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COVID-19: l’adozione di strategie condivise nelle grandi realtà produttive

COVID-19: l’adozione di strategie condivise nelle grandi realtà produttive
 
 Coronavirus-Covid19
05/02/2021: L’importanza dell’adozione di strategie condivise per il contenimento della diffusione del Covid-19 nelle grandi realtà produttive. Una esperienza positiva in luoghi di lavoro del settore agricolo. A cura di Enos Ceschin, RSPP.
 

Un adeguato contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 nel mondo del lavoro non dipende solo dalle indicazioni e limitazioni della normativa emergenziale o dai protocolli anticontagio applicati dalle aziende, ma anche dalla capacità per ogni attività di attuare, seguendo protocolli e norme, idonee forme di organizzazione lavorativa.

 

Per questo motivo riceviamo e volentieri pubblichiamo una interessante e positiva esperienza, raccontata da Enos CESCHIN (RSPP - HSE Specialist) vissuta nell'ambito della prevenzione della diffusione del COVID-19 e relativa all'applicazione delle misure di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro con alta densità di lavoratori del settore agricolo (vivaistico), operanti in prossimità.



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L’importanza dell’adozione di strategie condivise per il contenimento della diffusione del Covid-19 nelle grandi realtà produttive

 

L’importanza delle sinergie per l’applicazione di efficaci misure di prevenzione nell’attuale periodo di pandemia dovuta al COVID-19, si rivela quale fondamentale strumento per il proseguimento di attività produttive che prevedono in particolare, la presenza di un numero consistente di lavoratori in un determinato ambiente.

 

Il caso descritto di seguito, si riferisce ai Vivai XXXX, la più importante organizzazione mondiale di produzione di barbatelle (viti per la produzione di uve da vino e da tavola).

 

L’organizzazione di un’azienda all’avanguardia

L’importanza dei Vivai XXXX, in un piccolo centro agricolo in Provincia di Pordenone, nel settore vivaistico viticolo si evidenzia con una produzione annuale di barbatelle innestate pari ad oltre 80 milioni di unità (il secondo produttore mondiale, francese, si colloca sul mercato con una produzione di circa 20 milioni).

Oggi i 250 soci che compongono la Cooperativa hanno un compito molto importante e difficile: assicurare e rendere disponibile ai viticoltori di tutto il mondo un prodotto perfetto sotto il profilo morfologico, genetico e sanitario.

 

Il ciclo produttivo

Al fine di comprendere al meglio le problematiche che l’organizzazione in questo periodo di pandemia si è trovata ad affrontare, si riporta di seguito la sintesi estrema delle varie fasi di lavorazione attuate annualmente.

 

INVERNO

Selezione e taglio di portainnesti e gemme di molteplici varietà. L’attività viene svolta dai singoli soci presso le loro sedi aziendali e, in parte, presso la sede di XXX.

 

PRIMAVERA

Si prosegue con la fase più impegnativa e delicata del ciclo: l'innesto e posizionamento degli innesti talea in cassoni con substrato per mantenere l'umidità adeguata. Finita questa fase, i cassoni sono portati in appositi locali riscaldati a temperatura e umidità costante e controllata, dove si favorisce sia la saldatura fra gemma e portainnesto e l'inizio dell'abbozzo del germoglio e dell'apparato radicale. In maggio le giovani piantine, dopo essere ulteriormente selezionate, vengono messe a dimora nei barbatellai dove vi rimangono fino a novembre.

 

ESTATE

Monitoraggio costante dello sviluppo delle giovani piantine ed esecuzione dei necessari trattamenti fitosanitari, lavorazione del terreno, l'irrigazione e cimatura per il rinforzo delle piantine stesse.

 

AUTUNNO

Prima che il terreno geli, le barbatelle vengono rimosse dal vivaio e portate alla sede aziendale. Qui vengono cernite, selezionate, potate, paraffinate, etichettate, confezionate e sistemate in appositi bancali collocati poi nella cella di frigo conservazione con temperatura e umidità controllata. Le barbatelle ora sono pronte per essere commercializzate. Le attività di cernita e selezione avvengono presso la sede aziendale, a cura di circa 1200 lavoratori avventizi addestrati che svolgono la propria opera dall’inizio di novembre fino ai primi giorni di gennaio

 

La pandemia da Covid-19

Al termine della prima ondata della pandemia durante la quale XXX ha regolarmente ed efficacemente applicato le misure previste dal Protocollo condiviso del 16.03.2020, i vertici aziendali si sono attivati al fine di comprendere quali misure si sarebbero dovute adottare in previsione di una seconda ondata di contagi prevista per l’autunno.

 

Si tenga presente che nel periodo dell’anno che va da metà gennaio fino a novembre, XXX si avvale dei soli lavoratori dipendenti “fissi” (in numero di circa 40 unità), che si occupano della parte amministrativa, sperimentale, commerciale e di assistenza tecnica.

 

Come intuibile dalla descrizione delle attività autunnali, appare chiaro che la presenza di più di 1000 lavoratori in un unico ambiente di lavoro può comportare probabili situazioni di assembramento e quindi di contagio con possibilità di sviluppo di focolai da Covid-19.

 

Nel mese di giugno 2020, in un’assemblea del CDA a cui ho partecipato in via straordinaria in qualità di R.S.P.P., si è deciso di costituire un gruppo di lavoro incaricato a sviluppare una strategia comune con l’obiettivo di giungere alla realizzazione di una procedura atta a contrastare nel modo più efficace possibile la diffusione del virus Sars-Cov-2.

 

Oltre al RSPP, nel gruppo di lavoro sono stati coinvolti tre consiglieri del CDA e il Direttore amministrativo.

 

La prima stesura della procedura è stata illustrata al CDA in settembre 2020 e, dopo alcune modifiche è stata presentata alla Direzione del servizio di prevenzione dell’Azienda per i Servizi Sanitari del Friuli Occidentale ( ASFO) ed in particolare al responsabile del servizio prevenzione Covid-19.

 

La stesura definitiva della procedura, validata dall’ASFO, è stata illustrata tramite assemblee straordinarie tenute nella seconda quindicina di ottobre a tutti i soci (operanti in sede con il ruolo di capi settore addetti al controllo e sorveglianza) e conseguentemente a tutti i lavoratori avventizi (dipendenti dei soci), impiegati nella campagna di cernita e selezione delle barbatelle il cui inizio era stato previsto per il giorno 2 novembre 2020.

 

Nei giorni immediatamente precedenti all’inizio della campagna di selezione e cernita, tutti i lavoratori sono stati sottoposti a tampone rapido, successivamente ripetuto settimanalmente a campione su circa 100 lavoratori.

 

La procedura

La procedura implementata al fine di contenere la diffusione del virus Sars-Cov-2 in ambiente di lavoro e attualmente adottata da XXX è stata sviluppata nei punti di seguito riportati:

  • scopo della procedura
  • parcheggio dei mezzi delle maestranze
  • procedura di ingresso allo stabilimento
  • suddivisione delle aree di lavoro (macroaree)
  • svolgimento delle attività lavorative
  • pause di lavoro
  • attività di controllo
  • uscita dallo stabilimento
  • regolamento pulizie
  • formazione dei lavoratori
  • indicazioni extra lavorative

 

scopo

Le attività correlate alla selezione e cernita delle barbatelle, nell’attuale contingenza legata all’emergenza covid-19, necessita di una puntuale definizione delle modalità dello svolgimento delle lavorazioni al fine di scongiurare eventuali contagi dovuti alla presenza di un elevato numero di lavoratori operanti contemporaneamente. L’azienda a tale scopo, per le attività ordinarie ha già da tempo implementato delle procedure riportate nel protocollo condiviso redatto in data 18.03.2020. Si tenga presente che in alcuni periodi della “campagna di cernita”, all’interno dei reparti potranno essere presenti più di 1000 persone. Vista la tipologia delle lavorazioni ed i materiali trattati risulta inoltre estremamente importante che tutte le persone coinvolte rispettino le indicazioni riportate nella presente procedura di sicurezza.

 

parcheggio dei mezzi delle maestranze

All’atto di ingresso, i lavoratori sono tenuti a parcheggiare i propri mezzi di trasporto in zone puntualmente individuate. In questa fase provvedono ad indossare la mascherina e il gilè colorato identificativo della macroarea assegnata.

 

Le zone di parcheggio sono evidenziate nella planimetria allegata alla procedura e indicate come segue:

 

P1 Parcheggio fronte Cantina

P2 Parcheggio ingresso uffici

P3 Parcheggio Via San Nicolò (zona mensa)

P4 Parcheggio biciclette zona ingresso uffici

P5 Parcheggio biciclette Via San Nicolò (zona mensa).

 

All’arrivo delle maestranze che utilizzano le biciclette è necessario effettuare una puntuale vigilanza al fine di evitare assembramenti. A tale scopo viene incaricato un addetto che verifica il flusso delle persone in fase di parcheggio garantendo opportune distanze.

Al termine della fase di parcheggio, i lavoratori si recano sul posto di lavoro assegnato, tramite il percorso individuato per ogni macroarea di cernita. I lavoratori che utilizzano in mezzi pubblici accedono direttamente ai reparti attraverso i percorsi prestabiliti e corrispondenti alla macroarea assegnata.

 

procedura di ingresso allo stabilimento

Gli ingressi allo stabilimento avvengono attraverso 3 punti individuati nella planimetria allegata e identificati come segue:

A1 Accesso principale (zona tunnel)

A2 Accesso zona pesa

A3 Accesso zona mensa.

 

È assolutamente necessario regolare il flusso di accesso garantendo il distanziamento di almeno un metro tra i lavoratori.

 

A tale proposito, è presente un Vigile privato che, oltre a garantire il distanziamento provvede alla verifica delle temperature rilevate dal termo scanner installato in ogni accesso.

 

Gli orari di accesso sono i seguenti:

  • Macroaree D e C dalle ore 7.00 alle ore 11.30 e dalle ore 13.00 alle ore 16.40.
  • Macroaree A e B dalle ore 7.30 alle ore 12.00 e dalle ore 13.30 alle ore 17.10.

 

Il Vigile ha inoltre il compito di distribuire ad ogni lavoratore in ingresso una mascherina che deve essere indossata immediatamente in sostituzione di quella indossata prima dell’accesso. Il vigile infine controlla che il lavoratore sia indirizzato al percorso assegnato che, come detto è caratterizzato dallo stesso colore del gilè e della macroarea assegnata.

 

N.B. Gli ingressi A1 e A3 vengono chiusi dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.40. Eventuali lavoratori che dovessero entrare in orari diversi da quelli prestabiliti possono accedere ai reparti attraverso l’ingresso A2 (presidiato durante tutto il turno lavorativo).

 

Il percorso che va dall’ingresso al posto di lavoro è evidenziato a terra con segnalazioni orizzontali dello stesso colore della macroarea.

 

suddivisione delle aree di lavoro (macroaree)[1]

Al fine di scongiurare contagi a tutti i lavoratori, lo stabilimento è stato suddiviso in n° 4 macroaree come di seguito indicato.

 

 

Una ulteriore macroarea è presente presso la sede definita “Research Center” (RC), in altra sede. Per tale macroarea che comprende i settori 21 e 22 (circa 100 lavoratori), valgono le stesse regole soprariportate. Si tiene conto che tali lavoratori operano per tutto il periodo della cernita solo ed esclusivamente all’interno delle macroaree assegnate, pertanto i lavoratori del RC, essendo isolati non sono dotati di gilè di identificazione.

 

svolgimento delle attività lavorative

All’interno di ogni settore facente parte di una macroarea, sono presenti i cartellini dei lavoratori che timbreranno all’ingresso del settore stesso. In fase di timbratura, il capo settore svolge attività di vigilanza al fine di evitare assembramenti. Generalmente, ogni settore è composto da circa 60 lavoratori. Una volta raggiunto il posto di lavoro l’attività può iniziare sulla base delle istruzioni indicate dal capo settore.

 

È assolutamente necessario che ogni lavoratore mantenga la stessa postazione lavorativa durante tutto il turno lavorativo. Il capo settore deve inoltre limitare il più possibile gli spostamenti dei lavoratori tra settori appartenenti alla stessa macroarea.

 

È assolutamente vietato il trasferimento di lavoratori tra le macroaree.

 

pause di lavoro

Durante il turno lavorativo sono permesse pause fisiologiche che possono essere effettuate presso i WC identificati nella planimetria allegata e assegnati ad ogni macroarea come di seguito indicato:

 

 

Ogni lavoratore può effettuare inoltre due pause giornaliere:

  • Pausa 1 – dalle ore 9.20 alle ore 9.30
  • Pausa 2 - dalle ore 15.30 alle ore 15. 40

 

Durante le pause i lavoratori possono rimanere in prossimità del proprio posto di lavoro o spostarsi all’esterno dello stabilimento in zone puntualmente identificate e assegnate ad ogni macroarea. In ogni caso, un vigile in collaborazione con i capi settore provvede a verificare che non vi siano assembramenti nelle suddette aree e in prossimità dei servizi igienici. Eventuali altre pause che dovessero essere necessarie possono essere autorizzate solo ed esclusivamente dal capo settore.

 

La pausa pranzo viene svolta durante la fascia oraria dalle ore 11.30 alle ore 13.30 in base all’orario di entrata.

 

La consumazione dei pasti non può essere effettuata all’interno della proprietà XXX, pertanto ogni lavoratore, dopo aver timbrato, esce dallo stabilimento. Generalmente la modalità e i luoghi di consumazione del pranzo viene organizzato dai rispettivi datori di lavoro (soci).

 

A causa dell’alta presenza di personale, si ritiene di non poter garantire il distanziamento, pertanto la fruizione della mensa è sospesa.

 

attività di controllo

Il capo settore svolge costante vigilanza affinché i lavoratori utilizzino i dispositivi di protezione individuale (mascherine) e rispettino la presente procedura di sicurezza. Qualora egli riscontri la mancata attuazione delle suddette disposizioni di sicurezza, sarà autorizzato ad effettuare tempestivamente un primo richiamo verbale che dovrà essere condiviso con il DDL. Nel caso di recidiva, il capo settore procede con un richiamo scritto, copia del quale sarà consegnata al Datore di lavoro e per conoscenza al RSPP di XXX.

 

uscita dallo stabilimento

Al termine del turno lavorativo, alla percezione del segnale acustico, i lavoratori abbandonano il posto di lavoro in modo ordinato. Al fine di evitare assembramenti le uscite avvengono in due momenti distinti (a distanza di mezz’ora), che permettono l’uscita dei lavoratori appartenenti a due macroaree alla volta. La fase di timbratura avviene nel rispetto del distanziamento ed è regolata e vigilata da ogni capo settore che abbandona il posto di lavoro per ultimo. Anche in fase di uscita è presente un vigile privato che sorveglia le aree di transito delle maestranze in uscita.

 

regolamento pulizie

Al termine del turno lavorativo, una volta usciti i lavoratori, il capo settore provvede all’apertura del portone di competenza al fine di arieggiare i locali di lavoro. Personale adeguatamente formato provvede quindi alla pulizia dei banchi di lavoro e della pavimentazione delle aree tramite spazzamento e rimozione dei residui di lavorazione, detriti, terriccio, fogliame, ecc. Successivamente, viene avviata l’attività di sanificazione dei locali tramite nebulizzazione a cura di personale specializzato. Per tale attività vengono utilizzati idonei atomizzatori comandati manualmente in grado di nebulizzare specifici prodotti virucidi.

 

Le pulizie e la sanificazione dei servizi igienici, viene affidata a ditta esterna specializzata con stipula di idoneo contratto. Le pulizie avvengono giornalmente ed in continuo nel rispetto di un idoneo protocollo atto a garantire la costante igienizzazione dei servizi igienici.

 

formazione dei lavoratori

Le indicazioni e le istruzioni riportate nella presente procedura, vengono divulgate a tutti i lavoratori dipendenti XXX nell’ambito della formazione generale e specifica impartita prima dell’attivazione della campagna di cernita in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 37 del D.Lgs. 81/08 e dall’Accordo della Conferenza Permanente Stato Regioni del 21.12.2011.

 

La presente procedura viene inoltre divulgata ai soci che provvedono alla formazione dei propri dipendenti destinati ad operare all’interno di XXX.

 

indicazioni extra lavorative

La Direzione di XXX ed i soci della Cooperativa svolgono una puntuale educazione del personale (in particolare del personale proveniente dall’estero), in particolare sui comportamenti da adottare in ambito extralavorativo. La funzione educativa si basa sulle informazioni riportate nel protocollo condiviso elaborato da XXX e suggerite da ASFO.

 

 

Investimenti

La realizzazione del modello gestionale che permette l’applicazione della procedura sopradescritta ha comportato significativi investimenti di natura tecnica ed economica.

  • Acquisto di circa 3000 tamponi rapidi e relativo personale specializzato operante in sede all’inizio della campagna e periodicamente per interventi di monitoraggio.
  • Installazione di strutture (tunnel), dotate di termo scanner posti in tutti gli ingressi dello stabilimento.
  • Noleggio e collocazione dei servizi chimici assegnati ai lavoratori di ogni singola macroarea.
  • Convenzione con società di pulizie e sanificazioni giornaliere dei locali e dei servizi igienici.
  • Acquisto di gilè identificativi per i lavoratori di ogni macroarea, nonché abbigliamento specifico per i responsabili di settore (soci di VCR).
  • Realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale atta ad indicare ai lavoratori i percorsi da seguire per il raggiungimento del posto di lavoro per la propria macroarea.

Si deve inoltre considerare il tempo impiegato per la progettazione del sistema che, come più sopra accennato, ha coinvolto la direzione, il servizio di prevenzione e protezione, il medico competente, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, i soci, i tecnici della prevenzione dell’ASFO. Molteplici sono state infatti, le assemblee, le riunioni di riesame, incontri formativi, sopralluoghi di verifica tecnica ed organizzativa.

 

 

Conclusioni

Come più sopra accennato, la campagna di selezione e cernita delle barbatelle ha impegnato più di 1000 lavoratori per 6 settimane.

 

I risultati si possono ritenere estremamente soddisfacenti. In totale si sono manifestati 23 casi di lavoratori positivi al Covid-19 (1,9%), allontanati immediatamente dai luoghi di lavoro e assistiti nella gestione della quarantena. I risultati dei test effettuati sui lavoratori operanti in prossimità dei casi positivi ha sempre dato esito negativo. Tale congettura dimostra che le misure applicate (distanziamento di almeno un metro tra i lavoratori, impiego costante e corretto delle mascherine, la separazione dei lavoratori in macroaree ben definite e distanti tra loro, accessi e movimenti contigentati e controllati), sono risultati efficaci.

 

Le maestranze impiegate si sono attenute a tutte le regole previste dalla procedura comprendendone il significato. I lavoratori si sono sentiti protetti e tutelati e hanno compreso che la formazione impartita, anche relativamente ai comportamenti da adottare in ambiente extra lavorativo, era finalizzata a cercare di garantire la loro salute. Talvolta infatti, i lavoratori stessi richiamavano, se necessario, i colleghi che saltuariamente adottavano comportamenti difformi dalle regole previste. I capi settore hanno svolto una efficace azione di vigilanza soprattutto nella gestione delle pause. Non si è infatti mai ricorso a richiami formali o a sanzioni disciplinari.

 

Il sistema implementato si è rivelato efficacie grazie alla partecipazione attiva di tutte le funzioni interne ed esterne che si sono impegnate al fine di contrastare in modo efficace il rischio di contagio permettendo in tal modo il completamento senza intoppi delle attività di selezione e cernita delle barbatelle.

 

Ultima la considerazione: la buona organizzazione ha potuto alleggerire l’impegno degli operatori sanitari dell’ASFO impegnati nel territorio in modo strenuo per il contenimento della pandemia che, anche in questa regione ha causato e tutt’ora sta causando un alto numero di decessi.

 

Enos CESCHIN

RSPP VCR – HSE Specialist  

 

 

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[1] Lo scopo della suddivisione in macroaree è quello di evitare l’interruzione completa delle attività di selezione e cernita. Eventuali contagi significativi riscontrati in una macroarea, ne comporterebbe la chiusura, permettendo il proseguimento delle attività nelle altre macroaree.


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