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Basta alcol a pausa pranzo!

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

27/04/2010

PuntoSicuro promuove una campagna di sensibilizzazione per ridurre gli incidenti professionali alcol correlati in Italia. La sicurezza dei lavoratori dipende anche dall’alcol assunto durante la pausa pranzo. La campagna è presente anche su Facebook.

Basta alcol a pausa pranzo!

PuntoSicuro promuove una campagna di sensibilizzazione per ridurre gli incidenti professionali alcol correlati in Italia. La sicurezza dei lavoratori dipende anche dall’alcol assunto durante la pausa pranzo. La campagna è presente anche su Facebook.

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Da diversi anni il nostro giornale raccoglie dati ed esempi dei numerosi incidenti nei luoghi di lavoro causati dal consumo di alcol. Un consumo che provoca un aumento considerevole dei rischi lavorativi: bastano due bicchieri di vino, ad esempio, per raddoppiare i propri rischi di lavoro. Se poi i bicchieri diventano tre o quattro il rischio aumenta fino a sei volte.
È per questo motivo che con questo articolo PuntoSicuro promuove una campagna per ridurre gli incidenti professionali alcol correlati in Italia: "BASTA ALCOL A PAUSA PRANZO".



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Il Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (allegato IV del Decreto legislativo 81/2008, punto 1.11.3.2) sembra recepire questo rischio vietando di somministrare bevande alcoliche nei luoghi di lavoro, ma poi permette una deroga (indicata nel punto 1.11.3.3 dello stesso allegato): è possibile assumere “modiche” quantità di vino e birra nei locali di refettorio durante l’orario dei pasti. Come se i problemi dovuti all’uso di alcolici dipendessero dall’assunzione di alcol solo durante l’attività lavorativa e non anche prima di iniziarla!
 
La legge 125/2001 - Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati - indica poi un divieto assoluto di assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche per i lavoratori che hanno un elevato rischio.
Sono 33 le attività lavorative considerate dall’Accordo Stato-Regioni del 2006 (guida di mezzi di trasporto, edilizia, lavori in quota, industria chimica, lavorazioni del legno,….), ma siamo sicuri che questo divieto non debba valere per tutti i lavoratori?

Se gli obiettivi che ci poniamo sono quelli di ridurre gli incidenti di lavoro in Italia, di aumentare la cultura della sicurezza, di proteggere l’incolumità del lavoratore e della collettività, la risposta non può che essere sì.
Sì, è necessario eliminare le bevande alcoliche dalla fabbrica sia durante l’orario di lavoro che durante i pasti.
La deroga al divieto di erogare alcol durante le mense non ha senso: il lavoro successivo alla pausa mensa sarà necessariamente influenzato dalla precedente assunzione di alcol.
Un’alternativa, impraticabile, sarebbe quella di allungare di alcune ore le pause pranzo per riportare il tasso alcolemico a zero.
E la “modica” quantità è controllabile? Inoltre - ricordando le differenze individuali in merito alle conseguenze, ad esempio, del bere due bicchieri di vino - questa quantità è quantificabile?

No, non esiste alcun tipo di attività lavorativa che sia compatibile con l’uso di alcol o di altre droghe. Né in relazione all’aumento dei rischi di infortunio, né in relazione all’effetto negativo sulla qualità del lavoro, sulla produttività, sulle capacità di relazionarsi con altri soggetti presenti nello stesso ambiente lavorativo.
C’è una sola soluzione: proibire in tutte le mense di tutte le aziende, a livello pubblico come a livello privato, il consumo di alcol.

È dunque per questo motivi che PuntoSicuro, il primo quotidiano italiano on-line sulla sicurezza, con il patrocinio di AIFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro), promuove la campagna di sensibilizzazione "BASTA ALCOL A PAUSA PRANZO".

Migliaia di infortuni sul lavoro sono causati da una abitudine che si può modificare.
Dobbiamo essere tutti consapevoli - dai datori di lavoro, ai lavoratori, ai legislatori - che l'assunzione di bevande alcoliche può rappresentare un rischio per la propria salute, per quella dei familiari e anche dei colleghi di lavoro.
Anche un singolo ed occasionale episodio di consumo può esporre a forti rischi di incidenti o infortuni.
E l'aumento del rischio di infortunio, come abbiamo, detto non riguarda solo l'alcolista che si presenta magari già ubriaco sul posto di lavoro, riguarda anche chi ha la consuetudine di bere modiche dosi di bevande alcoliche durante la pausa mensa.

Quindi dobbiamo deciderci a dire “BASTA ALCOL A PAUSA PRANZO”!
 

Invitiamo i nostri lettori ad aderire a questo appello e a diffondere il volantino nelle aziende che potrà essere scaricato collegandosi alla pagina di PuntoSicuro dedicata alla campagna, che sarà sempre disponibile. 

Il volantino potrà essere stampato ed affisso nella bacheca delle aziende in cui si lavora o in cui si presta la propria consulenza oppure potrà essere inviato via posta elettronica ad altri colleghi.
 
La campagna di PuntoSicuro è presente, attraverso un gruppo di discussione, anche su Facebook: tramite questo social network è possibile aderire, inviare commenti, interagire con il nostro giornale (vai alla pagina di Facebook).
Per rafforzare ulteriormente l’efficacia della campagna, vi chiediamo di raccontarci le vostre testimonianze legate al rischio alcol nei luoghi di lavoro, potranno essere di aiuto a tante persone.

È arrivato il momento di dire "BASTA ALCOL A PAUSA PRANZO"!


Link della campagna di sensibilizzazione “BASTA ALCOL A PAUSA PRANZO”
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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