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Emergenza caldo e lavoro: le ordinanze in Veneto, Toscana e Campania

Roma, 11 Lug – In relazione all’emergenza nel mondo del lavoro connessa alle alte temperature e alla prolungata esposizione alla radiazione solare, che rappresentano un pericolo per la salute dei lavoratori esposti, riprendiamo la pubblicazione delle tante ordinanze regionali “di carattere contingibile e urgente” pubblicate in queste ultime settimane.
Ricordiamo che le ordinanze sono strumenti normativi che il legislatore regionale predispone per affrontare specifiche situazioni emergenziali in cui è necessario emanare un provvedimento in breve tempo e per un lasso di tempo circoscritto. E riguardo alle ordinanze regionali in materia sanitaria l’articolo 32 della legge 833/1978 indica che, parlando di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria, (…) ‘nelle medesime materie sono emesse dal presidente della giunta regionale o dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale’”.
Ci siamo già soffermati, nei giorni scorsi, su diverse ordinanze regionali:
- Regione Emilia-Romagna, Ordinanza n. 150 del 30 giugno 2025;
- Regione Lombardia, Ordinanza n. 348 del 01 luglio 2025;
- Regione Liguria, Ordinanza 26 giugno 2025, n. 1;
- Regione Lazio, Ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 30 maggio 2025, n. Z00001;
- Regione Autonoma della Sardegna, Ordinanza Presidenziale 26 giugno 2025, n. 1.
Ricordiamo che le ordinanze fanno riferimento al documento “ Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, approvato il 19 giugno 2025 in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e ai tanti documenti e mappe del progetto Worklimate.
Oggi ci soffermiamo brevemente sulle seguenti ordinanze:
- Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Veneto
- Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Toscana
- Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Campania
Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Veneto
Partiamo da una regione del Nord Italia, la Regione Veneto e dalla Ordinanza n. 34 del 01 luglio 2025 con in oggetto “Disposizioni di carattere contingibile e urgente in merito all’attività lavorativa svolta nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto e nelle cave in condizioni di esposizione prolungata alle alte temperature, al fine di ridurre l’impatto dello stress termico ambientale sulla salute”.
Con l’Ordinanza si dà atto che l’esposizione ad alte temperature “costituisce un importante fattore di rischio anche in ambiente lavorativo, che può comportare gravi conseguenze per la salute dei lavoratori, con particolare riguardo a coloro che svolgono la propria mansione all’aperto. L’elevata temperatura dell’aria, l’umidità e la prolungata esposizione al sole possono, infatti, determinare un esaurimento da calore, colpo di calore e altre malattie legate allo stress da calore, possono aumentare il rischio di lesioni dovute ad affaticamento, nonché l’esposizione a sostanze chimiche nocive per i lavoratori correlate alle alte temperature”.
Il documento fa riferimento anche alle linee di indirizzo approvate il 19 giugno 2025, e indica che tali linee “prevedono, nell’ambito delle raccomandazioni finalizzate alla prevenzione degli effetti del calore e della radiazione solare, misure relative all’organizzazione del lavoro, tra le quali anche quella di limitare o evitare il lavoro nelle ore più calde della giornata, soprattutto per i lavoratori che operano all'aperto qualora, nonostante l’adozione di specifiche misure di prevenzione, lo stress da calore comporti rischi rilevanti per la salute del lavoratore”
Inoltre si indica che in data 1° luglio 2025 si è tenuta in Veneto una riunione straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro in cui è emerso anche che alcune realtà aziendali “hanno nel frattempo già adottato specifici accordi contenenti misure di tutela per i lavoratori impegnati in attività svolte all’aperto e che pertanto tali accordi aziendali devono essere fatti salvi laddove prevedano una uguale o maggiore tutela per i lavoratori esposti rispetto a quanto disposto dalla presente Ordinanza”.
Con l’ordinanza si vieta “lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia a partire dal 3 luglio 2025 e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto e nelle cave”, qualora - nonostante l’adozione di specifiche misure di prevenzione da parte del Datore di lavoro come previste dalle linee di indirizzo – “lo stress da calore comporti rischi rilevanti per la salute del lavoratore, limitatamente ai soli giorni e alle aree in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio ‘ALTO’”.
Si stabilisce poi che “gli accordi aziendali che nel frattempo sono già stati adottati, contenenti misure di tutela per i lavoratori impegnati in attività svolte all’aperto di cui al punto 1, sono fatti salvi laddove prevedano una uguale o maggiore tutela per i lavoratori esposti rispetto a quanto disposto dalla presente Ordinanza”. E che “in tutte le lavorazioni all’aperto e nelle lavorazioni che avvengono in ambienti chiusi non climatizzati, ove le condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni meteoclimatiche esterne”, è raccomandato il rispetto delle linee di indirizzo. Inoltre il divieto di cui alla presente Ordinanza “non trova applicazione per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità” purché siano applicate idonee misure organizzative ed operative - come previsto dalle linee di indirizzo - che “riducano ad un livello accettabile il rischio di esposizione alle alte temperature dei lavoratori impiegati in detti interventi, secondo la valutazione del rischio condotta dal Datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008”.
Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Toscana
Scendendo al centro della nostra penisola, ci soffermiamo ora sui provvedimenti della Regione Toscana.
Facciamo riferimento all’Ordinanza del presidente della Giunta Regionale 25 giugno 2025, n. 2 “Ordinanza contingibile ed urgente per motivi di igiene e sanità pubblica: attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all'aperto e nelle cave in condizioni di esposizione prolungata al sole”.
Nell’Ordinanza si considera che l’innalzamento delle temperature tipico della presente stagione “renderà rischioso lo svolgimento dell’attività lavorativa, soprattutto nei settori per i quali il lavoro viene svolto prevalentemente in ambiente esterno, con esposizione diretta alla radiazione solare”. E si segnala che le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, sono state già approvate con Delibera di Giunta Regionale n. 806 del 16 giugno 2025.
Anche in questo caso l’ordinanza vieta “il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all'aperto e nelle cave, qualora, nonostante l’adozione di specifiche misure di prevenzione”, come previste nelle linee di indirizzo lo stress da calore “comporti rischi rilevanti per la salute del lavoratore, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio ‘ALTO’”.
Anche in questa ordinanza il divieto “non trova applicazione per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, purché siano applicate idonee misure organizzative ed operative”.
Inoltre si ritiene che “l’applicazione delle suddette linee di indirizzo in tutte le lavorazioni all’aperto e nelle lavorazioni che avvengono in ambienti chiusi non climatizzati, ove le condizioni termiche siano influenzate dalle condizioni meteoclimatiche esterne, garantisca un’adeguata tutela della salute e sicurezza dei lavoratori”.
Norme su emergenza caldo e lavoro: Ordinanza della Regione Campania
Concludiamo segnalando l’ordinanza di una regione più a sud, la Regione Campania.
Stiamo parlando dell’Ordinanza 18 giugno 2025, n. 1 “Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Disposizioni in materia di attività lavorative impiegati nei settori agricolo, edile ed affini in condizioni di esposizione prolungata al sole”.
La Regione prende atto che l’Inail, nell’ambito del progetto Worklimate (Inail-CNR), “rende disponibile in tempo reale sul sito web www.worklimate.it le mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione occupazionale al caldo, al fine di contenere il rischio al quale sono esposti i lavoratori impegnati in attività all’aperto”. E segnala che “il lavoro nei campi e nei cantieri” – in questa ordinanza non si parla di cave - è “svolto essenziamente all’aperto, senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole e dalla calura nei momenti della giornata caratterizzati da un notevole innalzamento della temperatura, specialmente nella stagione estiva che vede la Campania interessata di sovente, negli ultimi anni, ad eccezionali ondate di caldo”.
Ritenuto, dunque, necessario assicurare la “tutela della salute dei lavoratori dei settori agricolo, edile ed affini, la cui attività si svolge all’esterno, in condizioni di prolungata esposizione ai raggi solari, anche in orari di particolare stress termico e climatico”, si indica che fino al 31 agosto 2025, salvi successivi provvedimenti, “è fatto divieto di lavoro nei settori agricoli, edili ed affini in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet http://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica- alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnala un livello di rischio ‘ALTO’”.
Si indica poi che, “fermo quanto sopra” e con riferimento “alle attività svolte dai concessionari di pubblico servizio o connesse a ragioni di pubblica utilità, i datori di lavoro adottano idonee misure organizzative finalizzate a salvaguardare i livelli minimi delle prestazioni dei servizi pubblici essenziali”.
Infine, si segnala che l’inosservanza al presente provvedimento è “punita ai sensi dell’art. 650 c.p., se il fatto non costituisce più grave reato”.
Rimandiamo alla lettura integrale delle tre ordinanze regionali e delle indicazioni contenute nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate il 19 giugno 2025.
RTM
Scarica i documenti e la normativa da cui è tratto l'articolo:
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