi elettromagnetici per la maggior parte delle aziende, soprattutto le PMI.

Come lato negativo c'è forse il fatto che, negli esempi e nella parte dei “casi studio” specialmente per quelle sorgenti che sono in grado di produrre esposizioni importanti, quindi che emettono campi elettromagnetici significativi sotto il profilo protezionistico, il documento pecca talvolta di superficialità. Per esempio nella parte degli elettromedicali si poteva andare molto più avanti con i casi studio.

Comunque questo è un buon inizio. 

 

Ci sono criticità nella direttiva? Aspetti che potevano essere meglio definiti o chiariti? O temi che non hanno trovato spazio?

 

Andrea Bogi: La direttiva quando è uscita non era sicuramente di facile applicazione, perché era molto più articolata rispetto alla precedente. E questo fatto ha portato alla necessità di sviluppare delle linee guida perché altrimenti ci si perdeva un po' in tutta questa serie di limitazioni, in relazione a effetti, frequenze, ….

 

Veniamo ora al decreto di recepimento, il recente e tardivo decreto 159 del 2016. Il decreto apporta modifiche e integrazioni nel Decreto Legislativo 81/2008 riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi dell’esposizione ai campi elettromagnetici?

 

Andrea Bogi: Sicuramente la cosa in più, che viene detta, è questa differenziazione in base al tipo di impiego e riguardo alla possibilità di superare i limiti sensoriali e nel contempo mettere in atto idonee misure di tutela per i lavoratori. Perché se con la tecnologia attuale non si riesce a rispettare un dato limite se ne deve prendere atto, gestendo comunque al meglio la sicurezza del lavoratore.

Poi, anche se poteva essere messa meglio, c'è un richiamo alla legge quadro per la protezione dei campi elettromagnetici per la popolazione generale che permette di agganciarsi anche al discorso della distinzione tra lavoratori professionalmente esposti e non esposti ed una maggiore attenzione verso la tutela dei soggetti particolarmente sensibili, quali ad esempio portatori di pacemaker e dispositivi elettronici impiantati, anche in termini di obblighi di formazione specifica.

 

Mi pare che ci sia anche una definizione di lavoratore esposto. Si definisce meglio chi sia il lavoratore esposto…

 

Andrea Bogi: Anche lì si potevano fare le cose meglio rispetto a come sono state fatte, ma diciamo che quantomeno è stato messo un richiamo alla legge quadro sui campi elettromagnetici che definisce in maniera chiara ed univoca chi è un lavoratore esposto e chi deve essere considerato e trattato secondo i limiti della popolazione generale.

In particolare i lavoratori esposti a CEM sono quei lavoratori che per la loro specifica mansione sono esposti ai campi elettromagnetici. Questo porta ad una sostanziale differenza rispetto a come è avvenuta la valutazione fino ad ora, anche nel migliore dei casi. Perché normalmente le valutazioni dei campi elettromagnetici non si trovano nelle aziende, ma in quelle poche che le hanno si fa riferimento semplicemente ai valori di azione per i lavoratori, quando invece anche l’esposizione della segretaria che lavora insieme al saldatore deve essere valutata, ma facendo riferimento ai limiti valevoli per la popolazione, non ai limiti dei lavoratori.

 

Sempre in relazione alla normativa, mi pare siano sorti dubbi sull’interpretazione dei casi in cui occorre inviare la comunicazione all’organo di vigilanza…

 

Andrea Bogi: Sì, questo è un punto su cui abbiamo avuto molte richieste, telefonate, mail, … Perché, ad esempio, nel caso delle saldatrici si ha il superamento dei valori inferiori d'azione. Sul Portale a breve pubblicheremo delle FAQ che chiariranno questi ed altri aspetti controversi, su cui stiamo ricevendo molte richieste.

 

Abbiamo anche in programma la pubblicazione di procedure on line specifiche con l’obiettivo di semplificare la gestione del rischio e garantire nel contempo la messa in atto di idonee misure di tutela nel caso dei saldatori e in generale dei casi più critici e diffusi nelle PMI.

In linea di principio comunque la comunicazione non va fatta in tutti i casi in cui anche se si superano i livelli di azione i valori limite di esposizione interni (…) non sono superati. E quindi in qualche modo, con l'aiuto magari anche dei produttori e dell’evolversi delle norme di prodotto (…) si riuscirà ad evitare una serie di comunicazioni che poi alla fine rimangono lì e non hanno una reale valenza ai fini della prevenzione.

 

 

Link al Portale Agenti Fisici…

 

Decreto legislativo 1 agosto 2016, n. 159 - Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE. (16G00172).

 

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