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APVR e spazi confinati: le novità normative e la formazione

Bologna, 11 Lug – La manifestazione Ambiente Lavoro, tra i principali eventi italiani dedicati alla salute e sicurezza sul lavoro, è sempre stata l’occasione, in questi anni, per soffermarsi anche sulle novità della normazione tecnica in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un’opportunità significativa per approfondirne l’evoluzione e il possibile il contributo al miglioramento della prevenzione nei luoghi di lavoro.
Ad Ambiente Lavoro 2025, l’evento bolognese che si è tenuto dal 10 al 12 giugno 2025 e in cui PuntoSicuro ha svolto un intenso lavoro giornalistico, una delle interviste realizzate è servita a comprendere l’evoluzione e il percorso di aggiornamento della norma UNI 11719:2018 - Guida alla scelta, all'uso e alla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie, in applicazione alla UNI EN 529:2006. Norma che sta concludendo (dovrebbe concludersi l’11 luglio) la nuova fase di inchiesta pubblica.
A questo proposito abbiamo rivolto alcuni quesiti all’Ing. Adriano Paolo Bacchetta, esperto in spazi confinati, ma anche membro di tavoli di lavoro per la creazione di nuove norme tecniche UNI. Ad Ambiente Lavoro l’Ing. Bacchetta ha partecipato come relatore a vari convegni e workshop. Ad esempio il convegno UNI “Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie - La UNI 11719 relativa a scelta e gestione degli APVR, formazione e addestramento del personale” (Bologna, 11 giugno 2025) e il workshop “Nuova norma UNI 11719:2025 sugli APVR. Il dialogo produttori- utilizzatori per la scelta di quelli più idonei”.
Parlando con l’Ing. Bacchetta, che sul nostro giornale ha pubblicato molti articoli in materia di spazi confinati, abbiamo fatto riferimento anche alle tematiche affrontate durante l’“XI° Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati Attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (DPR 177/2011): cosa cambia dopo la pubblicazione della norma UNI 11958:2024?”. E, con riferimento al nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, abbiamo raccolto il suo parere anche sul tema della formazione degli operatori che lavorano in questi particolari ambienti.
L’intervista è stata realizzata il 10 giugno 2025 a Bologna e le domande hanno riguardato i seguenti temi:
- cosa sono gli APVR;
- come nasce una norma tecnica e in cosa consiste un’inchiesta pubblica;
- quando si arriverà al definitivo aggiornamento della UNI 11719;
- quali sono le principali novità che caratterizzano l'aggiornamento rispetto alla versione del 2018;
- i temi affrontati nel workshop sul dialogo produttori-utilizzatori per la scelta degli APVR più idonei;
- quali sono le novità, riguardo alla UNI 11719, sul tema della formazione degli operatori;
- quali sono i temi affrontati nell'undicesimo Convegno Nazionale sulle attività negli spazi confinati;
- qual è l’opinione sulla formazione indicata nell'Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025;
- quali potrebbero essere le novità normative in materia di spazi confinati.
L’articolo di presentazione dell’intervista si sofferma su vari argomenti:
- Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: le novità normative
- Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: la formazione degli operatori
- Spazi confinati: la formazione, i temi rilevanti e il futuro normativo
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
L’intervista di PuntoSicuro a Adriano Paolo Bacchetta
Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: le novità normative
Parliamo dell’aggiornamento della norma 11719. Il suo percorso non è ancora finito. Ci sono ipotesi su quando si concluderà?
Adriano Paolo Bacchetta: La norma è stata revisionata integralmente e posta in inchiesta pubblica a fine dell'anno scorso. L'inchiesta pubblica è finita il 5 di gennaio, dopodiché abbiamo recepito le osservazioni e sono state fatte delle modifiche.
Le modifiche, che sono state apportate alla norma, hanno consigliato di rinviare la norma in inchiesta pubblica, anche perché poi sono stati introdotti dei nuovi concetti che non erano presenti nella versione precedente. Quindi, di fatto, adesso, entro fine giugno dovrebbe andare in inchiesta pubblica per la seconda volta la norma aggiornata.
In questo caso, l'inchiesta pubblica dura solo 30 giorni, dopodiché ritornerà in commissione la norma con le osservazioni e a questo punto prenderà alla luce la norma definitiva.
Diciamo che, se viene pubblicata in inchiesta pubblica entro la fine del mese di giugno, teoricamente c'è luglio, agosto di mezzo, settembre, ottobre, novembre, diciamo che entro fine anno, comunque, la norma dovrebbe essere inserita nel catalogo tecnico UNI, tenendo conto che una volta che la commissione ha finito il suo lavoro deve comunque essere ratificata dagli organi di UNI che devono poi decidere se inserirla all'interno del repertorio UNI.
Entriamo nel dettaglio della UNI 11719. Quali sono le novità di questa versione della norma?
Adriano Paolo Bacchetta: Diciamo che fondamentalmente i punti nuovi sono innanzitutto derivanti dalle conseguenze del decreto 146/2021 che poi è stato convertito in legge dalla legge 215 (…). Quindi in quel caso il legislatore ha modificato il decreto 2 maggio 2001 aggiungendo le frasi con le norme UNI aggiornate. Questo ha voluto dire, sostanzialmente, la decadenza, dal riferimento alle norme Uni, della vecchia UNI 10720 che era la norma sui dispositivi di protezione delle vie respiratorie e gli otoprotettori. A questo punto, chiaramente, venendo a mancare quella, è venuta a mancare una parte di rilievo, perché all'interno di quella norma c'erano dei riferimenti alla formazione, in termini di durata e requisiti dei formatori.
Quindi, di fatto, dal dicembre 2021 a oggi, essendo assente un qualsiasi riferimento - poiché la UNI 529 non prevede nulla a riguardo e la 11719 del 2018 si era fermata dicendo ‘noi sulla formazione non diciamo niente perché c'è già la UNI 10720’ – e venendo a cadere il riferimento alla UNI 10720, mancano i requisiti del formatore, della durata dei corsi e tutto quanto per quanto riguarda l'utilizzo degli APVR.
Quindi è ovvio che la novità, una delle novità principali, è proprio questa.
L'altra novità principale l'abbiamo detta prima. Cioè essendo entrata la 11719 insieme alla 529 nell'ambito della applicabilità, in quanto richiamate da una disposizione di legge, il decreto 2 maggio 2001, ora sono cogenti e quindi, in pratica, quando sarà pubblicata nel repertorio Uni anche la 11719:2025 penso diventerà immediatamente esecutiva.
E lì, sostanzialmente, diventerà obbligatoria, già lo è adesso, dal dicembre 2021, la nomina del responsabile del programma di protezione vie respiratorie, la redazione del programma di protezione vie respiratorie e, ahimè, il Fit Test.
Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: la formazione degli operatori
Nella relazione di domani che terrà al convegno UNI parlerà di formazione degli operatori. Può darci qualche anticipazione?
Adriano Paolo Bacchetta: Diciamo che in realtà io mi sono un po' allargato (…) per cui per operatori ho considerato tutti, cioè a partire dai requisiti del responsabile del programma, a partire dai requisiti di una figura nuova che fa parte, appunto, del novero delle aggiunte, degli inserimenti che sono stati fatti (…), dell'addestratore, in modo tale da poter distinguere il portatore di conoscenze teoriche dal portatore di conoscenze pratiche.
Dopodiché, chiaramente, abbiamo il problema del supervisore ove eventualmente sarà previsto, cioè una persona che non è esattamente il preposto, che può coincidere col preposto, ma, in alcune realtà, sarà proprio una figura che aiuta il responsabile del programma nell'applicazione specifica del programma. E poi abbiamo il portatore, ovvero sia il soggetto che deve essere protetto attraverso l'utilizzo degli APVR e, in questo caso, il portatore dovrà avere una formazione, un'informazione, un addestramento idoneo in modo tale da poter garantire effettivamente la sua protezione.
E questo, sostanzialmente, è un punto che abbiamo studiato appositamente prevedendo una serie di durate, quindi per gli APVR filtranti, isolanti, piuttosto che per i dispositivi per la fuga. Abbiamo definito dei tempi minimi con anche una frequenza di aggiornamento e una modalità con la quale gestire l'aggiornamento, in modo tale che, in qualche maniera, si potesse responsabilizzare il responsabile del programma di protezione via respiratorie per intervenire non solo a scadenza fissa, ma anche attraverso un sistema di verifica e controllo della effettiva corretta attuazione delle procedure, e utilizzazione da parte dei portatori degli APVR (…).
Quindi diventa una responsabilità. E in qualche modo va a legarsi anche con la filosofia, che sottende l'Accordo Stato-Regioni, relativa al comportamento o comunque all'azione corretta fatta da parte della persona. E quindi se si vede che uno utilizza correttamente, indossa correttamente, fa le prove di adattamento corrette, è chiaro che vuol dire che ha ben in mente come si utilizza e come deve proteggersi. In caso contrario, ovviamente sarà il responsabile del programma a sollevare il problema e attivare eventualmente dei break formativi o qualche cosa che consenta comunque di recuperare la capacità operativa del portatore.
Spazi confinati: la formazione, i temi rilevanti e il futuro normativo
Parliamo ora dei temi che saranno affrontati nel XI° Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati Attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Immagino parlerete anche dell’Accordo Stato-Regioni…
Adriano Paolo Bacchetta: Sì, il sottotitolo del convegno, diciamo, fa riferimento alla norma 11958, ma di fatto poi si terrà conto sia della 11719, sia dell' Accordo Stato-Regioni. Perché poi alla fine (…) è stato chiesto ai relatori di fare anche un'estensione del programma previsto per parlare anche del discorso relativo all’Accordo Stato-Regioni.
E lo dico subito - l'ho scritto da tutte le parti – l’Accordo non mi soddisfa per niente per quanto riguarda la parte sugli spazi confinati.
La scheda 7, secondo me, non è adeguatamente dettagliata, si poteva fare decisamente molto meglio dopo 14 anni che stavamo aspettando i requisiti e i contenuti. Qualcosa era già stato fatto e, diciamo, era stato gestito bene, secondo me. Avevamo fatto delle cose per i cantieri dell'Expo. Hanno fatto tutto di nuovo da capo. E vabbè, insomma, faremo in modo di farcene una ragione.
Al di là dell'accordo Stato-Regioni, di cosa si parlerà nel convegno?
Adriano Paolo Bacchetta: Si parlerà, visto il panel dei relatori, ovviamente della parte dell'Accordo Stato Regioni e della parte normativa che, in qualche modo, discende dalla applicabilità e applicazione della norma UNI 11958.
Poi si parlerà dei riflessi che tutto questo ha su alcune attività specifiche, ad esempio il soccorso. E poi un altro tema (…) è quello del ruolo del medico competente. Quindi in realtà parleremo anche di quello perché nella definizione delle procedure operative e della gestione dell'emergenza, chiaramente il ruolo sanitario di riferimento è importante.
Premesso che siamo sempre attualmente in assenza di un protocollo sanitario. L'unico mai pubblicato in Italia è stato quello che abbiamo realizzato io e dei tecnici della UOOML (Unità operativa ospedaliera Medicina del Lavoro, NdR) di Pavia e pubblicato sul Giornale italiano di medicina del lavoro ed Ergonomia nel 2015. Da quel momento in avanti se n'è persa traccia.
Adesso pare che stia ripartendo la logica del protocollo sanitario e questo ovviamente non può che essere un punto importante perché i tecnici facciano i tecnici e quando hanno dei problemi in termini di organizzazione, gestione dell'attività - specie in alcuni casi dove, ad esempio, ci sono alte temperature piuttosto che condizioni particolarmente stressanti per quanto riguarda il lavoratore o per quanto riguarda la definizione delle procedure di emergenza – possano interfacciarsi col sanitario. E obiettivamente questo, purtroppo, spesso non accade.
Bene, a questo punto arriviamo alla conclusione. Noi più volte in passato abbiamo raccolto il suo auspicio di un'abolizione del DPR 177/2011 e dell’inserimento di un titolo nuovo all'interno del decreto 81/2008 che parli di spazi confinati. Ci sono aggiornamenti su queste due possibilità?
Adriano Paolo Bacchetta: So che ci sono delle proposte che sono state portate al Ministero. Non ne ho idea esattamente, perché per le proposte che sono state presentate alcune ho potuto vederle e le ho commentate con quelle che sono le mie osservazioni.
Non so poi esattamente cosa ne farà il Ministero (…).
Certamente il 177/2011 non ha risolto i problemi. Certamente il 177 ha aumentato tutta una serie di burocrazia.
Ritorno di nuovo, come ho scritto alcune volte su PuntoSicuro, su questo punto: qualcuno mi dia i numeri della certificazione dei contratti in Italia dal 2011 a oggi per capire quanti contratti sono stati effettivamente certificati rispetto alla ipotesi non documentabile del numero di accessi presunti annuali nei cosiddetti spazi confinati.
E l'altro auspicio che, ormai, sta veramente pervadendo la mia attività è quello di cominciare a dividere gli spazi confinati in settori. Gli americani l'hanno fatto, perché con la OSHA 29 1910.146 hanno normato più di 40 anni fa il settore industriale. Poi nel 2015 hanno fatto lo standard 1926.1200 per il settore delle costruzioni. Ci sarà una ragione per cui hanno diviso i due settori: chiaramente hanno modalità operative diverse, hanno contesti differenti.
Non posso pensare che uno fa il corso di formazione oppure lavora normalmente all'interno di serbatoi e il giorno dopo mi va a finire in cunicoli, fogne o altre cose del genere.
È vero, gli spazi confinati sono, tra virgolette, tutti quelli previsti dal DPR 177, ma obiettivamente sono differenti nel settore industriale rispetto al settore delle costruzioni. Quindi anche fare questa suddivisione sarebbe una bella cosa, perché obiettivamente cominceremmo a dare una specializzazione agli operatori di questi settori”.
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto

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