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Come integrare promozione della salute e prevenzione nei luoghi di lavoro?

Un intervento si sofferma sull’evoluzione della prevenzione degli infortuni e malattie verso la conservazione attiva della salute: dalla Workplace Health Promotion alla Total Worker Health. L’integrazione tra promozione e prevenzione della salute.

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Milano, 15 Gen  – In una dichiarazione dei Ministri europei della Sanità si sottolinea che la salute “è un bene sociale la cui tutela non dovrebbe dipendere unicamente dal servizio sanitario, ma dall'impegno di tutti i settori che possono avere un impatto sulla distribuzione dei determinanti del benessere fisico e mentale dei cittadini e della comunità”.

 

Infatti i livelli di salute rilevabili in una società “non dipendono unicamente dalla capacità dei servizi sanitari di provvedere alla cura o alla prevenzione delle malattie, ma anche dalle scelte delle istituzioni a capo delle politiche che producono e distribuiscono opportunità e risorse in un territorio (tra cui quelle del lavoro e dell'istruzione, ad esempio), e di tutti gli stakeholder che operano in questi settori”. E per ridurre le conseguenze delle disuguaglianze sociali sulla salute “occorre intervenire con azioni e politiche, sanitarie e non, capaci di interrompere i vari meccanismi che le innescano”.

 

A ricordare con queste parole l’importanza di politiche per la promozione di salute e benessere anche negli ambienti di lavoro è un intervento che si è tenuto al III Forum annuale del Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro, dal titolo “ SesTAnti - Sessioni Tematiche di Anticipazione delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali — 2019” (Milano, 16-17 luglio 2019). Quindi un Forum che è avvenuto prima dell’attuale emergenza COVID-19 ma che presenta temi che, anche nell’auspicato futuro superamento dell’emergenza sanitaria, dovranno essere ripresi dalle aziende con riferimento al concetto di salute espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): uno stato di “completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente assenza di malattia o di inabilità”.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:

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Gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Nell’intervento “Evoluzione della prevenzione degli infortuni e malattie verso la ‘conservazione attiva’ della salute: dalla Workplace Health Promotion alla Total Worker Health”, a cura della dott.ssa Daniela di Carlo (UOOML ASST Rhodense) e del dott. Mauro D’Anna (UOOML ASST Cremona), si ricorda innanzitutto il programma di lavoro dell’OMS 2019-2023.

 

Si indica che l’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato “il programma di lavoro per il prossimo quinquennio che si pone obiettivi ambiziosi, tra cui la copertura universale per le cure sanitarie ma, soprattutto, concrete e mirate iniziative di prevenzione di cui tutti i Paesi dovranno tenere conto nei prossimi atti di programmazione sanitaria”.

 

Gli autori indicano che gli obiettivi del programma “tendono al miglioramento dello stato di salute e alla creazione di sistemi sanitari efficienti ed accessibili”, sistemi sanitari che, come abbiamo visto, sono un elemento fondamentale per affrontare le emergenze sanitarie.

 

In particolare – indica l’intervento – “il tredicesimo programma di lavoro dell’OMS (GPW 13) è strutturato intorno a tre priorità strategiche:

  1.  il raggiungimento di una copertura sanitaria universale;
  2.  l’attenzione verso le emergenze sanitarie;
  3.  la promozione della salute”.

 

E la promozione della salute è un processo che “consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla”. Inoltre:

  • “mira a ridurre le disuguaglianze nello stato di salute e ad assicurare a tutti pari opportunità”;
  • “non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario ma vede il coinvolgimento dei vari soggetti istituzionali e della società civile”.

 

L’integrazione tra promozione e prevenzione della salute

Riguardo alla Workplace Health Promotion si indica che le attività di promozione della salute nei luoghi di lavoro “sono indirizzate a sostenere cambiamenti organizzativi dei luoghi di lavoro al fine di renderli ambienti favorevoli alla adozione consapevole ed alla diffusione di stili di vita salutari, concorrendo alla prevenzione delle malattie croniche”.

 

 

Qual è il livello di integrazione tra promozione della salute (Health Promotion - HP) e prevenzione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro (Occupational Safety and Health – OSH)?

 

Si segnala che “tradizionalmente, gli interventi di Health Promotion (HP) e di Occupational Safety and Health (OSH) sono stati realizzati parallelamente e indipendentemente nei luoghi di lavoro. Nell'ultimo decennio l'interesse per l'integrazione degli interventi di OSH e HP è cresciuto in modo sostanziale. Una delle ragioni principali di tale interesse è l’evidenza che fattori di rischio lavorativi contribuiscono a patologie tradizionalmente considerate non correlate al lavoro (ad esempio: malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, depressione)”.

 

In particolare dal 2003 il National Institute for Ocupational Safety and Health (NIOSH) ha sostenuto l'integrazione di interventi di OSH e di HP:

 

Si sottolinea poi che il NIOSH, sulla base dei dati di letteratura, “ha individuato quattro giustificazioni per l’integrazione dei due approcci paralleli OSH - HP:

  1. il rischio di malattia dei lavoratori è aumentato a causa di esposizione a fattori di rischio sia occupazionali che comportamentali (intra ed extra lavorativi);
  2. i lavoratori esposti a più elevati rischi occupazionali sono quelli più esposti anche a comportamenti a rischio per la salute;
  3. l'integrazione della HP e dei programmi di OSH può aumentare la partecipazione e l'efficacia dei programmi per i lavoratori ad alto rischio;
  4. gli sforzi integrati di HP e OSH possono portare benefici all'organizzazione del lavoro e all'ambiente in generale.

 

Le strategie di promozione di salute e benessere negli ambienti di lavoro

Si arriva dunque all’approccio Total Worker Health® (TWH) che è definito come “l’insieme di politiche, programmi e pratiche che integrano la protezione dai rischi per la sicurezza e la salute legati al lavoro con la promozione del benessere dei lavoratori, al fine di prevenire infortuni e malattie professionali e non, e promuovere salute e benessere negli ambienti di lavoro" (Reasearch Compendium – NIOSH – TWH 2012).

 

In questo senso il TWH “non è un semplice ‘programma per il benessere’ ma rappresenta un intervento integrato, finalizzato al raggiungimento di condizioni di lavoro sicure e salubri, in cui devono essere contemporaneamente coinvolti sia l’organizzazione aziendale che i lavoratori”.

 

Perché occuparsene?

 

Gli autori sottolineano che “l’implementazione corretta di un approccio TWH® è reciprocamente vantaggiosa per il datore di lavoro e per il lavoratore:

  • “L'aumento dei costi sanitari, riconducibile all’instaurarsi di malattie cronico – degenerative, colpisce gli individui e la società nel suo complesso, compresi quindi i datori di lavoro.
  • La progressiva perdita dello stato di salute dei lavoratori si accompagna ad un aumento del tasso di assenteismo e ad una riduzione della produttività dei lavoratori”.

E gli investimenti orientati verso il miglioramento delle condizioni di salute e benessere “consentono di ottenere:

  • direttamente una riduzione nello sviluppo delle malattie cronico – degenerative
  • indirettamente un miglioramento della qualità di lavoro e un incremento della produttività”.

 

Inoltre “secondo i principi del Total Worker Health® è dirimente programmare interventi integrati, finalizzati al raggiungimento di condizioni di lavoro sicure e salubri, in cui devono essere contemporaneamente coinvolti, l’organizzazione aziendale, i lavoratori e le figure della sicurezza”. E in quest’ottica, per il raggiungimento degli obiettivi TWH, è “prioritario aumentare la consapevolezza dell’importanza dello ‘star bene al lavoro’ e la promozione di interventi educativi ad essa dedicati”: “garantire la sicurezza dei lavoratori ed investire nella loro salute sono gli elementi imprescindibili per creare il benessere lavorativo”.

 

Gli autori concludono fornendo indicazioni sulle fasi dell’intervento di Total Worker Health (Technical assessment promozione della salute dei luoghi di lavoro, SIMLII 2011):

  • Programma di intervento: “definizione della popolazione in esame, tempi e modalità di applicazione, eventuali questionari preliminari, attrezzature e collaborazioni esterne, data-base per la raccolta dati, eventuali follow-up. Il ruolo del Medico Competente può essere di coordinamento e in alcuni casi di diretta esecuzione in base alle proprie competenze e al tipo di iniziativa intrapresa.
  • Fase di Preparazione dell’organizzazione fondamentale per la condivisione del progetto con il Datore Di Lavoro, i Lavoratori e le figure del Sistema Prevenzionale (SPP, RLS, Dirigenti e Preposti) comprendendo anche una previsione di Budget.
  • Analisi e trasmissione dei risultati resi in occasione della relazione sanitaria annuale dal medico competente comprese le possibili proposte di intervento specifico di Total Worker Health”.

 

Segnaliamo che gli autori riportano anche interessanti indicazioni tratte dalle esperienze di promozione della sicurezza e della salute sul lavoro in alcune ASST del sistema socio sanitario lombardo.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Evoluzione della prevenzione degli infortuni e malattie verso la ‘conservazione attiva’ della salute: dalla Workplace Health Promotion alla Total Worker Health”, a cura della dott.ssa Daniela di Carlo (UOOML ASST Rhodense) e del dott. Mauro D’Anna (UOOML ASST Cremona), intervento all’incontro “SesTAnti - Sessioni Tematiche di Anticipazione delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali — 2019” - III Forum annuale del Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza sul Lavoro (formato PDF, 1.64 MB).

 



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