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Come si raccorda il livello politico e tecnico in materia di sicurezza?

Come si raccorda il livello politico e tecnico in materia di sicurezza?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Promozione della salute e sicurezza

07/12/2020

Indicazioni sulle direzioni da prendere per migliorare la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Assistenza, formazione, salute globale, piano di prevenzione nazionale e raccordo tra il livello politico e tecnico in materia di sicurezza.

Come si raccorda il livello politico e tecnico in materia di sicurezza?

Indicazioni sulle direzioni da prendere per migliorare la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Assistenza, formazione, salute globale, piano di prevenzione nazionale e raccordo tra il livello politico e tecnico in materia di sicurezza.

Milano, 7 Dic – In una fase di grandi cambiamenti nel mondo del lavoro e nella società, non solo dipendenti dall’attuale emergenza COVID-19, è sicuramente necessario comprendere come sia necessario “muovere” questo cambiamento per migliorare la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ed è anche importante comprendere, per poter concretizzare le attività di studio e ricerca in spinte per cambiare, quale sia, almeno per quanto riguarda le Regioni, il raccordo tra livello tecnico e livello politico.

 

Ad affrontare questi temi sono alcuni interventi al III Forum annuale del Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro, dal titolo “SesTAnti - Sessioni Tematiche di Anticipazione delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali — 2019”, un forum che si è tenuto a Milano il 16-17 luglio 2019. Un Forum che si è svolto prima sia dell’arrivo del nuovo coronavirus che dell’approvazione definitiva del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, ma che ha ugualmente proposto riflessioni utili e ancora attuali.

 

Nell’articolo ci soffermiamo su:

  • Verso quali direzioni muovere il cambiamento
  • Il raccordo tra il livello politico e tecnico in materia di sicurezza

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Verso quali direzioni muovere il cambiamento

Il primo intervento su cui ci soffermiamo è in realtà la “Relazione introduttiva” al Forum, a cura di Nicoletta Cornaggia (Coordinamento Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza Luoghi Lavoro - Regione Lombardia - DG Welfare - Struttura Ambienti di vita e di lavoro).

 

Nella relazione, che riporta numerosi grafici e dati relativi all’andamento degli infortuni e delle malattie professionali in Italia, si presentano obiettivi, aspetti e termini rilevanti per migliorare la prevenzione. E il primo termine è “assistenza”.

 

Si indica che il Piano Mirato di Prevenzione “può essere definito come un modello territoriale partecipativo di assistenza e supporto alle imprese nella prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro”. E il modello del piano mirato di prevenzione (PMP) “si articola in diverse macrofasi:

  • preparazione e progettazione dell’intervento;
  • stesura delle buone prassi, con il coinvolgimento del Sistema prevenzionistico delle Aziende e/o Forze sociali e della scheda di autovalutazione aziendale;
  • individuazione delle aziende da coinvolgere con il PMP ed informazione alle stesse con circolare e seminari nei quali di consegnano materiali di supporto, la scheda di autovalutazione e altri eventuali strumenti conoscitivi (es: questionari sulla percezione dei rischi);
  • programmi formativi integrati sull’uso del modello di analisi infortunistica per l’implementazione di misure migliorative a supporto del riesame della valutazione dei rischi e della efficace gestione dei rischi per la salute e la sicurezza;
  • analisi dei dati provenienti dagli strumenti di approfondimento utilizzati (es. questionari);
  • vigilanza e verifica di efficacia dell’intervento di prevenzione (monitoraggio buone prassi, ecc.);
  • presentazione risultati”.

 

La relazione si sofferma poi sul tema della formazione con particolare riferimento al coinvolgimento dell’istituzione scolastica nello sviluppo delle competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei futuri lavoratori “che rappresenta lo strumento più efficace anche in termini di prevenzione”.

 

Un altro termine è “salute globale del lavoratore”.

 

Si indica che è necessario pensare “all’adozione di più efficaci modelli di tutela della salute nei luoghi di lavoro, come indicato dal National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) che nel giugno 2011 ha lanciato il Programma Total Worker Health (TWH). La TWH è definita dall’insieme di politiche, programmi e pratiche che integrano la prevenzione dai rischi per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con la promozione delle azioni di prevenzione di danni acuti e cronici a favore di un più ampio benessere del lavoratore”.

 

Rimandiamo alla lettura integrale della relazione introduttiva che si sofferma anche sui sistemi informativi, con particolare riferimento alla realizzazione del SINP che “è essenziale nella costruzione della Strategia Nazionale SSL”.

 

Il raccordo tra il livello politico e tecnico in materia di sicurezza

L’intervento “Il raccordo tra il livello politico e il livello tecnico”, a cura di Francesca Russo (Regione Veneto - Coordinamento Interregionale Area Prevenzione e Sanità Pubblica) si ricorda innanzitutto il contesto istituzionale relativo alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

 

Queste le commissioni di lavoro:

  1. Affari istituzionali e generali
  2. Affari finanziari
  3. Affari europei e internazionali
  4. Infrastrutture, mobilità e governo del territorio
  5. Ambiente ed energia
  6. Beni e attività culturali
  7. Salute
  8. Politiche sociali
  9. Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca
  10. Politiche agricole
  11. Attività produttive
  12. Speciali 

 

Riprendiamo dall’intervento una slide che riporta indicazioni su quali siano gli ambiti tecnico/istituzionali in cui si affrontano i temi che riguardano anche la salute e sicurezza sul lavoro:

 

 

Si indica poi che in tema di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro “sono stati redatti specifici documenti tecnici finalizzati a fornire indirizzi operativi a operatori e stakeholders”. E in merito a tali documenti “è stato richiesto al Ministero della Salute di verificare la possibilità di approvare tali atti di indirizzo e coordinamento in sede di Conferenza Stato Regioni”.

 

La relatrice presenta documenti tecnici (2016/2018), i documenti approvati e vari altri atti e temi affrontati.

 

Si segnala infine, con riferimento al Piano della Prevenzione 2020-2025, l’importanza di un “filo conduttore tra PNP e LEA” (livelli essenziali di assistenza). Un filo conduttore che rafforzi “la logica coerente delle politiche per la salute”, ma soprattutto sia “una forte leva istituzionale affinché il Servizio Sanitario Nazionale si impegni a tradurre le strategia in azioni sul territorio, incardinandole nelle attività coerenti dei servizi stessi”.

 

Rimandiamo, anche in questo caso, alla lettura integrale dell’intervento che riporta varie altre indicazioni con riferimento all’integrazione PNP/piani di settore e al Patto per la Salute 2019-2021.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica i documenti da cui è tratto l'articolo:

Nicoletta Cornaggia - III Forum annuale del Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro - SesTAnti - Sessioni Tematiche di Anticipazione delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali - 2019 - Relazione introduttiva.

 

Francesca Russo - III Forum annuale del Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro - SesTAnti - Sessioni Tematiche di Anticipazione delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali - 2019 - Il raccordo tra il livello politico e il livello tecnico

 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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