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Storia e futuro dei Bref e delle conclusioni sulle Bat

Pubblichiamo un articolo tratto dalla Rivista “Ecoscienza” di ARPAT a cura di Gianluca Cusano (Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Direzione generale valutazioni ambientali, Divisione II - Rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale), che presenta approfondimenti suii concetti di Bat (Best available techniques) e di Bref (Bat reference document), documenti elaborati dalla Commissione europea che raccolgono e descrivono le migliori pratiche, tecnologie e metodi per ridurre l’inquinamento e migliorare l’efficienza ambientale delle attività industriali, oltre a rappresentare strumenti fondamentali per supportare le amministrazioni pubbliche nei loro atti autorizzativi.
Storia e futuro dei Bref e delle conclusioni sulle Bat
Una delle priorità degli amministratori pubblici è rappresentata dal miglioramento continuo del benessere delle persone e dell’ambiente in cui si trovano a vivere e a operare. In questo ambito la continua riduzione delle emissioni industriali in Europa rappresenta una sfida complessa che si dovrebbe basare su un quadro normativo sempre più armonizzato e che possa utilizzare strumenti operativi capaci di garantire elevati standard ambientali. In tale contesto, i documenti di riferimento sulle migliori tecniche disponibili (Best available techniques, Bat), noti come Bref, e le conclusioni sulle Bat giocano un ruolo fondamentale. Questo articolo analizza il significato e l’evoluzione di tali strumenti nel quadro normativo delineato dalle direttive europee sulla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento industriale.
Bref e conclusioni sulle Bat
Il concetto di Bref e di conclusioni sulle Bat nasce nel 1996 con la direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento. Infatti, per la prima volta nel quadro europeo vi è una direttiva che stabilisce che le autorizzazioni ambientali degli impianti industriali a essa soggetta siano rilasciate tenuto conto delle migliori tecniche disponibili. Inoltre, stabilisce che vi sia uno scambio di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione su tali migliori tecniche al fine di avere un approccio omogeneo in tutto il territorio europeo.
Cos’è un Bref e cosa sono le conclusioni sulle Bat
Dando per scontato che il lettore conosca, ormai a quasi trent’anni dalla pubblicazione della prima direttiva che le ha definite, quale sia la definizione e il significato delle migliori tecniche disponibili, il cui acronimo in inglese è Bat, un best available techique refernce document (Bref) è un documento che per numero di pagine fa concorrenza ai romanzi di grandi scrittori quali Proust, Dostoevskij o Tolstoj. Il contenuto di un Bref però non è raccomandato per una lettura in poltrona davanti al camino in un giorno di pioggia, ma è un documento tecnico che, prendendo in esame uno dei settori industriali soggetto alla direttiva, definisce lo stato dell’arte delle tecniche applicate per prevenire e, qualora non sia possibile, ridurne l’inquinamento nel suo complesso. Nel 2012 è stata anche pubblicata una linea guida per la redazione dei Bref [1] che ne ha definito la struttura. Al pari di ogni romanzo che si rispetti, un Bref è suddiviso in capitoli.
Com’è fatto un Bref?
Come ormai il lettore avrà capito, i Bref hanno una struttura codificata. Il primo capitolo che troviamo aprendo un Bref è quello sulle informazioni generali sul settore interessato. Il secondo capitolo è relativo ai processi e alle tecniche produttive adottate. Il terzo ci dà una panoramica dei livelli attuali di emissioni e dei consumi del settore sotto investigazione. Con il quarto capitolo cominciamo a entrare nel cuore del documento: è proprio in questo capitolo che vengono elencate le tecniche da considerare nella determinazione delle Bat.
Se il quarto capitolo è il cuore del documento, il quinto ne rappresenta il sangue. Infatti così come il sangue viene pompato dal cuore andando a portare gli elementi essenziali per la vita alle cellule di tutto il corpo, così il capitolo quinto sulle conclusioni sulle migliori tecniche disponibili è il capitolo che verrà estratto, pubblicato in tutte le lingue della Comunità europea, nella Gazzetta ufficiale europea e arriverà a tutti gli operatori (aziende e autorità competenti) per informare sulle tecniche da attuare per ridurre al minimo l’inquinamento provocato dalle attività.
Ma torniamo al nostro Bref, perché ancora non è finito. Prima di trovare la parola fine mancano ancora i capitoli in cui vengono descritte le tecniche emergenti e quello sulle conclusioni e raccomandazioni per i futuri lavori.
Quindi a questo punto è chiaro che il Bref è un documento che contiene tutte le informazioni più importanti, dal punto di vista ambientale, relative al settore sotto esame, mentre le conclusioni sulle Bat sono la parte essenziale di questo documento e fondamentale per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Ma è sempre stato così? La risposta è sì, ma in 30 anni tante cose sono cambiate.
Un po’ di storia
Subito dopo la pubblicazione della direttiva del 1996 fu creato a Siviglia, in Spagna, presso una sede del Centro comune di ricerca della Commissione europea l’Integrated pollutant prevention and control bureau (Ippc), con il compito di favorire lo scambio di informazioni sulle migliori tecniche disponibili e redigere i Bref. Nella loro prima versione i Bref avevano un unico autore e questo veniva supportato da un gruppo di lavoro composto da esperti degli Stati membri, associazioni industriali e ambientaliste e dalla Commissione europea. Le conclusioni sulle Bat si basavano su dati riportati da studi che non sempre rappresentavano la variegata situazione europea. Le conclusioni sulle Bat non erano estratte dal documento e tutto il documento era solo in inglese. Le autorizzazioni integrate ambientali (Aia) erano rilasciate tenendo conto di cosa fosse riportato nei Bref, ma potevano anche deviare dal loro contenuto.
Con la pubblicazione nel 2010 della direttiva 2010/75/CE sulle emissioni industriali si introduce una importante novità: i limiti alle emissioni che dovranno essere prescritti nelle autorizzazioni non potranno essere superiori ai Bat-Ael [2] riportati all’interno delle conclusioni sulle Bat. Quindi dal 2010 le conclusioni sulle Bat diventano un documento a sé stante e i Bat-Ael vengono definiti tenendo conto di una raccolta dati dove vengono coinvolti gli operatori delle attività elencate nell’allegato I della Ied in prima persona, fornendo i dati reali delle emissioni che hanno misurato direttamente al camino o agli scarichi. Questi valori hanno assunto nel tempo una tale importanza che si è passati nel giro di 14 anni da questionari per la raccolta dati fatti da semplici fogli Excel, dove venivano riportati i dati emissivi e poco più, a questionari attuali molto complessi in cui si richiedono, oltre ai dati emissivi, anche una serie di informazioni di contesto per capire meglio le prestazioni non solo emissive e inoltre tutta una serie di dati per verificare anche le prestazioni energetiche e dell’uso efficiente delle materie prime. Il Bref non viene redatto da un singolo autore, ma da un team composto prima da due e ora da almeno tre autori. Questo è stato fatto anche per garantire un approccio omogeneo per i vari settori.
Perché c’è stata sempre più attenzione e ci vogliono più informazioni su come vengono stabiliti i Bat-Ael?
Bisogna tener presente che dal 2010 le conclusioni sulle Bat, prima di essere pubblicate sulla Gazzetta ufficiale europea, devono essere votate a maggioranza qualificata dagli Stati membri. Questo significa che il contenuto deve essere ampiamente condiviso. La fase più significativa di questa condivisione è rappresentata dal final Twg meeting, cioè la riunione finale del gruppo di lavoro che è stato creato per la redazione del Bref (Twg infatti è l’acronimo di technical working group). È in questa riunione che si deve arrivare a un compromesso sul testo delle conclusioni sulle Bat, ma soprattutto sui numeri che esprimono i Bat-Ael affinché poi si possa passare alla fase di voto finale senza che il contenuto redatto a livello tecnico venga cambiato. A oggi tutte le proposte di conclusioni sulle Bat hanno ottenuto la maggioranza qualificata da parte degli Stati membri.
Il futuro
Con la revisione della direttiva Ied del 2024 [3] il rapporto tra Bref e conclusioni sulle Bat non è cambiato. I Bref verranno ancora elaborati tramite il processo partecipativo di cui stiamo discorrendo e le autorizzazioni rilasciate agli impianti soggetti ad Aia, la cui attività principale è nello scopo delle conclusioni sulle Bat pubblicate, dovranno essere riviste, e se necessario aggiornate, e gli impianti dovranno essere adeguati ai requisiti delle nuove conclusioni sulle Bat entro i 4 anni successivi alla loro pubblicazione. E quindi cosa cambia con la revisione della direttiva Ied?
Con la revisione della direttiva Ied, a essere vincolanti non saranno solo i Bat-Ael attraverso specifici limiti alle emissioni, ma anche i Bat-Aepl [4] attraverso limiti alle prestazioni in termini di energia utilizzata, rifiuti prodotti ed efficienza dei processi. Inoltre le conclusioni sulle Bat dovranno contenere indicazioni utili per la salvaguardia della salute umana, affinché l’economia sia sempre più circolare e si arrivi al 2050 alla neutralità delle emissioni climalteranti. E la nuova direttiva ha anche previsto che il processo di redazione o di revisione di un Bref non debba durare più di 4 anni e che i Bref debbano essere rivisti ogni 8 anni. Capite bene che, affinché si possa continuare ad avere conclusioni sulle Bat votate favorevolmente dagli Stati membri, è necessario che il contenuto delle conclusioni sulle Bat sia, come si dice in inglese, “a prova di proiettile”. Questo comporta la raccolta di sempre maggiori informazioni e un coinvolgimento maggiore degli operatori. La compilazione di questionari sempre più dettagliati richiede tempo e tanto impegno, così come richiederà l’impegno la loro valutazione e approvazione da parte delle autorità competenti. Anche i membri del Twg si troveranno a dover valutare una quantità di informazioni sempre crescenti.
Conclusioni
In conclusione, il ruolo dei Bref e delle conclusioni sulle Bat si è evoluto in risposta alla crescente necessità di ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali, mantenendo al contempo la competitività dell’industria europea. Alla luce delle innovazioni introdotte dalla direttiva (UE) 2024/1785, tali strumenti assumono un rilievo ancora maggiore nel promuovere un modello industriale più sostenibile e resiliente.
L’approccio autorizzativo basato sulle conclusioni sulle Bat si conferma non solo come un obbligo normativo, ma anche come un’opportunità per accompagnare e favorire l’innovazione e la trasformazione del settore industriale europeo, innescando una nuova rivoluzione industriale che allinei i settori interessati con gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità del green deal europeo e degli impegni internazionali in materia di cambiamento climatico.
Ecoscienza. Sostenibilità e Controllo Ambientale. N° 5/6, dicembre 2024, anno XV(pdf, 17,7 MB)
Rivista di Arpae Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia-Romagna.
[1] Decisione di esecuzione della Commissione del 10 febbraio 2012 (2012/119/UE).
[2] Bat-Ael: best available techniques-associated emission level, livelli di emissione associati alle Bat.
[3] Direttiva UE/2024/1785
[4] Bat-Aepl: Best available technique-associated environmental performance level.

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