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I quesiti sul decreto 81: il DUVRI nei lavori di manutenzione

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Commento a cura di G. Porreca.

Quesito

In una azienda che utilizza carrelli elevatori (muletti) è presente una ditta di manutenzione che effettua degli interventi che non superano mai i due giorni, ma comunque frequenti. Secondo le disposizioni dell’art 26 del testo unico non è prevista la redazione del DUVRI, dato che la durata degli interventi è inferiore ai due giorni come sostiene il datore di lavoro della ditta di manutenzione. A mio avviso, però, dato che la stessa ditta è quasi sempre in azienda e il suo lavoro può provocare interferenze lavorative o incidenti, il coordinamento e quindi il DUVRI e quasi indispensabile. Cosa ne pensa?


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Risposta

L’argomento di cui al quesito è stato già oggetto di un altro quesito analogo la cui risposta è stata pubblicata sul quotidiano del 3/2/2010.

I due giorni riportati nel comma 3-bis nell’articolo 26 del D. Lgs. n. 81/2008 introdotto nello stesso articolo con il correttivo di cui al D. Lgs. 3/8/2009 n. 106 allo scopo di semplificare le procedure relative alla redazione del documento di valutazione dei rischi interferenziali (DUVRI) nel caso di lavori, servizi o somministrazioni appaltati da un committente datore di lavoro e da svolgere all’interno della propria azienda, premesso che l’esonero stabilito nello stesso articolo non si applica nel caso di lavori che benché brevi possano comunque comportare rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, da atmosfere esplosive o dalla presenza di rischi particolari di cui all’Allegato XI, non vanno assolutamente riferiti, così come già sostenuto nella risposta al precedente quesito sopra richiamato, alla durata dei singoli interventi ma alla durata totale del contratto di manutenzione al quale va allegato il documento, durata che nel caso prospettato in questo quesito si presume, benché non sia stato precisato, che non sia di soli due giorni.

In definitiva, quindi, il DUVRI in casi del genere deve essere stato elaborato già prima del primo intervento e potrebbe essere anche sufficiente per ogni successivo intervento se non cambiano le condizioni e le situazioni di rischio interferenziale. Lo stesso dovrà invece essere aggiornato ed integrato nel caso in cui in uno degli interventi si constati la presenza di nuovi e sopraggiunti rischi interferenziali. 

E’ utile rammentare, infine, che l’esonero indicato dall’articolo 26 comma 3 bis del D. Lgs. n. 81/2008, così come introdotto con il correttivo di cui al D. Lgs. n. 106/2009, riguarda solo l’obbligo di cui al comma 3 dello stesso articolo e cioè la redazione del DUVRI e non anche gli obblighi di cui ai commi 1 e 2 relativi alla verifica dell’idoneità tecnico professionale delle ditte appaltatrici, all’informazione sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui esse vanno ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate, nonché gli obblighi di cooperazione e coordinamento nell'attuazione delle misure di prevenzione e protezione, adempimenti che si applicano, quindi, anche ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature ed ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni.
 


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Rispondi Autore: Telmo15/09/2010 (09:34:18)
A LEGGERE QUESTI COMMENTI..TREMONTI HA SEMPRE PIU' RAGIONE..
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (10:01:33)
Tremonti ha ragione a sragionare ed è vietato ragionare ed essere precisi e professionali? Siamo arrivati ad un tale punto di barbarie culturale ed etica? Questo la dice lunga sul declino culturale ed economico dell'Italietta dei furbi, dell'economia fondata sull'evasione fiscale, il lavoro nero, e il disprezzo per le rogole, le leggi, la dignità di chi lavora. Se poi i commenti danno così fastidio si può anche fare a meno di leggerli, come fa Tremonti che non sa neppure qual'è la legge di sicurezza vigente, nonostante foase presente al consiglio dei ministri che ha approvato il dlgs 106 che ha modificato il dlgs 81. Ma forse era distratto, eternamente distratto ...
Rispondi Autore: Marco Ascoli15/09/2010 (10:21:24)
Egregio Dubini, ha proprio ragione: il problema è proprio che siamo arrivati a tale punto di barbarie culturale ed etica.
In questo Paese ormai siamo al paradosso per il quale non ci si domanda nemmeno più il fine per il quale una tale norma è stata approvata, bensì qual'è il modo migliore per scansarsela (e farla franca..). Siamo un Paese nel quale il problema della competitività con i paesi emergenti (cina, india, brasile, taiwan, ecc) si fa livellando il nostro livello qualitativo del lavoro (welfare, sicurezza sul lavoro, ecc) al loro e non viceversa...
Voglio sperare che il suo interlocutore abbia solo bonariamente lanciato una provocazione per sottolineare le difficoltà interpretative nel nostro settore, ancora presenti, anche in presenza di una normativa che ha armonizzato e raccolto buona parte delle leggi preesistenti proprio per semplificarne la loro attuazione.
Personalmente la ringrazio per il meritorio impegno nella sua attività e confidando di avere, non tanto ministri meno "eternamente distratti", quanto meno ciechi verso le prospettive di crescita etica, sociale ed economica dell'Italia.
Cordiali saluti
Marco Ascoli
Rispondi Autore: Telmo15/09/2010 (10:42:35)
Provate per soli 6 mesi ad avere un'azienda e ad applicare alla lettera tutte le leggi, avere a che fare con dipendenti che magari non vogliono mettere i dpi, aver a che fare con una concorrenza spietata..poi ci domandiamo perchè le aziende vanno in Cina o in Romania..non è con la carta che si fa sicurezza, ma iniziando a responsabilizzare i lavoratori e non colpendo sempre e solo il datore di lavoro..La vera barbarie culturale è l'eccesso di leggi inutili. Si rilegga le dichiarazioni di Tremonti, e non si fermi solo a due parole di slogan. Less Regulation, Stop Regulation. Vivessimo in un mondo perfetto ed ideale sarei d'accordo con lei, signor Dubini, ma purtroppo non è così..
Rispondi Autore: TELMO15/09/2010 (10:49:41)
La sicurezza sul lavoro "è fondamentale", l'eccesiva burocrazia "è quasi demenziale". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, torna sulle sue parole di ieri in merito alla legge 626 sulla sicurezza del lavoro. "Cinque parole cinque dette a Bergamo alle undici di sera nel corso di una festa, ''come ad esempio la 626'', hanno fornito occasione per una polemica che mi sembra un po' eccessiva", sostiene. Per poi aggiungere: "Cerco di esprimere, a questo punto usando più di cinque parole, il mio pensiero. Civiltà e stupidità. La sicurezza sul lavoro è un'irrinunciabile conquista della civiltà occidentale. L'eccesso occhiuto di burocrazia è un derivato della stupidità".
In Europa, sostiene il ministro, "è sempre più evidente il problema dell'eccesso di burocrazia imposto in questi anni alle imprese. E' per questo che sta iniziando un ciclo opposto: stop regulation, less regulation e better regulation. La legge 626 non fa eccezione".
Nel caso della 626, "che peraltro è stata assorbita in un nuovo Testo Unico, si deve distinguere tra effettiva tutela della sicurezza sul lavoro, che è fondamentale, ed eccessiva burocrazia, che è quasi demenziale". Le regole pensate in Europa per la grande industria "sono fondamentali e inviolabili". Ma, puntualizza il ministro, "un conto è la grande industria, un conto è la piccola minima individuale impresa caratteristica dell'economia italiana".
E' qui, nella piccola industria, che "l'applicazione italiana della direttiva europea si presenta come la fabbrica dell'assurdo: di costi artificiali, di corsi di formazione fantasma, di sanzioni erratiche", sostiene ancora Tremonti. Ciò che "è stato paradossale in Italia è l'estensione parossistica alla minima impresa di regole che poco o niente hanno a che vedere con la sicurezza sul lavoro nel loro proprio contesto di funzionamento".
"Forse, anzi senza forse, di questo tipo di regole-costi si può fare a meno senza mettere in discussione la vita e la sicurezza dei lavoratori. Anzi tutelandoli ancora meglio, separando ciò che è serio da ciò che è assurdo", insiste Tremonti, evidenziando che "la concorrenza con la Cina non si fa certo sulla vita e sulla sicurezza dei lavoratori, ma evitando, dove è possibile, di farci del male da soli". Tra l'altro, si ripete, "un conto è la grande industria dove avvengono i grandi, tragici incidenti, un conto è il laboratorio di un artigiano, che magari lavora da solo senza neanche un'apprendista, costretto a diventare matto con la burocrazia. E' anche perché non capisce tutto questo, che la sinistra si allontana progressivamente e fatalmente dalla realtà".
Su questi temi, conclude Tremonti, "sarei comunque felice di una discussione con Tiziano Treu, che è stato mio professore di diritto del lavoro, e con Cesare Damiano, per la sua esperienza di governo. Mi permetto di suggerire anche una sede per il dibattito: quella degli artigiani di Mestre".
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (11:11:23)
La bolsa demagogia di Tremonti rasenta il ridicolo, vada lui a dire quali misure ha preso per il rilancio della produzione in Italia e come mai in Italia non c'è una politica industriale come ha invece la Germania, che registra una crescita economica invidiabile del 2,5%. La 626 non solo non esiste più ed è stata sostituita dal decreto legislativo 81/2008, ma non era neppure una legge, ma un dlgs di recepimento di direttive comuniotarie. Perciò gli stali li rivolga alla comunità europea, e quando sarà lui e il governo capace di far funzionare la macchina produttiva come la germania allora avrà diritto di parola, fino ad allora deve solo imparare dalla locomotiva tedesca come si manda avanti un paese. E poi, in Italia, non esistono solo gli artigiani di Mestre, ricordiamolo. E ricordiamo pure che in italia il maggior numero di infortuni è in alcune piccole imprese, dove la sicurezza viene spesso sacrificata. Se l'unico problema di Tremonti è avere l'applauso e i voti degli artigiani di mestre, come in effetti è, allora vuol dire che siamo governati male, con la demagogia e l'irrazionalità governano il paese. Le norme di sicurezza sono europee, se invece si vuole andare con Gheddafi, lo si dica, e mi pare lo si stia puire facendo sparando contro i pescatori, gli artigiani siciliani. Ma non dovevano ridurre le tasse, lo vada a spiegare tremonti, agli artigiani di mestre, e ai pescatori siciliani, perchè le promesse elettorali sono state smentite dai fatti.
Rispondi Autore: TELMO15/09/2010 (11:24:44)
E' chiaro che il suo commento è fazioso e politicamente scorretto. La barbarie è anche e sempre dare contro i propri governanti. Il governo in carica è anche il Suo Governo, democraticamente eletto da tutti gli italiani. Trovo assurdo e fuori luogo il confronto con un paese, la Germania, dove le cose sono molto diverse dall'Italia, per ragioni culturali, sociali ed economiche. Finchè in Italia ci saranno queste regole assurde e sindacati che per ragioni ideologiche si contrappongono alla vera crescita, l'Italia non potrà che vedere il declino. Non vada fuori tema, signor Dubini. Provi ad aprire una sua azienda, dopo qualche mese mi darà ragione.
Cordialmente, Telmo.
Rispondi Autore: Damiano Guerra15/09/2010 (11:46:00)
Caso concreto: oggi ero in una carrozzeria, attività soggetta al controllo dei vigili del fuoco. Ergo necessita di piano d'emergenza e tenuta di un registro di controllo dei presidi antincendio. Controlli non da poco.
Ci lavora solo il datore di lavoro e un dipendente.
La sicurezza prima di tutto? Bene, vorrà dire che licenzierà il dipendente.
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (13:57:55)
Lei Telmo (sarebbe meglio usare i propri dati anagrafici reali quando si fanno accuse come le sue) è fazioso e politicamente scorretto, perchè viene qui a fare propaganda per la sua parte politica. Il governo attuale non è stato eletto da tutti, COME LEI FALSAMENTE SCRIVE, MA DA UNA FAZIONE POLITICA TRANSITORIAMENTE MAGGIORITARIA. e in un paese libero ogni cittadino ha diritto di criticare le scelte sbagliate dei governanti. SECONDO LEI è VIETATO CRITICARE IL GOVERNO, QUANDO PERFINO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA CHE DI TALE MAGGIORANZA GOVERNATIVA FA PARTE ESPRIME CRITICHE PESANTI, Comunque qui si parla di sicurezza, e dire che il carrozziere licenzia il dipendente perchè deve tenere il registro anntincendio è semplicmente incredibile. A questo punto eliminiamo l'igiene per i dentisti, l'haccp pe ri ristoranti, e via regredendo. Qui in Italia anzichè guardare avanti si preferisce lavorare al peggio, per fortuna solo alcuni la pensano cosi.
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (14:06:41)
LA MAGGIOR PARTE DELLE AZIENDE NON HA INFORTUNI, LA LEGGE SI OCCUPA DI CHI FA CONCORRENZA SLEALE IN iTALIA e in europa (per fortuna le direttive le fanno paesi più civili come Germania e Francia) PERCHè NON RISPETTA IL DIRITTO ALLA VITA E ALL'INTEGRITà FISICA DEI LAVORATORI, non capisco chi vuole diminuire le regole di sicurezza, quando il problema riguarda solo poche aziende che non rispettano la sicurezza. Inoltre sono stufo delle dichiarazioni astratte, visto che conosco le aziende, vorrei avere conti concreti, quanto si spende fatture alla mano per la sicurezza, e qual'è il fatturato, e si scoprirà che il costo è RIDICOLO. E' falso che in Italia si spende troppo per la sicurezza, chi conosce la realtà aziendale sa bene che non è così. E poi è disdicevole che si voglia fare concorrenza sleale agli altri, negli Usa le regole di sicurezza nel cantiere sono contenute in un volume enorme, che fa impallidire il testo unico italiano, ma non fanno i piangina con la concorrenza internazionale. Servono anche nella sicurezza uomini e donne di buona volontà, non furbi che cercano solo di eludere la sicurezza e derubare chi lavora della propria integrità psicofisica. Per fortuna tutti i veri e grandi imprenditori che conosco, pur curando in modo ottimo l'efficienza aziendale, fanno di tutto per tutelare il capitale umano, la vera ricchezza aziendale e nazionale. Fare concorrenza con i 30 mila mutilati che abbiamo ogni anno in Italia a causa degli infortuni sul lavoro è indecente.
Rispondi Autore: Marco Ascoli15/09/2010 (14:56:56)
Ho scritto questa mia in pausa e la posto leggermente modificata avendo visto ulteriori commenti:
mi permetto di entrare con i piedi di piombo..io un'idea politica (ma anche di etica e di morale) ce l'ho, ma sconfineremmo nel dibattito non del tutto pertinente..allora facciamo parlare i fatti, ovvero i COSTI:
il carrozziere che licenzia è un esempio demagogico quasi come quello dei corsi fantasma a cui faceva riferimento il ministro tremonti: di cosa stiamo parlando? Registro buffetti 5 euro, verifiche semestrali sull'impianto antincendio da parte di un fornitore esterno quanto costa? Quanto un dipendente? Non credo proprio...aggiungiamo che questi costi (ma anche la formazione, dpi, ecc) si inseriscono nei bilanci e si hanno deduzioni/detrazioni..o sbaglio?

Vediamo i costi di "gestione" della mancata sicurezza sul lavoro:
1. Oltre 40 miliardi di Euro per gli indennizzi da infortuni sul lavoro (pari al 3% del PIL)
2. Oltre 5 miliardi di euro per le malattie professionali
QUESTI DATI SONO ANNUALI!!!(dati INAIL 2007, quindi approssimativi per difetto...)

Sapete quanta competitività per gli artigiani di Mestre e non solo si farebbero con 45mld di euro?
questi i costi dello Stato (quindi nostri per chi lo avesse dimenticato...)
Vediamo per il privato, piccolo o grande che sia:
Io faccio anche formazione e la prima cosa su si facciamo leva sono i motivi (a parte quelli etici a cui magari non sono interessati tutti) per i quali si fa sicurezza: perchè conviene.
Oltre ai costi visibili (aumento costi di assicurazione INAIL, eventuali danni, spese legali) che sono circa 40% del totale, ci sono i costi invisibili di immagine in modo particolare. "Bastano 30 secondi per distruggere 30 anni di impegno per costruire e mantenere una buona reputazione".
Un buon imprenditore fa leva sul fare buona sicurezza, ne trae un'opportunità. Se poi il motivo per cui fa impresa è solo arricchire se stesso e chi se ne frega della società in cui si opera e del Paese in cui si vive e dei collaboratori che contribuiscono al tuo arricchimento, beh allora non c'è discussione. Non capire che quello che sembra un costo alla fine è un vantaggio anche per l'impresa è miopia.
Esempio: non dotare di scarpe antinfortunistiche un magazziniere (e non verificarne l'uso quotidiano) fa risparmiare circa 35-70 euro. Nessun infortunio per 3 anni.: ho risparmiato al massimo 210 euro. Al 3° anno l'addetto si prende un bancale sul piede: me la cavo con meno di 10-15.000 euro? Non credo proprio; ma supponiamo che mi costi 10.000 euro, quante paia di scarpe posso comprare con 10.000 euro (detraendole)? 285 paia...e avanza qualche spicciolo..
Se si parte dal presupposto che fare sicurezza è "mettersi a posto sulla carta", che le sanzioni per il ddl sono troppo onerose e ingiuste allora hanno ragione Tremonti, Telmo e Guerra...se invece si ritiene immorale che nonostante le sanzioni 3 persone al giorno muoiano sul lavoro e 80 al giorno ne escono con invalidità permanenti...allora ci si può anche sedere intorno ad un tavolo con il comune obiettivo di migliorare la gestione burocratica (non di ridurre le sanzioni) coinvolgendo tutti gli stakeholders in campo...
cordialmente
MA
Rispondi Autore: TELMO15/09/2010 (15:34:05)
Mi spiace signor Dubini che se la prenda così. Ma chi ha tirato in ballo per primo la politica è stato Lei. La "fazione politica" di cui lei parla sono milioni di persone che hanno votato per una certa parte politica. E' barbarie e non atto civile non riconoscere ciò, oltrechè non democratico, classico di chi è all'opposizione. Opposizione che in extremis e sulla scia di una tragedia annunciata ha votato un decreto (l'81) pieno di errori e formalismi inutili. La legge (626) c'era. Bastava applicarla.
Lei è un ottimo avvocato che conosce la legge, l'ho ascoltata in molti convegni ma, mi spiace, è davvero distante dalla realtà.
Esempi concreti? Se vuole gliene posso fare un centinaio, se non la tedio e me lo chiede, ben volentieri.
Le regole ci devono essere, ma essere semplici e corrette. Nei paesi civili (per me l'Italia, il mio paese, lo è ancora, nonostante tutto) che lei cita, i servizi di prevenzione sono tali, fanno prevenzione e non sempre repressione. Mi dica lei se sia giusto che un datore di lavoro, dopo aver fornito e addestrato un lavoratore sull'utilizzo dei dpi, debba ancora prendersi la sanzione se questi non li usa..vogliamo iniziare a sanzionare il lavoratore se vi sono le circostanze per farlo? Le regole è giusto che ci siano ma le troppe o sbagliate regole sono demenziali. "Non appena mettiamo piede giù dal letto abbiamo già commesso un reato", disse qualcuno. Mi dica, signor Dubini, lei rispetta sempre e comunque i limiti di velocità, anche quelli più assurdi??
Ultima cosa, alle elezioni, votai scheda bianca.....
Cordialmente, Telmo.
Rispondi Autore: Marco Ascoli15/09/2010 (15:40:46)
il lavoratore è sanzionato per il mancato uso dei DPI, ma l'obbligo di vigilanza deve restare per forza in capo al ddl o suoi delegati

Articolo 20 . Obblighi dei lavoratori
1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
2. I lavoratori devono in particolare:
a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all?adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza;
d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell?ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l?obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.
3. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l?indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.
Articolo 59 - Sanzioni per i lavoratori
1. I lavoratori sono puniti:
a) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) ed i), e 43, comma 3, primo periodo;
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell’articolo 20, comma 3.

E oltre ciò è soggetto anche a provvedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro...fino al licenziamento.

Non aggiungo commenti
Rispondi Autore: Dott. Marco Maggioli15/09/2010 (15:46:24)
Premesso che da quando l’ing. Porreca commenta sentenze e norme su questa rubrica, i lettori, a differenza di quando pontificava l’ill.mo principe del Foro milanese, avv. Rolando Dubini, ora comprendono bene, data la sintesi e la chiarezza, ciò che leggono.
Va anche detto che essendo stato l’avv. Dubini consulente del ministero ed avendo egli, come da lui stesso ammesso, contribuito alla stesura del T.U. all’epoca dei fatti, quindi sotto il governo Prodi, è ovvio che se la prenda con il min. Tremonti e con questo governo. Del resto per la sua attività professionale si sarà fatto profumatamente pagare, così come accade per esempio presso la Zona Territoriale 1 di Pesaro – ASUR Marche, ove ha avuto un incarico presso il Dipartimento di Prevenzione.
Tuttavia un professionista del suo rango, deve limitarsi a fare chiarezza nella giungla normativa, che talvolta concorre a realizzare, ed anche nella schizofrenica giurisprudenza, sempreché sia in grado. Un professionista che riceve incarichi retribuiti dalla pubblica amministrazione, per deontologia ed etica, deve astenersi dal fare politica, dato che tale esercizio avviene non senza interesse di parte.
Vieppiù, evitare di ingigantire l’ufficio complicazioni del cittadino, che prolifera indisturbato nel sottobosco della pubblica amministrazione.
Quindi, condizione indispensabile per parlare di sicurezza sul lavoro, è quella di conoscere i luoghi di lavoro (fabbriche, botteghe, laboratori e cantieri), senza cognizione dei quali si fa filosofia.
Eppertanto, la sicurezza sul lavoro non la fanno montagne di carta, così come ridicole regole come la "data certa" o il DUVRI. La sicurezza sul lavoro la gestiscono i datori di lavoro nel realizzare le condizioni di sicurezza (macchine, impianti, sostanze chimiche, protezione collettiva ed individuale), ma in primis i lavoratori, nel seguire le procedure di lavoro in sicurezza grazie all’addestramento,formazione e informazione ricevuta.
Tutto il resto è tempo perso. Dia retta avv. Dubini, ad uno che questo mestiere lo fa da 25 anni in prima linea.
Rispondi Autore: Telmo15/09/2010 (15:54:20)
Per Marco Ascoli: visto che è un "formatore" vada a leggere e ripassare cosa dice la giurisprudenza in merito al mancato utilizzo dei dpi da parte dei lavoratori..e cosa deve fare il datore di lavoro (vigilare, vigilare, vigilare..).
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (15:55:31)
Invito il dott. Marco Maggioli a moderare i termini, visto che si è spinto ai limiti della querela, riguardo alla quale mi riservo di agire visto l'attacco alla persona volgare cui Lei si è spinto. Che poi il professionista che opera, in modo del tutto marginale, per la pubblica amministrazioni con compensi che sono assai modesti, debba anche giurare fedeltà al governo in carico, lo trovo di una presuntuosità che ha molto a che fare col modo attuale di governare il paese. E non do retta a chi opera nelle aziende da 25 anni, perchè io stesso è da 21 anni che frequento le aziende e i cantieri. io aiuto le aziende a rispettare la vita dei lavoratori, e ritengo che questa sia la cosa da discutere, e non le esternazioni sulla sicurezza di un ministro cui mancano i fondamentali in materia.
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (15:59:03)
Vigilanza sull'uso dei dpi
Obbligo elementare del datore di lavoro, così come l'arbitro controlla le scarpe dei calciatori affinchè siano regolari,e se non lo sono impedisce loro di giocare con scarpe non regolamentari, laddove è in gioco l'integrità del lavoratore il datore deve a naggior ragione vigilare sull'uso dei dpi. E' tutto molto semplice e chiaro, la semplicità difficile a farsi tuttavia viste le tragedie che ogni giorno ci comunicano i massmedia, o peggio conosciamo nella nostra vita professionale.
Rispondi Autore: Telmo15/09/2010 (16:15:55)
Vede sig. dubini, lei dice che è semplice, ma non sempre lo è. Molti sono i lavoratori che non vogliono mettersi le scarpe (per fare un esempio semplice) perchè per loro sono scomode e fanno sudare il piede, etc. etc. Nonostante datore lavoro, rspp, medico abbiano fatto di tutto..ora, secondo lei è giusto che sia ancora il datore di lavoro a pagare? Certo c'è l'ammonizione, il licenziamento..e se dopo essere stato ammonito magari il lavoratore si fa una bella mutua? o dopo il licenziamento va da un certo sindacato che combatte per il reintegro?
Mi spiega poi l'utilità del RLS nelle micro aziende o di quello territoriale che, laddove esistono gli Organismi Paritetici spesso non si vede neanche?
Giusto per fare un paio di esempi..
Che Tremonti non abbia i fondamentali in materia o che il governo sia presuntuoso sono opinioni personali e di parte che non rendono giustizia al discorso e non aiutano certo ad inquadrare il problema.
Rispondi Autore: Rolando Dubini15/09/2010 (16:23:40)
Il sig. Telmo prima lancia il sasso, e cita lui per primo con approvazione ed ammirazione Tremonti in una discussione che invece riguardava la nozione di esenzione dall'obbligo del duvri, poi nasconde la mano si lamenta che qualcuno risponde a tono e negativamente (incluso questo sito che non ha apprezzato il ministro sul tema)al Suo elogio sperticato di Tremonti in materia di sicurezza del lavoro, materia che Tremonti ignora al punto tale di non sapere neppure qual'è il decreto legislativo vigente in materia, decreto poi approvato e consacrato dal suo stesso governo, che avendo avuto l'opportunità di riscriverlo, lo ha col dlgs 106/2009 sostanzialmente confermato in toto. Quanto alle scarpe, in tutte le aziende serie si usano senza discussioni, quando si discute delle scarpe in realtà si tratta di altro, basse retribuzioni, clima aziendale pessimo, stress lavoro correlato, ecc. ecc. Come dice il presidente della repubblica, il testo unico è uno strumento indispensabile. E gli strumenti si usano.
Rispondi Autore: TELMO15/09/2010 (16:39:18)
Io ho detto che Tremonti aveva ragione, non che il Governo filtra con Gheddafi (tra l'altro, se molte nostre imprese lavoreranno per la Libia magari qualcuno si ricrederà) o è presuntuoso, demagogico o populista. Quello che ha detto Tremonti poteva dirlo il sig. NESSUNO, sarebbe stato giusto lo stesso.
Sul riscrivere il Testo, sa benissimo anche lei, che non sarebbe stato così facile farlo, soprattutto con le faziosità di certi sindacati. Veda l'articolo definito "salva manager" che era davvero un passo avanti. Il d.Lgs. 81/08 è un testo intriso di antichi vizi ideologici, il padrone che sfrutta l'operaio. E questo l'ha confermato, in altro ambito, anche il sig. Marchionne nella vicenda Fiat. Siamo nel 2010, sig. Dubini, la vera cultura ed il vero progresso è il rispetto dei lavoratori, non considerandoli come degli ignoranti ma responsabilizzandoli. Le aziende che seguo non sono nè stressate come dice lei (e qui potremmo aprire una bella polemica anche su questo) nè caratterizzate da un brutto clima aziendale, o basse retribuzioni, anzi. Ma è la REALTA' delle piccole aziende che fanno fatica a stare sul mercato, tra concorrenza, consulente del lavoro, commercialista, consulente della sicurezza, della qualità, della privacy, dei rifiuti..norme e leggi che cambiano..No signor Dubini, davvero, apra un'azienda, magari metalmeccanica, faccia quest'esperienza. Poi si ricrederà. Cordialmente. Telmo.
Rispondi Autore: Luigi Matteo Meroni15/09/2010 (16:44:04)
Un paese si appoggia su delle norme che ne regolano la convivenza civile e che debbono essere rispettate dai cittadini.
Un Ministro della Repubblica quelle norme dovrebbe conoscerle, soprattutto quando le firma. PuntoSicuro non fa attacchi politici ne' si schiera in alcun modo. PuntoSicuro ha a cuore la sicurezza nei luoghi di lavoro, così come solo questa sta a cuore di chi ci scrive appassionatamente da anni (come l'Avv. Rolando Dubini).
Dire che la norma è migliorabile e semplificabile è giusto, soprattutto se detto da tecnici come i lettori di PuntoSiucro che sono sul campo tutti i giorni.
Dire che non possiamo permetterci il "lusso della 626", non è accettabile come è stato ribadito in un editoriale dei giorni scorsi, anche perchè la NON sicurezza è antieconomica come dimostrato anche recentemente da indagini della commissione europea (i lettori assidui sanno a cosa mi sto riferendo). Detto da un Ministro dell'Economia il concetto è quantomeno criticabile!
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini15/09/2010 (16:56:58)
Il sig. Telmo pensa di sapere solo lui cosa vuol dire essere un imprenditore di una piccola azienda, eppure lui non lo è. Mio padre era un piccolo imprenditore, quindi diciamo che forse io so meglio di lei cosa significa. Il costo è dei consulenti, da quel che scrive Lei, e non tanto della sicurezza in se. A questo si potrebbe ovviare se il testo unico fosse effettivamente attuato, se il governo avesse emanato le procedure standardizzate previste dal dlgs 81/2008 per le piccole imprese, ma l'attuale governo pensa a tutto tranne che ad attuare quello che è scritto nell'articolo 29 del dlgs 81, ovvero le procedure standardizzate, e non ha la minima intenzione dei emanare i vari decreti applicativi. Quindi Tremonti deve chiedere a se stesso perchè lui e il consiglio dei ministri ancora non discute le procedure semplificate previste dall'articolo 29 del dlgs. 81. Questo, sig. Telmo, vanifica tutte le sue riflessioni politiche di consacrazione di Tremonti. Lei poi mi cita Marchionne, e si lancia in un pistolotto ideologico incomprensibile in questa sede, ma io le propongo questo: io ammiro il modello Fiat in materia di sicurezza del lavoro, facciamo che tutte le aziende italiane abbiano almeno la gestione della sicurezza che ha la Fiat. che ne dice?
Rispondi Autore: Telmo15/09/2010 (17:15:21)
Caro sig. Dubini, lei continua a citare governo e politica ma non risponde alla sostanza ed esula da quello che è il campo di discussione. Metta un attimo da parte il suo "odio" politico-ideologico (che comuqnue rispetto perchè sono democratico) e rifletta sul problema. Non sono un imprenditore ma ne sono a contatto con essi tutti i giorni e vedo le difficoltà che devono superare. Suo papà era un piccolo imprenditore, ha detto bene, era, quando le regole erano più semplici e meno inutili. Forse se suo papà fosse ancora imprenditore adesso, potrebbe magari instaurare con lei qualche bel dibattito post cena sul D.Lgs. 81/08. Quello che fanno le grosse aziende in materia di sicurezza lo possono fare proprio perchè hanno i mezzi, ma si ricordi (e ne ho l'esempio diretto con tanti miei picooli clienti) che molto spesso richiedono tanta carta ma sul campo le cose si svolgono molto diversamente. Infine, dico grazie al governo di non aver emanato ancora molti dei decreti attuativi che il governo che lei ha votato aveva previsto. Less regulation, better regulation.
Cordialmente, Telmo.
Rispondi Autore: Marco Ascoli15/09/2010 (17:51:38)
Non sono e non voglio passare per avv. difensore dell'Avv. Dubini, che non ha certo bisogno dell'assistenza di un semplice utente come me, ma il tema è appassionante e poichè non ho perso la capacità di indignarmi e di lottare per affermare una posizione valoriale che ritengo fondamentale nella mia vita, mi scuso, ma continuo a intervenire

"ma sul campo le cose si svolgono molto diversamente"...Sig. Telmo, se ciò accade è grazie a nostri colleghi che invece di fare sicurezza fanno solo carta e consulenza...i corsi fantasma li consiglia qualcuno, o no? Non è il suo caso, Lei sicuramente nelle sue esperienze professionali agirà per il meglio, ma molti ddl chiedono "qual'è la strada più breve ed economica?" (in barba alla reale sicurezza) e i consulenti indicano...alla stessa stregua dei commercialisti (Tremonti...) per intendersi. Certo la responsabilità effettiva è sempre del ddl, ma... La verità è che professionisti stile "giorgio ambrosoli" tanto per capirci, sono perle rare.
Quanto ai decreti attuativi, mi scusi Telmo, ma le sue argomentazioni sono davvero oltre il limite della faziosità; avrà pure votato scheda bianca, ma parteggia apertamente con tesi senza fondamento. Se tali decreti servono a indicare delle procedure semplificate per l'adempimenti degli obblighi connessi al TU pensare che sia un bene che non siano stati emanati (e ringraziare anche il governo per questo) significa difendere l'indifendibile in modo ridicolo.
Potremmo stare a discutere per ore, ma è il dato culturale di partenza che appare troppo divergente tra le parti per potersi incontrare..
Una riflessione su un tema importante trattato da Telmo: la differenza tra grandi e piccole aziende. Questo è un problema decisivo, non solo per la sicurezza ma per il sistema Paese nel suo complesso.
E' vero che è più "facile" fare sicurezza nelle grandi imprese, così come è vero che il livello di competitività dell'Italia dovrà passare necessariamente attraverso una trasformazione delle piccole imprese in medie e grandi, altrimenti il declino sarà inesorabile.
PS Telmo in merito ai costi della sicurezza non ha fatto alcun commento...allora condivide?
Rispondi Autore: Telmo15/09/2010 (18:25:23)
Mi sembra di aver già risposto esaurientemente. Sui costi lei cita solo le scarpe, che come costo è irrisorio. Ma provi a prendere ad esempio una falegnameria con 1 dipendente..Ha presente, già solo, per le valutazioni del rischio, ovvero per la carta, quanto costa? rumore, vibrazioni, campionamenti, atex, mmc, etc. etc.+ formazione+visite mediche+dpi+impianti+etc. etc. Provi a fare un conto globale, e poi inizi a spuntare tutto ciò che è pura carta da ciò che è utile..Passa la voglia di assumere!
Sui decreti dico "bravi" perchè sono riusciti a fermare quanto di male (per me, ovvimente) il governo precedente ha fatto. Ma soprattutto non si fermi alle 5 parole di Tremonti, rilegga tutta la dichiarazione al completo e mi dica se non è condivisibile. Se poi qualcuno vuole fare i puntigli sul perchè abbia detto 626 e non 81, beh, penso non valga neanche la pena discuterne..
Rispondi Autore: dott. Marco Maggioli15/09/2010 (19:04:53)
Ho forse detto cose o citato fatti non veri?
Avanti mi quereli
Ma smetta di fare politica in nome della sicurezza sul lavoro.
Faccia l'avvocato, on.le Dubini
Rispondi Autore: Marco Ascoli16/09/2010 (09:07:52)
rumore (utile in falegnameria, 1 volta ogni 4 anni)
vibrazioni (utile, ma si fa sulla carta)
campionamenti
atex (carta)
formazione (utilissima)
visite mediche (non sono utili?)
dpi (utili)
impianti (le verifiche periodiche, utili...se poi non si fanno i controlli ma si vuole solo il pezzo di carta per stare a posto è altra cosa)
Ho provato a fare un conto globale, e spuntato tutto ciò che è pura carta da ciò che è utile..e ciò conferma che le nostre posizioni non potranno mai essere convergenti proprio per una questione, non sulle questioni di praticità e sburocratizzazione sulle quali concordiamo, bensì di diversità culturale e di approccio alla materia... ma è un Paese libero quindi possiamo pensarla legittimamente in modo diverso...
Solo una nota a titolo personale: gli addetti ai lavori di questa materia spero non vadano in giro ad esternare con i propri clienti concetti così deleteri e devastanti per la cultura della sicurezza...sarebbe come se un poliziotto dicesse al ladro: fosse per me non bisognerebbe arrestarti, ma è una legge assurda che me lo impone...

PS
la 626 è la traduzione delle direttive comunitarie (errori compresi) fatta dal 1° governo Berlusconi...Quali di questi obblighi, atex a parte, non erano già previsti? Credo non sia Dubini ad essere di parte, ma lei...
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini del Foro di Milano16/09/2010 (09:26:00)
1. Maggioli
Premesso che da quando l’ing. Porreca commenta sentenze e norme su questa rubrica, i lettori, a differenza di quando pontificava l’ill.mo principe del Foro milanese, avv. Rolando Dubini, ora comprendono bene, data la sintesi e la chiarezza, ciò che leggono.

1. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio del Dott. Maggioli
Critica del tutto immotivata in relazione all'argomento in discussione. Il dott. Maggioli non entra nel merito del mio primo intervento sul Duvri e con disprezzo dichiara che io avrei "pontificato" e usa altri aggettivi nel tentativo fantozziano di ridicolizzare l'avversario nelle idee. La scorretta e sottilmente diffamatoria strategia del dott. Maggioli è quella di aprire la discussione cercando di sminuire lo scrivente in partenza, come persona che "pontifica" e scrive senza capacità di "sintesi e chiarezza". Si tratta di un attacco personale che noon ha nulla a che vedere con l'oggetto della discussione che segue, e del tutto gratuito ed evidentemente non è condiviso dalla redazione di Punto Sicuro che da molti anni concede spazio alle mie opinioni e pubblica i miei libri. D'alra parte pure Maggioli è autore di pubblicazioni in materia, e quindi forse c'è anche un intento concorrenziale, peraltro non limpidissimo.

2. Maggioli
Va anche detto che essendo stato l’avv. Dubini consulente del ministero ed avendo egli, come da lui stesso ammesso, contribuito alla stesura del T.U. all’epoca dei fatti, quindi sotto il governo Prodi, è ovvio che se la prenda con il min. Tremonti e con questo governo.

2. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio del Dott. Maggioli
Ho contribuito al Testo Unico con il governo prodi, ma questa è una mezza verità. Ho contribuito pure al decreto correttivo n. 106/2009 del governo Berlusconi e ho sempre sostenuto anche in polemica con i critici che il decreto correttivo dell'attuale governo non è un pessimo decreto, ma è un buon decreto. Quindi la mezza verità del Dott,. Maggioli, in quanto incompleta e tesa a presentarmi come esperto di parte è in realtà una volgare mezza menzogna. Non è affatto ovvio che me la prenda col ministro Tremonti, me la prendo perchè si è avventuaro in una materia che non conosce con dichiarazioni piene di strafalcioni, ma ritengo pure che il ministro Tremonti quando si muove sul terreno che ben conosce che è quello della politica economica e della gestione finanziaria delle risorse statali sa molto bene quel che fa e dice, ed è estremamente preparato. Quindi io non ho espresso un giudizio negativo in generale contro la persona e contro la funzione del ministro Tremonti, perchèp solo un idiota se la può prendere in modo generale contro una persona, ma contro una sua scellerata dichiarazione. Tutti possono sbagliare, e tra l'altro ritengo che il ministro Tremonti sia uno dei ministri migliori degli ultimi anni.

3. Maggioli
Del resto per la sua attività professionale si sarà fatto profumatamente pagare, così come accade per esempio presso la Zona Territoriale 1 di Pesaro – ASUR Marche, ove ha avuto un incarico presso il Dipartimento di Prevenzione.

3. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio del Dott. Maggioli
Altra osservazione del tutto inutile, velenosa e sleale in pieno stile Feltri (faccionotare che lo stile Feltri è stato ritenuto inaccettabile da un importante esponente della maggioranza che governa, l'educato onorevole Maurizio Lupi): il profumatamente non so cosa voglia dire per compensi di 80,00 euro detti all'ora. Se vuol dire questo, allora conviene a chi ha bisogno di un consulente di rivolgersi al dott. Maggioli, che sicuramente potrà garantire tariffe assai meno profumate, e probabilmente si acconteterà di compensi di 40 euro all'ora, e magari anche meno.

4. Maggioli
Tuttavia un professionista del suo rango, deve limitarsi a fare chiarezza nella giungla normativa, che talvolta concorre a realizzare, ed anche nella schizofrenica giurisprudenza, sempreché sia in grado. Un professionista che riceve incarichi retribuiti dalla pubblica amministrazione, per deontologia ed etica, deve astenersi dal fare politica, dato che tale esercizio avviene non senza interesse di parte.

4. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio e diffamatorio del Dott. Maggioli
Io non so se il dott. Maggioli è iscritto ad un ordine professionale che controlla dal punto di vista deontologico il comportamento dei propri iscrtti, io sono iscritto all'ordine degli avvocati del foro di Milano e non ritengo perciò di dover rendere conto al dottor Maggioli, di quel che faccio, che guadagno e scrivo.
Maggioli, con bella compostezza professionale, ritiene di poter lui decidere su quel che lo scrivente deve fare, e con una osservazione certo poco elegante e sicuramente neanche tanto velatamente velenosa aggiunge "sempre che lo si sappia fare".
Pecc ato che il dott. Maggioli, che evidentemente ritiene di saper fare meglio di tanti altri, eviti accuratamente di entrare nel merito della vera discussione che avevo iniziato sul campo di applicazione dell'art. 26 del d.lgs. n. 81/2008. Lo sa fare?
Incredibile l'affermazione finale, Maggioli priva del diritto di parola chinque abbia rapporti retribuiti con la pubblica amministrazione, scambiando i limiti al diritto di elettorato attivo (possibilità di candidarsi alle elezioni politiche e amministrative) col diritto costituzionale di esprimere le proprie opinioni, diritto di critica, per fare un esempio, che i magistrati hanno giustamente esercitato in molte occasioni contro alcune scelte legislative dei vari governi.
Gioverebbe rileggersi, o leggere per la prima volta, l'art. 21 della Costituzione, il quale proclama che: ""tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
Tutti ma, secondo Maggioli, non l'avv. Dubini.


5. Maggioli
Vieppiù, evitare di ingigantire l’ufficio complicazioni del cittadino, che prolifera indisturbato nel sottobosco della pubblica amministrazione.
Quindi, condizione indispensabile per parlare di sicurezza sul lavoro, è quella di conoscere i luoghi di lavoro (fabbriche, botteghe, laboratori e cantieri), senza cognizione dei quali si fa filosofia.

5. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio e diffamatorio del Dott. Maggioli
Evidentemente Maggioli ritiene con modestia di fruire di un punto d'osservazione prioritario e privilegiato rispetto un po a tutti, per scrivere una osservazione che francamente pare senza capo ne conda, a meno che riguardi proprio il ministro Tremonti, che sicuramente non ha mai frequentato fabbriche e cantieri e mai di persona si è occupato di tragici infortuni sul lavoro, mentre questo purtroppo è accaduto, come legale e come consulente ,a chi scrive.

6. Maggioli
Eppertanto, la sicurezza sul lavoro non la fanno montagne di carta, così come ridicole regole come la "data certa" o il DUVRI.

6. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio e diffamatorio del Dott. Maggioli
E' singolare che un esperto come il dott. Maggioli se la prenda con furore politico e ideologico inesplicabile con la data certa, un meccanismo teso a contrastare la predisposzione di falsi documenti di valutazione dei rischi e di piani di sicurezza postici preparati ad arte dopo gli infortuni al fine di ingannare le asl e i pubblici ministeri, o addirittura col Duvri, quando in Italia l'85% dei morti sul lavoro si verifica proprio negli appalti.
Piccolo inciso a carattere psicologico: Alfred Adler legge la vita dell'uomo in funzione del suo avvenire e questo perché l'individuo è guidato dal desiderio di superiorità, dalla ricerca di somiglianza divina, dalla fede nel suo potere psichico. La volontà di potenza, il sentimento sociale e la finzione sono le tappe principali del percorso individuale.

Dopo la potente e roboante affermazione iniziale occorre riflettere sulla portata di quel che Maggioli proclama con bella sicurezza: evidentenemente la sua lunga e attenta frequentazione di cantieri e fabbriche gli ha suggerito che la sicurezza negli appalti e l'effettiva e tempestiva predisposizione dei documenti di sicurezza è inutile. A questo punto ci si potrebbe chiedere se e perchè opera professionalmente in questo settore, se ritiene inutile e controprocente quel che si deve obbligatoriamente fare per legge, e se lui è in materia autore di documenti inutili, come dvr e duvri, quindi autore di qualcosa che fa senza la benchè minima passione, visto che secondo lui sono cose "inutili". Forse gli conviene dedicarsi ad un mestiere più congeniale alle sue potenti credenze politiche di paladino di qualunque scelta di qualunqie ministro dell'attuale governo.
Faccio notare che il ministro competente, quello del lavoro, Sacconi, si è ben badato dal prendere posizione o le difese di Tremonti, e mai usa i toni da crociata usati nei miei confronti dal Maggioli, e la cosa non è priva di significato, ed è pure molto istruttiva sullo stile, al di la delel convinzioni politiche sulel quali non intendo in alcun modo discutere qui e col dott. Maggioli. Io discuto di sicurezza, e se chi parla di sicureza è un politico, non mi tiro indietro e analizzo tecnicamente quel che dice. E se dice assurdità non taccio, me mi farà tacere il dott. Maggioli. Il re è nudo.

7. Maggioli
La sicurezza sul lavoro la gestiscono i datori di lavoro nel realizzare le condizioni di sicurezza (macchine, impianti, sostanze chimiche, protezione collettiva ed individuale), ma in primis i lavoratori, nel seguire le procedure di lavoro in sicurezza grazie all’addestramento,formazione e informazione ricevuta.
Tutto il resto è tempo perso. Dia retta avv. Dubini, ad uno che questo mestiere lo fa da 25 anni in prima linea.

7. Osservazioni Dubini sull'intento denigratorio e diffamatorio del Dott. Maggioli
La sicurezza la fa chi ha i quattrini e il potere decisionale, il campo ove si lavora lo decide il datore di lavoro. E' da li che si parte, in primis, e le procedure certo i lavori devono rispettarle, ma purtroppo la maggior parte delle aziende per molte attività cruciali in materia di sicurezza e igiene del lavoro le procedure non le ha, e per dirne un'altra la maggior parte dei modelli organizzativi dlgs 231/2001 non si occupa in alcun modo della corretta gstione degli appalti.
Sui 25 anni, credo di non dover subire queste lezioncine dal dott. Maggioli, essendo 21 anni che vado nelle aziende, essendo pure presidente di tre organi di vigilanza di tre improtanti aziende, visto che frequento il terreno aziendale da sempre.
"Sul tempo perso posso suggerire al dott. Maggioli la lettura dell'eccelllente romanzo di Macel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, dove ad un certo punto si dice che "La realtà è il più abile dei nemici. Lancia i suoi attacchi contro quel punto del nostro cuore dove non ce li aspettavamo e dove non avevamo preparato difese".
"
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini16/09/2010 (10:03:11)
Interpretazione dell’articolo 26, comma 3-bis, nella parte in cui deroga all’obbligo di redazione del DUVRI nel caso di “lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni…”
Secondo il Dott. Guariniello i “due giorni” indicati dall’articolo 26, comma 3 bis sono da riferirsi alla durata dei “lavori o servizi” indipendentemente dalla loro continuatività . Infatti laddove il legislatore ha ritenuto di vincolare una durata temporale al requisito della continuatività lo ha fatto in modo espresso. Ad esempio nell’articolo 41, comma 2, lettera e-ter) che disciplina la visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute, si fa riferimento ad una “durata superiore ai sessanta giorni continuativi”.
D’altra parte, come osserva il Dott Colace, se si ammettesse una diversa interpretazione la norma potrebbe essere elusa sospendendo ad arte la prestazione in modo da non realizzare mai interventi di durata superiore a due giorni.
Il Dott. Guariniello sottolinea poi che la deroga indicata dall’articolo 26, comma 3 bis riguarda solamente l’obbligo di cui al comma 3 (redazione del DUVRI) e non anche le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 (verifica dell’idoneità tecnico professionale, informazione sui rischi specifici esistenti nell’ambiente sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate, cooperazione e coordinamento all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione) che quindi trovano applicazione anche ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni
verbale incontro della Procura di Torino con gli operatori ASL 18-12-2010
Rispondi Autore: Telmo16/09/2010 (14:42:09)
Il sig. Ascoli non abbia da temere..le aziende che seguo, anche a fronte di ispezioni Asl, non hanno mai avuto verbali e molte altre sono state premiate dall'Inail (riduzione tasso) grazie agli interventi migliorativi effettuati.
Non ha capito o non ha voluto capire la mia provocazione.
Ma gli imprenditori sono stufi e non lamentiamoci poi se le aziende chiudono per il carico eccessivo di burocrazia o perchè hanno dimenticato un foglio di carta..
Per il sig. Dubini: io trovo ingiusto che una legge (sull'art.26 o su altre cose) debba essere interpretata. Una legge dovrebbe avere prima di tutto i requisiti della chiarezza.
Rispondi Autore: Marco Ascoli16/09/2010 (15:12:42)
ma infatti io non mi riferivo a Lei..era un discorso in generale.

Sulla chiarezza delle norme: questo si che è giusto! Infatti il governo ha previsto un ministero ad hoc per la semplificazione...sarebbe bello che accadesse quello che auspichiamo, cosi ripartirebbero gli investimenti esteri frenati da questa giungla di norme e si potrebbe evitare ancora di parlare di processo breve!
Rispondi Autore: dott. Marco Maggioli16/09/2010 (16:49:13)
1. Avv. Dubini, le rammento che il sottoscritto ha diritto di esprimere il proprio pensiero e dare un giudizio circa la chiarezza e la sintesi con cui l’ing. Porreca si esprime rispetto a Lei.
Lo scrivente non è autore di pubblicazioni in materia, non so da dove le sia arrivata questa notizia, forse lei mi confonde con l’editore. Dacché nessun intento concorrenziale. Eppoi concorrenziale verso chi? Non ho mai usato la politica per vivere e lavorare.
Dal che nessun intento denigratorio.

2. Lei ammette di avere contribuito al Testo Unico con il "governo Prodi" e contribuito pure al decreto correttivo n. 106/2009 del "governo Berlusconi" se lo ha affatto a titolo gratuito allora mi tolgo il cappello, viceversa ho affermato una indiscutibile verità. In ogni caso ho il pieno diritto di sostenere che la "data certa" è una boiata pazzesca, parafrasando Fantozzi. Cosi come ho pieno diritto di sostenere che il DUVRI è un’altra inutile incombenza per i destinatari della norma, perché lei conosce forse meglio di me, che per i TT.PP. UU.PP.GG. delle AA.SS.LL. entrare nel merito di un DUVRI, dato il carico di lavoro loro assegnato, è impresa ardua.
Quindi nessun intento denigratorio.

3. Lei avv. Dubini ammette altresì di avere avuto incarico presso il Dipartimento di Prevenzione della Zona Territoriale 1 di Pesaro – ASUR Marche,
quindi ho evidenziato un’altra verità. Quanto al compenso orario pari ad 80,00 euro netti, in relazione al quale non voglio commentare e meno che meno osservare sulla sostanza del compenso, sono questioni che non mi riguardano.
Tuttavia vorrei tranquillizzarla, giacché il sottoscritto non solo non fornisce consulenze di questo tipo, ma non ha minimamente pensato di farle concorrenza ne a lei, ne ad altri, ne sul compenso orario ne sui contenuti. L’attività professionale è una cosa seria, non si svende mai il sapere.
Lasci stare Feltri e l’On. Lupi, non vedo nesso di contenuto.
Quindi nessun intento denigratorio.

4. Avv. Dubini, un professionista, che commenta e spiega le leggi su autorevoli riviste specializzate, sui forum e in favore della P.A. attraverso incarichi retribuiti e non, deve farlo per aiutare i soggetti obbligati a comprendere meglio le norme, e se è vero che non deve rendere conto di quel che guadagna, è preciso suo dovere rendere conto di quel che scrive. Deontologia ed etica professionale non vanno confuse con il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero o con il diritto di elettorato attivo, come le verdure scaraventate in pentola coi fagioli e cotiche.
Il sottoscritto, non ha mai sostenuto di saperne più degli altri, perché con spirito di umiltà ha sempre ritenuto utile il confronto, ma vivaddio l'art. 26 del D.lgs. n. 81/08 è di una chiarezza disarmante, come l’art. 21 Costituzione Repubblicana.
Quindi nessun intento denigratorio.

5. Quanto alla distribuzione delle responsabilità dei soggetti destinatari della norma, ai modelli organizzativi del lavoro nei cantieri, fabbriche, botteghe e laboratori artigiani, se mi fossi confrontato con un ragioniere del Catasto, non avrei preteso di ottenere risposte esaustive, orsù Avv. Dubini ma da uno specialista come lei lo pretendo.
Vede avv. Dubini, se il mio lavoro quotidiano consiste nel bonificare o intervenire su recipienti chiusi, silos o cisterne, so che devo entrare con un respiratore autonomo, se non lo faccio per negligenza metto a rischio la mia vita "punto".
Finché non si arriva a capire che gli attori principali della sicurezza sono i lavoratori, che hanno l’obbligo di seguire le procedure di lavoro in sicurezza grazie all’addestramento, formazione e informazione ricevuta, non si va da nessuna parte.
Dia retta avv. Dubini, non ad uno che questo mestiere lo fa da 25 anni in prima linea, dentro le fabbriche e cantieri sporcandosi le mani e i piedi, ma al buon senso.
Dal contenuto dei suoi scritti credo che lei dentro una fabbrica, non sia andato oltre gli uffici, e se c’è stato, vi ha trascorso poco tempo per rendersi
conto di quel che accade.

6. Altro appunto che mi sento di muovere è che la legge è legge, che la Corte di Cassazione non fa, ne modifica la legge, la applica tutt’al più esprime un suo orientamento, a volte violando il diritto.
Vieppiù il PM Dott. Guariniello, il cui mestiere è quello di cercare le prove per mettere sotto processo un presunto reo.

Avv. Dubini, non mi pare trattarsi di un caso così grave da dover scomodare Alfred Adler.
Mi permetta, devo confessarle che leggendo le sue repliche alle mie, ho sorriso soprattutto sui riferimenti e nessi da lei mossi.

Cordialità
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini16/09/2010 (21:37:53)
Secondo il Dott. Maggioli, di cui non conosco la competenza giuridica, ma deve possederna parecchia oltre ad andare in fabbrica più di tchiunque altro, "la Corte di Cassazione non fa, ne modifica la legge, la applica tutt’al più esprime un suo orientamento, a volte violando il diritto". Di fronte a tanta competente sicurezza mi arrendo, faccia Lei i commenti giuridici sulle violazioni del diritto da parte della Cassazione, siamo ansiosi di apprendese dalla sua scienza giuridica e dalla sua ineccepibile logica deduttiva quanto serve per fare quella vera sicurezza di cui Lei è il depositario definitivo.
Però qui a beneficio dei molti che leggono opinioni sul diritto formulate da persone che rivelano con le loro considerazioni di non possedere neanche i più elementari attrezzi del mestiere, non essendo giuristi di professione (ma Lei lo è sicuramente dott. Maggioli, vista la sicumera dei giudizi che esprime al riguardo, però è strano sull'argomento vero di questa discussione, l'art. 26 lei si limita a freddure, mentre le preme di più Tremonti) devo riportare una citazione. Premetto: chi andrebbe da un ingegnere per farsi curare i denti, o da un dentista per farsi redigere un progetto esecutivo? Nessuno, probabilmente, e invece nel nostro settore esiste la straordinaria circostanza per la quale persone che a volte non leggono neppure l'intero testo di legge, non lo studiano, non sanno cosa vuol dire lettura sistematica o ignorano l'articolo 12 delle preleggi al codice civile si lanciano in giudizi quantomeno azzardati e inventano concetti, si pensi al famigerato datore di lavoro delegato, che nessuna legge e nessuna sentenza cita, eppure migliaia di consulenti vanno in giro a dire alle aziende che si può fare ...

Scrive il mio maestro di diritto Raffaele Guariniello:
Nessun paese – se non qualcuno fra quelli in via di sviluppo – ha la nostra inesauribile fertilità d’invenzione normativa sulla sicurezza del lavoro. Del nostro colore locale fa parte oramai un’enorme quantità di prescrizioni: disposti costituzionali, leggi, regolamenti e una fitta costellazione di circolari, contratti di lavoro, regole tecniche.

In compenso, però, la più grande confusione domina nella letteratura sull’argomento, non a caso per oltre nove decimi prodotta da tecnici, medici, funzionari, ““falsi giuristi”(”con rude schiettezza, nel 1944, un “vero giurista” additò in parecchie “specialità”, come all’epoca il diritto corporativo, “materie che si prestano più facilmente agli assalti degli improvvisatori, dei dilettanti, dei giornalisti, alla loquacità dei paglietta, alle smanie di popolarità dei giudici tipo Magnaud, all’arrivismo di certi aspiranti all’insegnamento”). Senza nemmeno i più elementari attrezzi del mestiere, ci si adagia a scimmiottare vieti luoghi comuni, o si buttano giù formule all’ingrosso, che sulle prime possono sedurre, ma alla distanza lasciano di stucco per il loro ingenuo cinismo costituzionale. (Se il lavoro uccide)

Rispondi Autore: cittadino della Repubblica17/09/2010 (08:42:59)
"6. Altro appunto che mi sento di muovere è che la legge è legge, che la Corte di Cassazione non fa, ne modifica la legge, la applica tutt’al più esprime un suo orientamento, a volte violando il diritto. "

siamo alle comiche finali...questo è il nostro Paese, gente!
Rispondi Autore: Dott. Maggioli17/09/2010 (22:41:45)
Avv. Dubini, a me basta conoscere la sua, di conoscenza giuridica, per giudicarla.
C’è una confusione tale nella sua mente, che da come scrive, a volte perde la rotta da solo.
Leggendo quello che ha scritto in precedenza, ha messo in viso un persistente sorriso anche ad un paio di miei amici. Diritto della comicità, oserei definirlo, quando lei per ribattere alle mie, descrive se stesso. Giuro, non avevo mai conosciuto una persona simpatica ed autoironica come lei.
Piuttosto, lei che è un uomo di legge, suggerisca al fantasma dal "sinistro" nome cittadino della Repubblica, BIRMANA aggiungo io, di studiarsi la Carta del diritto italiano, prima di dar fiato alla bocca e movimento alle mani.
Io non sono depositario di nulla, uso solo la ratio ed il buon senso.
Rispondi Autore: Dott. Marco Maggioli17/09/2010 (23:28:56)
Per comprendere la certezza del diritto, vigente in Italia basta rileggersi la "Saga" messa in scena dagli Ermellini.

(Cassazione 17983/2007) Non è più reato coltivare la marijuana in casa. È una condotta penalmente irrilevante che equivale a detenerla Coltivare marijuana sul balcone di casa non è reato ma costituisce una condotta “penalmente irrilevante” che equivale a detenerla.

28 settembre 2007 - Marijuana sul terrazzo? Non è reato a patto che sia per uso personale. Lo ha deciso il tribunale di Cagliari assolvendo un giovane che coltivava due piantine

12 gennaio 2008 LA CASSAZIONE CI RIPENSA: in carcere chi coltiva marijuana in casa propria
Sulla canapa indiana la Cassazione fa indietro tutta e rinnega le aperture sulla non punibilità delle piccole coltivazioni domestiche pronunciate nei mesi scorsi. Primo presidente di Piazza Cavour Vincenzo Carbone. La Suprema Corte, con la sentenza 871 depositata oggi dalla Quarta sezione, ha confermato la colpevolezza
Lo scorso maggio, invece, la Sesta sezione - sentenza 17983 aderente ad un orientamento espresso da questa stessa sezione sin dal 1994- aveva affermato che non e’ reato coltivare nel giardino di casa qualche piantina di canapa. Nemmeno tre mesi fa, alla fine di ottobre, sempre la Sesta sezione -sentenza 40362- aveva confermato l’assoluzione di un uomo di Genova che coltivava piantine nella vasca da bagno per venderle in vasetti ornamentali.

24 aprile 2008 La Cassazione: «Coltivare cannabis in casa è sempre reato» Si alla linea dura in contrasto con le decisioni precedenti che avevano assolto chi aveva solo qualche pianta. Rimane illecito penale coltivare qualche pianta di cannabis per uso personale. Lo hanno appena deciso le sezioni unite della Cassazione sposando la linea «dura» nel perseguire chi pianta qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa.
Con questa decisione, presa dalle sezioni unite della Suprema Corte presieduta dal Primo presidente Vincenzo Carbone, i giudice del «Palazzaccio» sposano la linea proibizionista e più intransigente nella repressione della coltivazione di piccoli quantitativi di marijuana, in contrasto con decisioni precedenti - prese dalle sezioni semplici della stessa Cassazione - che avevano depenalizzato il comportamento di chi coltiva qualche piantina.

14 gennaio 2009 L'ULTIMA DELLA SUPREMA CORTE Cassazione: "Coltivare cannabis in casa non è reato se la pianta è acerba"
Annullata la condanna di un “piccolo coltivatore diretto” di marijuana: “finché le piante non sono mature non contengono alcun principio attivo” e dunque non possono essere classificate tra gli stupefacenti.
Finalmente gli scoop arrivano anche dalla Suprema Corte! Quindi, se qualcuno volesse iniziare a dedicarsi alla propria passione per la natura e poi decidere anche di imprimere una nota particolare all’arredamento della propria casa, magari abbellendola con qualche piantina di cannabis sparsa qua e là, ora lo può fare. E se qualcuno un po’ schizzinoso, con mascherato garbo, facesse notare che non si può, basterebbe sventolare la sent. Cass. 1222/2009 , per chiudergli la bocca e fargli provare solamente invidia per quel bel pezzo di arredamento mancante nella sua abitazione.

Fine della I parte … la Saga continua ………
Rispondi Autore: Mago Merlino18/09/2010 (14:33:51)
Che dire di chi "discute" di diritto citando notizie ansa e giornalistiche sulla cannabis? L'argomento e le fonti sono sufficienti a qualificare l'autore dei giudizi.
Rispondi Autore: Dott. Marco Maggioli18/09/2010 (18:00:44)
Appunto le sentenze degli "inquilini del palazzaccio" paiono uscite dal suo cilindro sig. Merlino. "Pupi, pupari e trenta danari", "nani, ballerine e saltimbanchi", "assuntori di droghe ed alcool", è così che il cervello si disconnette, è così che il diritto è fatto carne di porco.
Rispondi Autore: Redazione20/09/2010 (09:15:06)
La redazione invita a rispettare la policy dei commenti, in particolare:
* il commento deve essere sempre attinente all'argomento di cui si sta parlando (in topic)
* mai scrivere commenti ingiuriosi e offensivi rispetto a chicchessia
* moderare il linguaggio, evitare frasi e terminologie volgari, razziste o sessiste
Rispondi Autore: Marco Ascoli20/09/2010 (09:34:40)
Con tutto il rispetto possibile Dott. Maggioli, ma la sua affermazione "Altro appunto che mi sento di muovere è che la legge è legge, che la Corte di Cassazione non fa, ne modifica la legge, la applica tutt’al più esprime un suo orientamento, a volte violando il diritto" palesa un punto di vista irricevibile oltre che dettato, se non da furore ideologico, allora da ignoranza (nel senso che ignora, non offensivo) in materia. L'italiano è una bella lingua a volte meno chiara della Costituzione che invece è chiarissima.

La Corte di Cassazione non fa, ne modifica la legge, la applica tutt’al più esprime un suo orientamento...no caro Dott. Maggioli, non esprime un orientamento, è il terminale ultimo dell'interpretazione autentica del legislatore. Anche i casi da lei citati non sono uguali nelle loro caratteristiche e come lei sicuramente sa, l'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario (regio decreto 30 gennaio 1941, n° 12) definisce il compito della Cassazione in questo modo:
« La corte suprema di cassazione assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge »
Una delle caratteristiche fondamentali della sua missione essenzialmente nomofilattica ed unificatrice, finalizzata ad assicurare la certezza nell'interpretazione della legge (oltre ad emettere sentenze di terzo grado) è costituita dal fatto che, in linea di principio, le disposizioni in vigore non consentono alla Corte di Cassazione di conoscere dei fatti di una causa salvo quando essi risultino dagli atti già acquisiti nel procedimento nelle fasi che precedono il processo e soltanto nella misura in cui sia necessario conoscerli per valutare i rimedi che la legge permette di utilizzare per motivare un ricorso presso la Corte stessa.
Quindi non giudica sul fatto, ma sul diritto.
Anche nei casi sulla cannabis da lei citati io non vedo delle contraddizioni tali da crearne uno scandalo (non è forse vero che se nella pianta non vi è il principio attivo dello stupefacente non si tratti di stupefacente? e cosa c'entra questo con il consumo personale o lo spaccio?).

Tecnicamente avrebbe ragione sul fatto che le sentenze della Cassazione non sono vincolanti (concetto non presente nell'ordinamento italiano), ma le decisioni della Cassazione a sezioni riunite assumono un'autorevolezza tale che rarissime volte i giudici sentenziano in contrasto con esse..per cui non sarà legge, ma ci si avvicina parecchio..

Sull'ultima affermazione ("a volte violando il diritto") si fonda il mio appoggio a Cittadino della Repubblica. Se la Cassazione viola il diritto, allora credo davvero che siamo alle (tragi-)comiche finali...carne di porco del diritto la fa chi da 20 anni per salvare il proprio fondoschiena non mette mano ad una riforma seria del sistema giudiziario e non destina alla giustizia competenze regole e fondi (da spendere bene), salvo poi lamentarsi della lentezza della giustizia e prendersi le multe da bruxelles per la lentezza dei processsi!
Abbiamo delle "best practice" come il tribunale di Bolzano all'apice per gestione delle risorse e velocità dei processi...dove lo mandiamo il suo capo? a capo di una task force del ministero per far esportare quel modello su base nazionale? nooooo...al tribunale dell'AIA...

"continuiamo così, facciamoci del male" (cit. Nanni Moretti)

cordialità
Rispondi Autore: Dott. Marco Maggioli24/09/2010 (19:15:21)
Sig. Mauro Ascoli, lei come l’autorevole avv. Dubini, commenta una norma, parla di diritto e alla fine la buttate in politica. Niente di più sbagliato, perché le vostre riflessioni non sono serene, sono fortemente condizionate.
Ad esempio, lei mi vuole far credere che la giustizia in Italia non funziona per colpa del Presidente del Consiglio? Or su, non è così.
Scusi ma lei non si accorge delle enormi ingiustizie che ogni giorno si consumano per mano dei magistrati. Lei vive forse in un altro Paese?
Il diritto è il diritto, non è una questione politica.

Visto che lei, come tanti, si riempie la bocca con la Costituzione, vorrei in primo luogo invitarla a leggere ripetutamente la Dichiarazione Universale
dei diritti dell'uomo, a studiarsi il Diritto Comunitario ed in particolare l’efficacia della Direttiva UE, infine le riporto testualmente alcuni dei principi della Costituzione della Repubblica Italiana, con le mie note tra parentesi.
? La sovranità appartiene al popolo (non ai magistrati);
? Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge (tutti, non solo i nemici politici, anche i magistrati);
? L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (molto spesso ignorate dai signori tutori del diritto);
? La libertà personale è inviolabile (molto spesso i magistrati se ne dimenticano);
? Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge (molto spesso azioni volutamente immotivate);
? Il domicilio è inviolabile (per tutti i cittadini, non solo per alcuni);
? La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili (principio puntualmente ignorato dai magistrati);
? La responsabilità penale è personale (non per tutti, secondo i magistrati);
? L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva (non commento perché mi viene solo da ridere);
? Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato (ogni parlamentare, non i magistrati);
? Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza (così è se vi pare);
? Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza (altra galattica risata, sempreché non si tratti di amici politici così cari ai magistrati);
? La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale (così è se vi pare. Non sono i magistrati a fare le leggi, il loro obbligo è di rispettarle e farle rispettare);
? Il presidente della Repubblica, presiede il Consiglio superiore della magistratura (solo nella carta, di fatto viene puntualmente ignorato e se si azzarda a riprendere i magistrati, questi gli si scagliano contro);
? La giustizia è amministrata in nome del popolo (non in nome degli interessi dei magistrati);
? i magistrati Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale (obbligo sistematicamente ignorato dai più);
? Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso (tutti puntualmente truccati e pilotati);
? I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso (quindi si giudicano da soli, ergo si autoassolvono. Questo potere non esiste in nessun altro pianeta del sistema solare);
? Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare (e subito dopo gliela fanno pagare e vanno in tv a lamentarsi);
? La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia (si veda ciò che succede nelle procure dei tribunali italiani, un GIP che il giorno prima era PM, e viceversa, con un conflitto di competenza incredibile);
? Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia (se si azzarda prima scioperano, poi e subito dopo gliela fanno pagare anche facendo cadere i governi vanno in tv a lamentarsi);
? La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge (fino a quando i magistrati fanno liberamente ciò che vogliono non ci sarà un giusto processo);
? Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata (i magistrati della legge se ne strafregano);
? Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico (prima lo sanno i giornali, poi l’imputato, ma loro della fuga di notizie dai loro uffici non ne sanno mai nulla, anche se in ogni caso nessuno li chiamerebbe a rendere conto dei reati che commettono);
? Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale (ma solo verso chi decide lui);
? La Corte Costituzionale ha competenze sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni (ma dipende da chi ha fatto la legge); sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni (ma se la regione è di sinistra ha sempre ragione sul governo di destra, viceversa la regione di destra ha quasi sempre torto);
Sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione (ma se le accuse sono mosse da un politico di sinistra allora si chiude un occhio);

Ecco l’ultimo capolavoro di diritto della Cassazione. Annullata la condanna all’extracomunitario espulso che non può permettersi il biglietto aereo. venerdì 24 settembre 2010 Non può essere condannato il clandestino espulso che non ha i mezzi per rientrare nel proprio paese. L’impossibilità di acquistare un titolo di viaggio per lasciare l’Italia basta ad assolverlo.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione nella sentenza 34245 di ieri, accogliendo il ricorso di un cittadino peruviano contro la sentenza con …….

Secondo lei, questa decisione come si chiama? dove si inquadra? Per pudore evito di commentare.

Molti dicono che questo è un Paese anomalo perché i governi cadono o rischiano di cadere quando mettono mano alla riforma della giustizia, ovvero si permettono di mettere il becco sulla casta più potente del sistema solare. Questo non è un Paese anomalo, è un Paese morto perché è governato dalla magistratura e non più dalla politica.
Rispondi Autore: Mago Merlino29/09/2010 (07:17:05)
Il Maggioli vorrebbe far sparire con una bacchetta magica i magistrati: forse legge troppo Il Giornale del diffamatore Feltri, che sta per essere sospeso o forse cancellato dall'albo dei giornalisti per la totale scorrettezza del suo lavoro "professionale" (si fa per dire) o forse ha letto troppe sentenze della Cassazione sulla Cannabis, non si sa, ma anzichè scrivere sul DUVRI, l'argomento dell'articolo che si commenta, divaga in modo sempre più onirico. Sogni d'oro Maggioli.
Rispondi Autore: Marco Maggioli05/10/2010 (16:07:44)
Di solito parlo con chi ha il cervello connesso. Con lei, che si nasconde dietro un nomignolo, potrei parlare per ore, ricevendo in cambio smorfie e suoni gutturali.
Adesso ho capito che è un merlino comunista, quindi a maggior ragione la ignoro, senza disprezzo ma con pietà.
Quando iniziai ad occuparmi di sicurezza sul lavoro, lei non era neppure in fase di concepimento.
Rispondi Autore: Redazione05/10/2010 (16:27:00)
La redazione invita nuovamente a rispettare la policy dei commenti, in particolare:
* il commento deve essere sempre attinente all'argomento di cui si sta parlando (in topic)
* mai scrivere commenti ingiuriosi e offensivi rispetto a chicchessia
* moderare il linguaggio, evitare frasi e terminologie volgari, razziste o sessiste
Rispondi Autore: Marco Maggioli05/10/2010 (22:34:33)
Vorrei semplicemente far notare che a mie serene quanto giuridicamente fondate osservazioni, sono stato ripetutamente provocato ed offeso da anonimi. Il sigificato delle parole è uguale per tutti, indipendente da chi le pronuncia.
Rispondi Autore: off mecc todarello antonio srl03/12/2010 (09:04:09)
ci sono delle leggi o normative che preveda una manutenzione periodica di porte basculanti e cancelli non motorizzati?
se si quali sono?
Rispondi Autore: Mauro Piras08/02/2011 (15:30:25)
Salve, leggevo l'articolo e avrei un quesito.
Cosa è previsto nel caso di due aziende che pur condividendo gli stessi spazi di lavoro e generando quindi interferenze non hanno un contratto di appalto (ovvero committente e appaltatore)?
grazie
Rispondi Autore: harlaysta28/08/2014 (12:51:34)
...mah, mi pare che il dott. maggioli sia un competente cultore della teoria antinfotunistica. peccato che la realtà sia tutta un'altra cosa; ne ho conosciuti molti come lei...
Rispondi Autore: harleysta28/08/2014 (12:55:33)
...scusate, ho ceffato il mio nick: harleysta...

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