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I contenuti del POS e il rischio stress lavoro-correlato

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischi campi elettromagnetici

20/04/2011

Sono diversi i rischi presenti in cantiere, spesso trascurati, che vanno opportunamente valutati. Rumore, vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali, movimentazione manuale, agenti chimici e biologici, campi elettromagnetici e stress lavoro-correlato.

I contenuti del POS e il rischio stress lavoro-correlato

Sono diversi i rischi presenti in cantiere, spesso trascurati, che vanno opportunamente valutati. Rumore, vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali, movimentazione manuale, agenti chimici e biologici, campi elettromagnetici e stress lavoro-correlato.

 
Modena, 20 Apr - Sul sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena è stato pubblicato un articolo tratto dal numero n°1/2011 della rivista “ Ambiente & Sicurezza sul Lavoro”, una rivista che si occupa di prevenzione infortuni, dell’igiene e sicurezza sul lavoro e della tutela ambientale.
 
Nell’articolo “ Contenuti del POS: va valutato anche il rischio stress lavoro-correlato?” - a cura di Marco Grandi (Ingegnere - Ispettore Tecnico ed RSPP della Direzione Provinciale del Lavoro del Verbano Cusio Ossola) - l’autore si chiede quali siano i contenuti minimi che devono essere riportati in un Piano Operativo di Sicurezza ( POS); anche perché malgrado la redazione dei POS sia ormai una prassi, “i documenti che appaiono agli occhi dei coordinatori per l’esecuzione e degli organi di vigilanza sono ancora piuttosto scadenti”.
Ad esempio sfogliando un POS è facile riscontrare “scorrettezze relative all’indirizzo del cantiere ed ai soggetti preposti alla sicurezza dello stesso, incoerenze tra l’organizzazione prevista nel PSC e quella indicata nello stesso Piano Operativo, elenchi di macchine ed attrezzature di proprietà della ditta anche se non utilizzate nello specifico cantiere, e poi indicazioni di procedure non conformi a quanto previsto nel PSC o permesso dalla normativa vigente, valutazioni dei rischi da agenti fisici molto generiche e improprie, e ancora schede ‘standard’ per l’individuazione delle misure preventive e protettive spesso neppure applicabili alla realtà del cantiere, elencazione di D.P.I. inutili per la protezione dei lavoratori e comunque non in dotazione agli stessi, inserimento di informazioni superflue per ‘far volume’”.


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Si sa, in realtà, che un POS deve racchiudere almeno quanto elencato nell’allegato XV del Decreto legislativo 81/2008 e s.m.i., ma “dando una lettura organica dello stesso Decreto, si può cogliere che tale Piano dovrà includere ulteriori elementi”.
Infatti – come indica l’autore – già la definizione di POS e i disposti normativi correlati sono indicativi. Da questa lettura si potrà ben comprendere come il POS dovrà contenere gli elementi elencati dall’art. 28 (“Oggetto della valutazione dei rischi”) del D.Lgs. 81/2008, “cioè quelli previsti per la redazione di un più generale documento di valutazione dei rischi ( DVR), orientandoli allo specifico cantiere”. E “effettuare una ‘valutazione di tutti i rischi’ è ben diverso dall’inserire alcune schede standard fotocopiate, o elaborate acriticamente da un software”.
 
L’autore si sofferma poi sulle tecniche per l’analisi del rischio.
Infatti chi redige il POS deve aver “ben chiare le diverse fasi e sottofasi operative” che l’impresa andrà ad eseguire. Un’accurata analisi dei rischi potenzialmente presenti, potrà essere fatta, per esempio, “tramite la tecnica della ‘Job Safety Analisys’ (un’analisi di dettaglio finalizzata alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali relativi alla tipologia specifica del lavoro)”. Vi rimandiamo alla lettura dell’articolo originale per alcuni dettagli in merito all’utilizzo della Job Safety Analisys.
 
Successivamente l’autore riporta alcune indicazioni in merito all’analisi dei rischi con riferimento a quanto espresso dal Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome:
- il rischio rumore: i datori di lavoro devono verificare “l’attendibilità della valutazione del rischio rumore specifica della propria azienda in quel determinato cantiere”. Le indicazioni operative del suddetto Coordinamento tecnico ritengono, ad esempio, “errato il ricorso alle banche dati per redigere il POS” in quanto ogni azienda, anche edile, deve disporre dei dati misurati della rumorosità delle proprie attrezzature;
- il rischio vibrazioni: “è reputato ammissibile ricorrere ai dati misurati sul campo della banca dati vibrazioni (BDV), solo se ci si trova in condizioni espositive sostanzialmente analoghe a quelle descritte (stesso utensile/macchina nelle stesse condizioni operative) e comunque solo nei termini ammessi dagli autori della BDV;
- il rischio da Radiazioni Ottiche Artificiali: nel POS “vanno tenuti in considerazione anche altri rischi che, nella gran parte dei casi, vengono ignorati”. Per esempio il rischio da sorgenti di Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA): “affinché sia presente un rischio per il quale dovrebbe essere approfondita la sua valutazione, è sufficiente che l’impresa esegua una saldatura elettrica ad arco…”. Nell’articolo sono indicate le informazioni che dovrà contenere il POS in merito alle ROA…;
- il rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi: tra i rischi da analizzare vi è “sicuramente quello dovuto alla Movimentazione Manuale dei Carichi, che è quasi sempre individuato, ma quasi mai ponderato con attenzione”. E per un’analisi dei rischi da MMC, è possibile avvalersi, ad esempio, delle “Linee guida del CEMOC degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano sulla valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi”, della “ Formula NIOSH”, del “Metodo Criteri Guida” (MCG) e del “Metodo Snook e Ciriello” (1991);
- il rischio esposizione ad agenti chimici: “altri rischi da analizzare con metodi qualitativi - quantitativi sono quelli provenienti dalla presenza di agenti chimici, per i quali non è sufficiente allegare al POS le schede di sicurezza delle sostanze e dei preparati pericolosi”. Per questa analisi è, ad esempio, possibile utilizzare metodologie quali la CHEOPE (Chemical Exposure Operating Evaluation) oppure lo “Schema per formulare stime qualitative e quantitative delle esposizioni per via inalatoria e per via cutanea” (Assessorati alla Sanità - Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana) o lo “Schema per un metodo quantitativo ad indici relativo al rischio salute” (Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte) o il “Metodo Federchimica”;
- i rischi biologici: l’ agente biologico è un altro elemento “spesso ignorato, da comprendere nelle valutazioni del POS”. Tra gli agenti biologici citati dall’autore figurano il Clostridium tetani, “le infezioni batteriche da zecche, morsi di cani rabidi o di vipere, trasmissione di malattia dai ratti all’uomo, muffe e batteri derivanti dal deterioramento di materiali edili. Inoltre, l’attività cantieristica comporta spesso lavorazioni, con possibilità di esposizione ad agenti biologici, in impianti di depurazione di reflui, raccolta rifiuti, smontaggio impianti trattamento aria, smontaggio impianti idrici e termo-sanitari, ecc”.
Dopo aver dato informazioni su come effettuare una valutazione del rischio da agenti biologici, l’autore indica che uno strumento utile, benché non più aggiornato, è l’applicazione dell’Ispesl “ BIO.CA.S.C.” (Catalogo Sostanze Cancerogene e Agenti Biologici);
- il rischio esposizione a campi elettromagnetici: nei POS non si può poi trascurare il rischio dovuto alla presenza di Campi elettromagnetici: “basti pensare per esempio che qualora siano presenti impianti di saldatura elettrica, particolari reti di distribuzione dell’energia elettrica, ecc. il pericolo sussiste”.
 
Per concludere - e per rispondere a quanto indicato nel titolo dell’articolo – sono tanti i fattori di rischio presenti in cantiere, spesso trascurati, che invece vanno opportunamente valutati e, se possibile, misurati.
Ad esempio andranno considerati e valutati anche altri agenti pericolosi come “l’amianto, le atmosfere esplosive, gli agenti cancerogeni (anche se dovuti alle radiazioni ottiche naturali, come la radiazione solare che è nel gruppo dei cancerogeni certi secondo lo IARC), ecc.”.
 
E “non è allora arduo” concludere che “se vengono individuati nel singolo cantiere particolari fattori organizzativi, ambientali, comunicativi o soggettivi, capaci di far insorgere stress lavoro-correlato, anche questo rischio va valutato ed inserito nel POS”.
A questo proposito si ricorda che il Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro nella Guida operativa “ Decreto Legislativo 81/2008 s.m.i. - Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato - marzo 2010” riporta che il pericolo stress lavoro-correlato, e il relativo possibile rischio, può riguardare ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore. Non è possibile quindi escludere a priori, per nessuna realtà lavorativa, la necessità di procedere ad una qualche valutazione in merito”.      
 
N.B.: Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza
 
 
“ Contenuti del POS: va valutato anche il rischio stress lavoro-correlato?”, a cura di Marco Grandi (Ingegnere - Ispettore Tecnico ed RSPP della Direzione Provinciale del Lavoro del Verbano Cusio Ossola), articolo inserito sul sito del DPL di Modena e pubblicato sul n. 1/2011 della rivista “Ambiente & Sicurezza sul Lavoro” (formato PDF, 278 kB).
 
 
Tiziano Menduto
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: MORANDO Sergio Lesegno immagine like - likes: 0
23/04/2011 (11:13:17)
Quanto scrivete sopra è vero ..SALDANDO si respirano gas tossici cancerogeni in qunto in molte aizende non esistono neppure i mezzi aspirafumi ! Ma non basta si è obbligati a saldare su acciai con strati di vernici o protezioni oleosee ! Pertanto ultra cancerogene per se stessi ed altri colleghi che non saldano accanto nel lavoro..Radiazioni acli occhi ASSAI pericolose dove anche qui non ci sono ambienti di saldatura protetti in pratica si ci si salda uno accanto all'altro o di fronte prendendosi radiazioni proprie della saldatura "vampate" e quelle di altri saldatori ! I vetrini oscuranti delle maschere da saldatore forniti dall'azienda NON sono adeguati alla portata della saldatura..vestiario di protezione protezione inadeguato..Campi elettromagnetici..etc. vanno in aggiunta ad essere messi in questa qualifica SENZA NESSUN CORSO DI LEGGE SULLE SICUREZZE SALDATORI ! NEPPURE VISITE MEDICHE ! ! ! E questo accade con contratti INTERINALI neppure avvisando i preposti della multinazionale e ditta interinale vengono le leggi rispettate ! Anzi obbligati per così dire a tacere e non scrivere..perchè se no non ti viene rinnovato il contratto..! E si salda dove vi sono PATENTINI da prendere che sono ad esami a scadenza e di varia tipologia ! Così agendo si salderà senza averne i requisiti e si mettono in circolazione mezzi difettati e non sicuri coinvolgendo altri nella catena ignari di tali fatti ! ! ! Persino con tanto di denuncie nulla si fa ! QUESTO accade ripeto più con contratti interinali a ritenuta d'acconto etc. QUNDO MAI SI é VISTA UN ISPEZIONE ? ? ? Esperienza vissuta personalmente con prove e testimoni..!
Servirebbe un reciproco aiuto con noi operai con gli Ispettori INAIL Vigili del Fuoco Carabinieri Guardia di Finanza Asl etc. LAVORARE insieme nelle ispezioni essere presenti noi operai a queste e fare vedere la VERA REALTà IMMEDIATAMENTE e non aspettare anni a farlo o in peggio a MAI fare..! Il caso ThyssenKrupp di Torino è vero è da portare come esempio in positivo a tal procedere un mio modesto elogio lo invio qui a Raffaele Guarinello e che si faccia uguale a tutti gli ambienti lavorativi..Ma NON si devono giungere a vincite di fatti avvenuti con infortuni e morti per procedere serve la PREVENZIONE ! Servono REALI CONTROLLI E QUNDO SI FANNO FATTI ASSIDUAMENTE E BENE Ma CONTRAPPOSTI UNO CONMTROLLA L'ALTRO in ISPEZIONI ! Con il nostro aiuto da operai si può fare! Si possono così evitare incidenti infortuni e morti continui ! Io mi offro volontario e già parlando e scrivendo NON mi metto con il tacere a fianco di certe maestranze che sanno ! NON sarò compartecipe di eventuali infortuni o peggio morti anche se qui cercano di fermare le verità occultate !
Comunque sia agli Ispettori che noi stessi possiamo andare a ispezionare il nostro modello C2 di qualifiche presso i centri per l'impiego..può essere fatto anche oltre che attuale anche retroattivo di anni...! Ispezionando si scopriranno assunzioni di qualifica diverse da quelle fatte..petrtanto contribuzioni diverse e retributive..MA SI SCOPRIRà ANCHE di NON avere fatto i corsi di legge obbligatori..visite mediche inerenti se fatte..!!! E questo guarda casio accade sempre più con contratti interinali e simili ! Si fanno tali ispezioni dagli ispettori in questi uffici ?? Se fossero fatte si vedrebbero i risultati !
E noi non andare in tribunale perchè si scrive di questo ! Il Tribunale in questione sarà quello di Mondovì (Cn).
Servono rweali controlli e fatti bene con il nostro aiuto reciproco si possono evitare infortuni!E comunicare scrivendo serve a questo fermare infortuni e morti ulteriori!
Sergio Morando. Lesegno.
Rispondi Autore: EMMY CURRADI immagine like - likes: 0
24/04/2011 (09:44:39)
Credo di comprenderne il "dramma", potrebbe trattarsi di ignoranza da parte dell'imprenditore - o non sapere da chi rivolgersi - Collaboro con eccellente Gruppo di Lavoro di Medicina del Lavoro - et aziende che
si occupano di abbattimento micropolveri - fumi et calore oltre all'analisi delle interferenze elettromagnetiche - potete interpellarmi -

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