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Imparare dagli errori: l’uso di sostanze pericolose in cantiere

25/05/2010: Un esempio tratto da una simulazione di infortuni e malattie dovute al reiterato uso di sostanze chimiche in cantiere senza informazioni e prevenzione. L’importanza dell’etichetta, l’uso di dispositivi di protezione, le misure di prevenzione.
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Abbiamo mostrato in questi anni, nella nostra rubrica “Imparare dagli errori”, casi di incidenti e infortuni realmente accaduti. Con l’obiettivo di dare indicazioni, sia normative che di prevenzione, che possano servire ad un lavoratore, ad un formatore, ad un tecnico della sicurezza. Mostrare gli errori, le carenze e indicare i comportamenti e gli adempimenti idonei per evitare incidenti: un’opera necessaria di promozione della sicurezza.
Oggi faremo una piccola variazione rispetto ai nostri intenti e non mostreremo un caso reale di incidente, bensì un caso simulato che ci permette tuttavia di affrontare temi che l’archivio di INFOR.MO. - strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio -  generalmente non tratta.
Attraverso i casi raccontati nel documento “Audio-visivi per l'informazione nel cantiere multietnico”, una pubblicazione realizzata dalla Consulenza Tecnica per l’Edilizia dell’INAIL, affronteremo i rischi chimici nei cantieri, magari rischi che non danno luogo direttamente a incidenti, ma che possono incidere notevolmente sulla salute dei lavoratori.
Ricordo che il racconto che segue è tratto da spot audio-visivi informativi prodotti all’interno di una sperimentazione attuata in un cantiere di Foligno per sondare nuove modalità comunicative,  in grado di raggiungere anche i lavoratori con difficoltà nella comprensione dell’italiano.




Il caso
L’esempio di incidente è semplice ma efficace.
Un operaio di un cantiere edile si “appresta ad impastare un prodotto in polvere premiscelato contenuto in una sacchetta”: versa il contenuto in un secchio, “vi aggiunge acqua e impasta con un trapano impastatore”.
Purtroppo il tutto senza usare dispositivi di protezione personali (DPI) e senza aver letto l’etichetta delle avvertenze presente sulla sacchetta.
L’operaio  esegue l’operazione in quelle condizioni più volte al giorno durante la sua attività lavorativa in cantiere.
Tutte le volte respira polveri e  tocca con le mani nude il prodotto. Prodotto che, durante l’operazione di impasto, a volte schizza sulla pelle dell’operaio stesso.
È solo durante la visita medica periodica, che il medico competente si accorge che l’operaio ha problemi respiratori, di dermatite ed agli occhi.
A questo punto “il medico informa il datore di lavoro delle patologie riscontrate durante la visita e questi riferisce il tutto al capocantiere”. “Il capocantiere, a sua volta, richiama l’operaio e gli ribadisce che prima di utilizzare un qualsiasi prodotto deve leggere l’etichetta per capire il tipo di rischio che può generare l’uso di quel prodotto”.
Tutti questi esempi finiscono bene: la scena finale dell’audiovisivo mostra l’operaio che prima di utilizzare un prodotto chimico legge l’etichetta e si appresta ad indossare i DPI idonei.
 
La prevenzione
Non sempre i casi reali di contatto, breve o prolungato , con sostanze chimiche hanno un lieto fine. In certi casi manca la consapevolezza dei rischi da parte degli operai, in altri non esiste un controllo sul rispetto delle procedure impartite (laddove procedure siano state create e insegnate…). In altri casi, come ad esempio per l’amianto, eventuali interventi  di prevenzione e cura possono giungere troppo tardi.

La pubblicazione Inail ci ricorda che il rischio chimico nei cantieri è connesso all’impiego di sostanze o preparati che  possono essere “intrinsecamente pericolosi o risultare pericolosi in relazione alle condizioni d’impiego”.
Infatti nei prodotti chimici utilizzati in edilizia “possono essere presenti elementi e composti chimici dei quali non sempre si conoscono tutte le caratteristiche tossicologhe”.
Possiamo raccogliere brevemente i prodotti chimici presenti in edilizia in due grandi gruppi.
Il primo è composto dai prodotti ausiliari:
- “oli disarmanti;
- vernici;
- cartoni bitumati;
- adesivi;
- prodotti per trattamenti superficiali”.
Il secondo gruppo è invece composto dai “prodotti definiti additivi che vengono utilizzati nella produzione degli impasti cementizi per determinare varie proprietà tecnologiche”, ad esempio:
- “fluidificanti;
- aeranti;
- ritardanti;
- acceleranti;
- antigelo;
- idrofughi;
- ad azione mista”.

In tutti i casi “l’uso non corretto di tali prodotti, ma soprattutto l’uso di tali prodotti senza l’utilizzo dei giusti DPI, può comportare danni alla salute che possono interessare le vie respiratorie, la pelle, gli occhi, ecc., con tutta una serie di patologie più o meno gravi”.
 Anche la lettura dell’etichetta è molto importante!

Vi ricordiamo, a questo proposito, che un’etichetta riporta:
- i pittogrammi che indicano i pericoli principali e il potenziale di pericolo della sostanza;
- le frasi di rischio che informano sui pericoli;
- i consigli di prudenza che  dicono come si deve manipolare la sostanza.
Informazioni più dettagliate si possono ricavare dalla lettura della scheda di sicurezza della sostanza, che contiene informazioni sul prodotto, sui pericoli e sulle misure a tutela dell'utilizzatore e dell'ambiente.

Infine altre misure di prevenzione riguardo all’uso di sostanze pericolose:
- non usate sostanze ignote di cui non conoscete la pericolosità o per le quali non potete adottare le necessarie misure di protezione;
- quando necessario usare occhiali, guanti e maschera di protezione. Evitare il contatto con la pelle;
- conservare i prodotti sempre nell’imballaggio originale: gli imballaggi non devono essere confusi con prodotti alimentari, cosmetici, cibo per animali o medicinali;  
- conservare correttamente le sostanze pericolose:  non devono essere accessibili ai non addetti ai lavori. Le modalità di conservazione sono indicate sull’imballaggio e nella scheda di sicurezza allegata;
- smaltire correttamente le sostanze pericolose o le eventuali rimanenze inutilizzate.


Inail, “Audio-visivi per l'informazione nel cantiere multietnico”, pubblicazione realizzata dalla Consulenza Tecnica per l’Edilizia dell’INAIL con testi di Giuseppe Cardoselli e Paolo Meschino, versione marzo 2010 (formato PDF, 10.88 MB).



Tiziano Menduto
 



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