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Stress lavoro correlato

Stress lavoro correlato
Maurizio Riccardi

Autore: Maurizio Riccardi

Categoria: Rischio psicosociale e stress

23/10/2014

In Europa un quarto dei lavoratori riferisce di sentirsi stressato sul luogo di lavoro.

Stress lavoro correlato

In Europa un quarto dei lavoratori riferisce di sentirsi stressato sul luogo di lavoro.



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Rispondi Autore: Massimo Selvatico immagine like - likes: 0
23/10/2014 (07:02:33)
il 100% dei datori di lavoro riferisce di essere invece stressato dal "sistema lavoro"
Attenzione che a tirare la corda si spezza... e questo vale anche per i consulenti e chi avvalla certe "paturnie mentali"
chi scrive è consulente ed imprenditore, quindi vede entrambi i lati della medaglia)
Rispondi Autore: claudio Nardini immagine like - likes: 0
23/10/2014 (07:58:42)
Chi scrive è stato operaio dal 75 fino al 92, poi piccolo imprenditore a adesso RSPP e DDL delegato presso una media azienda "E SONO PERFETTAMENTE D'ACCORDO CON MASSIMO" questo sistema di normare la sicurezza và tutto in una sola direzione, favorisce furbetti e consulenti inculcando sempre di più nei lavoratori che lavorare fa male, il lavoro è diventato la causa di tutti i mali. Mi spiace dirlo ma per certi versi questa crisi ci voleva.
Rispondi Autore: Aldo Belli immagine like - likes: 0
23/10/2014 (11:47:10)
Mancano diverse parti della vignetta:
1. la parte che mostra dove finisce il lavoratore se la mano smette di stringerlo (non a caso è sollevato da terra);
2. la parte che mostra di chi è la mano che lo sta stringendo (se fosse il Datore di Lavoro, e non lo darei per scontato, sarebbe un industriale, un piccolo imprenditore, un dirigente di una pubblica amministrazione, il gestore di una grande distribuzione, una miscellanea di tutti costoro?);
3. la parte che mostra le condizioni di lavoro del suo omologo di qualunque paese extra UE in cui si stanno delocalizzando le produzioni nazionali.
A proposito dell'ultimo punto, sia chiaro che NON sto auspicando il livellamento verso il basso delle condizioni di lavoro, ma, al contrario, la messa in campo di misure che impediscano la sleale (per usare un eufemismo) concorrenza di imprese straniere nel mercato italiano.
Ma che lo dico a fare, tanto sono solo utopie ...
Rispondi Autore: Il vignettista (Tubal) immagine like - likes: 0
23/10/2014 (13:18:24)
L'articolo che ha ispirato la vignetta è stato scritto da
"l'agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro."
Per trovarlo e leggerlo, basta scrivere su google le esatte parole dell'intestazione vignetta.
Scoprirete che questa si limita a copiare/incollare di sana pianta il testo dell'articolo. Poi potrete anche leggere l'intero articolo che è linkato.
Mentre disegnavo, pensavo che comunque erano uno su quattro i lavoratori che sentivano lo stress da lavoro correlato.
Mi sembrava una media, non dico accettabile, ma almeno non disastrosa.
Significa che il 75% dei lavoratori non si trova poi male.
Ora, se a voi sembra che tre su quattro lavoratori felici sia poco e che la realtà che voi conoscete è vicina al 99% significa che
voi fate i consulenti di sicurezza sul lavoro non in Italia ma in Bulgaria... :-)
Tubal
Rispondi Autore: claudio nardini immagine like - likes: 0
23/10/2014 (14:10:34)
Bulgaria??? MAGARI!!! comunque 1 su 4 secondo me sono una infinità, poi dipende dai punti di vista, ma una vignetta buttata lì così con quel titolo sempre secondo me non fa bene al mondo del lavoro. Ma si sa che in Italia uno degli sport nazionali più in voga è quello di sputare nel piatto in cui si mangia e l' europa non è la depositaria della verità e della giustizia considerato anche che in questo macroscopico carrozzone mangia soldi, ci sono persone che devono giustificare tutti i mesi lo stipendio che percepiscono. Forse bisognerebbe chiedere a chi il lavoro non ce l'ha o a chi lo ha perso o a quegli imprenditori che hanno sacrificato la propria esistenza e a volte la vita per il lavoro che cosa è lo stress, (QUELLO VERO!). E noi (come giustamente dice Massimo), stiamo ancora qua a menarcela con certe "patunie mentali" . Naturalmente tutto questo è soltanto la mia modestissima opinione contestabile fin che si vuole.
Rispondi Autore: eugenio de marchi immagine like - likes: 0
23/10/2014 (14:38:38)
Buongiorno

in nome della sicurezza e dell'evitare responsabilità per il datore di lavoro, l'azienda per cui lavoro, secondo gruppo in Italia nel proprio settore, ha da anni iniziato a dare in appalto a ditte esterne tutte le lavorazioni che rappresentavano il core business dell'azienda ma che presentavano anche il maggiore impegno ed i maggiori costi dal punto di vista della gestione dell'aspetto sicurezza, con una totale perdita di professionalità per noi che ci lavoriamo ormai destinati solo ad incarichi di scrivania.
Un chiaro esempio di come in Italia l'aspetto della sicurezza non sia stato ancora interamente compreso.
Rispondi Autore: Aldo Belli immagine like - likes: 0
24/10/2014 (09:28:37)
Fra un po' di tempo, Tubal, noi non saremo più consulenti della sicurezza (dato che fuori dell'UE non servono), ma nel mercato del lavoro dicono che serve massima flessibilità ...
Ti consiglio però, nel frattempo, di cercare nuovi argomenti per le tue vignette (senza stressarti troppo :-)).
Rispondi Autore: Laura Marrucci immagine like - likes: 0
24/10/2014 (10:23:08)
Allo stress lavorativo (e alle disfunzioni organizzative che ne sono alla base) sono certamente riconducibili costi elevati (vedi, ad es. https://osha.europa.eu/en/publications/literature_reviews/calculating-the-cost-of-work-related-stress-and-psychosocial-risks/view) che poi ricadono sul Servizio Sanitario Nazionale e quindi sulla collettività.
Diverso è dire che questo è un rischio più difficile da gestire.
Secondo quanto emerso dall'"Indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti" (ESENER) dell'Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro: "42% dei rappresentanti dei dirigenti ritiene che affrontare i rischi psicosociali sia più difficile rispetto ad altre questioni legate alla sicurezza e alla salute. Contrariamente alle aspettative, le imprese più grandi riportano queste ulteriori difficoltà più frequentemente rispetto alle imprese più piccole".
Per questo c'è bisogno di consulenti informati. Trovo la vignetta molto efficace.
Rispondi Autore: Laura Marrucci immagine like - likes: 0
24/10/2014 (10:47:10)
Allo stress lavorativo (e alle disfunzioni organizzative che ne sono alla base) sono certamente riconducibili costi elevati (vedi, ad es. https://osha.europa.eu/en/publications/literature_reviews/calculating-the-cost-of-work-related-stress-and-psychosocial-risks/view) che poi ricadono sul Servizio Sanitario Nazionale e quindi sulla collettività.
Diverso è dire che questo è un rischio più difficile da gestire.
Secondo quanto emerso dall'"Indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti" (ESENER) dell'Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro: "42% dei rappresentanti dei dirigenti ritiene che affrontare i rischi psicosociali sia più difficile rispetto ad altre questioni legate alla sicurezza e alla salute. Contrariamente alle aspettative, le imprese più grandi riportano queste ulteriori difficoltà più frequentemente rispetto alle imprese più piccole".
Per questo c'è bisogno di consulenti informati. Trovo la vignetta molto efficace.
Rispondi Autore: claudio nardini immagine like - likes: 0
25/10/2014 (10:53:49)
x Eugenio: quello che ha portato la tua azienda a fare questo tipo di scelta è proprio il sistema sicurezza in Italia, normativa faraginosa, incoerente, in molti casi confusionaria, in molti altri assurda, che da molto spazio all'interpretazione e che di fatto esime il lavoratore da qualsiasi sua responsabilità penale, tutto quanto è scaricato sul groppone del DDL, compresi gli errori degli altri.
x Dott.ssa Laura: non so da dove prendano i dati questi organismi che pubblicano ste robe (anche loro dovranno giustificare la propria esistenza) "osha.europa.eu ecc..." io so solo che qualunque lavoratore si rechi presso qualunque pronto soccorso in Italia senza avere NULLA! si becca come minimo 5 giorni di convalescenza, per un taglio di 5mm su un polpastrello curato con un pò di disinfettante e un cerotto sono stati elargiti al lavoratore 7giorni di convalescenza! (esperienza personale) non parliamo poi dei medici competenti o di famiglia. Comunque l'intervento della Dott.ssa Laura a mio parere è la prova inconfutabile di quanto detto in precedenza sulle paturnie mentali.

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