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È in arrivo una norma sull’utility manager
Oggi tutti sanno come i costi aziendali siano fortemente influenzati dai costi dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua ed altre sorgenti energetiche, nonché delle telecomunicazioni.
In alcune aziende il costo di queste voci può essere addirittura il costo più elevato associato ai costi di produzione. Ecco la ragione per cui, a fronte di un gran numero di offerte, provenienti da una moltitudine di gestori, è indispensabile che l’azienda sia dotata della capacità di selezionare l’offerta più vantaggiosa, sia nel breve, sia nel medio e lungo periodo.
È in questo contesto che il comitato tecnico 006 / GL27 di UNI si è attivato per sviluppare una norma, UNI_11782, dal titolo:
“attività professionali non regolamentate-manager delle utenze (utility manager) -requisiti di conoscenza abilità e autonomia e responsabilità”.
Il settore è talmente innovativo che, nel paragrafo della norma dedicato ai riferimenti normativi esistenti, in pratica vi sono solo riferimenti affatto generici.
La norma non rende obbligatorio per un’azienda l’assumere questo profilo professionale, ma traccia il profilo in modo che il soggetto coinvolto possa operare anche come consulente presso l’azienda, operando in due fasi:
- dapprima incontra il cliente, raccogliendo tutt’una serie di documenti afferenti all’attuale situazione del cliente e ad eventuali possibili imminenti evoluzioni del profilo dell’attività aziendale,
- successivamente, sulla base di questi elementi, effettua una ricerca sul mercato per individuare quali siano le condizioni che possono essere più attraenti, tra le dozzine di offerte presenti sul mercato.
È facoltà dell’utility manager di farsi supportare da applicativi specifici, indubbiamente utili in un mercato così complesso.
La norma prosegue elencando le conoscenze che deve avere l’utility manager, che debbono essere indubbiamente assai allargate, facendo riferimento ad aspetti economici, aspetti legali, aspetti operativi e via dicendo.
Successivamente la norma illustra quali debbano essere le abilità di questo profilo professionale, che deve essere evidentemente in grado non solo di individuare una soluzione appropriata per il suo cliente, ma anche di illustrarla in modo tale da convincerlo che tale soluzione sia veramente la più appropriata.
Per quanto riguarda i requisiti relativi all’apprendimento formale può essere sufficiente un diploma di scuola superiore, ma deve essere dimostrata la partecipazione a uno o più corsi formativi per almeno ventiquattr’ore sui temi in questione. Inoltre, deve essere dimostrata l’acquisizione di un’adeguata formazione pratica, mediante lo svolgimento di attività similari per un paio di anni.
Come al solito, la verifica della presenza degli elementi appropriati viene effettuata mediante un esame, articolato in un esame scritto, con compilazione di un questionario, ed un esame orale per eventuali approfondimenti.
Raccomandiamo a tutti i lettori di seguire con attenzione il processo normativo in corso, che porterà alla pubblicazione, in quanto la scelta di un professionista, dipendente o meno, con queste specifiche competenze può avere benefici oltremodo significativi sull’intera attività aziendale.
Adalberto Biasiotti
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