Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Hai dimenticato lo username?

Inserisci l'indirizzo Email associato al tuo account per ricevere il tuo username.

Errore! L'email inserita non è valida
Torna al Login

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Modi di fare e modi di intendere la formazione alla sicurezza

Modi di fare e modi di intendere la formazione alla sicurezza
Massimo Servadio

Autore: Massimo Servadio

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

02/08/2018

Riflessioni sulla qualità e sugli obiettivi della formazione in materia di sicurezza sul lavoro. I modi di fare e intendere i percorsi formativi. I formatori, i profili dei partecipanti ai corsi e la formazione come processo continuo.

Modi di fare e modi di intendere la formazione alla sicurezza

Riflessioni sulla qualità e sugli obiettivi della formazione in materia di sicurezza sul lavoro. I modi di fare e intendere i percorsi formativi. I formatori, i profili dei partecipanti ai corsi e la formazione come processo continuo.

 

In un mondo virtuoso la quantità di formazione da eseguire dovrebbe essere accompagnata dalla qualità della stessa e soprattutto dalla resa della stessa in termini di apprendimento teorico-pratico dei discenti.

È solo utopico? Qual è lo stato dell’arte?

 

Dalla mia esperienza ma soprattutto dal confronto con gli altri, ne esce un quadro d’insieme leggermente diverso dalla precedente affermazione virtuosa.


Pubblicità
MegaItaliaMedia
 

Parto da quello che secondo me è il vero obiettivo della formazione: un’occasione per pensare e pensare con gli altri.

I protagonisti della sfida sono in primis il formatore e il discente.

 

Il formatore ha il delicato ma decisivo compito di accendere affetti e idee a prescindere dal contenuto del suo intervento; la sua motivazione deve essere intrinseca e deve “trasudare” continuamente nella sua presenza fisica e mentale hic et nunc in aula.

Tradotto: il primo a crederci deve essere lui….; a lui il non semplice compito di gettare le basi per la creazione della cornice di senso e di significato che poi plasmerà nell’humus relazionale che riuscirà (?) a creare con i discenti.

L’humus relazionale infatti è ben diverso dall’Hybris del Formatore, cioè dalla sua tracotanza manifestata spesso dalle capacità di “tuttologia” o di “corretta e inconfutabile interpretazione su tutto e tutti”.

 

Il formatore non è la soluzione, ma è parte del problema; crede di conoscere le competenze che servono a un dato gruppo di partecipanti, mentre se invece è esterno non solo non sa, ma non sa di non sapere.

L’escalation di quanto sopra si compie quando la presunzione prende campo in maniera incontrollata da far sì che alcuni formatori si pongano al di sopra dei partecipanti, altri, abbastanza umili al di sotto, solo pochi così tanto umili allo stesso livello.

 

La Formazione è soprattutto sviluppo personale; nelle pratiche di sviluppo, il formatore è colui che suscita e scatena idee, cioè nuovi e/o diversa elaborazione dei contenuti già in dotazione, ma anche e soprattutto affetti. Preso atto delle differenze individuali e dei temi da trattare, è l’emozionalità il mezzo di trasporto affettivo che il formatore ha l’obbligo di utilizzare.

L’emozionalità s’inzuppa di accoglienza, ascolto, empatia, entusiasmo, mediazione, confronto; questo a mio avviso è lo strumento più importante rispetto al pratico power point, oggetto transazionale usato in quantità inversamente proporzionale alla cultura del relatore.

 

Il setting formativo è quindi riflessione, lettura, scambio di idee, sperimentazione e fatica e l’apprendimento quindi è scelta e un percorso personale, soggettivo, ben più ampio del suo significato etimologico, ad-prehendere, indicante una concezione “prensile” di conoscenza.

 

E il discente? Ci sono partecipanti e partecipanti…. In più di un’occasione ho incontrato il partecipante che sa fare il partecipante ma nulla più…

 

La caratteristica più importante che auspico in ogni partecipante ad un corso di sicurezza sul lavoro è quella della sua personale disposizione a interrogarsi.

Interrogarsi su di sé in primis e di conseguenza come mette in campo la sua competenza nei compiti di sicurezza, sia che siano relativi all’analisi e valutazione del rischio, sia che riguardino la corretta evacuazione dei luoghi di lavoro nelle situazioni di emergenza.

 

Alcuni profili dei partecipanti sono assai ricorrenti:

  • Il partecipante che ignora
  • Il partecipante medio
  • Il partecipante intelligente
  • Il partecipante che partecipa

 

Il primo non impara perché sa già, o crede di sapere, il che soggettivamente è la stessa cosa. Quindi? Magari serve l’attestato di frequenza per i crediti…

 

Il secondo sa di non sapere e quindi impara, oppure ancora meglio, si accorge che sapeva già, senza saperlo.

 

Il terzo comprende che l’occasione è buona non solo per imparare, ma soprattutto per pensare o come ho detto in precedenza, per pensare con altri, in gruppo.

 

Il partecipante che “partecipa” e basta, perde un’opportunità privilegiata per ascoltare, per dialogare, per riflettere, per rielaborare il rapporto con il proprio ruolo, il proprio contesto, il proprio futuro.

Vuole afferrare qualcosa di utile per sé, ma che poi se non sedimentato a livello di intersoggettività, si perderà o comunque risulterà poco efficace.

E’ il tipico partecipante ossessionato dal ricevere in tempo reale le slides ed è quello che controlla le stesse slides ad una ad una per verificare che il materiale didattico presentato in aula sia identico da quello in suo possesso…

È affamato di strumenti, di soluzioni, dimenticando che la soluzione migliore è data dalla sua capacità di elaborazione cognitiva e affettiva rispetto al contesto organizzativo in esame.

 

Un altro problema infine è la difficoltà di intraprendere percorsi di follow up formativi.

 

La formazione dovrebbe essere un processo continuo, un percorso che abbia sviluppo nel tempo…un noto proverbio dice: “imparare (e aggiungerei apprendere) è come remare controcorrente: se smetti, torni indietro”.

 

A voi le conclusioni…

 

Massimo Servadio

Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e Psicologia della Sicurezza lavorativa



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Rispondi Autore: Giuseppe Scarpino immagine like - likes: 0
02/08/2018 (08:17:35)
Ho sempre pensato e continuo a pensare che il problema della formazione sono non solo i formatori ma tutti coloro che a monte progettano il percorso formativo soprattutto se parliamo di nuove leve od in occasione di promozioni a ruolo superiore.
Comunque un buon contributo da parte dell'autote.
Rispondi Autore: Giuseppe Perlin immagine like - likes: 0
02/08/2018 (09:29:49)
Complimenti a Massimo Servadio. Ho investito 10 minuti del mio tempo per leggere l'articolo e riflettere su quanto scritto e ho fatto bene, perché ho trovato cose utili da inserire nei miei "patti d'aula" con cui apro i miei corsi. Sono convinto più che mai che la formazione agli adulti (andragogia) deve perseguire gli obiettivi di docenti e discenti. Spesso entrambi dimenticano o peggio ignorano i loro obiettivi. Un corso fatto in quelle condizioni produce solamente un attestato e nel settore della salute e sicurezza sul lavoro non deve mai accadere.
Buon lavoro.
Rispondi Autore: Ettore Togni immagine like - likes: 0
03/08/2018 (09:43:17)
Perle.
Rispondi Autore: Massimo Bellotto immagine like - likes: 0
24/09/2018 (19:19:48)
sono stato rottamato per raggiunti limiti di età ed ora sono nullafacente: è per me motivo di conforto vedere che alcuni miei pensieri sulla formazione, editi qualche anno fa, sono stati raccolti ed ora vengono riproposti testualmente (fonte: Massimo Bellotto (2015). Stupidità e Formazione. Con glossario per gli addetti ai lavori, gueriniNEXT, Milano). Grazie.
Rispondi Autore: Nadia Michelotti immagine like - likes: 0
25/09/2018 (08:28:26)
Tantissimi complimenti a Massimo Servadio che come sempre offre spunti di riflessione utili alla crescita professionale

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

L’accordo Stato-Regioni, le nuove tecnologie e il futuro della formazione

Sicurezza antincendio: come gestire controlli e manutenzione degli impianti

Strategia antincendio: la gestione sicurezza in esercizio ed emergenza

Lo sguardo che forma: la comunicazione visiva per la formazione


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

23LUG

Il clima in Italia nel 2025

21LUG

Nuovo quadro europeo delle competenze per gli igienisti del lavoro

20LUG

Inail Trento: intese su prevenzione e mobilità sostenibile

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
27/07/2026: Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - Decreto ministeriale n. 78 del 22 giugno 2026 - Individuazione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro nonché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
27/07/2026: Corte di Cassazione Penale Sez. 4 - Sentenza n. 6799 del 19 febbraio 2026 - Amputazione del dito durante la movimentazione con un caricatore idraulico e responsabilità del caposquadra. Affiancare il lavoratore non basta ad integrare l’obbligo di formazione e addestramento.
24/07/2026: Commissione per gli interpelli - Interpello n. 2/2026 del 25 giugno 2026 – Compatibilità ruolo di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e ruolo di Ufficiale di Polizia Giudiziaria dell’Organo di Vigilanza in salute e sicurezza sul lavoro competente per territorio
24/07/2026: Suva - Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni - Trasporto con elicottero nei lavori forestali – Lista di controllo - 2026
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


INTERPELLI

Sulla compatibilità tra il ruolo di RLS e di Ufficiale di Polizia Giudiziaria


SORVEGLIANZA SANITARIA, MALATTIE PROFESSIONALI

Sicurezza in risonanza magnetica: tutela e sorveglianza sanitaria


SGSL, MOG, DLGS 231/01

Industria chimica, sicurezza e sistemi di gestione: nuove linee di indirizzo


VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO

I pericoli e i rischi di incendio nell’uso delle batterie al litio


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità