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Ripensare la sicurezza e la salute nell'era del lavoro da qualsiasi luogo
Nel 2022, il 18% dei lavoratori in Europa ha lavorato principalmente da casa, mentre un ulteriore 17% ha lavorato da remoto da altre sedi, come le sedi dei clienti, siti esterni o spazi pubblici, un cambiamento reso possibile dall'ascesa della digitalizzazione. Strumenti di collaborazione virtuale, piattaforme basate su cloud e altri progressi tecnologici hanno consentito ai lavoratori di svolgere le proprie attività da diverse sedi, ma sebbene questi strumenti digitali offrano nuove opportunità per monitorare da remoto il benessere dei lavoratori, garantire il rispetto degli standard di sicurezza e fornire formazione, presentano anche nuove sfide in materia di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) per i lavoratori da remoto. Con il proseguire di questa trasformazione, è essenziale che le organizzazioni adattino le proprie strategie di SSL per affrontare i rischi e le opportunità del lavoro in ambienti remoti, salvaguardando la sicurezza e la salute della propria forza lavoro.
Opportunità offerte dal lavoro da remoto e ibrido per la SSL
Uno dei principali vantaggi è la flessibilità offerta da questi modelli, che consente ai lavoratori di gestire i propri orari e ambienti di lavoro, il che può portare a un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e a una riduzione dei livelli di stress. L'eliminazione del pendolarismo per chi lavora da casa riduce l'esposizione agli incidenti stradali e all'inquinamento, dando al contempo ai lavoratori più tempo per attività di benessere personale. Le tecnologie digitali consentono inoltre di allontanare i lavoratori da ambienti pericolosi o rischiosi, poiché compiti che in passato venivano svolti di persona — esponendo il lavoratore a potenziali rischi — possono ora essere eseguiti a distanza, come nel caso della manutenzione di apparecchiature industriali.
Inoltre, le modalità di lavoro da remoto e ibrido possono consentire alle aziende di accedere a un bacino di talenti più ampio, contribuendo a una forza lavoro più diversificata e, potenzialmente, a pratiche di lavoro più inclusive. Esistono inoltre numerosi esempi di settori, come l'istruzione, la sanità e i servizi professionali, che sono passati con successo al lavoro ibrido, mantenendo la produttività e migliorando al contempo la sicurezza e la salute dei lavoratori attraverso configurazioni ergonomiche più efficaci e orari flessibili.
Sfide e rischi per la SSL nei modelli di lavoro da remoto e ibrido
Le problematiche ergonomiche rappresentano una preoccupazione significativa, poiché molti lavoratori non dispongono di postazioni di lavoro remote adeguate, con conseguente aumento dei disturbi muscoloscheletrici (DMS). La sedentarietà prolungata, comune in questi contesti, contribuisce a problemi cardiovascolari, mentre i rischi psicosociali, come l'isolamento e la disconnessione da una ridotta interazione sociale, aggravano problemi di salute mentale come l'ansia.
Inoltre, il lavoro a distanza e ibrido introduce nuovi rischi, come lo stress e il burnout legati all’uso intensivo delle tecnologie (il cosiddetto “tecnostress”), o la chinetosi associata all’utilizzo di tecnologie di realtà virtuale o aumentata.. I continui progressi tecnologici richiedono inoltre una continua riqualificazione, aggiungendo ulteriore stress a coloro che devono utilizzare la tecnologia senza le competenze richieste. Infine, la connettività pervasiva nel lavoro da remoto solleva preoccupazioni in merito alla sorveglianza digitale, erodendo la privacy e contribuendo ad aumentare le pressioni sulla salute mentale.
Orientarsi nel futuro del lavoro e della SSL
Per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori, datori di lavoro e responsabili politici devono adottare un approccio equilibrato che integri sia soluzioni tecnologiche sia politiche incentrate sulla persona, mantenendo la SSL in prima linea in questo panorama lavorativo in evoluzione.
Fonte: Eu-Osha
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