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Una relazione sui rischi psicosociali nel settore socio-sanitario
Bilbao, 25 Nov – Come ricordato in diversi nostri articoli, il cosiddetto settore HeSCare (assistenza sanitaria, assistenza residenziale, attività di assistenza sociale in ospedali, studi medici, case di cura e a domicilio, …) è una componente significativa dell'economia dell'Unione europea. Un settore che negli ultimi dieci anni ha registrato una grande crescita dell'occupazione e, ad esempio, nel 2022 ha impiegato oltre 21,5 milioni di persone e ha rappresentato circa l'11 % della forza lavoro totale dell'UE.
Questo importante e rilevante settore deve, tuttavia, affrontare oggi diverse sfide che incidono sulle condizioni di sicurezza e salute sul lavoro (SSL). Una di queste sfide è connessa all' invecchiamento della popolazione dell'UE, che comporta un aumento della domanda di servizi HeSCare. Ma se la popolazione di età pari o superiore a 65 anni crescerà del 23% entro il 2035, la crescita occupazionale prevista nel settore nello stesso periodo è solo del 12 con una potenziale carenza di manodopera. Senza dimenticare, l'alta percentuale, nel settore, di lavoratori anziani.
A ricordare queste caratteristiche del settore dell' assistenza sanitaria e sociale in Europa soffermandosi, in particolare, in questo caso, sui rischi psicosociali legati al lavoro (PSR) e sugli esiti relativi alla salute mentale nel HeSCare nell'UE, è una nuova relazione commissionata dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) e a cura di Andrea Broughton, Sophie Buckingham, Neringa Collier (Ecorys).
L'obiettivo del report – dal titolo “Work-related psychosocial risks and mental health in the EU health and social care sector” (Rischi psicosociali legati al lavoro e salute mentale nel settore sanitario e sociale dell'UE) - è quello di fornire una rassegna della ricerca sul tema dei rischi per la salute e la sicurezza legati al lavoro e degli esiti relativi alla salute mentale nel settore dell'assistenza sanitaria dell'UE.

L’articolo di presentazione del report si sofferma sui seguenti argomenti:
- Rischi psicosociali nel settore socio-sanitario: classificazione e metodo
- Rischi psicosociali nel settore socio-sanitario: carico lavorativo e orari di lavoro
- Indice del documento EU-OSHA
Rischi psicosociali nel settore socio-sanitario: classificazione e metodo
Ai fini dello studio commissionato dall’Agenzia, i fattori di rischio per i lavoratori del settore sanitario e socio-assistenziale sono stati classificati in due gruppi:
- Rischi per la salute mentale legati a fattori organizzativi e condizioni di lavoro: questi riguardano l'ambiente di lavoro e gli aspetti connessi alle condizioni di lavoro dei lavoratori, ad esempio il carico di lavoro, la pressione temporale, l'orario di lavoro, i turni di lavoro, l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, la retribuzione e l'autonomia lavorativa;
- Rischi psicosociali lavorativi legati all'ambiente psicosociale in cui viene svolto il lavoro: questi includono eventuali esperienze di comportamenti sociali negativi, esposizione a carichi emotivi o etici elevati ed eventi potenzialmente traumatici, scarso sostegno sociale e stigma nei confronti della ricerca di sostegno sul posto di lavoro per le conseguenze di tali fattori di rischio.
Si indica poi nel report che lo studio ha utilizzato un approccio misto, che comprendeva ricerche, con una revisione della letteratura sul tema, interviste e casi studio. Tutte le fonti selezionate per la revisione si sono concentrate esplicitamente sui rischi psicosociali e sugli esiti di salute mentale nel settore HeSCare o su argomenti direttamente correlati (ad esempio, le interconnessioni tra PSR e disturbi muscoloscheletrici). Sulla base di quanto raccolto sono stati poi selezionati otto casi di studio per ulteriori ricerche e analisi.
Rischi psicosociali nel settore socio-sanitario: carico lavorativo e orari di lavoro
Ci soffermiamo brevemente su alcuni dei rischi psicosociali affrontati nel documento e presenti in ambito socio-sanitario.
Ad esempio, i dati hanno confermato la presenza di un carico di lavoro elevato unito a forti pressioni temporali. E ciò è particolarmente vero nei sottosettori dell'assistenza sanitaria e dell'assistenza residenziale.
Si ricorda che carichi di lavoro eccessivi e vincoli temporali possono portare a esaurimento fisico e mentale, burnout, stress, ansia e depressione. Senza dimenticare che, come ricordato in apertura di articolo, l'invecchiamento della popolazione porta a un aumento delle esigenze e ad una carenza del personale necessario per gestirle. La pandemia di COVID-19 ha poi aggravato queste sfide, contribuendo ad aumentare i livelli di stress a causa dell'aumento del carico di lavoro.
Un altro aspetto su cui si sofferma il report è relativo agli orari di lavoro lunghi o irregolari, un altro dei principali rischi derivanti dall'organizzazione del lavoro nel settore HeSCare.
Chiaramente la lunghezza e irregolarità degli orari di lavoro lunghi ha chiare implicazioni per il benessere mentale del personale del settore e l'equilibrio tra vita professionale e vita privato. La letteratura scientifica dimostra che lavorare per molte ore è associato a una serie di problemi di salute mentale come depressione, ansia e aumento dei livelli di stress lavorativo. Ma i dati dimostrano anche che gli interventi volti a combattere gli orari di lavoro lunghi o irregolari sono stati i meno comuni tra tutte le misure adottate per prevenire i rischi psicosociali nel settore.
Si indica poi che gli orari di lavoro atipici, i turni irregolari, compresi i turni notturni e nei fine settimana, sono comuni nel settore HeSCare. Questi turni possono arrivare a interrompere i naturali ritmi del sonno e possono contribuire alla sua privazione, alla depressione, allo stress e al burnout professionale. Tra l’altro gli studi hanno dimostrato anche un legame tra il lavoro a turni e i disturbi muscoloscheletrici (MSD), con turni rotativi e irregolari che contribuiscono allo sviluppo di MSD come lombalgia, dolore alle spalle e alle ginocchia negli operatori sanitari.
Rimandiamo ad una lettura integrale dell’interessante report europeo che si sofferma non solo su molti altri fattori di rischio psicosociale, ma anche sulle possibili misure di prevenzione e sulle reti di sostegno per i lavoratori.
Indice del documento EU-OSHA
Riportiamo, in conclusione, l’indice del report “Work-related psychosocial risks and mental health in the EU health and social care sector”.
Executive summary
1 Introduction
1.1 Relevance of the report
1.2 Objectives
1.3 Structure of the report
2 Methodological overview
2.1 Desk research and literature review
2.2 Interviews
2.3 Good practice case studies
3 Sociodemographic, contextual and organisational factors affecting PSR exposure for HeSCare workers
3.1 Gender
3.2 Age
3.3 Migrant status
3.4 Wider contextual factors
4 Work-related PSRs and mental health-related outcomes
4.1 Organisational factors and working conditions
4.1.1 High workload and time pressure
4.1.2 Long working hours
4.1.3 Work scheduling (including atypical working hours) and shift work
4.1.4 Poor work–life balance
4.1.5 Pay, effort–reward imbalance and precarious working conditions
4.1.6 Lack of autonomy
4.1.7 Use of digital technologies and the automation of tasks
4.2 Social environment of work
4.2.1 Adverse social behaviour, including violence, (sexual) harassment and bullying
4.2.2 High emotional and ethical burden
4.2.3 Stigma, including against seeking mental health support
4.2.4 Low social support
4.3 Interlinkages with MSDs
4.4 Mental health outcomes
4.4.1 Stress
4.4.2 Burnout
4.4.3 Anxiety
4.4.4 Sleeping problems and fatigue
4.4.5 Legacy of COVID-19
4.4.6 Other mental health outcomes
4.4.7 Costs and consequences of mental health outcomes
5 Prevention measures
5.1 Risk management and risk assessment
5.2 Interventions aimed at addressing organisational factors and working conditions
5.2.1 Adequate staffing
5.2.2 Ensuring adequate rest and improving work–life balance
5.2.3 Participatory shift scheduling
5.2.4 Recognition and remuneration
5.2.5 Promoting job autonomy
5.2.6 Worker influence and participation in decision-making
5.2.7 Awareness-raising and training
5.2.8 Regulatory initiatives and social dialogue
5.3 Creating a supportive work environment
5.3.1 Improving social support in the workplace
5.3.2 Providing mental health support and reducing mental health-related stigma
5.3.3 Addressing violence and adverse social behaviour
5.4 Success factors for the implementation of initiatives
6 Policy pointers
6.1 Comprehensive risk assessments
6.2 Support networks
6.3 Individual and collective autonomy and control
6.4 Ensuring adequate staffing levels
6.5 Encouraging worker involvement
6.6 Providing information and training
6.7 Proactive prevention and management of PSRs
6.8 Focusing on the long term
6.9 Making use of available funding
References
Annex: Examples of the longlist of interventions considered for the case studies
RTM
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