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LâABC dei movimenti ripetitivi: le dieci regole per ridurre il rischio
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Monza, 1 Set â Sappiamo che se nel nostro paese le malattie professionali sono in continua crescita, una buona parte delle patologie denunciate allâInail sono correlate ad attivitĂ lavorative comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori.
Per questo motivo è bene continuare a mantenere alta lâattenzione sulle tematiche relative al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e sulle patologie comprese dalla sigla WMSDs (Work related Muscolo Skeletal Disorders) che raggruppa i disturbi o patologie provocate dallo svolgimento di attivitĂ manuali ripetitive in ambito lavorativo. Ma è anche necessario adottare idonee buone prassi e misure di progettazione per ridurre ed evitare lâesposizione a questi rischi.
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Per avere qualche informazione basilare su questa tematica, torniamo a presentare un documento - pubblicato sul sito dellâ ATS Brianza e correlato al Piano Mirato di Prevenzione â Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: un rischio sottovalutatoâ â dal titolo âL'ABC dei movimenti ripetitivi. Come prevenire i disturbi degli arti superioriâ e a cura di Valter Taranzano, Marco Giraudo, Dorino Moret, Daniela Colombini, Enrico Occhipinti, Olga Menoni, Natale Battevi, Silvia Cairoli, Valter Piccolo.
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Ci siamo giĂ soffermati, in un precedente articolo, su una sintetica presentazione delle principali patologie dipendenti da compiti e movimenti ripetitivi, ma la breve pubblicazione riporta anche alcune semplici regole, le â10â regole dâoro per ridurre il rischio, alternandole con alcuni utili suggerimenti per le postazioni di lavoro.
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Questo il breve decalogo per la riduzione dei rischi:
1. âeseguire le azioni nellâordine insegnato;
2. usare il piĂš possibile entrambi gli arti: le azioni piĂš facili possono essere fatte anche con la mano sinistra;
3. evitare di aggiungere azioni inutili, ad esempio afferrando e riafferrando piÚ volte un oggetto prima di posizionarlo. Se non è chiaro come svolgere il lavoro, chiedere informazioni al capo reparto. Avvisare il capo reparto quando risultasse necessario utilizzare o aggiungere nuove azioni rispetto a quelle stabilite per svolgere il lavoro;
4. non lanciare oggetti ed evitare comunque movimenti bruschi. Evitare azioni brusche con uso di forza nellâavvitare o spingere leve. Se la forza richiesta risulta eccessiva avvisa il capo reparto o lâaddetto al servizio di prevenzione e protezione: occorrerĂ introdurre o usare un nuovo attrezzo o rimuovere lâinconveniente tecnicoâ. Il documento invita anche a âsegnalare la presenza di un eccessivo uso di forza anche se fosse a carico delle sole dita della manoâ;
5. âcontrolla che gli attrezzi che usi non provochino compressioni, arrossamenti, bolle, callositĂ sulle mani e sulle dita. Richiedi se necessario al Capo Reparto e al Servizio Prevenzione Protezione di rivedere lâattrezzo;
6. non prendere oggetti pesanti usando solo le dita (in particolare lâultima parte delle dita);
7. se lâimpugnatura di un attrezzo e lâesecuzione di piĂš azioni costringono a mantenere a lungo il polso/i molto piegato/i chiedi al capo reparto o allâaddetto della sicurezza di cambiare il tipo di impugnatura dellâattrezzo o di migliorare i punti operativi sul posto di lavoroâ.
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Prima di passare alle ultime tre regole, nel documento sono riportati utili esempi di problemi della postazione di lavoro con particolare riferimento al rischio per i polsi.
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Sono mostrati, ad esempio, alcune indicazioni â con lâutilizzo di immagini esplicative â sullâuso di avvitatori orizzontali che possono costringere il polso a âlavorare in deviazione radiale con conseguente suo sovraccarico e aumento della pressione allâinterno del tunnel carpaleâ. E anche lâutilizzo di avvitatori orizzontali, sempre sul piano frontale ma questa volta ad altezza gomito, può portare il polso a âlavorare in deviazione ulnare con conseguente suo sovraccarico e aumento della pressione allâinterno del tunnel carpaleâ.
E riguardo ai suggerimenti di riprogettazione si indica che âper consentire una corretta posizione del polso (sia in posizione seduta che in piedi), occorre scegliere tra i diversi modelli di avvitatore, a pistola, a pistola rovesciata o diritto in funzione della direzione del piano su cui avviene lâavvitatura:
- piano verticale: avvitatore a pistola per punti di avvitatura compresi tra il gomito e la spalla; - piano verticale: avvitatore a pistola rovesciato per punti di avvitatura sotto lâaltezza del gomito;
- piano orizzontale: avvitatore dirittoâ.
Ed è evidente che âse il posto di lavoro è dotato di punti operativi su altezze e piani differenti, è utile dotare il posto di lavoro di piĂš modelli (specie per posti di lavoro in posizione seduta)â.
Riportiamo una delle tante immagini esplicative, contenute nella pubblicazione, relativamente allâuso degli avvitatori:
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Torniamo al decalogo: Â
8. ânon accelerare il tuo lavoro per finire prima del tempo accumulando minuti liberi prima di andare in mensa o prima della fine del turno: questo comportamento risulta dannoso per gli arti superiori soprattutto se si accumulano intere mezzore. Laddove possibile, è piĂš salutare far riposare le braccia almeno una volta allâora e/o turnare su piĂš posti di lavoro che consentano di utilizzare in modo diverso gli arti superiori;
9. âlavorare spesso con le braccia sopra lâaltezza spalle, soprattutto maneggiando pesi o facendo gesti che richiedono uso di forza, è rischioso per i tendini delle spalle. Chiedi al capo reparto o al Servizio Prevenzione Protezione di disporre attrezzi, oggetti in lavorazione, leve o pulsanti tutti sotto lâaltezza delle spalle e il piĂš vicino al piano di lavoro. Se è possibile, lavora appoggiando gli avambracci sul piano di lavoroâ.
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Veniamo ad altri suggerimenti sempre per le spalle e sempre per lâazione di avvitare. Â
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Sono riportate immagini ed esempi riguardo a varie situazioni:
- se âle parti da avvitare sono sopra lâaltezza delle spalle: questo obbliga il lavoratore ad assumere posizioni incongrue di entrambe le braccia (flessione e abduzione). Questa posizione di lavoro, anche se mantenuta per brevi periodi nel ciclo può provocare lâinsorgenza di infiammazione dei tendini della spalla specie se accompagnata da uso di forzaâ;
- in un esempio âle parti da avvitare sono ad altezza spalle e lontane dal corpo: il lavoratore opera con entrambe le braccia in completa flessione. Questa posizione di lavoro, anche se mantenuta per brevi periodi nel ciclo può provocare lâinsorgenza di infiammazione dei tendini della spalla. Data la posizione in completa flessione delle braccia la forza sviluppabile dagli arti sviluppabile dagli arti superiori è notevolmente ridottaâ;
- è riportato un ulteriore esempio in cui le parti da avvitare âsono ad altezza spalle e lontane dal corpo: il lavoratore usa lâavvitatore col braccio destro in completa flessione. Data la posizione in completa flessione del braccio, mantenuto altresĂŹ ad altezza spalla, la forza sviluppabile è notevolmente ridotta. Anche questa posizione di lavoro, può provocare lâinsorgenza di infiammazione dei tendini della spalla specie se lâuso dellâavvitatore richiede forzaâ.
Rimandiamo alla visione delle immagini contenute nel documento che mostrano le specificitĂ degli esempi commentati.
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Concludiamo con lâultima regola del decalogo:
- 10. ârivolgersi al servizio sanitario aziendale quando si avvertono i primi sintomi soprattutto se legati allâattivitĂ lavorativaâ.
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Il documento, che vi consigliamo di leggere integralmente, riporta infine alcuni consigli per la prevenzione dei disturbi agli arti superiori nella vita extralavorativa, anche in relazione alle necessarie cautele per alcune attivitĂ che si svolgono nel tempo libero, e indicazioni per semplici esercizi utili a mantenere il collo e gli arti superiori in buona salute.
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â L'ABC dei movimenti ripetitivi. Come prevenire i disturbi degli arti superioriâ, realizzato da Ceset, Emerson Motors e Epm, a cura di Valter Taranzano, Marco Giraudo, Dorino Moret, Daniela Colombini, Enrico Occhipinti, Olga Menoni, Natale Battevi, Silvia Cairoli, Valter Piccolo, documento correlato al Piano Mirato di Prevenzione âIl sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: un rischio sottovalutatoâ dellâATS Brianza (formato PDF, 3,88 MB).
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