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Sicurezza in agricoltura: i corroboranti per la protezione delle colture
Roma, 28 Lug – L’agricoltura, come ricordato più volte dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è tra i comparti lavorativi a maggior rischio per intossicazioni da prodotti chimici e malattie professionali correlate.
Nell’Unione Europea il settore agricolo comprende, in particolare, 9 milioni di aziende agricole e 13 milioni di addetti (CESUS, 2025) che possono essere potenzialmente esposti a prodotti fitosanitari durante specifiche operazioni colturali e di trattamento.
Proprio in considerazione dei rischi connessi all’esposizione ai prodotti fitosanitari, l’agricoltura europea ha intrapreso “un percorso di profonda trasformazione delle pratiche produttive orientato alla riduzione dell’impiego di tali prodotti”. Ed è stato progressivamente messo in discussione il loro uso intensivo “per le possibili conseguenze sulla salute dell’uomo, sull’ambiente e sulla biodiversità”.
A segnalarlo è un nuovo factsheet, una scheda informativa curata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’Inail, che sottolinea come le politiche comunitarie, ad esempio il Green Deal europeo e la strategia “Farm to Fork”, promuovano una “significativa riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari e incentivano l’adozione di strategie di difesa alternative e sostenibili”.
Nella promozione dell’uso di metodi alternativi per combattere patogeni e parassiti, un ruolo importante lo hanno i cosiddetti “corroboranti”, un “supporto per la protezione delle colture, soprattutto nell’ambito dell’agricoltura biologica e integrata”.
Se ne parla, dunque, nel nuovo documento Inail “Utilizzo di corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole”, a cura di E. Masciarelli, L. Casorri (Inail, Dit), C. Beni, D. Scutaru (Crea), che oltre a presentare i corroboranti e a mostrare l’inquadramento normativo, si sofferma sui meccanismi d’azione, sui vantaggi, sui limiti e le criticità.
Nel presentare la nuova scheda l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
- Utilizzo di corroboranti in agricoltura: le caratteristiche e la normativa
- Utilizzo di corroboranti in agricoltura: l’azione, i vantaggi e i limiti
Utilizzo di corroboranti in agricoltura: le caratteristiche e la normativa
La scheda segnala che i corroboranti sono “sostanze naturali o di origine biologica utilizzate in agricoltura per potenziare le difese naturali delle piante e aumentarne la resistenza agli stress biotici (malattie, parassiti) e abiotici (siccità, temperature estreme, eccesso di luce)”.
Si indica che “non hanno azione diretta letale contro patogeni o insetti, ma contribuiscono a migliorare la salute generale della pianta”.
Questi prodotti, che devono essere costituiti da sostanze naturali, “non sono considerati né prodotti fitosanitari né fertilizzanti, poiché hanno una funzione di potenziamento delle difese naturali della pianta”. E per questo motivo hanno una “procedura semplificata di commercializzazione. Sono generalmente considerati composti a bassa reattività e a ridotto rischio tossicologico”.
Si sottolinea che ci sono evidenze (Gomes et al.,2021) che indicano “un profilo di sicurezza favorevole per l’uomo e per l’ambiente quando impiegati secondo le corrette modalità d’uso. Tuttavia, nonostante il loro potenziale, permangono aspetti critici legati all’efficacia, alla standardizzazione dei metodi di impiego e alla comprensione dei meccanismi d’azione”.
Riguardo poi all’inquadramento normativo si ricorda che “non esiste una norma europea specifica che istituisca o definisca i corroboranti” e che questa categoria di prodotti “viene disciplinata a livello nazionale”.
Ad esempio, con riferimento al DPR 28 febbraio 2012, n. 55 recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, per la semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti.
Nell’art. 1 comma 4 del DPR si intendono per corroboranti: “potenziatori delle difese delle piante, sostanze di origine naturale, diverse dai fertilizzanti, che migliorano la resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi e proteggono le piante da danni non provocati da parassiti”.
Si ricorda poi il DM 18 luglio 2018, n. 6793 recante “Disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008 e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici” e il DM 30 maggio 2024, n. 0242742, istituzione della Commissione tecnico-consultiva corroboranti, che introduce alcune importanti novità “in merito all’etichettatura dei corroboranti e alle procedure di autorizzazione ai fini della loro immissione in commercio”.
Il DM presenta due diverse categorie di prodotti corroboranti: “quelli da utilizzare in agricoltura biologica e biodinamica e quelli da utilizzare esclusivamente per l’agricoltura convenzionale”. E la normativa stabilisce che “i corroboranti non necessitano di registrazione poiché non sono classificati come prodotti fitosanitari non avendo azione diretta contro patogeni o insetti. Possono quindi essere utilizzati per stimolare le difese naturali della pianta, migliorando la resistenza a stress biotici e abiotici”.
Utilizzo di corroboranti in agricoltura: l’azione, i vantaggi e i limiti
Veniamo ai meccanismi d’azione.
Si indica che i corroboranti agiscono secondo diversi meccanismi principali:
- Stimolazione delle difese naturali: “molti corroboranti attivano i sistemi di difesa interna della pianta, aumentando la produzione di enzimi, fitoalessine e altri metaboliti che riducono la suscettibilità a patogeni. Estratti di alghe o propoli possono incrementare la sintesi di lignina nelle pareti cellulari, rendendo la pianta più resistente alle infezioni”.
- Miglioramento delle condizioni fisiologiche: “alcuni corroboranti forniscono nutrienti o molecole che facilitano processi metabolici, migliorando crescita e vigore. Lecitina e aminoacidi possono contribuire alla rigenerazione dei tessuti e alla tolleranza agli stress ambientali”.
- Protezione fisica indiretta: “alcune sostanze formano pellicole protettive sulle foglie o sui frutti, riducendo l’attacco di insetti o patogeni. Il caolino crea una barriera minerale che ostacola l’insediamento di insetti fitofagi”;
- Regolazione dell’ambiente microbico: “alcuni corroboranti possono favorire lo sviluppo di microflora benefica sulle superfici vegetali, competitiva nei confronti di patogeni”.
Riguardo ai vantaggi la scheda indica che i corroboranti sono “compatibili con agricoltura biologica e integrata in quanto apportano un miglioramento generale della vigoria della pianta senza lasciare residui tossici sugli alimenti e sono sicuri per l’operatore agricolo”. E, dunque, costituiscono “una valida alternativa ai prodotti di sintesi”.
Sono indicati, però, anche alcuni limiti e criticità. Si ricorda che l’efficacia dei corroboranti spesso “è variabile in funzione di specie, varietà e condizioni ambientali a causa della mancanza di standardizzazione delle formulazioni. Inoltre, “hanno un’azione indiretta poiché non sostituiscono completamente i prodotti fitosanitari in caso di infestazioni gravi e quindi necessitano di applicazioni ripetute e monitoraggio costante”.
In ogni caso i corroboranti, conclude la scheda, rappresentano un “valido strumento di supporto alla difesa delle colture, in particolare in un contesto di agricoltura sostenibile e biologica”. E la loro efficacia, seppure non equiparabile ai prodotti fitosanitari tradizionali, “può essere ottimizzata attraverso l’uso combinato con pratiche di gestione integrata delle colture, fertilizzazione equilibrata e monitoraggio continuo delle condizioni ambientali e fitosanitarie”.
Il loro utilizzo permetterebbe, quindi, di “limitare il rischio chimico tutelando la sicurezza degli operatori agricoli”.
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Utilizzo di corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole”, a cura di E. Masciarelli, L. Casorri (Inail, Dit), C. Beni, D. Scutaru (Crea), Factsheet edizione 2026 (formato PDF, 418 kB).
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Scarica la normativa di riferimento:
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