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Oltre la prevenzione: approccio ergonomico e comfort globale in sanità
Bologna, 25 Set – Tutelare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non significa soltanto rispettare specifici requisiti normativi o prevenire possibili infortuni, ma promuovere un reale benessere psico-fisico dei lavoratori. E in questo contesto – come ricordato anche nella nostra intervista a Paolo Lenzuni (Inail Toscana) – assumono un ruolo centrale l’attenzione per l’approccio ergonomico e il concetto di comfort globale.
Se poi questo approccio è determinante in ogni ambito lavorativo, lo diventa ancora di più negli ambienti sanitari, contesti complessi nei quali convivono, con esigenze spesso differenti, lavoratori e pazienti.
In questi ambienti bisogna affrontare l’interazione tra l’essere umano e il suo ambiente in modo multidisciplinare, integrando aspetti fisici, cognitivi e organizzativi. E garantendo, per quanto riguarda il cosiddetto “comfort globale”, un’adeguata attenzione ai problemi connessi al microclima, alla qualità dell’aria, all’ illuminazione e al rumore.
Per comprendere come favorire un adeguato comfort negli ambienti sanitari abbiamo intervistato, durante la manifestazione Ambiente Lavoro 2026 (Bologna, 26-28 maggio 2026), Michele Del Gaudio (ricercatore Inail dell’Unità operativa territoriale di certificazione, verifica e ricerca di Avellino).
Michele Del Gaudio si occupa da più di 15 anni di esposizione dei lavoratori ad agenti fisici e ad Ambiente Lavoro era relatore al convegno “dBA2026 Agenti Fisici in Sanità” (Bologna, 28 maggio 2026) con una relazione dal titolo “Approccio ergonomico negli ambienti sanitari. Il comfort globale”.
L’intervista, realizzata a Bologna il 28 maggio 2026, risponde a varie domande (anche non connesse espressamente al tema del comfort globale):
- Approfondendo i temi trattati nella relazione al convegno “dBA2026 Agenti Fisici in Sanità”. Cosa si intende con approccio ergonomico? E come può contribuire a raggiungere il comfort globale nei luoghi di lavoro?
- Quali sono gli aspetti che i progettisti devono considerare per favorire il comfort in sanità?
- Comfort microclimatico e qualità dell’aria: perché è importante e quali sono le criticità e sfide da affrontare?
- Comfort luminoso: qual è la sua importanza? Quali sono gli elementi che può influenzare?
- Un altro aspetto su cui soffermarci è il comfort acustico. Quali sono le problematiche da affrontare e perché è importante affrontarle?
- C’è una relazione stretta fra comfort, produttività e riduzione degli infortuni?
- Sono stati realizzati degli studi per rilevare la percezione dei lavoratori riguardo ai rischi connessi al rumore, alla luminosità e alla qualità dell’aria?
- Cosa si può fare per rendere più confortevole l’ambiente di lavoro sanitario?
- Ci soffermiamo su un altro rischio importante nelle strutture sanitarie, il rischio violenza e aggressioni. di cui lei si è occupato in passato. Perché è così rilevante in sanità e come affrontarlo?
L’articolo si sofferma su vari argomenti:
- Sicurezza e comfort in sanità: l’approccio ergonomico e il comfort globale
- Sicurezza e comfort in sanità: il comfort termico, luminoso e acustico
- Sicurezza e comfort in sanità: la produttività, gli infortuni e la progettazione
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Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
L’intervista di PuntoSicuro a Michele Del Gaudio
Sicurezza e comfort in sanità: l’approccio ergonomico e il comfort globale
Cominciamo l’intervista approfondendo due temi trattati nella sua relazione al convegno “dBA2026 Agenti Fisici in Sanità”. Cosa si intende con approccio ergonomico? E come può contribuire a raggiungere il comfort globale nei luoghi di lavoro?
Michele Del Gaudio: Il vantaggio di usare un approccio ergonomico sta nel fatto che l'ergonomia si occupa dell'ambiente che circonda il lavoratore e lo fa in modo multidisciplinare. Quindi c'è un approccio sicuramente cognitivo, c'è un approccio fisico, c'è un approccio organizzativo e, quindi, il totale deve portare (…) al benessere. Benessere che deve essere un obiettivo da cercare di raggiungere in tutti i luoghi di lavoro, ma che negli ambienti sanitari può fare la differenza perché il lavoratore dell'ambiente sanitario è un lavoratore che, oltre a curare la propria salute, deve essere molto attento alla salute del paziente e quindi c'è anche la variabile paziente da tener conto.
Quali sono gli aspetti che i progettisti devono considerare per favorire il comfort in sanità?
Michele Del Gaudio: Il progettista deve sicuramente seguire quelle che sono delle norme tecniche, che prevedono che gli impianti, ad esempio, vengano fatti in un certo modo, abbiano certi requisiti.
Però quello che forse è importante è che il progettista sia consapevole anche delle attività che si svolgono in un ambiente sanitario.
Può capitare che, nel migliore dei reparti, progettato alla perfezione, in realtà poi durante l'utilizzo vengano fuori dei limiti che invece potevano essere considerati se il progettista avesse magari consultato gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri e in modo da capire, rispetto alle attività che svolgono, quali potevano essere delle soluzioni migliori.
Sicurezza e comfort in sanità: il comfort termico, luminoso e acustico
Partiamo dal comfort microclimatico e dalla qualità dell’aria. Perché è importante e quali sono le criticità e sfide da affrontare?
Michele Del Gaudio: Questo è uno dei casi in cui forse è maggiore l'attenzione che bisogna avere perché le esigenze di comfort termico del paziente non sono le stesse dell'operatore sanitario. Quindi la maggiore attenzione sul paziente potrebbe far dimenticare l'esigenza di salute e sicurezza del lavoratore.
Come le dicevo, per esempio, il microclima potrebbe essere responsabile di condizioni di discomfort che possono portare alla stanchezza, possono distrarre il lavoratore, sia nel suo compito di cura, ma, anche e soprattutto, nel preservare la propria salute, quindi nella prevenzione degli incidenti, degli infortuni in generale.
Veniamo al comfort luminoso. Qual è la sua importanza? Quali sono gli elementi che può influenzare?
Michele Del Gaudio: Il comfort luminoso è importante perché nell'ambiente sanitario l'illuminazione non ha solo la funzione di rendere visibili gli oggetti, ma potrebbe far parte anche di quella che è, diciamo, la necessità di fare diagnosi.
Io nel convegno ho fatto l'esempio del dermatologo che ha bisogno di una illuminazione adeguata per poter eventualmente percepire sulla pelle del paziente le patologie.
Ma l'illuminamento ha anche un'altra funzione sul benessere del lavoratore, perché dal tipo di illuminazione, dalle componenti dei vari tipi di lampade potrebbe nascere anche qui del discomfort.
In particolare, io mi riferisco all'esigenza di garantire durante le ore notturne un'illuminazione che non sia troppo fastidiosa. Stiamo parlando di persone che fanno il turno di notte e che debbono avere - anche in quel periodo in cui normalmente bisognerebbe dedicare quelle ore al sonno - la massima attenzione. Ci sono correlazioni, ad esempio, dal tipo di illuminazione a delle patologie anche importanti. Perché l'illuminazione agisce sul nostro orologio biologico, sul nostro ritmo circadiano e quindi un disequilibrio ormonale può essere anche significativo per il lavoratore.
Un altro aspetto su cui soffermarci, la cui rilevanza è sicuramente conosciuta da chi lavora in luoghi rumorosi come scuole ed ospedali, è il comfort acustico. Quali sono le problematiche da affrontare e perché è importante affrontarle?
Michele Del Gaudio: Ci sono una serie di fonti di rumore negli ambienti sanitari legati soprattutto alle attrezzature, agli arredi, che sono normalmente metallici per poterli facilmente sterilizzare. E quello degli allarmi, per esempio, è un problema legato all'uso di monitor dei pazienti e che debbono segnalare inefficienze dell'attrezzatura, quindi magari la batteria quant'altro, ma anche soprattutto quello che sta succedendo al paziente.
Quindi succede che spesso l'operatore sanitario è bombardato da continui allarmi e qualche studio ha anche dimostrato che molti allarmi potrebbero essere evitati, perché si tratta di mancate regolazioni, potrebbero essere impostati diversamente e quindi l'esposizione potrebbe essere ridotta.
Come pure potrebbero essere utilizzati dei sistemi a vibrazione, tipo cerca-persone, per richiamare l'attenzione dell'operatore senza però utilizzare lo stimolo rumoroso che, complessivamente, può dare anche delle esposizioni importanti.
Anche perché poi dobbiamo pensare che il rumore, in questi ambienti, non deve necessariamente dare un danno uditivo, ma potrebbe anche semplicemente esporre a quelli che noi definiamo effetti extrauditivi, quindi forme di malessere della persona dovuti anche ai livelli di esposizione più bassi, superiori ai 30/40 dB, che però possono avere un significato sulla salute degli operatori.
Sicurezza e comfort in sanità: la produttività, gli infortuni e la progettazione
C’è una relazione stretta fra comfort, produttività e riduzione degli infortuni?
Michele Del Gaudio: Io provo a parlare nello specifico del dell'ambiente sanitario. Il rischio di un inciampo, oppure il rischio di una puntura, sono cose che possono discendere da un abbassamento dell'attenzione che è il frutto, come dicevamo prima, di tutto un insieme di parametri che non è detto che siano singolarmente responsabili, ma la somma di questi effetti possono portare a un livello di distrazione e quindi facilitare degli errori.
Sono stati realizzati degli studi per rilevare la percezione dei lavoratori riguardo ai rischi connessi al rumore, alla luminosità e alla qualità dell’aria?
Michele Del Gaudio: Sì. Al convegno ho presentato i risultati di un test fatto in un piccolo reparto di terapia intensiva neonatale per cercare di capire quale fosse la percezione del rischio da parte degli operatori.
La terapia intensiva neonatale è un reparto particolare perché oltre a preservare la salute dei lavoratori c'è da tenere sotto controllo i pazienti che sono molto piccoli e sono anche più sensibili agli stimoli luminosi, rumorosi. E questo in qualche modo li indebolisce perché non permette la maturazione, quindi la crescita di questi bambini.
Gli operatori però dovrebbero (…) avere un'accuratezza nel non provocare il rumore, avere un'attenzione a regolare la luminosità e quant'altro. E quindi i risultati di questo test portavano ad una sottovalutazione dei certi aspetti. Per esempio, balzava agli occhi che l'effetto luminosità del reparto era sottovalutato, come pure quello della qualità dell'aria. Mentre probabilmente, forse perché maggiormente percepito, quello del rumore era un rischio di cui si teneva conto (…)
In definitiva, cosa si può fare per rendere più confortevole l’ambiente di lavoro sanitario?
Michele Del Gaudio: Io con il mio intervento ho sottolineato soprattutto l'importanza di una progettazione fatta tenendo conto delle esigenze dei lavoratori.
Quindi non una progettazione legata solo alle norme, ma una progettazione che tiene conto delle procedure. In ambienti sanitari tutto ciò che si fa segue delle procedure. È un modo per avere la certezza che il comportamento sia corretto.
Però questo deve essere preso in considerazione in fase di progettazione, perché poi, dopo, l'operatore in un ambiente non idoneo deve trovare la scorciatoia o adattarsi e, quindi, questo può creare dei problemi. Poi, come sempre, c'è anche un problema di consapevolezza, quindi, evidentemente, c'è molto da lavorare sulla formazione degli operatori sanitari e renderli anche più edotti su quelli che sono i rischi che qualche volta vengono anche non percepiti. (…)
(…)
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
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