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Sicurezza sul lavoro negli stabilimenti Seveso

ROMA – L’Inail, attraverso il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), ha condotto un’analisi approfondita sugli infortuni registrati tra il 2017 e il 2020 negli stabilimenti del settore “ Seveso”, ossia quelli che presentano un pericolo di incidenti rilevanti connessi con la presenza di sostanze pericolose. La banca dati elaborata permette ora di individuare ambiti critici e proporre misure efficaci per tutelare i lavoratori.
Definizione del rischio.
Gli stabilimenti “ Seveso” sono impianti industriali dove vengono detenute sostanze pericolose in quantità e con caratteristiche tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana e l’ambiente. I rischi che ne derivano sono dunque associati ad attività antropiche e sono legati soprattutto a esplosioni, incendi o rilascio di sostanze tossiche, che possono causare gravi conseguenze sia all’interno del sito produttivo che per le comunità e le aree circostanti. Il riferimento normativo principale è il Decreto legislativo 105/2015, che recepisce la Direttiva 2012/18/UE (Seveso III), volto a prevenire gli incidenti rilevanti attraverso misure di prevenzione (sistema di gestione della sicurezza obbligatorio e analisi degli eventi potenzialmente pericolosi) e protezione definite dalla normativa.
Un approccio innovativo per analizzare gli infortuni.
Per monitorare il fenomeno infortunistico negli stabilimenti “Seveso”, l’Inail ha sviluppato una metodologia specifica in grado di aggregare dati provenienti da fonti diverse, come l’inventario nazionale degli stabilimenti con pericolo di incidenti rilevanti, le banche dati infortuni dell’Inail e il registro delle imprese. Questa metodologia ha superato i limiti delle codifiche tradizionali, consentendo di costruire una banca dati che descrive in dettaglio gli infortuni sulla base delle caratteristiche amministrative, delle dinamiche dell’evento e del profilo dell’infortunato.
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I risultati dell’analisi: focus sul triennio 2017–2020.
L’indagine condotta copre il periodo 2017-2020, immediatamente successivo all’introduzione del nuovo quadro normativo. Sono stati analizzati 4.949 infortuni, il 65% dei quali occorsi in Nord Italia, prevalentemente nei settori della metallurgia (45,2%) e dell’industria chimica (34,8%). I luoghi più a rischio si sono rivelati le officine e i laboratori industriali (32%) e la fascia di età più colpita tra i lavoratori è quella tra i 35 e i 44 anni (41,1%). I dati raccolti forniscono una base solida per identificare tendenze e ambiti critici, tenuto conto che la comparazione con i periodi precedenti potrebbe essere influenzata dalla riduzione o dall’aumento del numero dei lavoratori, informazione non ancora disponibile in forma disaggregata.
Prevenzione e conoscenza: chiavi per la sicurezza.
Lo studio contribuisce alla definizione di strategie preventive mirate a ridurre il rischio di infortuni nei luoghi di lavoro più sensibili. La metodologia elaborata consente di caratterizzare il settore “Seveso” superando le complessità derivanti dalla sua trasversalità rispetto alle codifiche normalmente utilizzate per la raccolta dei dati. Tale approccio è innovativo e apre la strada ad analisi mirate. A livello nazionale, lo studio dell’Inail offre un contributo concreto e funzionale per supportare le attività degli Enti e delle Istituzioni a vario titolo coinvolte nell’applicazione delle norme di settore e per la costruzione di politiche più efficaci per la tutela dei lavoratori in contesti ad alto rischio.
INAIL - SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO 2025 - Focus sugli infortuni negli stabilimenti con pericolo di incidente rilevante(PDF)
Fonte: INAIL

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