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Sicurezza sul lavoro dei lavoratori migranti ucraini in Polonia

Sicurezza sul lavoro dei lavoratori migranti ucraini in Polonia
Federica Gozzini

Autore: Federica Gozzini

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

18/12/2025

In occasione della Giornata Internazionale dei Migranti del 18 dicembre, pubblichiamo un articolo che analizza le iniziative adottate in Polonia per garantire sicurezza, salute sul lavoro e tutela dei diritti dei lavoratori rifugiati e migranti ucraini.

Sicurezza sul lavoro dei lavoratori migranti ucraini in Polonia

In occasione della Giornata Internazionale dei Migranti del 18 dicembre, pubblichiamo un articolo che analizza le iniziative adottate in Polonia per garantire sicurezza, salute sul lavoro e tutela dei diritti dei lavoratori rifugiati e migranti ucraini.

 

La pubblicazione “Ukrainian refugee and migrant workers: supporting occupational safety and health compliance (Case PL3)” è uno studio di caso realizzato nell’ambito dell’iniziativa dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU‑OSHA) volto a sostenere la conformità alle norme di sicurezza e salute sul lavoro (OSH) attraverso esempi concreti di politiche e pratiche attuate nei paesi europei.

Questo caso specifico mette in luce le misure adottate in Polonia per promuovere condizioni di lavoro sicure e salutari per rifugiati ucraini e lavoratori migranti, gruppi particolarmente esposti a rischi occupazionali a causa delle condizioni di vulnerabilità legate alla migrazione e all’integrazione nel mercato del lavoro.

 

Il lavoro analizza le azioni delle autorità nazionali e degli ispettorati del lavoro polacchi per garantire che questi lavoratori comprendano i propri diritti, ricevano informazioni adeguate e siano tutelati nella loro salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Particolare attenzione è dedicata alle strategie di comunicazione, formazione e supporto informativo, nonché alle azioni ispettive mirate a prevenire condizioni di lavoro pericolose e a rafforzare la cultura della sicurezza.

 

Questa pubblicazione assume un significato particolare se inserita nel contesto della Giornata Internazionale dei Migranti, celebrata ogni anno il 18 dicembre. Questa ricorrenza, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è dedicata alla sensibilizzazione sui diritti dei migranti e sul contributo che essi apportano alle società ospitanti, nonché alle sfide che affrontano, inclusa la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

 

Collegare l’analisi delle buone pratiche documentate nel Caso PL3 alla Giornata Internazionale dei Migranti permette di valorizzare l’impegno per la protezione dei lavoratori migranti e rifugiati, sottolineando l’importanza di politiche e misure efficaci che garantiscano il rispetto dei loro diritti fondamentali e promuovano condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti.



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Lavoratori rifugiati e migranti ucraini: sostegno alla conformità in materia di sicurezza e salute sul lavoro (Caso PL3)

La promozione di pratiche efficaci di sicurezza e salute sul lavoro rappresenta un elemento centrale per la creazione di ambienti lavorativi più sicuri e salubri. Il miglioramento delle modalità di gestione della sicurezza e salute sul lavoro nei diversi settori produttivi e nelle imprese di ogni dimensione è sostenuto e rafforzato dall’azione congiunta di diversi attori istituzionali, interni ed esterni alle aziende. La ricerca scientifica sottolinea in particolare il ruolo strategico svolto dai regolatori statali in materia di sicurezza sul lavoro, quali gli ispettorati del lavoro e i servizi di prevenzione. In questo contesto si inserisce il caso di studio PL3, realizzato in Polonia nell’ambito di un progetto di ricerca volto ad approfondire il tema del supporto alla conformità alle norme di sicurezza e salute sul lavoro.

 

L’urgenza di adattare il sistema polacco all’arrivo di un numero crescente di lavoratori migranti e rifugiati ucraini è emersa già prima dello scoppio del conflitto armato, durante la pandemia da COVID-19, che aveva evidenziato la necessità di un quadro normativo adeguato per la permanenza e l’occupazione dei cittadini stranieri. La legislazione introdotta tra il 2020 e il 2021 ha consentito ai migranti di rimanere legalmente nel Paese fino alla fine dell’emergenza sanitaria. Successivamente, l’aggressione militare russa contro l’Ucraina ha determinato un afflusso senza precedenti di rifugiati, con oltre 15,4 milioni di attraversamenti del confine polacco entro novembre 2023 e circa 1,6 milioni di persone registrate con status di protezione temporanea. Le modifiche legislative hanno esteso la legalità del soggiorno dei cittadini ucraini in Polonia fino al 4 marzo 2024.

 

Questo afflusso massiccio ha inciso profondamente sul mercato del lavoro polacco e sui servizi di sicurezza e salute sul lavoro, imponendo l’introduzione di misure di adattamento da parte delle strutture di prevenzione. I datori di lavoro che assumono cittadini ucraini sono tenuti al rispetto di tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente, inclusi quelli relativi alla retribuzione minima, alla formalizzazione del contratto di lavoro in forma scritta e comprensibile al lavoratore, alla registrazione presso i sistemi di assicurazione sociale e sanitaria e alla garanzia delle visite mediche preventive obbligatorie.

 

Parallelamente, il sistema sanitario polacco ha subito una forte pressione, in particolare sul piano delle risorse umane, a fronte dell’aumento della domanda di servizi. Molti professionisti sanitari ucraini si sono dichiarati disponibili a contribuire, ma hanno incontrato ostacoli significativi legati alla barriera linguistica e alle differenze nei requisiti di qualificazione professionale. In questo ambito, la collaborazione tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute polacco ha avuto un ruolo importante nel favorire l’integrazione dei professionisti ucraini nel sistema sanitario nazionale.

 

All’interno di questo contesto, il Nofer Institute of Occupational Medicine di Łódź, con il supporto finanziario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha avviato l’iniziativa intitolata “Ukrainian workers in the Polish labour market. Preventive screenings”, finalizzata a sostenere l’inserimento dei lavoratori ucraini nel mercato del lavoro polacco e a tutelarne i diritti in materia di sicurezza e salute sul lavoro. L’iniziativa è nata dall’osservazione diretta dei medici del lavoro, che durante le visite preventive hanno riscontrato con frequenza problemi di salute curabili nei lavoratori ucraini, probabilmente legati alla limitata accessibilità ai servizi sanitari nel Paese di origine e alle conseguenze della guerra.

 

Un elemento critico individuato riguarda la difficoltà di comunicazione tra personale sanitario e pazienti, dovuta alla mancanza di una lingua comune. Questa barriera ostacola non solo il processo diagnostico, ma anche la possibilità di fornire indicazioni mediche adeguate e di spiegare il significato e le finalità delle visite preventive obbligatorie. In molti casi, i medici del lavoro rappresentano l’unico punto di contatto dei lavoratori ucraini con il sistema sanitario, rendendo ancora più rilevante la qualità e l’efficacia della comunicazione.

 

L’obiettivo generale dell’iniziativa è quello di mettere a disposizione di datori di lavoro, lavoratori ucraini e operatori della medicina del lavoro materiali di supporto in grado di facilitare la comunicazione e rendere più efficaci le attività di prevenzione. I materiali sviluppati mirano a familiarizzare i lavoratori con i principi della sorveglianza sanitaria preventiva e a sostenere il lavoro dei medici competenti, riducendo il rischio di incomprensioni e lacune documentali, in particolare per quanto riguarda la validità dei certificati medici.

 

Il progetto ha portato alla realizzazione di materiali informativi in lingua ucraina relativi alle visite mediche preventive obbligatorie nel mercato del lavoro polacco, alla prevenzione delle principali malattie croniche come diabete e ipertensione e alle vaccinazioni raccomandate per i lavoratori. Sono stati inoltre sviluppati strumenti specifici per la raccolta dell’anamnesi medica e per la trasmissione delle raccomandazioni sanitarie più comuni, con il supporto linguistico di un centro medico specializzato.

 

L’iniziativa si caratterizza per un approccio innovativo che tiene conto della diversità culturale e linguistica dei destinatari, superando modelli comunicativi standardizzati e adottando strategie più flessibili, interattive e contestualizzate. Questo approccio non solo contribuisce al miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute sul lavoro, ma favorisce anche l’integrazione sociale dei lavoratori migranti e il loro contributo allo sviluppo economico del Paese ospitante.

 

I risultati dell’iniziativa consistono principalmente nella diffusione di informazioni accessibili e comprensibili ai lavoratori ucraini, nel rafforzamento della prevenzione sanitaria e nel miglioramento della comunicazione tra pazienti e operatori sanitari. Sebbene il progetto sia ancora in corso e non siano disponibili dati quantitativi di valutazione, l’esperienza dimostra come interventi di informazione ed educazione possano incidere positivamente sulla consapevolezza, sui comportamenti e sulla tutela della salute dei lavoratori migranti.

 

Il caso PL3 evidenzia infine la potenziale trasferibilità di questo modello ad altri Stati membri dell’Unione europea, pur nel rispetto delle differenze normative e organizzative. L’attenzione alla sicurezza e salute sul lavoro dei migranti, unita al superamento delle barriere linguistiche, contribuisce non solo alla protezione dei singoli lavoratori, ma anche alla salute pubblica e alla coesione sociale, rafforzando valori fondamentali come solidarietà, inclusione e dignità del lavoro.

 

Federica Gozzini

 

 

Eu-Osha - Ukrainian refugee and migrant workers: supporting occupational safety and health compliance - Lavoratori rifugiati e migranti ucraini: sostegno alla conformità in materia di sicurezza e salute sul lavoro (Caso PL3)

 

 




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