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Come reagire a crimini informatici, perpetrati da Stati sovrani

Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti ha recentemente annunciato di aver portato a termine un’azione coordinata contro la Repubblica della Corea del Nord, che stava perpetrando una gran numero di crimini informatici, con l’obiettivo di acquisire informazioni e denari.
Questo schema criminale è particolarmente interessante, da esaminare, per le astuzie messe in atto dai perpetratori.
Numerosi individui avevano ottenuto un impiego presso aziende americane come collaboratori informatici a distanza, utilizzando identità falsificate. Questi malviventi nordcoreani erano stati assistiti da altri soggetti, che operavano negli Stati Uniti, in Cina, negli Emirati Arabi Uniti ed in Taiwan. Con questo schema ben 100 impiegati fraudolenti erano stati assunti da compagnie negli Stati Uniti.
Per dare credibilità a questi profili professionali, erano state create delle aziende farlocche, con tanto di website fraudolenti, realizzati con tale abilità da trarre in inganno anche soggetti specializzati nell’individuare e prevenire frodi.
Per dare un’idea dei danni arrecati a questi soggetti, una sola azienda di Atalanta, negli Stati Uniti, ha subito un danno superiore a 900.000 $.
![]() | Approfondimento della normativa ISO 11064 e altre norme per la progettazione delle sale di controllo, a cura di di Adalberto Biasiotti. |
Laddove invece venivano sottratte informazioni, esse venivano vendute al regime nordcoreano, facendo particolare attenzione ad applicativi e materiali legati alla produzione di armi.
Nelle attività di contrasto svolte dall’FBI è stato arrestato un cittadino americano, che è stato accusato di avere allestito schemi fraudolenti per parecchi anni.
I danni arrecati al sistema informatico americano superano i 5 milioni di dollari.
Altri cittadini cinesi sono stati pure indiziati di reato.
L’FBI, nel suo comunicato stampa, ha fatto presente come siano migliaia i soggetti operativi informatici, basati della Corea del Nord, che si inseriscono in sistemi informatici del mondo occidentale, sottraendo denaro ed informazioni.
Ad oggi, risulta che questi soggetti abbiano impersonato ben 80 cittadini degli Stati Uniti, ottenendo impieghi presso aziende, che successivamente hanno saccheggiato.
Durante queste indagini, lo FBI ha effettuato delle perquisizioni in 21 località, distribuite in 13 Stati, dove si riteneva potessero trovarsi gli operatori, che creavano siti informatici fasulli.
La gravità della situazione è tale che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha addirittura offerto un premio di 5 milioni di dollari, da consegnare a tutti coloro che siano in grado di supportare gli sforzi internazionali, che permettano di distruggere questa rete informatica, avente base della Corea del Nord.
Ancora una volta, si raccomanda a tutti coloro, che sono responsabili della sicurezza dei sistemi informativi, di prestare la massima attenzione in fase di assunzione di nuovi collaboratori, soprattutto se essi operano a distanza e quindi potrebbero essere più difficilmente controllabili.
Adalberto Biasiotti

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