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PET: preziosi strumenti a tutela della privacy
Questi applicativi stanno trovando un campo di applicazione sempre più allargato, perché rappresentano indubbiamente un prezioso strumento di protezione dei dati personali. L’utilizzo di questi applicativi riduce la probabilità di frodi e di violazioni dei dati, nonché di altri tentativi di compromettere i sistemi informativi, che trattano dati personali.
Alcune prestigiose aziende, come ad esempio American Express, ha già cominciato utilizzare un applicativo del genere, che contribuisce a proteggere le transazioni, autenticare le parti e identificare digitalmente i soggetti coinvolti.
L’utilizzo si sta ampliando sempre più, soprattutto alla luce dei rischi connessi all’utilizzo di applicazioni di intelligenza artificiale. Durante un recente convegno, il 54% dei partecipanti ha confermato che essi ritengono che l’utilizzo di applicativi di intelligenza artificiale possa avere dei riflessi negativi sulla protezione dei dati. I lettori che vogliono sapere di più possono leggere il documento allegato.
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Ancora una volta, l’esperienza dimostra come occorre sempre trovare un compromesso fra la raccolta ed il trattamento dei dati e la effettuazione sicura di queste operazioni.
Ad esempio, nel 2024 una grande società di carte di credito ha provato che l’uso di questi applicativi permette di effettuare una analisi accurata dei mercati emergenti, laddove la raccolta di dati spesso è di bassa qualità ed insufficiente, in termini di volume.
L’interesse verso questi applicativi è dimostrato anche dal fatto che il National Institute of Standard and Technologies, negli Stati Uniti, ha sviluppato un documento per effettuare una valutazione di questi applicativi e valutarne la idoneità per usi specifici.
Anche il Garante britannico per la protezione dati personali (Information Commissioner Office), pubblicato una linea guida, che risulta preziosa per i titolari del trattamento ed i data protection officer per valutare l’utilità e l’efficacia di questi applicativi.
Non dimentichiamo infine che anche l’unione europea, nell’elaborazione della legge sui dati ( Data Act), ha raccomandato l’utilizzo di questi applicativi per gestire in modo efficiente ed efficace il trattamento di dati personali.
Andando all’altro estremo del mondo europeo, anche la autorità di Singapore per la protezione dei dati ha sviluppato un documento, che aiuta soggetti coinvolti nella selezione e nell’uso di questi applicativi.
Al momento, non risulta allo scrivente che alcun comitato tecnico, a livello europeo o internazionale, stia preparandosi ad elaborare norme applicabili a questi applicativi, ma non è improbabile che tra breve l’attività normativa verrà svolta, a supporto ed aiuto di tutti i responsabili del trattamento e della protezione di dati personali.
Navigate: Digital Risk Index 2025(pdf)
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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