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Cartellonistica e segnalazione di emergenza

Cartellonistica e segnalazione di emergenza
 Mario Abate
 Prevenzione incendi
03/05/2019: Un argomento di fondamentale importanza nei sistemi di gestione della sicurezza aziendali.
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L’argomento della segnalazione di sicurezza e di emergenza è di fondamentale importanza nei sistemi di gestione della sicurezza aziendali.

La segnalazione precisa e immediatamente percepibile di attuatori di emergenza o di quanto sia necessario rilevare in un dato momento, in cui è indispensabile compiere un’azione in emergenza, costituisce una necessità indispensabile ed improrogabile cui ottemperare, pena incorrere in eventi dannosi di altissima gravità. 

 

L’argomento della segnalazione di sicurezza è estremamente vasto; ci limitiamo pertanto all’argomento della segnalazione e della cartellonistica ai fini antincendio.

Segnaletica di sicurezza e di emergenza e illuminazione di emergenza possono essere paragonate, facendo un fantasioso parallelo fra il mondo della sicurezza ed il mondo delle favole, rispettivamente alla cenerentola (cartellonistica) ed alla piccola fiammiferaia (illuminazione di emergenza).

 

Questi personaggi, molto cari ai bambini, sono noti per la condizione d’indigenza e di trascuratezza in cui versavano.

La cartellonistica di sicurezza e di emergenza costituisce il biglietto da visita dell’azienda: se in una azienda questo aspetto appare definito e curato, allora senz’altro in quella azienda vi è stata o vi è una “testa pensante” che conosce i problemi della sicurezza e ha attuato quanto necessario per definire, con un sistema più o meno complesso di cartelli segnalatori, un messaggio destinato ad essere letto durante l’emergenza.

 

Diversamente, nella grande maggioranza dei casi, si rileva una completa trascuratezza in merito al problema della segnalazione, anche e in primo luogo su argomenti fondamentali quale l’indicazione delle vie di esodo negli ambienti di lavoro.

 

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Nella prassi del Comando VVF di Milano, da sempre e quasi sempre i verbali sanzionatori comminati ai responsabili delle attività durante le visite di controllo effettuate dal personale ispettivo contengono riferimenti a riscontrate ed evidenti carenze nel sistema di segnalazione.

Stesso discorso vale per l’ illuminazione di emergenza, cugina della cartellonistica di sicurezza; non tutti gli impianti infatti riescono a superare indenni la prova, quando effettuata dal verificatore, dello sgancio di corrente; nella migliore delle ipotesi, provando a disalimentare la linea elettrica per verificare lo stato di efficienza dell’illuminazione sussidiaria, vi sono delle lampade di emergenza non funzionanti; nella peggiore delle ipotesi il sistema di sicurezza non è funzionante per niente o comunque non garantisce un illuminamento sufficiente come prescritto dalla UNI 1838 o dalle regole tecniche di prevenzione incendi.

 

Le prescrizioni generali per i cartelli segnaletici sono riportate, come noto, dagli allegati XXIV e XXV del D. Lgs. 81 del 09.04.2008, dove si specifica che i pittogrammi devono essere il più possibile semplici, con omissione dei particolari di difficile comprensione (punto 1.2 all. XXV).

Nello stesso allegato si specifica anche al punto 1.3. che “I pittogrammi utilizzati potranno differire leggermente dalle figure riportate al punto 3 o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purché il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati.”

 

Questa indicazione, invariata rispetto alle precedenti specifiche del D. Lgs. n. 493 del 14.08.1996 appare senz’altro una di buon senso, specialmente in considerazione del fatto che i cartelli realizzabili in base al D. Lgs. 81 e alle norme UNI non coprono comunque la intera gamma delle segnalazioni che possono risultare necessarie. Tali cartelli dovranno essere realizzati “su misura” ove necessario, nel senso che, fatte salve le indicazioni generali del decreto, alcuni cartelli potrebbero dover riportare specifiche indicazioni richieste dal titolare dell’attività in funzione dei rischi rilevati o delle azioni da porre in essere.

 

I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, a un'altezza e in una posizione appropriata rispetto all'angolo di visuale, all'ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico ovvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell'oggetto che s'intende segnalare e in luogo bene illuminato e facilmente accessibile e visibile.

 

E’ il caso di notare che più di una perplessità nasce dove la norma al punto 2.1. dell’allegato XXV stabilisce che: “Ferme restando le disposizioni di cui al presente decreto, in caso di cattiva illuminazione naturale sarà opportuno utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale”.

 

Su tale passaggio occorre eccepire che non vi può essere una zona o un ambiente nel quale la visibilità sia “cattiva”, al punto da divenire pericolosa. L’illuminazione dovrà essere opportunamente integrata, e comunque gli ambienti dovranno essere protetti da un sistema d’illuminazione di emergenza conforme alla norma UNI 1838, in grado di evidenziare perfettamente la cartellonistica di sicurezza installata.

 

In alternativa, ove necessario o opportuno, potranno installarsi sistemi di segnaletica luminosa, consigliabili nei locali caratterizzati dalla presenza di numerose persone e/o pubblico e obbligatori per le vie di esodo nei locali di pubblico spettacolo (i cartelli luminosi sono maggiormente visibili a distanza).

 

Sempre nell’allegato XXV, punto 1.5.1, troviamo la formula che ci consente di verificare la corretta dimensione del cartello, in funzione della distanza di percezione: A > L2/2000, dove “A” rappresenta la superficie del cartello espressa in m2 e “L” è la distanza, misurata in metri, alla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile. La formula è applicabile, come noto, fino a una distanza di circa 50 metri.

 

Tale formula non appare, sovente, considerata né applicata; ciò porta alla necessaria conclusione che chi installa i cartelli nelle aziende non conosce tale formula, o forse non intende comunque applicarla. 

 

In alcuni casi poi, si può rilevare come sussista una variegata categoria di operatori che non gradisce l’apposizione della segnaletica di sicurezza nella propria attività lavorativa, considerandola in primo luogo inutile, ma soprattutto antiestetica, sovente accomunando in questo giudizio estetico critico quasi tutti i presidi antincendio (notoriamente di colore rosso).

 

Dietro un cartello posizionato idoneamente in un luogo di lavoro vi è un pensiero corretto, una logica pianificazione della sicurezza, della gestione dell’emergenza, della informazione al personale, ecc., adempimenti questi fra loro connessi e collegati; dietro un cartello correttamente pensato e installato c’è una sensibilità che ci consente di percepire immediatamente (sembrerà banale, ma non lo è per niente) a cosa serve un interruttore di emergenza. 

 

Perché molto spesso si verifica che vi è uno sgancio elettrico, ma che non sia dato comprendere quali circuiti e quali pertinenze sgancia; si riscontra la presenza di una presa idraulica per attacco autopompa dei VVF, ma senza poter capire a quale edificio o a quale impianto si riferisce, e via discorrendo.

 

Mario Abate

Dirigente Vicario – Comando VVF Milano

 


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