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Monitoraggio pesticidi nelle acque: le Linee Guida SNPA
Il monitoraggio dei prodotti fitosanitari e dei biocidi (comunemente definiti pesticidi) nelle acque superficiali e sotterranee rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la tutela dell'ambiente, della biodiversità e della salute pubblica. Tuttavia, l’elevato numero di sostanze chimiche attive immesse sul mercato e la continua evoluzione delle formulazioni commerciali rendono la pianificazione delle reti di controllo una sfida tecnica e analitica estremamente complessa per i laboratori pubblici e le autorità di vigilanza.
A fornire una risposta strutturata e armonica a questa esigenza intervengono le recenti Linee Guida SNPA n. 58/2026, intitolate "Criteri metodologici per la selezione delle sostanze da monitorare in tema di pesticidi nelle acque e relative liste", approvate formalmente con la Delibera del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente n. 320/26 del 10 giugno 2026. Questo documento aggiorna e revisiona profondamente i precedenti standard operativi (Linee Guida SNPA 14/2018 e i Manuali ISPRA 152/2017), introducendo un modello metodologico integrato volto a ottimizzare le risorse analitiche e a garantire una reale confrontabilità dei dati a livello nazionale.
Gli obiettivi strategici delle nuove Linee Guida
La frammentarietà dei criteri di selezione applicati storicamente dalle singole Agenzie Regionali e Provinciali (ARPA/APPA) ha spesso limitato l'omogeneità dei quadri conoscitivi nazionali. Il principale obiettivo della pubblicazione n. 58/2026 è l’individuazione di criteri standardizzati e uniformi per selezionare un set comune di molecole da sottoporre a controllo, focalizzando l’attenzione su quelle a maggior potenziale di impatto.
Il sistema si articola su un duplice binario operativo:
La definizione di una lista nazionale: un nucleo core di sostanze ad alta priorità di monitoraggio sull'intero territorio italiano.
La definizione di liste regionali: elenchi flessibili, declinati dalle singole strutture territoriali per intercettare le specificità colturali, idrogeologiche e d'uso locali.
L’adozione di questo approccio non solo potenzia la robustezza statistica dei report epidemiologici e ambientali, ma permette una rendicontazione più trasparente e accurata agli organismi europei in linea con le direttive quadro sulle acque (Direttiva 2000/60/CE).
La metodologia di selezione: i criteri cardine
Il modello algoritmico e logico proposto dal SNPA abbandona la logica della pura ricerca estensiva a favore di un approccio basato sul rischio (risk-based approach). La selezione delle sostanze avviene incrociando quattro macro-sorgenti di dati:
Dati di monitoraggio storici: analisi delle serie storiche prodotte dalle reti di controllo SNPA, valutando frequenza di quantificazione e superamenti dei limiti di legge ambientali o potabili.
Dati di vendita e di utilizzo: analisi dei quantitativi di sostanze attive distribuiti sul mercato per uso agricolo o civile (biocidi), georeferenziati ove possibile sulla base delle colture prevalenti.
Proprietà chimico-fisiche e destino ambientale (fate): valutazione della persistenza (DT50), della mobilità nel suolo (Koc, parametro fondamentale per stimare il rischio di lisciviazione nelle falde profonde) e della bioaccumulabilità.
Pericolosità intrinseca: classificazione tossicologica ed ecotossicologica delle molecole (effetti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione o interferenti endocrini).
Attraverso una pesatura guidata di questi fattori, il modello assegna uno score di priorità a ciascuna molecola, inserendola o meno nei piani analitici ordinari. Un focus particolare viene dedicato ai metaboliti, ovvero i prodotti di degradazione delle sostanze madri, i quali spesso si rivelano più persistenti o altrettanto tossici delle molecole originarie.
Implicazioni per la sicurezza e la pianificazione territoriale
Per i professionisti della sicurezza sul lavoro, i responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP) del comparto agricolo e multiservizi, nonché per i gestori del ciclo integrato delle acque, le Linee Guida SNPA n. 58/2026 costituiscono uno strumento di riferimento cruciale.
Conoscere con precisione quali molecole sono incluse nelle liste di monitoraggio del proprio territorio permette alle aziende di:
Migliorare la redazione della Valutazione dei Rischi (DVR) per l'esposizione a agenti chimici dei lavoratori agricoli o degli operatori degli impianti di potabilizzazione.
Adottare misure di mitigazione mirate e promuovere l’uso di sostanze a minore persistenza idrica.
Implementare piani di campionamento interni in regime di autocontrollo industriale e civile che siano perfettamente speculari e coerenti con i controlli degli organi di vigilanza.
L'aggiornamento costante di questi elenchi riflette la transizione verso un’agricoltura e una gestione chimica più sostenibili, obbligando il comparto tecnico a un continuo adeguamento delle proprie competenze in materia di igiene industriale e protezione dell'ambiente idrico.
SNPA - PER LA SELEZIONE DELLE SOSTANZE DA MONITORARE IN TEMA DI PESTICIDI NELLE ACQUE E RELATIVE LISTE - Delibera del Consiglio SNPA n. 320/26 del 10.06.2026(PDF)
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