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Emergenza caldo e lavoro: le ordinanze regionali in Puglia, Sicilia e Calabria

Roma, 15 Lug – In relazione alle temperature estive sulla nostra Penisola, sia i siti specializzati che i media generalisti citano spesso, tra le cause dei picchi di calore, l’anticiclone africano, un'area di alta pressione di natura subtropicale che ha origine dall'area dell'Africa settentrionale occupata dal deserto del Sahara.
Se il probabile ritorno, nei prossimi giorni, degli effetti di questo anticiclone si produrrà in un innalzamento delle temperature, questo aumento, come generalmente accade, produrrà picchi massimi diversi tra il Sud e il Nord del nostro Paese, con alcune regioni del Sud, come, ad esempio, Sicilia, Puglia e Calabria, che ne risentiranno particolarmente le conseguenze.
E come sappiamo le emergenze e le possibili ondate di caldo produrranno elevati rischi anche nel mondo del lavoro per i lavoratori esposti alle alte temperature e alla prolungata esposizione alla radiazione solare.
Proprio in relazione a questi rischi, abbiamo pubblicato nei giorni scorsi alcune delle tante ordinanze regionali “di carattere contingibile e urgente” pubblicate in queste ultime settimane per la tutela dei lavoratori:
- Regione Emilia-Romagna, Ordinanza n. 150 del 30 giugno 2025;
- Regione Lombardia, Ordinanza n. 348 del 01 luglio 2025;
- Regione Liguria, Ordinanza 26 giugno 2025, n. 1;
- Regione Lazio, Ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 30 maggio 2025, n. Z00001;
- Regione Autonoma della Sardegna, Ordinanza Presidenziale 26 giugno 2025, n. 1;
- Regione Veneto, Ordinanza n. 34 del 01 luglio 2025;
- Regione Campania, Ordinanza 18 giugno 2025, n. 1;
- Regione Toscana, Ordinanza del presidente della Giunta Regionale 25 giugno 2025, n. 2.
In relazione ai rischi per i lavoratori in alcune regioni del Sud Italia, ci soffermiamo oggi sulle seguenti ordinanze:
- Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Puglia
- Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Sicilia
- Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanze della Regione Calabria
Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Puglia
Partiamo dalla Regione Puglia e dalla Ordinanza del Presidente della Giunta 18 giugno 2025, n. 350 “Misure di prevenzione e tutela della salute durante le ondate di calore – Disposizioni per la stagione estiva 2025”.
L’ordinanza ricorda che l’elevata temperatura dell’aria, l’umidità e la prolungata esposizione al sole, “rappresentano un pericolo per la salute dei lavoratori esposti per lunghi periodi di tempo alle radiazioni solari, soggetti al rischio di stress termico e di colpi di calore, con esiti anche letali”. E che “ai sensi degli artt. 15 (Misure generali di tutela), 28 (Oggetto di valutazione), 41 (Sorveglianza sanitaria), 181 (Valutazione dei rischi) e 180 (agenti fisici: microclima) del D.Lgs. n. 81 del 2008, deve essere assicurata l’attività di sorveglianza sanitaria e che tale attività si rende indifferibile e urgente, in base a numerosi studi e fonti istituzionali (INAIL, OMS, CDC), in favore dei soggetti più vulnerabili agli effetti negativi del caldo per ragioni fisiologiche, cliniche e sociali (anziani, migranti, donne in gravidanza e soggetti con patologie croniche o in trattamento farmacologico), impegnati in attività lavorative durante le ondate di calore”.
Si sottolinea la necessità “di disporre l’obbligo di attuare misure organizzative e preventive a tutela della salute e igiene pubblica nei settori ove l’attività è svolta in ambienti termici severi” e di disporre “l’obbligo di sorveglianza sanitaria dei soggetti vulnerabili impegnati in attività lavorative svolte in ambienti termici severi”.
L’ordinanza “per tutte le aree o zone del territorio pugliese interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo/forestale e florovivaistico, nelle cave e nei cantieri edili e stradali con esposizione prolungata al sole”, dispone, fino al 31 agosto 2025, “il divieto lavorativo tra le ore 12:30 e le ore 16:00, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito internet https://www.worklimate.it/scelta-mappa/ riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attività fisica intensa’ ore 12:00 segnali un livello di rischio ‘ALTO’.;
L’Ordinanza si applica su tutto il territorio regionale nei contesti di:
- “attività agricola e/o forestale svolta all’aperto, in particolare per:
- raccolta manuale o meccanizzata di frutta, ortaggi, prodotti stagionali;
- lavorazioni in campo e movimentazione merci;
- attività caratterizzate da elevato impegno fisico e assenza di copertura ombreggiante;
- attività svolta all’aperto nelle cave e nei cantieri edili ivi compresi i cantieri mobili, con particolare riferimento ai cantieri stradali;
- attività agricola e/o florovivaistica svolta in serra”.
Tuttavia le prescrizioni non trovano applicazione “per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, fatta salva in ogni caso l’adozione di idonee misure organizzative ed operative che riconducano il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro ai sensi del decreto legislativo n. 81/2008”.
Rimandiamo alla lettura dell’ordinanza che riporta anche disposizioni operative per i datori di lavoro (“nei giorni in cui il rischio è moderato o alto, devono essere adottate idonee misure organizzative ai sensi del D.Lgs. 81/2008, in coerenza con le indicazioni OMS, INAIL, Regione Puglia”) e per la tutela dei soggetti vulnerabili.
Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Sicilia
Andiamo ancora più a sud e arriviamo alla Regione Sicilia.
Facciamo riferimento all’Ordinanza n. 01 del 26 giugno 2025 “Ordinanza contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica, ai sensi dell'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Disposizioni per le attività lavorative nei settori agricolo e florovivaistico, edile ed affini nonché nelle cave e nelle relative pertinenze esterne in condizione di esposizione prolungata al caldo”.
Si indica che “le elevate temperature tipiche della stagione estiva in Sicilia rendono rischioso lo svolgimento delle attività lavorative nei settori nei quali il lavoro è svolto prevalentemente in ambiente esterno” e che “il lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili ed affini nonché nelle cave e nelle relative pertinenze esterne è svolto essenzialmente all’aperto senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole e dalla calura nei momenti della giornata caratterizzati da un notevole innalzamento della temperatura”.
A questo proposito si ordina, “con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, salvo successivi provvedimenti, con riferimento al territorio regionale della Sicilia, che “è fatto divieto di lavoro nei settori agricolo e florovivaistico, edile ed affini nonché nelle cave e nelle relative pertinenze esterne in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12.30 alle ore 16.00, nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet http://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attività fisica intensa’ ore 12.00, segnala un livello di rischio ‘ALTO’”.
E anche in questo caso il divieto “non si applica alle Pubbliche Amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio, ai loro appaltatori, in caso di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, ferma restando in ogni caso l'adozione da parte dei datori di lavoro di idonee misure organizzative ed operative necessarie a ricondurre il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta nel rispetto di quanto previsto dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 in materia di sicurezza sul lavoro”.
Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanze della Regione Calabria
Veniamo ora alla Regione Calabria, una delle prime Regioni a emettere un’ordinanza specifica sul tema: Ordinanza Pres. Reg. 10 giugno 2025, n. 1 “Ordinanza contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica. Misure di prevenzione per l’attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili e affini all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole”.
Ordinanza che tuttavia - con riferimento anche alla nota pervenuta dalla segreteria generale FP CGIL Calabria, con la quale “è stato richiesto di estendere le predette misure di prevenzione anche ai lavoratori del comparto Igiene Ambientale in considerazione delle peculiarità delle lavorazioni e degli ambienti di lavoro” – è stata poi rettificata con “Ordinanza Pres. Reg. 13 giugno 2025, n. 2 “Rettifica Ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 10 giugno 2025 in materia di igiene e sanità pubblica. Misure di prevenzione per l’attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili e affini all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole”.
Con tale rettifica è vietato il lavoro “in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico e nel settore dell’igiene ambientale, nonché nei cantieri edili e affini, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attività fisica intensa’ ore 12:00, segnali un livello di rischio ‘ALTO’”. E le limitazioni “non trovano applicazione per gli interventi che, a seguito di eventi imprevedibili, siano improrogabili e indispensabili al ripristino di servizi essenziali e per garantire la salute pubblica”.
Ricordiamo che anche altre regioni del Sud Italia (Basilicata, Abruzzo, Molise, …) hanno emesso specifiche ordinanze per i rischi dell’esposizione prolungata al sole.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale delle ordinanze regionali presentate e ricordiamo le utili indicazioni per la prevenzione contenute nel documento “ Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, approvato il 19 giugno 2025 in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e nei documenti e mappe del progetto Worklimate.
RTM
Scarica i documenti e la normativa da cui è tratto l'articolo:
Link agli articoli di PuntoSicuro dedicati al rischio microclimatico

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