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Quali sono le malattie più diffuse nel commercio al dettaglio?

Quali sono le malattie più diffuse nel commercio al dettaglio?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Dati e statistiche

06/06/2024

Una scheda Inail si sofferma sulle malattie professionali nel settore del commercio al dettaglio con riferimento ai dati del sistema di sorveglianza Malprof. I principali fattori di rischio, i dati, le malattie, le differenze di genere e la prevenzione.

Roma, 6 Giu – In materia di salute e sicurezza sul lavoro le malattie professionali rivestono ormai un interesse crescente dovuto sia al grande numero di denunce, che ai cambiamenti dei rischi e delle esposizioni connessi all’evoluzione del mercato, dell’organizzazione lavorativa e della tecnologia.

 

Uno strumento importante per mantenere alta l’attenzione sulle malattie professionali è il Sistema informativo MALPROF che ha permesso di avere un sistema di sorveglianza esteso su scala nazionale. Tale sistema, che nel raccogliere e classificare le segnalazioni di malattie lavoro-correlabili utilizza un particolare modello di analisi (Malprof), produce anche schede informative che analizzano le principali patologie professionali al fine di individuare i fattori di rischio per la salute e le misure preventive con approfondimenti per specifici settori di attività economica.

 

Una recente scheda – dal titolo “Le malattie professionali nel settore del commercio al dettaglio – Scheda 10” – ha permesso di soffermarsi sul settore del commercio al dettaglio.

 

 

La scheda ricorda che il commercio al dettaglio (Divisione Ateco G47), “con 547.264 imprese (168.187 operanti nel settore merceologico alimentare e 379.077 in quello non alimentare) e 1.783.818 addetti (rispettivamente 732.526 e 1.051.292), si caratterizza per la prevalenza di microimprese, con una media di 3,3 addetti ciascuna”. E sulla base dei dati dell’Osservatorio nazionale del commercio, “al 31 dicembre 2021, risultano attivi sull’intero territorio nazionale 712.452 esercizi, il 21,2% dei quali localizzato nel Nord-Ovest, il 15,9% nel Nord-Est, il 20,2% nel Centro, il 29,9% nel Sud e il 12,7% nelle Isole”. Inoltre al 31 dicembre 2020 “risultano attivi 10.956 supermercati, 3.613 grandi magazzini e 678 ipermercati”:

  • i supermercati “si confermano come la forma di vendita della grande distribuzione più diffusa sul territorio nazionale e quella che impiega, in termini assoluti, il maggior numero di addetti: 209.893”;
  • gli ipermercati “sono caratterizzati dal più alto numero di addetti per esercizio: 114,4 addetti, contro 19,2 dei supermercati e 11,3 dei grandi magazzini”.

 

L’articolo di presentazione della scheda si sofferma sui seguenti argomenti:


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Scheda MalProf n. 10: i rischi nel settore del commercio al dettaglio

La scheda – a cura di D. De Santis, P. Montanari e A. Papale (Inail, Dimeila), S. Dore (SPreSAL - ASP Ragusa) e C. T. Cecchino (SC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – ATS Insubria) - ricorda che all’interno di un negozio al dettaglio “gli operatori possono svolgere diversi tipi di attività: la sistemazione delle merci in appositi ripiani di scaffalature, l’allestimento delle vetrine di esposizione, la pulizia e la sistemazione del negozio e l’attività di vendita al pubblico”.

 

Inoltre l’attività lavorativa si svolge “prevalentemente all’interno dei locali di vendita”, mentre i principali fattori di rischio per la salute degli operatori, come riportati in letteratura, “sono:

  • posture fisse mantenute per lunghi periodi di tempo (per esempio la postura in piedi di commessi), la movimentazione manuale dei carichi per la sistemazione di scatole e merci, i movimenti ripetuti degli arti superiori durante le operazioni di cassa nei supermercati;
  • il rischio di stress lavoro-correlato da contatto con il pubblico e da paura di furti e rapine;
  • il contatto o inalazione di agenti chimici o biologici anche allergizzanti durante le operazioni di pulizia o per dispersione delle sostanze vendute da confezioni danneggiate;
  • microclima inadatto spesso legato a un condizionamento dell’aria inadeguato;
  • affaticamento visivo da cattiva illuminazione dei locali o intensa attività al videoterminale;
  • affaticamento acustico per il rumore prodotto dalle macchine e dalla musica che spesso viene trasmessa nei punti vendita ad alto volume”.

 

E possono essere presenti “vari fattori di rischio di tipo infortunistico quali scivolamenti, cadute dall’alto, tagli e punture”.

 

Scheda MalProf n. 10: i dati sulle malattie professionali

Riguardo alle malattie professionali si segnala che “il numero di denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2022 è pari a circa 60.000 (dato aggiornato ad aprile 2023)” e “rispetto al 2021 (55.201 denunce) si registrano quasi 5.500 casi in più, pari al +9,9%”.

 

Dalle tabelle pubblicate nella scheda, che riportano i dati della banca dati statistica Inail, “si evince come, dal 2017 al 2022 ci sia stato nel commercio al dettaglio un incremento delle denunce di malattie professionali definite positive, con il peso relativo del settore salito dal 3,4% (2017) al 3,8% del 2021, per tornare al 3,6% nel 2022”.

 

Dopo aver affrontato le differenze connesse, nelle malattie professionali, alle differenze di genere, ci si sofferma sull’associazione tra comparto e malattie.

E allo scopo di fornire una stima dell’associazione tra il settore commercio al dettaglio e le diverse malattie, “è stato calcolato il Proportional reporting ratio (PRR), un indicatore che può essere applicato ai dati del sistema di sorveglianza Malprof grazie al fatto che tale sistema acquisisce informazioni di anamnesi lavorativa”.

 

In particolare l’associazione tra ciascuna malattia e il settore “è calcolata come il rapporto tra il peso della malattia in questione nel settore considerato e il peso della stessa malattia nei restanti settori. Il riscontro di valori del PRR superiori a 1, soprattutto laddove anche il limite inferiore dell’intervallo di confidenza sia superiore a 1, può essere utile anche come indirizzo per ulteriori approfondimenti e studi epidemiologici”.

 

Una tabella del documento, che riprendiamo, riporta “le patologie con PRR maggiore di 1, ed è anche riportato l’intervallo di confidenza (IC) al 95%; un intervallo più stretto indica maggiore attendibilità del valore puntuale del PRR”.

 

 

Dalla Tabella “emergono in primo luogo le patologie degli arti superiori che coinvolgono la spalla e la mano (tendinite calcifica con PRR pari a 8,6, seguita da altra artrosi primaria della prima articolazione carpometacarpica con PRR pari a 7,2). Oltre alle suddette patologie muscoloscheletriche che rappresentano la quasi totalità delle voci in tabella, si può notare un’altra associazione legata ai disturbi psichici e comportamentali (F43 Reazione a grave stress e disturbi dell’adattamento con PRR pari a 3,8 e F43.2 Disturbi dell’adattamento con PRR uguale a 3,4)”.

 

Scheda MalProf n. 10: l’analisi dei dati, la prevenzione e la sottonotifica

In definitiva dall’analisi dei dati emerge che, “in questo settore, tra le donne le patologie correlate al lavoro riguardano principalmente i disturbi muscoloscheletrici degli arti superiori e le mansioni che hanno dato luogo a queste patologie sono quelle legate alla professione di addette alle vendite, principalmente commessa al dettaglio e cassiera”. Infatti “la valutazione dei compiti e degli scenari lavorativi mediante check list OCRA riconosce un rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, caratterizzato prevalentemente da movimenti altamente ripetitivi, associati a postura incongrua, ritmi di lavoro elevati e inadeguata organizzazione del lavoro”. E una postazione di lavoro ergonomica “potrebbe garantire ai lavoratori una riduzione del rischio biomeccanico”.

Per la prevenzione è poi fondamentale “agire sull’organizzazione del lavoro ottimizzando gli orari e i turni di lavoro e inserendo o migliorando la distribuzione delle pause. È necessario anche prevedere l’informazione e la formazione dei lavoratori e instaurare, con il medico competente, un programma di sorveglianza sanitaria”.

 

Tra gli uomini, invece, “si evidenziano principalmente patologie della colonna vertebrale (ernie e disturbi dei dischi intervertebrali) legate alla movimentazione manuale dei carichi (MMC) e le mansioni che hanno dato luogo a queste patologie sono quelle di addetti allo spostamento e consegna merci”.

 

Si segnala che questa differenza di patologie, tra uomini e donne, rileva una ‘segregazione di genere’: “nel settore del commercio le donne sono spesso adibite ad attività ripetitive degli arti superiori (confezionamento, cassa) mentre gli uomini ad attività di MMC (magazzinaggio ed allestimento scaffali)”.

 

Si indica poi che anche i disturbi dell’adattamento “emergono come patologia strettamente correlata al settore e tra le donne questo dato è ancora più rilevante. Il lavoro alla cassa è particolarmente stressante in quanto è ripetitivo, richiede la massima attenzione e perché il contatto con i clienti può essere non facile. Anche la suddivisione dei turni di lavoro può essere causa di stress lavoro-correlato (ritmi di lavoro elevati, turnazioni frequenti anche festivi, turni più lunghi per la sostituzione di un collega, ecc.)”.

 

Si ricorda, infine, che anche per le patologie derivanti da rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, esiste il “fenomeno della sottonotifica” e una soluzione al problema potrebbe essere una “nuova modalità proattiva di intervento, rappresentata dai piani mirati di prevenzione” che permettono “un’evoluzione del ‘controllo’ nelle imprese del settore del commercio al dettaglio e della grande distribuzione, dove l’azione dei Servizi prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro si orienta verso il supporto/assistenza al mondo del lavoro”.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della scheda che riporta molti altri dettagli, dati e tabelle esplicative relative alle malattie professionali nel settore del commercio al dettaglio.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Le malattie professionali nel settore del commercio al dettaglio – Scheda 10”, a cura di D. De Santis, P. Montanari e A. Papale (Inail, Dimeila), S. Dore (SPreSAL - ASP Ragusa) e C. T. Cecchino (SC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – ATS Insubria), Sistema di sorveglianza delle malattie professionali MalProf, edizione 2024 (formato PDF, 1,20 MB).

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Le malattie professionali e il commercio al dettaglio”.

 


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