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I rischi psicosociali e i gruppi di lavoratori più vulnerabili

I rischi psicosociali e i gruppi di lavoratori più vulnerabili
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Rischio psicosociale e stress

13/12/2023

Un documento dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro si sofferma sull’esposizione ai rischi psicosociali e sugli effetti sulla salute mentale dei lavoratori europei con basso status socioeconomico.

Bilbao, 13 Dic – Come sottolineato anche nella campagna europea (2014/2015) “ Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato”, i rischi psicosociali e le possibili conseguenze per la salute mentale e fisica sono tra le sfide più complesse da affrontare in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL). E i dati mostrano come lo stress, l’ansia e la depressione costituiscano il secondo problema di salute lavoro-correlato più comune per i lavoratori europei.

 

Se poi in questi anni i problemi connessi all’evoluzione del mercato del lavoro, esacerbati dalla pandemia da COVID-19 e dagli sviluppi introdotti dalla digitalizzazione, hanno portato ad un aumento dei rischi psicosociali, a questi rischi sembrano particolarmente esposti i lavoratori con un basso stato socio-economico.

 

Proprio partendo da queste considerazioni l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) ha commissionato un nuovo documento che, analizzando le ricerche sull’argomento, presenta spunti di riflessione e buone pratiche che hanno prevenuto e gestito con successo i rischi psicosociali per questa tipologia di lavoratori.

 

Si tratta della “literature review” dal titolo “Psychosocial risk exposure and mental health outcomes of European workers with low socioeconomic status” (Esposizione ai rischi psicosociali ed effetti sulla salute mentale dei lavoratori europei con basso status socioeconomico).

 

 

Nel presentare il documento l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

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Esposizione ai rischi psicosociali: gli obiettivi del nuovo documento

 Il documento – a cura di Francesco Maria Camonita, Valentina Tageo, Juan Arasanz Díaz e Pablo Sanz de Miguel – indica che le ricerche precedenti sui fattori di rischio psicosociale (PSR - Psychosocial Risk) e sui corrispondenti risultati in termini di salute mentale si sono spesso concentrate sulla popolazione lavorativa nel suo complesso o su panoramiche settoriali. Ma c’è, invece, una relativa scarsità di studi che indagano specificamente i gruppi sociali più vulnerabili e particolarmente esposti a questi rischi, come i lavoratori poco qualificati o a bassa retribuzione.

Se le evidenze preliminari indicavano già che questa categoria avrebbe un'esposizione più elevata ai rischi psicosociali, l'obiettivo principale di questa review è proprio fornire una panoramica esplorativa della letteratura sulle associazioni tra l'esposizione ai rischi PSR e le conseguenze sulla salute mentale dei lavoratori europei con basso status socioeconomico (denominati lavoratori LSES - Low Socioeconomic Status).

 

Il documento dopo aver presentato cosa si può intendere per lavoratori LSES raccoglie poi una selezione di dieci buone pratiche che descrivono interventi di successo nelle organizzazioni che hanno migliorato la gestione dei PSR sul posto di lavoro, con riferimento anche alle dimensioni dell'organizzazione, alle tipologie di soggetti coinvolti, alla tipologia dei lavoratori LSES interessati e alla tipologia di interventi.

 

Esposizione ai rischi psicosociali: i risultati delle ricerche

Riprendiamo dal documento alcune indicazioni sui risultati relativi all'insorgenza di rischi psicosociali e alle conseguenze sulla salute mentale dei lavoratori europei LSES.

 

Alcuni risultati si sono concentrati sui lavoratori riconosciuti come LSES attraverso diversi indicatori (ad esempio, reddito, livelli di istruzione), impegnati in occupazioni manuali o in occupazioni poco qualificate. Si conferma che spesso in queste realtà lavorative le elevate richieste di lavoro non sono compensate da adeguate ricompense lavorative, ponendo ancora più in evidenza per i lavoratori LSES le questioni dell'insicurezza del lavoro e del reddito come ulteriore fattore di stress. Ci possono poi essere fattori di rischio ulteriori, ad esempio, in relazione alla segregazione di genere nel mercato del lavoro, alle responsabilità domestiche aggiuntive per le donne e alle discriminazioni sul posto di lavoro per i migranti.

E il principale problema riscontrato è la diminuzione della salute mentale e del benessere in generale. Inoltre, la depressione rappresenta un risultato ricorrente nelle ricerche.

 

Il documento si sofferma poi anche su vari settori professionali e industriali con ampie quote di lavoratori LSES.

Ad esempio nei settori che hanno a che fare con utenti/pazienti/clienti, la violenza di terzi - soprattutto psicosociale, come nel caso delle aggressioni verbali, ma in alcuni casi anche fisica - è un fattore di rischio fortemente ricorrente. La dissonanza emotiva e l'obbligo di "fornire un servizio con un sorriso" è un altro rischio ricorrente negli studi. Inoltre, la mancanza di supporto organizzativo è stata osservata come un rischio importante.

Riguardo alle occupazioni manuali si nota poi una presenza ricorrente di richieste di lavoro elevate in termini di intensità lavorativa. E una revisione sistematica della letteratura sull'edilizia ha concluso che le elevate richieste lavorative sono connesse alla comparsa di problemi di salute mentale.

 

Alcuni studi si sono occupati poi sugli individui che hanno uno stato persistente o transitorio di occupazione di bassa qualità o che hanno sperimentato una mobilità verso il basso nella loro carriera e, dall'altro, sui lavoratori con accordi di lavoro non standard.

La natura degli studi considerati per questa dimensione LSES restituisce un focus trasversale sull'insicurezza del lavoro, l'insicurezza del reddito e la precarietà del lavoro come i rischi PSR più frequenti per i lavoratori con un'occupazione di bassa qualità.

Nel complesso, l'analisi degli effetti sulla salute mentale rivela una maggiore frequenza di depressione per i lavoratori con traiettorie professionali basse o precarie. Meno chiara, invece, è la portata dei problemi di salute mentale per i contratti atipici, ma sono state raccolte prove sufficienti per confermare un peggioramento della salute e del benessere dei lavoratori in condizioni di lavoro non standard.

 

Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta molti altri risultati, anche in relazione all'impatto della digitalizzazione sull'esposizione dei lavoratori europei ai rischi psicosociali, in particolare per gli individui LSES.

 

L’indice del documento EU-OSHA

Riportiamo, in conclusione, l’indice del report “Psychosocial risk exposure and mental health outcomes of European workers with low socioeconomic status”.

 

Executive summary

 

1 Setting the scene

1.1 Rationale and methodology

1.2 Conceptual framework

1.2.1 Work-related PSR factors and corresponding mental health outcomes

1.2.2 Exogenous drivers and emerging stressors: the role of the pandemic and digitalisation in the modern psychosocial work environment

1.3 The framework for the analysis of LSES workers in this study

 

2 Mental health outcomes from exposure to PSRs of European LSES workers

2.1 Results associated with socioeconomic, sociodemographic and occupational status of workers

2.2 Results associated with work design and social interactions in the workplace for industry sectors with large shares of LSES workers

2.2.1 Hospitality and tourism

2.2.2 Customer-dedicated services

2.2.3 Health and care: home care, long-term carers and ancillary occupations

2.2.4 Cleaning

2.2.5 Manufacturing and production

2.2.6 Construction

2.2.7 Agriculture

2.3 Results associated with quality of employment, with a focus on job insecurity and precariousness

2.3.1 Mental health issues associated with low quality of employment

2.3.2 Evidence from non-standard work arrangements

 

3 A selection of good practices on PSRs prevention, management and intervention for LSES workers

3.1 Typologies and effectiveness of existing practices for value creation in the workplace

3.2 Selection of good practices included in this study

 

4 Discussion and recommendations

4.1 Discussion of results, gaps and future research directions

4.1.1 PSRs and adverse mental health outcomes of European LSES workers

4.1.2 Evidence of mediating and protective factors on adverse outcomes

4.1.3 Research gaps and future research directions

4.1.4 Lessons learned for PSRs prevention, management and intervention

4.2 Policy pointers for future action

 

List of references

Annexes

 

 

RTM

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “Psychosocial risk exposure and mental health outcomes of European workers with low socioeconomic status”, Literature Review a cura di Francesco Maria Camonita, Valentina Tageo, Juan Arasanz Díaz e Pablo Sanz de Miguel, edizione 2023.

 



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