Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Hai dimenticato lo username?

Inserisci l'indirizzo Email associato al tuo account per ricevere il tuo username.

Errore! L'email inserita non è valida
Torna al Login

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Differenze di genere: i rischi derivanti dall’organizzazione lavorativa

Differenze di genere: i rischi derivanti dall’organizzazione lavorativa
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

15/10/2015

Informazioni sulle differenze di genere nella risposta alle infezioni, nelle conseguenze dei rischi da fattori inerenti l’organizzazione del lavoro e nell’esposizione a rischi ergonomici e a patologie muscolo scheletriche lavoro-correlate.

Differenze di genere: i rischi derivanti dall’organizzazione lavorativa

Informazioni sulle differenze di genere nella risposta alle infezioni, nelle conseguenze dei rischi da fattori inerenti l’organizzazione del lavoro e nell’esposizione a rischi ergonomici e a patologie muscolo scheletriche lavoro-correlate.

Roma, 15 Ott – Molti documenti in questi ultimi anni, in Italia e in Europa, hanno sottolineato come uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, tendano ad essere colpiti dalle patologie professionali in maniera diversa. E se l’uomo e la donna hanno peculiari caratteristiche che possono determinare effetti biologicamente diversi anche a parità di esposizione, di queste differenze – a partire dalla valutazione dei rischi - non si può non tener conto nelle strategie e nelle misure di prevenzione aziendali.

Pubblicità
OttoUno - D.Lgs. 81/2008
Supporti per formatori - OttoUno - D.Lgs. 81/2008
OttoUno - D.Lgs. 81/2008 - Modello di corso su Slide in formato PPT con documenti di gestione del corso per formatori sulla sicurezza

Per favorire l’adozione nei luoghi di lavoro di meccanismi, processi e azioni per contrastare le disuguaglianze di genere nella tutela della salute e sicurezza sul lavoro, torniamo a sfogliare un documento Inail “ Salute e sicurezza sul lavoro, una questione anche di genere. Rischi lavorativi. Un approccio multidisciplinare. Volume 4” che segue la pubblicazione di altri tre volumi Inail sul tema delle differenze correlate all'appartenenza al genere maschile o femminile.
 
Nel documento, di cui abbiamo già parlato su PuntoSicuro in relazione alla differente esposizione tra uomini e donne in relazione a rischi chimici e biologici e ai rischi di natura infortunistica, vengono presentati anche esempi specifici relativi alle differenze di sesso nella risposta alle infezioni.
Ad esempio le recenti acquisizioni in tema di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) mostrano con chiarezza come una differenza di genere possa associarsi a peculiarità di decorso clinico. Infatti le donne “hanno patterns clinici e viro-immunologici più favorevoli nella fase precoce dell'infezione, sebbene mostrino in un secondo tempo, con più alta probabilità, una veloce progressione verso l’AIDS conclamato rispetto agli uomini, a parità di carica virale”. E altre differenze significative di genere si possono notare per le infezioni da HBV (“epatite B”) e HCV (“epatite C”).
 
Vi sono poi anche fattori di natura fisica nell’attività lavorativa che possono essere pericolosi per entrambi i sessi (“radiazioni ionizzanti per le cellule germinali”) e altri soprattutto per i lavoratori maschi (“agenti fisici quali le alte temperature”) o soprattutto per le lavoratrici o per il feto.
 
In relazione poi ai rischi da fattori inerenti l’organizzazione del lavoro, il documento segnala che un lavoro faticoso e stressante “può alterare il ciclo mestruale provocando, amenorrea, dismenorrea, cicli anovulatori e riduzione della fertilità. Il lavoro a turni, caratteristico del settore sanitario e di alcuni altri servizi (ad es. assistenti di volo), può interferire con il sistema endocrino-riproduttivo delle donne, causando alterazioni del ciclo mestruale, endometriosi, oltre che altre patologie quali disturbi dell’umore e malattie cardiovascolari (Knuttsson A., 2003)”.
Ed è stata evidenziata anche una “correlazione tra lavoro notturno e aumentato rischio di tumore al seno femminile (Bonde J.P., 2012)”, senza dimenticare che la stessa Agenzia Europea per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il lavoro a turni in gruppo 2A, vale a dire probabilmente cancerogeno (IARC Monographs on Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans, Vol. 98).
 
Si sottolinea che il rischio attribuibile al lavoro notturno aumenta significativamente “quando effettuato per periodi duraturi di diversi anni (soprattutto periodi superiori a 20 anni), con oltre due notti consecutive durante il turno. Il lavoro a turni notturni sembra essere associato anche a un incremento del rischio per cancro prostatico, del colon e dell’endometrio anche se gli studi finora condotti per valutare queste associazioni sono relativamente pochi (Kolstad H.A., 2008)”.
 
Ci soffermiamo poi sul rischio ergonomico, ricordando come uomini e donne abbiano mediamente una diversa struttura fisica.
 
Quando una postazione lavorativa non è in grado di adattarsi alla estrema variabilità della forza lavoro in termini di struttura fisica, “viene a incrementarsi il rischio di patologie muscolo-scheletriche (Motamedzade M., 2011) e in questo senso la componente femminile è in genere maggiormente penalizzata dovendosi adattare a postazioni o strumenti di lavoro, spesso progettati per il ‘lavoratore maschio medio’ (Stevenson JM, 1996; Bylund SH, 2006)”.
 
Se le patologie muscolo scheletriche lavoro-correlate sono “condizioni multifattoriali dove la componente causale occupazionale è attribuibile a diversi fattori di volta in volta implicati da soli o in associazione” (vibrazioni trasmesse da strumenti e macchinari, microclima inadeguato, movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, posture incongrue, ...), molti fattori concausali extraprofessionali “sono pressoché di prerogativa femminile, in alcuni casi perché legati alla fisiologia della sfera riproduttiva femminile (ad es. la multiparità e la menopausa) e in altri per il ruolo sociale che la donna occupa nelle attività di assistenza e cura familiare (Biancheri R., 2011)”. E una quota significativa di stress biomeccanico alle strutture muscolo-scheletriche deriva proprio “dalle attività di pulizia domestiche o di accudimento di bambini o anziani malati e con difficoltà di movimento e di deambulazione”.
 
Inoltre uno studio sui tassi di Sindrome del Tunnel Carpale (STC) “ha mostrato una netta prevalenza nei cosiddetti ‘colletti blu’ rispetto ai ‘colletti bianchi’ e ha evidenziato anche un alto tasso tra le casalinghe, suggerendo che i lavori domestici siano un importante fattore di rischio per STC (Mattioli S, 2009)”. E altri studi hanno evidenziato una maggiore prevalenza nel genere femminile “di patologie a carico della colonna vertebrale e delle articolazioni (in particolare la sindrome del tunnel carpale ed epicondilite laterale) degli arti superiori, di patologie delle vene degli arti inferiori al pari dell’attività lavorativa svolta (Habib R.R. e Messing K. 2012, Punnett L. 2000, Bahk et al 2011, Becker J. 2002, Fan Z.J. 2009)”.
 
Sempre in relazione ai rischi ergonomici e per favorire nelle aziende una valutazione del rischio in ottica di genere, concludiamo  segnalando che durante lo stato di gravidanza nelle lavoratrici “si ha una maggior prevalenza di tendiniti e disturbi muscoloscheletrici per ritenzione idrica e aumento ponderale con conseguente ridistribuzione e alterazione della postura e per il particolare assetto ormonale”.
 
 
 
Inail, “ Salute e sicurezza sul lavoro, una questione anche di genere. Rischi lavorativi. Un approccio multidisciplinare. Volume 4”, quaderno della "Rivista degli Infortuni e delle Malattie Professionali" a cura di Rita Biancheri, Annalaura Carducci, Rudy Foddis e Antonella Ninci, agosto 2013 (formato PDF, 17.11 MB).
 
 
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Salute e sicurezza sul lavoro: questione anche di genere_Rischi lavorativi”.
 
 
RTM
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Rispondi Autore: Roberto Termini immagine like - likes: 0
22/10/2015 (17:37:58)
Mah, ottimo lavoro, senza dubbio.
Ma quale RSPP/ASPP/Datore di Lavoro ha il tempo di leggere 208 pagine sulla "differenza di genere"?
Forse occorre iniziare a produrre qualcosa sui modelli SUVA (da 2 a 16 pagine max)?

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Come promuovere la salute delle donne nel mondo del lavoro?

Rischi psicosociali e dimensione di genere nella sicurezza sul lavoro

Percezioni, disuguaglianze e strategie verso una gestione gender responsive

Analisi degli infortuni sul lavoro: i lavoratori stranieri e la dimensione di genere


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

14APR

PFAS e malformazioni congenite

10APR

Convegno SLAM: Sicurezza sul Lavoro e Interazioni con l’AMbiente

09APR

Garante privacy: no al controllo dello stile di guida dei lavoratori

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
14/04/2026: Direttiva (Ue) 2026/470 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 febbraio 2026 che modifica le direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, (UE) 2022/2464 e (UE) 2024/1760 per quanto riguarda taluni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e taluni obblighi relativi al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità – OMNIBUS I
14/04/2026: Imparare dagli errori – Le attività di pulizia, gli infortuni e le cadute – le schede di Infor.mo. 10507 e 18055
13/04/2026: Corte di Cassazione Civile, Sez. 6 - Sentenza n. 38056 del 29 dicembre 2022 - Infortunio mortale durante i lavori di movimentazione di mobilio: elevatore installato in modo difforme alle istruzioni indicate nel manuale d'uso. Mancata formazione
13/04/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 15778 del 23 aprile 2025 - Braccio incastrato nell'ingranaggio rotante della macchina adibita allo stampo di materiale plastico. Assenza del manuale d'uso del macchinario e incompleta valutazione dei rischi.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


GESTIONE EMERGENZA ED EVACUAZIONE

Crans Montana: quando il luogo di lavoro è anche un luogo di divertimento


RSPP, ASPP

Le responsabilità penali dell’RSPP: una selezione di sentenze del 2025


INFORMAZIONE, FORMAZIONE, ADDESTRAMENTO

Quando è entrato in vigore l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025?


PREVENZIONE INCENDI

Crans Montana: riflessioni su prevenzione, rischi e cultura delle emergenze


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità