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Imparare dagli errori: le condizioni che aumentano la suscettibilità al caldo
Brescia, 23 Lug – Come ricordato su uno spazio web del Ministero della Salute, dedicato alle ondate di calore. un'esposizione prolungata a temperature elevate “può provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, edemi, o di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore, disidratazione”. E condizioni di caldo estreme, inoltre, “possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti”.
E sono molti i lavoratori, ad esempio coinvolti in attività outdoor o esposti a ulteriori fonti di calore sul posto di lavoro durante la stagione calda, che possono essere esposti, al di là delle varie Ordinanze regionali emanate sul tema, a problemi di salute correlati al caldo.
Riprendiamo dunque a parlare, nella nostra rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni e malattie professionali, dei problemi connessi alle temperature estive, alle ondate di calore con particolare riferimento ai colpi di calore in lavoratori con patologie e condizioni che aumentano il rischio di effetti avversi.
Il caso di infortunio che presentiamo è tratto dalle schede di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti trattati nell’articolo:
- Le ondate di calore e le possibili conseguenze sui lavoratori
- Il caldo e le condizioni che possono aumentare i rischi
Le ondate di calore e le possibili conseguenze sui lavoratori
Il caso che presentiamo riguarda un infortunio avvenuto all’interno di uno stabilimento industriale.
Un lavoratore è addetto al caricamento di piccoli pezzi su una linea di verniciatura all'interno di uno stabilimento industriale, mansione ripetitiva, ma fisicamente non particolarmente impegnativa. Nella scheda si indica che il lavoratore è “obeso” ed assume “psicofarmaci e farmaci antipertensivi”, ma è stato “giudicato idoneo al lavoro ed alla mansione, senza prescrizioni, dopo l'ultima visita medica periodica (11 mesi prima)”.
L'infortunio si verifica in occasione di una prevista ondata di calore, durata alcuni giorni, nel corso della quale all'interno dello stabilimento si raggiugono temperature superiori ai 35 °C.
Per contrastare gli effetti delle condizioni climatiche l'azienda pone in essere una serie di misure: “rilevazione sistematica di temperatura e umidità relativa, calcolo dei corrispondenti indici di rischio, apertura di finestre e portoni (anche in orario notturno per favorire il raffrescamento), installazione ventilatori localizzati, disponibilità illimitata di acqua refrigerata, pause aggiuntive, locali di riposo climatizzati etc.”.
Nonostante tali misure il lavoratore improvvisamente, verso le 11.30, perde i sensi e si accascia al suolo.
Viene subito soccorso. La temperatura corporea supera i 42 °C. Trasportato in ospedale muore alle ore 15.
La scheda indica che “è stata eseguita l'autopsia ed il decesso attribuito a colpo di calore”.
I fattori causali presenti nella scheda:
- “ambiente di lavoro con temperatura elevata a causa delle condizioni climatiche esterne”;
- “attività lavorativa svolta da infortunato obeso in trattamento con psicofarmaci e farmaci antiipertensivi”.
Il caldo e le condizioni che possono aumentare i rischi
Per raccogliere utili indicazioni sulle condizioni che aumentano il rischio di effetti avversi durante l’esposizione alle alte temperature estive possiamo fare riferimento ad una brochure informativa - dal titolo “ Condizioni croniche che aumentano la suscettibilità al caldo” - prodotta in questi anni all’interno del progetto WORKLIMATE, un progetto che ha l’obiettivo di fornire strumenti e soluzioni operative per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in un quadro di cambiamento climatico.
La brochure sottolinea che alcune patologie croniche aumentano il rischio di effetti avversi del caldo, sia nella popolazione generale che nei lavoratori, e riporta alcuni esempi:
- Malattie della tiroide: “Gli ormoni tiroidei inducono liberazione di energia termica dalle cellule
- Obesità: Nei soggetti obesi aumenta lo sforzo cardiaco necessario per lavorare in ambienti caldi
- Asma e Bronchite cronica: Il caldo può provocare broncocostrizione e attacchi di asma specialmente in presenza di alti tassi di umidità”
- Disturbi psichici e malattie neurologiche: “Possono causare un’alterata percezione dei rischi associati al caldo e la conseguente assunzione di comportamenti inadeguati
- Patologie cardiovascolari: Possono rendere difficile il potenziamento del lavoro cardiaco necessario da una parte per disperdere il calore attraverso un aumento del flusso verso i distretti periferici e dall’altra per incrementare il flusso sanguigno verso i distretti muscolari interessati dallo sforzo, soprattutto per mansioni lavorative ad elevato impegno metabolico”.
Si parla poi del diabete:
- “Ostacola la dispersione di calore a seguito della ridotta vasodilatazione al caldo per una globale alterazione della reattività del microcircolo, condizione esacerbata da una eventuale neuropatia periferica, che riduce e rallenta l’attivazione dei meccanismi termoregolatori
- In caso di sforzi fisici intensi si possono verificare abbassamenti della glicemia”.
E di malattie renali:
- “Per i soggetti con insufficienza renale o dializzati è riportata in letteratura una frequente associazione con ipertensione arteriosa e altre patologie cardiovascolari, con aumento del rischio di sbalzi di pressione associati al caldo
- La disidratazione può peggiorare l’insufficienza renale”.
Senza dimenticare che alcuni farmaci per la cura di queste patologie possono aumentare il rischio di disturbi connessi con gli stress termici.
Il documento fornisce anche indicazioni su cosa fare in queste situazioni di maggiore suscettibilità al caldo.
Ad esempio, per le persone ipertese e con patologie cardiovascolari:
- “Attenzione alla corretta idratazione ed al reintegro, oltre che dei liquidi persi, anche dei sali minerali, specialmente in presenza di fattori di rischio concomitanti (es. infezioni gastrointestinali) che possono favorire l’insorgenza di aritmie
- Attenzione ad alzarsi bruscamente per evitare sbalzi improvvisi di pressione
- Monitorare più spesso la pressione arteriosa durante l’estate, e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia
- Se si soffre di ipertensione ridurre il consumo di sale”.
Altre indicazioni:
- Persone con malattie respiratorie:
- Portare con sé la terapia da effettuare in caso di broncocostrizione
- Persone con disturbi psichici o neurologici
- Idratarsi adeguatamente e assumere regolarmente le terapie
- Persone con disturbi renali
- Monitorare più spesso la pressione arteriosa
- Idratarsi adeguatamente e seguire una sana alimentazione preferendo alimenti ricchi di fibre e poveri di potassio.
La brochure riporta anche suggerimenti per tutti i lavoratori con una condizione cronica:
- “Confrontarsi con il medico competente e con il medico curante sui corretti comportamenti da adottare in caso di esposizione al caldo
- Tenere presente che l’organismo ha bisogno di adattarsi al caldo in modo graduale
- Già prima del turno di lavoro rinfrescarsi e idratarsi con bevande fresche, limitando il consumo di caffè che favorisce la disidratazione
- Seguire una sana alimentazione nutrendosi a sufficienza ed evitando il consumo di alcol
- Informarsi sulle previsioni degli effetti del caldo sui lavoratori in funzione di vari contesti occupazionali”
- “Fare attenzione a sintomi come sudorazione intensa, cefalea, nausea, crampi: allerta rapidamente i colleghi e il responsabile per la sicurezza
- In caso di aggravamento dei sintomi contattare rapidamente il 118
- Non sospendere autonomamente le terapie in corso: una sospensione, anche temporanea, della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico”.
Rimandiamo alla lettura integrale della brochure che riporta altre utili indicazioni per la tutela della salute dei lavoratori.
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato la scheda di Infor.mo. 8247 (archivio incidenti 2002/2021).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
Scarica il documento citato nell'articolo:
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