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Storie di infortunio: Mai più a ferragosto

Storie di infortunio: Mai più a ferragosto
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Infortuni sul lavoro

26/06/2024

La storia di un infortunio accaduto nel comparto trasporti: come è avvenuto l’incidente, le cause e come si sarebbe potuto evitare.

Pubblichiamo la storia intitolata "Mai più a ferragosto", a cura di Roberta Piergili, servizio Psal dell'ATS Ancona.

La storia è tratta dal repertorio delle "Storie d'infortunio," elaborate dagli operatori dei Servizi PreSAL delle ASL piemontesi, basate sulle indagini sugli incidenti e raccolte sul sito del Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte (Dors).

Conoscere le dinamiche degli incidenti non è sufficiente per comprendere gli aspetti contestuali, specialmente quelli organizzativi, che spesso contribuiscono alle cause di un evento. Un approccio basato sull'analisi dei casi, trasformando le indagini sugli incidenti in "storie" raccontate dagli operatori che hanno condotto l'indagine, può consentire di comprendere i fattori che hanno portato al verificarsi o al persistere di una situazione di rischio, permettendo così la formulazione e la condivisione di soluzioni preventive.


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Mai più a ferragosto

Luogo: Marche, provincia di Macerata.

Comparto produttivo: Trasporti

Esito: Franco, 65 anni, è morto.

Dove è avvenuto: l’infortunio è avvenuto nel tardo pomeriggio di una calda giornata agostana sul piazzale della “casa e bottega” di Franco, l’infortunato.

Cosa si stava facendo: Franco, 65 anni compiuti da pochi mesi, autotrasportatore da sempre a un certo punto ha deciso di metter su un’impresa di autotrasporti presso la sua abitazione. Aveva comprato mezzi di trasporto e attrezzature per i tanti lavori che riusciva a trovare e casa sua diventa il centro di tutto. Quel giorno voleva abbellirne il piazzale in vista della festa di ferragosto, per far sì che non sembrasse un luogo di lavoro ma un accogliente cortile di casa per i parenti e gli amici che sarebbero venuti a festeggiare con lui e la sua famiglia. Per questo aveva deciso di sistemare delle palme in grandi fioriere bianche in cemento, servendosi di un’autogrù e facendosi aiutare da Rexha, un’autista che collaborava con lui da qualche giorno.

Descrizione dell’infortunio: per dare maggior stabilità all’autogru, Franco chiede a Rexha di azionare la leva per far uscire lo stabilizzatore. L’autista, mentre svolge questa operazione, si accorge che lo stabilizzatore esce con una velocità che gli sembra eccessiva. Non sente più Franco dietro di lui e lascia subito la leva ma lo stabilizzatore non si ferma. Allora aziona la leva di sotto ma lo stabilizzatore continua a muoversi colpendo Franco. Rexha lascia tutto e cerca di sorreggerlo, chiama aiuto, prova ad accompagnarlo verso casa. Muove pochi passi e Franco si accascia a terra in mezzo al piazzale.

Come prevenire: il fatto che a morire sia Franco, il datore di lavoro non significa che non si possa mettere in atto nulla, bensì evidenzia che i datori di lavoro non sono “invincibili” e che il “sapere”, il “saper fare”, il “saper essere” devono essere requisiti imprescindibili per adempiere ai propri compiti.

In questo infortunio, la sentenza passata in giudicato ha previsto l’assoluzione dell’imputato Rexha dal reato, stabilendo che dall’istruttoria dibattimentale non sono emersi sufficienti elementi di prova in ordine alla sussistenza della responsabilità penale per il reato di delitto in occasione di lavoro. Ora è ufficiale Franco è morto perché stava dove non doveva. Ed è l’unico fatto certo. In fondo, anche se sembra poco, è la conferma della regola delle regole: azionando gli stabilizzatori rimanere a distanza di sicurezza.

Leggi la storia completa (pdf)


Fonte:  DORS


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