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L'importanza della prospettiva di genere per la sicurezza sul lavoro

L'importanza della prospettiva di genere per la sicurezza sul lavoro
Federica Gozzini

Autore: Federica Gozzini

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

03/04/2026

La rivista HesaMag dell’ETUI analizza come il genere incida su molteplici dimensioni del lavoro, dai rischi psicosociali ed ergonomici alle malattie professionali, fino agli effetti della digitalizzazione, dell’esposizione al calore e del lavoro di cura.

L'importanza della prospettiva di genere per la sicurezza sul lavoro

La rivista HesaMag dell’ETUI analizza come il genere incida su molteplici dimensioni del lavoro, dai rischi psicosociali ed ergonomici alle malattie professionali, fino agli effetti della digitalizzazione, dell’esposizione al calore e del lavoro di cura.

L’ultimo numero (n°31) della rivista HesaMag, pubblicata dall’European Trade Union Institute, propone la pubblicazione “Gender matters at work”, un contributo che approfondisce il ruolo del genere nell’organizzazione e nelle condizioni del lavoro contemporaneo.

La pubblicazione affronta in modo analitico come il genere influenzi l’esperienza lavorativa, mettendo in evidenza sia le disuguaglianze ancora presenti sia i rischi specifici che colpiscono lavoratrici e lavoratori nei diversi contesti professionali. L’approccio adottato considera molteplici dimensioni del lavoro, includendo i rischi psicosociali ed ergonomici, nonché forme spesso meno visibili di discriminazione come molestie, stereotipi e disparità di trattamento.

Temi chiave

Uno degli aspetti centrali del lavoro è l’analisi delle condizioni lavorative attraverso una prospettiva di genere, che permette di evidenziare come donne e uomini possano essere esposti a rischi differenti anche quando svolgono attività simili. La pubblicazione sottolinea come le differenze non riguardino solo la distribuzione dei compiti, ma anche la qualità dell’ambiente di lavoro, il livello di autonomia, il carico mentale e le opportunità di crescita professionale.

Particolare attenzione viene dedicata alle forme indirette e sistemiche di discriminazione, che possono manifestarsi attraverso pratiche organizzative, dinamiche relazionali e culture aziendali non inclusive. Tra queste rientrano le molestie sul lavoro, i pregiudizi nelle valutazioni delle performance e le barriere all’avanzamento di carriera.

Un contributo alla comprensione delle disuguaglianze

La pubblicazione si inserisce nel più ampio impegno dell’European Trade Union Institute volto a produrre analisi e strumenti utili per sostenere politiche del lavoro più eque e inclusive. In questo contesto, “Gender matters at work” rappresenta un contributo significativo per comprendere come le disuguaglianze di genere si manifestino concretamente nei luoghi di lavoro e come possano essere affrontate attraverso interventi mirati.

Attraverso un approccio basato su evidenze, il lavoro invita a considerare il genere non come una variabile marginale, ma come una dimensione strutturale da integrare nelle politiche occupazionali, nella prevenzione dei rischi e nelle strategie di benessere organizzativo.


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Un editoriale che richiama l’urgenza di una prospettiva di genere

Il numero si apre con l’editoriale di Dimitra Theodori, che sottolinea l’urgenza di integrare sistematicamente una prospettiva di genere nelle politiche di salute e sicurezza sul lavoro. In un contesto internazionale segnato da forti tensioni sulle politiche di diversità, equità e inclusione, l’autrice evidenzia come in Europa persista una criticità meno visibile ma strutturale: la carenza di approcci realmente sensibili al genere nei sistemi di prevenzione e tutela.

Disuguaglianze e rischi invisibili nei luoghi di lavoro

Diversi articoli del numero approfondiscono le molteplici forme in cui il genere incide sui rischi lavorativi. Tra questi, un contributo di Patrizio Jean analizza le molestie sessuali come una minaccia spesso sottovalutata, collocandole lungo un continuum di comportamenti discriminatori che spaziano dal sessismo quotidiano fino a forme più gravi di abuso.

Altri articoli mettono in evidenza come alcune condizioni di salute siano ancora poco riconosciute come correlate al lavoro. Clara Authiat, ad esempio, evidenzia la mancata inclusione del cancro al seno tra le malattie professionali nella maggior parte dei Paesi europei, nonostante evidenze scientifiche e richieste sindacali.

Il peso degli stereotipi e del lavoro invisibile

Il tema del carico mentale emerge come un altro elemento centrale. Camille Wernaers descrive come le donne siano spesso soggette a un doppio carico, professionale e domestico, influenzato da stereotipi persistenti che incidono sul benessere psicofisico.

Allo stesso modo, Marie Geredakis porta l’attenzione sul lavoro di cura svolto da assistenti domiciliari, un’attività essenziale ma spesso non riconosciuta, caratterizzata da forte impatto fisico ed emotivo e da scarsa valorizzazione sociale.

Discriminazioni multiple e gruppi vulnerabili

Il numero affronta anche le discriminazioni che colpiscono le persone LGBTQIA+ sul lavoro, come illustrato da Théophile Simon, che evidenzia l’impatto delle molestie e dei pregiudizi sulla salute mentale e sulle opportunità professionali.

Parallelamente, Tania Castro analizza il caso della Spagna, dove i criteri di riconoscimento delle malattie professionali risultano ancora penalizzanti per le donne, riflettendo un sistema costruito storicamente su modelli maschili di lavoro.

Nuovi rischi e trasformazioni del lavoro

Diversi contributi esplorano anche i rischi emergenti e quelli legati ai cambiamenti del mondo del lavoro. Tra questi, l’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, che secondo Helena Björk possono amplificare fenomeni di discriminazione, molestie online e rischi psicosociali.

Altri articoli affrontano temi specifici come l’esposizione a rischi chimici nei settori a prevalenza femminile, gli effetti del calore sui lavoratori in diversi contesti occupazionali e le criticità ergonomiche che colpiscono in modo differenziato donne e uomini a causa di strumenti e dispositivi non adeguatamente progettati.

Nuove prospettive legislative e dibattito europeo

Il numero dedica spazio anche a sviluppi normativi e dibattiti politici. Viene analizzato, ad esempio, il caso del Belgio, che ha introdotto una legislazione innovativa per la tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso, evidenziando al contempo le divergenze tra i Paesi europei su questo tema.

Altri contributi riflettono su questioni più ampie, come il riconoscimento dei diritti legati alla salute riproduttiva, l’evoluzione delle politiche sul lavoro e il ruolo dei sindacati nella difesa dei lavoratori in un contesto di crescente deregolamentazione.

APPROFONDISCI I TEMI E VAI A "ETUI - Il genere è importante sul lavoro. Rendere visibile l'invisibile" 


Federica Gozzini

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