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DVR: il metodo per elaborare un documento nel rispetto delle norme

DVR: il metodo per elaborare un documento nel rispetto delle norme
 Blumatica
 PUBBLIREDAZIONALE
27/03/2019: La valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro attraverso una metodologia conforme alle norme: i passi per la corretta elaborazione del documento di valutazione dei rischi ai sensi del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. (Parte 1)
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Questo articolo rappresenta il primo di una serie di approfondimenti che, mediante casi pratici, illustrerà come elaborare un DVR efficace rispettando i requisiti della normativa cogente adottando, al tempo stesso, la logica dei modelli di organizzazione delle norme volontarie come la ISO 45001.

 

PARTE 1

Evoluzione della sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia: ecco le tappe fondamentali!

Il quadro normativo in Italia parte dal D.P.R. 547/1955 emanato con l’intento di venire incontro alle esigenze di cambiamento delle realtà politiche, sociali ed industriali a seguito del dopo guerra.

 

Accanto al D.P.R. 547, le disposizioni principali che hanno rappresentato i pilastri della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro sono:

  • il D.P.R. 303 del 1956 relativamente all’igiene del lavoro
  • il DPR 164 del 1956 per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni.

 

Il periodo che va dagli anni ’50 fino agli anni ’80 manifesta la necessità di individuare delle regole per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle varie attività produttive, i cui aspetti principali sono tutt’oggi validi.

 

È negli anni ’90 che nasce il cosiddetto sistema prevenzionale di organizzazione della sicurezza aziendale.

 

Il D. Lgs. 626 del 1994 ha rappresentato per moltissimo tempo il riferimento normativo che, con una più moderna visione della organizzazione della sicurezza sul lavoro in Italia, recepiva tutte quelle europee in materia.

 

È in questo secondo momento storico che iniziano a prendere piede i principi di organizzazione e gestione in sicurezza dei processi lavorativi, intesi come l’insieme delle lavorazioni eseguite con l’ausilio di macchine ed attrezzature per giungere ad un determinato prodotto o definire uno specifico servizio.

 

Si introduce, a carico del datore di lavoro, l’obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi!

 

L’obbligo si estende a tutte le organizzazioni con più di 10 lavoratori.

Nelle realtà con meno di 10 dipendenti è possibile autocertificare la valutazione dei rischi senza entrare nello specifico dell’analisi, dichiarando esclusivamente di aver valutato i rischi commessi alle proprie attività e di aver intrapreso idonee misure di sicurezza.

 

Cosa è il DVR? E, soprattutto, cosa deve contenere un DVR?

Il DVR è il documento che contiene l’analisi dei rischi di lavorazioni, attrezzature, agenti chimici utilizzati in un determinato processo con l’obiettivo di predisporre le misure di prevenzione e protezione in base all’entità di tali rischi.

 

Dal DVR vengono poi estrapolate tutta una serie di informazioni fondamentali che guidano la gestione della sicurezza aziendale:

  • esigenze formative
  • necessità di dispositivi di protezione individuale
  • identificazione di protocolli sanitari

 

I principi di gestione della sicurezza vengono contemporaneamente estesi, con normative analoghe, alla conduzione dei cantieri temporanei o mobili … nasce, così, l’esigenza di un unico corpo normativo in grado di raccogliere ed armonizzare gli aspetti comuni alle numerose leggi del complesso panorama italiano.

 

9 aprile 2008: nasce il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro

Il D.Lgs. n. 81/08 è oggi il riferimento normativo italiano per la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro che riassume e ordina le normative antecedenti, a volte suddivise per settore.

Obiettivo prioritario del decreto è la salute dei lavoratori la cui tutela si ottiene organizzando al meglio i processi di un’impresa, analizzando i rischi ed indicando chiaramente ruoli e responsabilità.

Prevale un atteggiamento proattivo in base al quale un’efficace prevenzione riduce la necessità di ricorrere a misure di protezione, anticipando il verificarsi di un evento pericoloso.

Resta in capo al datore di lavoro l’obbligo della redazione del DVR e, da questo momento, viene eliminata la possibilità di autodichiarazione: tutti, anche le micro imprese con meno di 10 lavoratori, hanno l’obbligo del DVR, pur avendo la possibilità di utilizzare un percorso semplificato definito dalle procedure standardizzate.

 

Qual è, dunque, il punto di partenza per elaborare un DVR efficace?

Lo step fondamentale che consente di raccogliere tutte le informazioni per analizzare i processi ed i relativi rischi è quello dell’analisi iniziale dell’organizzazione.

 

Un approfondito check up consente di riconoscere le attività necessarie per rendere l’azienda non solo conforme ai requisiti cogenti imposti dalle leggi nazionali ma di predisporla ad una modalità di gestione efficace dei propri processi in linea con gli standard internazionali delle norme volontarie.

 

È possibile velocizzare e gestire elettronicamente questa fase iniziale di screening riducendo notevolmente i tempi di lavoro adottando, anche tramite tablet e smartphone, la recentissima applicazione Blumatica Safety CheckApp che consente di rilevare, in pochi step guidati, i dati di partenza per l’elaborazione di un DVR nonché di comporre automaticamente i preventivi da offrire ai propri clienti in base a listini personalizzati per il proprio studio professionale.

 

Di notevole vantaggio l’integrazione spinta con Blumatica DVR, il software che consente di gestire la salute e sicurezza per qualsiasi realtà aziendale. Il DVR può essere creato partendo dal check up effettuato ottenendo in automatico tutte le informazioni circa l’anagrafica azienda, le risorse umane, i luoghi di lavoro, le mansioni e le lavorazioni con i rischi prevalenti.

 

 

Ulteriori dettagli qui

 

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Rispondi Autore: Gian Piero Marabelli27/03/2019 (08:39:50)
Questo articolo
Contiene una serie cosi fitta di errori sia giuridici (l'autocertificazione???) sia tecnici che e' difficile commentare. Verrebbe da chiedere..chi l ha scritto...
Rispondi Autore: Sergio Mangia27/03/2019 (09:33:49)
Comunque non è bello mascherare da articolo la pubblicità di un prodotto commerciale!
Rispondi Autore: Francesca De Santis27/03/2019 (12:08:20)
Se preferisce può indicarmi qui le imprecisioni in modo da intavolare una discussione utile per chi legge.
Rispondi Autore: Antonio Mansi27/03/2019 (13:28:52)
L'articolo mi sembra scritto bene, non capisco la polemica sull'autocertificazione....Gian Piero Marabelli, ma lei lo ha letto attentamente? Ha capito di quale autocertificazione si parla? Ha capito che si stava parlando del vecchio art.4 del d.lgs. 626/94? Ho ha letto "a chiazze"?
Rispondi Autore: Riccardo Blumatica27/03/2019 (13:32:33)
Gentile Sergio Mangia, la gran parte degli articoli postati su punto sicuro sono scritti da terzi come noi e pubblicati a nome della redazione Punto Sicuro; abbiamo noi stessi chiesto alla redazione, che quindi potrà confermarglielo, di mettere palesemente il nostro nome proprio perchè ci piace essere trasparenti...ed il risultato è una ingiustificata critica?! Era meglio lasciare le cose come erano?! Siamo convinti di no e spero potrà condividere questa nostra scelta!
Rispondi Autore: franco mauli27/03/2019 (14:11:36)
non entro nel merito dei contenuti dell'articolo (che peraltro trovo piuttosto poveri) ma invito la redazione a confermare l'apprezzata "verginità" commerciale; a poco valgono le "giustificazioni" dell'azienda pubblicizzata
Rispondi Autore: Riccardo Blumatica27/03/2019 (14:17:26)
Giustificazioni di cosa? Nessuno si stava giustificando. Forse qualcuno si sta nascondendo dietro mentite spoglie. Noi stiamo mettendo nomi e cognomi, oltre che dati di fatto....invito a fare altrettanto
Rispondi Autore: Giovanni Bersani27/03/2019 (18:07:35)
Non conosco Blumatica, ma mi pare non sia la prima volta che Punto Sicuro si avvale di enti esterni che promuovono la propria attività tramite articoli. In cima alla pagina tra l'altro è chiaramente indicato chi è l'autore, che appunto non è un 'nome e cognome'.
Sull'autocertificazione il sig. Marabelli ha preso un bel granchio (ricordo benissimo che fino a una certa data è stato possibile autocertificare la valutazione dei rischi, per le aziende fino a 10 lavoratori), può capitare a tutti una svista... ma se fossi in lui farei le mie scuse, per correttezza, e magari evidenzierei qualche altro presunto grave errore, a questo punto sarebbe corretto visto che il suo unico esempio era un buco nell'acqua.
Il tutto sempre in un'ottica di aiutarsi qui, fra esperti o semplici interessati, e non certo di fare polemiche o perdere tempo.
Rispondi Autore: Andrea RSPP28/03/2019 (09:59:34)
C'è anche scritto pubbliredazionale, quindi anch'io non capisco la polemica.
Inoltre a qualcuno può essere utile avvalersi di uno strumento per facilitare il lavoro.
buona giornata

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