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Le nove regole per i lavori paesaggistici e la costruzione di giardini
Lucerna, 21 Apr – Nelle attività connesse alla costruzione e manutenzione dei giardini o, più genericamente, nei lavori di paesaggismo (ad esempio, progettazione, realizzazione e manutenzione di spazi verdi, giardini, parchi, aree pubbliche e private, …) ci sono diversi compiti impegnativi con possibili rischi per la salute e la sicurezza degli operatori. Basta un attimo di disattenzione o trascurare le procedure corrette e le misure di sicurezza perché si verifichi un infortunio professionale.
A ricordarlo è un recente documento prodotto da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, che, oltre a riportare sul proprio sito utili informazioni sulla prevenzione, presenta in un vademecum “Nove regole vitali per il paesaggismo e la costruzione di giardini. Vademecum”.
Rispettando sistematicamente le nove regole vitali, elaborate da Suva insieme a JardinSuisse, è possibile evitare o ridurre gli infortuni per il personale addetto a questa tipologia di lavori.

Il vademecum elvetico, come tutti gli altri presentati dal nostro giornale, “è concepito come guida per superiori, formatrici e formatori: contiene consigli utili per istruire efficacemente il personale nel rispetto delle regole”. E “qualora si infranga una delle nove regole, occorre: dire «STOP», sospendere subito i lavori e riprenderli solo dopo aver eliminato il pericolo”.
Chiaramente il documento fa riferimento alla normativa sulla sicurezza vigente in Svizzera, tuttavia, malgrado le differenze con la nostra normativa, può fornire spunti e suggerimenti per migliorare le tutele anche dei lavoratori in Italia.
Nel presentare il vademecum affrontiamo i seguenti argomenti:
- Nove regole vitali per la sicurezza per i lavori paesaggistici
- Paesaggismo: le cadute dall’alto e i rischi delle macchine
Nove regole vitali per la sicurezza per i lavori paesaggistici
Il documento Suva, rivolto direttamente ai lavoratori e ai “superiori”, riporta sinteticamente le nove regole vitali per il paesaggismo e la costruzione di giardini.
Prima regola: “Proteggersi dalle cadute dall’alto”
- Lavoratore: “mi metto in sicurezza contro le cadute dall’alto quando, ad esempio, lavoro su chiome, edifici e terreni scoscesi; lo stesso vale quando utilizzo una scala portatile per lavorare sugli alberi”.
- Superiore: “nei posti di lavoro in cui sussiste il pericolo di caduta dall’alto e nei quali non è possibile adottare misure di protezione tecniche impiego solo personale formato e mi assicuro che siano disponibili i DPI anticaduta necessari”.
Seconda regola: “Utilizzare le scale portatili solo se non è possibile impiegare attrezzature di lavoro più sicure”
- Lavoratore: “utilizzo le scale portatili solo se non ho un’alternativa più sicura, avendo cura di impiegare solo scale adeguate e integre”.
- Superiore “mi accerto che vengano utilizzate le scale portatili solo se non è possibile avvalersi di alternative più sicure. Metto a disposizione le attrezzature di lavoro adeguate”.
Terza regola: “Realizzare accessi sicuri a tutti i posti di lavoro”.
- Lavoratore: “utilizzo solo accessi sicuri e, nel caso in cui non lo fossero, informo subito il mio superiore”.
- Superiore: “mi assicuro che i posti di lavoro dispongano di accessi sicuri. Intervengo immediatamente in caso di irregolarità o carenze”.
Quarta regola: “Mettere in sicurezza le zone con rischio di caduta a partire da un’altezza di caduta di 2 m”.
- Lavoratore: “lavoro solo in prossimità di zone con rischio di caduta messe in sicurezza”.
- Superiore: “faccio in modo che tutte le zone con rischio di caduta siano messe in sicurezza e mi assicuro che sia disponibile sul posto tutto il materiale necessario per farlo”.
Quinta regola: “Stabilire un contatto visivo con i macchinisti”.
- Lavoratore: “accedo alla zona di pericolo di una macchina edile solo se ho stabilito il contatto visivo con il macchinista e se ho ricevuto da parte sua un chiaro consenso”.
- Superiore: “istruisco il personale su come comportarsi correttamente nel raggio di azione delle macchine edili”.
Sesta regola: “Imbracare e movimentare correttamente i carichi”
- Lavoratore: “imbraco i carichi su macchine edili solo se sono stato istruito a farlo. Evito la zona di pericolo dei carichi in movimento”.
- Superiore: “fornisco accessori di imbracatura idonei. Faccio imbracare e movimentare i carichi solo da personale istruito in materia”.
Settima regola: “Mettere in sicurezza le aperture nei pavimenti e nei tetti”
- Lavoratore: “metto in sicurezza le aperture nei pavimenti e nei tetti”.
- Superiore: “controllo il cantiere regolarmente e faccio subito mettere in sicurezza le aperture nei pavimenti e nei tetti”.
Ottava regola: “Vedere ed essere visti”
- Lavoratore: “indosso gli indumenti ad alta visibilità e faccio in modo di essere sempre visibile agli altri. Elimino immediatamente eventuali carenze alla segnaletica e allo sbarramento”.
- Superiore: “metto a disposizione del personale i necessari indumenti ad alta visibilità e, in accordo con le autorità locali, provvedo affinché il cantiere sia segnalato e sbarrato a norma”.
Nona regola: “Manipolare correttamente le sostanze nocive”
- Lavoratore: “mi informo sulle caratteristiche e sui pericoli delle sostanze nocive utilizzate e adotto le necessarie misure di protezione”.
- Superiore: “per la manipolazione di sostanze nocive impiego solo personale istruito a farlo e mi assicuro che siano disponibili le schede di dati di sicurezza delle sostanze utilizzate”.
Paesaggismo: le cadute dall’alto e i rischi delle macchine
Ci soffermiamo oggi, in particolare, sulla prima regola: “Proteggersi dalle cadute dall’alto”.
Il documento, tra i “consigli di istruzione”, ricorda che è importante discutere “con il personale i requisiti e le disposizioni aziendali per i lavori eseguiti con scale portatili sugli alberi nonché per lavori su chiome, edifici e terreni scoscesi”. E bisogna istruire il personale sulle misure necessarie per evitare cadute dall’alto.
Riprendiamo alcuni dei tanti suggerimenti contenuti nel documento (che fa riferimento alla normativa elvetica):
- per i lavori sugli alberi con scale portatili: “se si impiegano entrambe le mani o ci si inclina molto di lato, è necessario disporre di una protezione; indipendentemente dall'altezza di caduta”;
- per i lavori su alberi: “quando si lascia la superficie di appoggio (terreno / pavimento, scala ecc.) occorre adottare misure anticaduta”;
- per i lavori su terreni scoscesi: “se in questo tipo di attività, come lavori su scarpate o muri di sostegno, sussiste il pericolo di caduta dall’alto (altezza > 2 m) a seguito di scivolamenti e cadute in piano, occorre avvalersi di un dispositivo anticaduta”;
- per lavori in sospensione a corde portanti: “questi lavori, svolti su terreni o strutture, prevedono l’impiego di una fune di lavoro sottoposta a un carico, la cui rottura provocherebbe inevitabilmente la caduta dall’alto della persona”.
Il documento segnala poi che è necessario controllare:
- “se i DPI anticaduta vengono sempre utilizzati e impiegati correttamente;
- se i DPI anticaduta vengono controllati prima di ogni impiego;
- se si garantisce sempre il soccorso”.
Ci soffermiamo anche sulla quinta regola “Stabilire un contatto visivo con i macchinisti”.
Si indica che bisogna fare attenzione nella zona di pericolo delle macchine edili (escavatore, pala caricatrice, dumper ecc.) che “comprende l’area di movimento e di rotazione. Solo dopo aver stabilito il contatto visivo con l’operatore della macchina, è consentito entrare nell’area”. E quando “si lavora in un’area interessata dal passaggio di mezzi di trasporto o macchine edili, il personale deve indossare indumenti di segnalazione”.
Si segnala poi che, quando si guidano macchine edili, “occorre adottare le relative misure di sicurezza:
- Le macchine edili dispongono di un numero sufficiente di specchietti retrovisori, in buono stato e posizionati correttamente, o di una videocamera per monitorare la zona di pericolo.
- Ridurre al minimo le manovre in retromarcia. Attenzione: i rulli nonché i caricatori cingolati e su gomma possono cambiare improvvisamente la direzione di marcia”.
Se occorre poi che siano presenti delle persone nella zona di pericolo, “queste devono rispettare i seguenti punti:
- Cercare il contatto visivo con la persona che guida la macchina edile al di fuori della zona di pericolo.
- Indicare chiaramente al macchinista le proprie intenzioni.
- Aspettare il consenso chiaro da parte del macchinista prima di accedere alla zona di pericolo.
- Le persone e le macchine presenti nella zona di pericolo non devono operare o muoversi contemporaneamente.
- Tenere una comunicazione costante con chi guida la macchina, ad es. tramite segnali gestuali che dovranno essere concordati reciprocamente”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del vademecum Suva, corredato anche di immagini e video, e ricordiamo brevemente le nove regole per il paesaggismo e la costruzione di giardini:
- Regola 1 - Proteggersi dalle cadute dall’alto
- Regola 2 - Utilizzare le scale portatili solo se non è possibile impiegare attrezzature di lavoro più sicure
- Regola 3 - Realizzare accessi sicuri a tutti i posti di lavoro
- Regola 4 - Mettere in sicurezza le zone con rischio di caduta a partire da un’altezza di caduta di 2m
- Regola 5 - Stabilire un contatto visivo con i macchinisti
- Regola 6 - Imbracare e movimentare correttamente i carichi
- Regola 7 - Mettere in sicurezza le aperture nei pavimenti e nei tetti
- Regola 8 - Vedere ed essere visti
- Regola 9 - Manipolare correttamente le sostanze nocive
RTM
N.B.: Se i riferimenti legislativi e le indicazioni del documento di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti indicati e le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
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