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I quesiti sul decreto 81: l’obbligo di redigere il PSS

I quesiti sul decreto 81: l’obbligo di redigere il PSS
19/09/2018: Sull’obbligo di redigere il piano sostitutivo di sicurezza (PSS) nei cantieri edili pubblici dopo l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti.

Quesito

In merito alla polemica sull’abolizione o meno dell’obbligo di redigere il piano sostitutivo di sicurezza (PSS) dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 50/2016 sui contratti pubblici quale è il suo parere? Se come sembra il PSS è stato abolito chi deve valutare i rischi correlati all’ambiente circostante il cantiere? E’ tenuta a farlo l’unica impresa esecutrice che comunque deve redigere il POS in conformità al D. Lgs. 81/2008?

 

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Risposta

La domanda che si pone e ci pone il lettore è stata già oggetto di precedenti quesiti ai quali si è dato un riscontro ed è una domanda che ci siamo già posti un po’ tutti subito dopo l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al D. Lgs. 18/4/2016 n. 50, pubblicato sul S.O. della G.U. n. 91 del 19/4/2016 ed in vigore dalla stessa data. E’ stato abolito o no il piano sostitutivo di sicurezza (PSS), si chiede, dato che nel decreto citato non viene fatto più riferimento a tale piano e se sì deve essere l’unica impresa esecutrice che opera nel cantiere edile pubblico a riportare i contenuti minimi previsti dal D. Lgs. n. 81/2008 nel piano operativo di sicurezza ( POS) che la stessa è tenuta comunque a redigere? Prima di rispondere al quesito vediamo di fare il punto della situazione e di fare un breve excursus storico riguardante tali tipi di documenti di sicurezza.

 

L’obbligo della redazione del PSS è stato introdotto in Italia con la legge 11/2/1994 n. 109 (Legge Merloni) recante la “Legge quadro in materia di lavori pubblici” la quale, con il comma 1-bis dell’art. 31, così come successivamente modificato, ha stabilito che l’appaltatore o il concessionario redigesse e consegnasse alla stazione appaltante, entro trenta giorni dal’aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori, oltre al piano operativo di sicurezza un piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano generale di sicurezza quando questi ultimi non fossero previsti ai sensi del D. Lgs. 14/8/1996 n. 494.

 

I contenuti minimi dei vari piani di sicurezza sono stati fissati successivamente nel 2003 con il Regolamento di cui al D.P.R. 3/7/2003 n. 222 e quelli del PSS in particolare sono stati fissati con l’art. 5 di tale decreto presidenziale che ha stabilito appunto che il PSS, redatto a cura dell’appaltatore o del concessionario, deve contenere gli stessi elementi del PSC con esclusione della stima dei costi della sicurezza.

 

La legge n. 109/1994 è stata successivamente abolita dal D. Lgs. 12/4/2006 n. 163, contenente il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, il quale comunque con l’art. 131 ha confermato quanto già previsto dall’art. 31 della legge n. 109 sull’obbligo di redazione da parte dell’appaltatore del PSS e della consegna dello stesso alla stazione appaltante. Nel 2008 poi, con il D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, i contenuti minimi sia del PSC che del PSS e del POS, già indicati nel D.P.R. n. 222/2003, sono stati confermati e inseriti nell’Allegato XV dello stesso decreto legislativo e precisamente quelli del PSC nel punto 2 dell’Allegato e quelli del PSS e del POS nel punto 3.  

 

Con il nuovo codice dei contratti pubblici di cui al D. Lgs. n. 50/2016, però, e qui veniamo alla risposta alla prima parte del quesito, non risultano essere state trasferite nel nuovo testo le disposizioni relative alla redazione del PSS per cui, essendo stato abrogato il D. Lgs. n. 163/2006, si deve intendere che sia stato abrogato anche l’obbligo della redazione del piano sostitutivo di sicurezza. L’abolizione del PSS ci porta a fornire una risposta alla seconda parte del quesito nella quale il lettore si è giustamente chiesto, mancando un PSC, chi deve provvedere a valutare i rischi correlati con l’ambiente in cui opera il cantiere e se questo adempimento, che fa parte appunto dei piani di sicurezza e di coordinamento, deve o meno essere svolto dall’unica impresa operante in cantiere nell’ambito del POS che la stessa è tenuta comunque a redigere ai sensi dell’art. 96 comma 1 lettera g) del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i...

 

(...)

 

La risposta completa è disponibile per gli abbonati in area riservata:

 

Ing. Gerardo Porreca – I quesiti sul decreto 81 – Sull’obbligo di redigere il piano sostitutivo di sicurezza (PSS) nei cantieri edili pubblici dopo l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti.

 



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Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti19/09/2018 (07:10:31)
Pubblicate articoli interi per favore non specchietti per allodole. Noi tecnici che ci interessiamo della sicurezza NON siamo allodole...

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