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L’impatto del telelavoro sulla salute: perché ci sono differenze di genere?
Bilbao, 3 Set – Come evidenziato nel documento (Discussion Paper) “ Exploring the gender dimension of telework: implications for occupational safety and health” (Esplorare la dimensione di genere del telelavoro: implicazioni per la salute e sicurezza sul lavoro), pubblicato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA), è necessario considerare ed esplorare la dimensione di genere riguardo all’impatto del telelavoro sulla salute e sicurezza lavorativa.
Infatti l'indagine “ Flash Eurobarometer - OSH Pulse”, commissionata dall’Agenzia Eu-Osha, ha fornito utili informazioni per analizzare la dimensione di genere del telelavoro e della SSL dopo gli anni della pandemia da COVID-19.
L’indagine, che ha riguardato i dipendenti che hanno lavorato per la maggior parte del tempo da casa, ha messo a confronto l'esposizione a fattori di rischio psicosociali e a problemi di salute tra telelavoratori e impiegati, mostrando un evidente divario di genere.
Riprendiamo le tabelle presenti nel documento:

Perché ci sono differenze significative nell'esposizione ai rischi psicosociali e fisici in base al genere?
L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
- Le differenze significative nell'esposizione ai rischi psicosociali e fisici
- Il divario di genere: carico lavorativo e doppio carico di lavoro
- Il divario di genere: organizzazione, autonomia e cultura
Le differenze significative nell'esposizione ai rischi psicosociali e fisici
I dati presentati nelle tabelle mostrano differenze significative nell'esposizione ai rischi psicosociali e fisici, secondo genere e modalità di lavoro (telelavoro vs ufficio), in relazione a:
- Carico di lavoro: il rischio di un aumento del carico di lavoro a causa dell'uso delle tecnologie mostra un divario di genere nel contesto del telelavoro. Mentre per gli impiegati non c'è questa differenza tra uomini e donne;
- Forte pressione o sovraccarico di tempo: una forte pressione temporale o un sovraccarico di lavoro è il fattore di rischio più diffuso tra i telelavoratori. Questo rischio è anche più diffuso tra i telelavoratori rispetto agli impiegati (48% dei telelavoratori rispetto al 40% degli impiegati). È anche il fattore di rischio con il più alto divario di genere nel confronto tra uomini e donne telelavoratori. Esiste, in realtà, anche un divario di genere tra uomini e donne che lavorano in ufficio, ma è inferiore;
- Mal di testa e affaticamento degli occhi: il problema di salute fisica più diffuso tra i telelavoratori è il mal di testa e l'affaticamento degli occhi, che è anche quello che presenta il maggior divario di genere tra i telelavoratori. Esiste anche un divario di genere tra uomini e donne che lavorano in ufficio, ma è inferiore;
- Disturbi muscoloscheletrici (DMS): il divario di genere tra donne e uomini che lavorano in telelavoro è più alto anche per i DMS. È inferiore tra uomini e donne che lavorano in ufficio.
Il documento prova a spiegare la maggiore esposizione delle donne telelavoratrici ai rischi psicosociali e fisici riscontrati nell’indagine.
Il divario di genere: carico lavorativo e doppio carico di lavoro
Si sottolinea che una delle principali preoccupazioni in materia di SSL, riguardo al telelavoro, è il rischio di intensificazione del lavoro, di orari prolungati e il fatto di essere spesso "sempre attivi" (always on).
Se il fatto che i telelavoratori avessero maggiori probabilità di lavorare più ore e con orari più irregolari era risaputo, i dati dell'indagine OSH Pulse dell'EU-OSHA suggeriscono che esiste anche un divario di genere in termini di qualità dell'orario di lavoro tra i telelavoratori, in quanto le donne che svolgono il telelavoro sono più esposte a una forte pressione relativa ai tempi o a un sovraccarico di lavoro rispetto agli uomini.
Uno studio del 2022 conferma l'impatto della qualità dell'orario di lavoro sulla salute e sul benessere e trova evidenza del fatto che tale impatto è maggiore per le donne. Si indica, ad esempio, che è più probabile che l'orario prolungato causi gravi problemi di salute alle donne che agli uomini.
Dopo aver riportato i risultati di altri studi il documento sottolinea che uno dei motivi delle differenze di genere identificate si spiegano con il fatto che generalmente le donne continuano a sostenere la maggior parte del “lavoro di cura” e questo comporta una "povertà di tempo" delle donne e un maggiore conflitto tra lavoro e vita privata.
Infatti durante la pandemia molti studi hanno mostrato che le disuguaglianze di genere nella distribuzione del lavoro di cura tra le coppie, a doppio reddito con figli, sono state esacerbate dai lockdown, dalla chiusura delle scuole e dal massiccio spostamento del lavoro a casa, con conseguenti livelli più elevati di conflitto tra lavoro e vita privata.
Il divario di genere: organizzazione, autonomia e cultura
Gli studi dimostrano che il doppio carico di lavoro delle donne ha conseguenze sulla salute. E questo può contribuire a spiegare il divario tra i sessi in termini di mal di testa, affaticamento degli occhi e disturbi muscoloscheletrici individuato nell’indagine.
Uno studio (2021) ha mostrato che le donne che hanno lavorato da casa durante la pandemia hanno sperimentato una maggiore frequenza di disturbi muscoloscheletrici.
Spesso queste differenze sono legate alla distribuzione ineguale del lavoro domestico tra donne e uomini, poiché il lavoro domestico è una fonte di lavoro fisico e di carico mentale.
La ricerca ha indicato anche la presenza di forti legami tra l'organizzazione dell'orario di lavoro e la salute dei lavoratori. E l'autonomia dei lavoratori rispetto all'orario di lavoro è associata a risultati positivi per la salute.
In particolare alcuni studi hanno rilevato che livelli più elevati di autonomia sono associati a livelli più bassi di stress e affaticamento, a minori sintomi depressivi e a un minor rischio di gravi DMS e disturbi mentali (Albrecht et al., 2017; Vahtera et al., 2010; Takahashi et al., 2012).
Si parla tuttavia anche del "paradosso dell'autonomia" (‘autonomy paradox’) per le professioni altamente competitive e impegnative, in cui l'uso delle varie tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) può portare i lavoratori con livelli più elevati di autonomia ad essere "sempre attivi", con un rischio maggiore di stress ed esaurimento. E lavorare da casa può essere impegnativo perché implica la necessità di rivedere i confini fisici e temporali tra lavoro e vita privata.
Infine, anche la cultura lavorativa prevalente in un'organizzazione o in un'azienda è fondamentale per comprendere l'impatto del telelavoro e per spiegare le differenze di genere in termini di benessere e salute. Alcune aziende possono avere una cultura marcatamente orientata alle alte prestazioni e al "lavoratore ideale", che dà priorità al lavoro sopra ogni altra cosa, rimanendo sempre disponibile. Mentre ci sono aziende che sono più favorevoli all'autonomia dei lavoratori e all'equilibrio tra lavoro e vita privata.
Alcuni studi pongono l'accento sulla necessità di aiutare le aziende ad adottare un approccio equo e sensibile alle differenze di genere per quanto riguarda l'equilibrio tra lavoro e vita privata negli accordi connessi al lavoro ibrido.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che si sofferma su vari altri aspetti. Ad esempio sulla necessità di nuove ricerche per rilevare le disuguaglianze di genere nei rischi psicosociali connessi al telelavoro e alle possibili iniziative utili a prevenire e affrontare lo stress e la salute mentale dei lavoratori.
RTM
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