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Qual è l’impatto dell’emergenza COVID-19 su formatori e consulenti?

Qual è l’impatto dell’emergenza COVID-19 su formatori e consulenti?
 Ufficio Stampa
 PUBBLIREDAZIONALE
11/12/2020: I risultati di un’indagine lanciata dall’Associazione AiFOS presso i suoi associati su invito di Confcommercio Professioni. A causa dell’emergenza COVID-19 c’è stato un calo di fatturato superiore al 30% per un formatore su due.
 

La situazione epidemiologica correlata al virus SARS-CoV-2 non ha solo conseguenze sanitarie o sulle nostre abitudini di vita e sulle relazioni sociali. L’emergenza COVID-19, specialmente in relazione alle limitazioni necessarie per il contenimento del virus, ha rilevanti conseguenze economiche anche sul mondo del lavoro e sulle attività di aziende e professionisti.

 

Quali sono le conseguenze che l’emergenza ha avuto e sta avendo sul mondo delle professioni relative alla formazione e alla consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro?

 

L’indagine sull’impatto economico per le aziende e i professionisti

L’impatto dell’emergenza sulle attività di formazione

L’impatto dell’emergenza sulle attività di consulenza



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L’indagine sull’impatto economico per le aziende e i professionisti

Per avere informazioni sulle conseguenze economiche in questo particolare settore, Confcommercio Professioni, che in questi mesi si sta facendo portavoce presso i tavoli governativi delle richieste dei professionisti rappresentati dalle associazioni confederate, ha invitato l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro ( AiFOS) a lanciare un’indagine tra i propri associati.

 

Rispondendo positivamente all’invito l’Associazione AiFOS ha svolto nella prima metà di novembre un’indagine presso i propri soci per capire in che misura le attività di formazione e consulenza siano state colpite - in termini di fatturato - dalla crisi economica provocata dalla pandemia ancora in atto.

 

L’indagine ha anche raccolto informazioni sull’utilizzo delle misure di sostegno predisposte dalla normativa. Si è rilevato, ad esempio, che il 51,5% dei soci che operano in regime di libera professione hanno usufruito dei bonus di indennità di sostegno in favore dei lavoratori autonomi previsti dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia) e dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio).

 

L’impatto dell’emergenza sulle attività di formazione

Riguardo alle attività di formazione si ricorda che, a seguito delle restrizioni alle attività economiche imposte dal Governo nella prima fase dell’ emergenza COVID-19, la categoria ha risentito della sospensione dei corsi in presenza ed è stato possibile proseguire solo con i corsi a distanza. In questo senso l’attività dei formatori è evidentemente diminuita, soprattutto per coloro che svolgono docenze per i corsi di formazione che non possono prescindere dalla parte pratica il cui svolgimento è necessariamente in presenza.

 

Se il 48,5% dei formatori coinvolti dichiara un calo di fatturato "percepito" nell'anno 2020 compreso tra l'11% e il 50% rispetto all'esercizio precedente, con uno sbilanciamento nella fascia più alta del calo (compreso tra il 31-50% per il 27,7% degli intervistati contro il 20,8% che lamenta un calo dell'11-30%), è preoccupante constatare, che per più del 15% degli intervistati il fatturato dall'attività di formazione si è sostanzialmente azzerato (calo superiore al 70%) mentre per un 10% il calo percepito è nel range 51-70%.

 

Si rileva, tuttavia, che una ridotta parte del campione, il 14%, ha mantenuto un fatturato stabile o addirittura registrato un incremento.

 

L’impatto dell’emergenza sulle attività di consulenza

Malgrado non sia stata direttamente limitata, anche l'attività di consulenza è stata penalizzata dal lockdown, ad esempio a causa delle restrizioni agli spostamenti. I dati rilevati presso i professionisti associati rilevano in questo caso un calo del fatturato leggermente inferiore, tenuto conto anche del fatto che le aziende hanno dovuto rivolgersi a professionisti della prevenzione per servizi come l’aggiornamento del DVR, la redazione di procedure di lavoro e di protocolli aziendali, la scelta e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, ecc.

In questo caso il 40,6% degli intervistati riporta un calo compreso tra l’11% e il 50% nell'anno 2020 rispetto all'esercizio precedente, con le risposte equamente suddivise nelle due fasce 11-30% e 31-50%. Mentre per oltre un socio AiFOS su quattro (27,8%), limitatamente all'attività di consulenza, il fatturato nell'anno in corso rimarrà stabile o crescerà rispetto al 2019.

 

L’indagine ha poi coinvolto anche diverse aziende, associate AiFOS, che si occupano di formazione e consulenza in materia di salute e sicurezza.

Per quanto riguarda la formazione c’è stato nel 59% dei casi, rispetto all’anno precedente, un calo compreso tra l’11% e il 50% (in particolare quasi il 24% è nella fascia 31-50%). Per oltre il 15% è stato rilevato un fatturato stabile o in crescita.

Anche in questo caso l’impatto è stato minore per le attività di consulenza. Il 39,5% delle aziende ha avuto un calo tra l’11% e il 50%, ma quasi il 34% ha avuto un fatturato stabile (21,1%) o in crescita (12,7%).

 

Il link per avere ulteriori informazioni sull'Indagine AiFOS sulla perdita di fatturato nell’anno 2020.

 

In definitiva, ricordando che il sondaggio hanno solo carattere indicativo dal momento che l'emergenza si è nuovamente inasprita successivamente alla rilevazione, i dati raccolti sono comunque preoccupanti per la situazione economica dei professionisti del settore. “Per un formatore su due l'anno si chiuderà con un calo del fatturato superiore al 30%” - sottolinea il Presidente AiFOS Rocco Vitale – “e addirittura uno su quattro subirà un vero e proprio tracollo con ricavi più che dimezzati rispetto al 2019”.

 

Per avere ulteriori informazioni si può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it - relazioniesterne@aifos.it.

 


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Rispondi Autore: raffaele scalese - likes: 0
11/12/2020 (09:04:52)
Probabilmente se il sondaggio fosse ripetuto oggi si potrebbe registrare un altro tipo di fenomeno relativamente al volume di affari.
Infatti se nei primi momenti (marzo aprile maggio) gli addetti alla Sicurezza hanno potuto registrare una sostanziale tenuta se non addirittura un incremento, nella seconda meta dell'anno un poco per gli "allentamenti" e, molto, a causa della assuefazione e conoscenze acquisite dal sistema lavoro le richieste di consulenza e/o le attività collegate hanno subito un forte DECREMENTO.
Che cosa ne pensate ?
Buona gornata a tutti
Autore: Carlo Peruchetti AiFOS - likes: 0
11/12/2020 (09:59:48)
In effetti, Raffaele, abbiamo condotto il sondaggio nella prima metà di novembre quando la "seconda ondata" e le nuove restrizioni erano solo all'inizio. È chiaro che la situazione è ancora ampiamente in divenire, e che regna ancora una grande incertezza circa l'andamento della pandemia e l'avvio della campagna vaccinale.
Cogliamo volentieri il suo invito ad eseguire un'indagine di follow-up che raccolga i dati reali di fatturato 2020 ed anche le nuove dinamiche che si delineeranno nel 2021.
Certamente ne daremo notizia tramite PuntoSicuro e sul nostro sito ufficiale www.aifos.it
Rispondi Autore: Fausto Oggionni - likes: 0
13/12/2020 (16:51:58)
Salve, nella presentazione non trovo la numerosità del campione, dov'è possibile verificarla? Grazie.
Autore: Carlo Peruchetti AiFOS - likes: 0
14/12/2020 (08:52:58)
Buongiorno Fausto, l'indagine è stata condotta tra gli associati AiFOS. Vale a dire circa 1600 soci (persone fisiche: liberi professionisti, dipendenti pubblici e privati) e oltre 500 imprese associate

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