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AI non è IA
Probabilmente ai lettori è giunta notizia del fatto che in alcuni paesi del mondo, in particolare in India, vi sono gigantesche centrali di elaborazione dati, che raccolgono informazioni, che vengono poi utilizzate per arricchire il patrimonio di conoscenze degli applicativi di intelligenza artificiale.
Il fatto poi che queste informazioni vengano raccolte correttamente, oppure vengano raccolte anche in presenza di divieti, è un argomento che per ora non prendiamo in considerazione.
Orbene, appare evidente come i testi che vengono utilizzati per addestrare gli applicativi di intelligenza artificiale, ad esempio in lingua italiana, sono spesso completamente diversi da quelli che vengono utilizzati per addestrare gli applicativi di artificial intelligence, operanti in lingua inglese.
Questa situazione, di cui all’inizio non ci si era resi conto, sta portando adesso a situazioni estremamente problematiche. Ad esempio, lo stesso quesito, posto in lingua italiana, ad un applicativo di intelligenza artificiale può dare un risultato.
![]() | Approfondimento della normativa ISO 11064 e altre norme per la progettazione delle sale di controllo, a cura di di Adalberto Biasiotti. |
Lo stesso quesito, tradotto in lingua inglese, e posto ad un applicativo di artificial intelligence, può dare una risposta completamente diversa.
D’altro canto, è del tutto normale che le informazioni che vengono raccolte e gestite in uno specifico contesto linguistico e sociologico, possano essere completamente diverse da quelle che vengono raccolte e gestite in un diverso contesto linguistico.
Informazioni che sono ritenute molto importanti in Italia, potrebbero non essere ritenute altrettanto importanti in Cina e quindi gli applicativi di intelligenza artificiale, in lingua cinese, sono portati a sottovalutare queste informazioni. D’altro canto, siamo davanti ad un problema che non è facile risolvere, perché è evidente come vi possa essere una discrepanza di fondo delle modalità di archiviazione e gestione dei dati, da parte degli applicativi in lingue diverse.
Raccomando ai lettori di effettuare un certo numero di testi, magari utilizzando tre o quattro lingue, ponendo lo stesso quesito in più lingue e vedendo quale è il risultato.
In particolare, si raccomanda a tutte le organizzazioni, che utilizzano applicativi di intelligenza artificiale, di fare molta attenzione al tipo di applicativo utilizzato, in funzione dell’esito che si vuole ottenere, della clientela cui ci si vuole rivolgere e dell’utilizzo che si intende fare delle risposte.
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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| Rispondi Autore: Fabrizio | 22/09/2025 (07:05:09) |
| Grazie Biasiotti, sempre utili i suoi articoli. | |
