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Scena del crimine: le norme ISO contro la contaminazione prove
Negli ultimi tempi sono diventati sempre più frequenti gli inquinamenti della scena del crimine, che mettono in difficoltà le indagini delle forze di polizia e della magistratura inquirente. Questo è il motivo per cui un comitato specifico internazionale si è attivato per sviluppare norme, afferenti al comportamento sulla scena del crimine e recupero dei reperti, che costituiscono regola d’arte.
Tutti gli specialisti di criminologia conoscono l’ormai famoso teorema di Locard, che afferma che sia il perpetratore del crimine, sia l’investigatore, introducono elementi sulla scena del crimine, che portano ad un’estrema variabilità della scena stessa.
Solo se le tracce vengono individuate, correttamente raccolte, custodite ed esaminate, possono dare un contributo prezioso alla ricostruzione degli eventi, aiutando le forze dell’ordine e la magistratura inquirente ad individuare il possibile perpetratore del crimine.
Al proposito, si ricorda che esistono diversi tipi di contaminazione, come ad esempio la dispersione, la modifica della posizione spaziale in cui le tracce si trovano, la contaminazione delle tracce.

Questa tabella, risalente un’indagine effettuata nel 2017, mette in evidenza quanto possa essere pericolosa l’attività degli analisti criminologici, sulla scena del crimine, che non rispettino rigide regole, in fase di individuazione, prelievo e conservazione di reperti.
Ecco perché desideriamo aggiornare i nostri lettori circa la preziosa attività normativa svolta dal comitato tecnico ISO/TC 272 - Forensic sciences, di cui parlammo i nostri lettori 10 anni fa!
Chi scrive fa parte di questo comitato tecnico, che lavora intensamente allo sviluppo di norme, che hanno il grande vantaggio di essere applicabili in tutta l’Europa e nel resto del mondo, rendendo più semplici gli scambi di informazioni tra forze dell’ordine, appartenenti a vari paesi.
Ad oggi questo comitato tecnico ha pubblicato sei norme, e sta lavorando ad altre 3. I gruppi di lavoro sono composti da una trentina di tecnici di vari paesi, mentre 18 membri sono osservatori, senza diritto di voto.
Una delle norme più importanti è la seguente, che dà indicazioni generali sul comportamento dei criminologi sulla scena del crimine.
ISO/CD 21043-2.3 : Forensic sciences — Part 2: General requirements for the forensic process, and the recovery and management of items
Proprio alla luce di recenti notizie di cronaca, appare chiaro ai lettori quanto sia importante l’applicazione della norma che segue, che cerca di garantire, in modo pressoché assoluto, che non vi sia contaminazione del DNA, da parte degli investigatori, su reperti trovati sulla scena del crimine.
ISO/CD 18385.2 : Minimizing the risk of human DNA contamination in products used to collect, store and analyze biological material for forensic purposes — Requirements
Infine, ci è gradito segnalare ai lettori che anche il National institute for technology standards- NIST, negli Stati Uniti, sta recependo queste normative, a riprova della loro efficienza ed efficacia.
Da parte di noi tutti un augurio di buon lavoro a questo comitato tecnico, che dà un prezioso contributo alla ricostruzione della scena del crimine ed alla individuazione dei perpetratori del crimine stesso.
Adalberto Biasiotti
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