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Gas combustibile: le cause degli incidenti, i dati del 2007

25/06/2008: Il Comitato italiano gas pubblica i dati relativi agli incidenti che si verificano a causa di un utilizzo non corretto del gas combustibile: i dati del 2007 e alcuni consigli utili che aiutano a prevenirli.
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Come ogni anno il Comitato italiano gas (CIG), ente federato all'UNI, raccoglie i dati relativi agli incidenti che si verificano in Italia a causa di un utilizzo non corretto del gas combustibile distribuito attraverso reti in un rapporto che indica il grado di sicurezza raggiunto in questo delicato settore.
I dati sono stati presentati in occasione del “Forum Italiano Sicurezza Gas 2008”, che si è tenuto la settimana scorsa a Milano.

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Secondo questo documento di sintesi, nei valori significativi i dati non si discostano in maniera sostanziale da quelli registrati nei due anni precedenti: per quanto riguarda il gas canalizzato per usi civili, nel 2007 ci sono stati 160 incidenti contro i 170 dell'anno prima; un leggero incremento invece per quanto concerne il GPL distribuito in bombole (152 incidenti contro i 127 dell'anno 2006).
 
Le cause di tali incidenti si differenziano ovviamente a seconda che si tratti di gas canalizzato o di gas in bombole. Nel primo caso la principale causa degli incidenti è da ascrivere a insufficienze - o vere e proprie carenze - dell'impianto di evacuazione dei prodotti della combustione; nel caso dei gas in bombole, invece, la carenza di manutenzione è di gran lunga il fattore più determinante.
 
Da questi dati si ricava che i fattori di rischio più ricorrenti si confermano:
•        l'inefficienza delle canne fumarie, dei camini e dei canali da fumo;
•        la non corretta (o mancante) ventilazione dei locali d’installazione;
•        lo stato di carente manutenzione degli apparecchi di utilizzazione con riferimento ai parametri specifici stabiliti dalle disposizioni legislative/normative vigenti;
•        l'inidoneità dei locali di installazione degli apparecchi di utilizzazione.
 
Questi numeri indicano la necessità che i clienti finali siano resi maggiormente informati e consapevoli dell'utilizzo degli apparecchi alimentati a gas, compresi i rischi collegati ad un loro utilizzo inappropriato. La parola chiave, in altri termini, non può che essere "prevenzione" e in questo ambito si rileva ancora un certo ritardo per quanto concerne i controlli di sicurezza sugli impianti, in particolare per quelli in esercizio da più lungo tempo e per i quali sarebbe auspicabile avviare una massiccia campagna di revisione.
 
Per concludere può quindi essere opportuno riportare i "Punti di attenzione" elaborati dal Gruppo di lavoro che ha redatto il rapporto sugli incidenti da gas combustibile:
•        come prevede la legge, è necessario provvedere alla verifica (manutenzione) della caldaia, con particolare attenzione alle condizioni dell'apparecchio, al corretto ed efficiente tiraggio del camino ed alle aperture di aerazione e ventilazione dei locali di installazione, che occorre mantenere libere e prive di occlusioni;
•        occorre prestare altrettanta attenzione agli scaldabagni ed agli apparecchi di riscaldamento non raccordati a condotto di evacuazione dei prodotti della combustione quali ad esempio le stufe, provvedendo a far eseguire anche su questi apparecchi e sull'efficienza del loro sistema di evacuazione le dovute verifiche;
•        è sconsigliata la coesistenza di apparecchi alimentati a gas a camera aperta (tipo B) e camini a legna.
 
Forum Italiano Sicurezza Gas 2008: Incidenti da gas combustibile nell’anno 2007 (formato PDF, 98 kB).
 
 
Fonte: Comitato Italiano Gas (CIG).


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