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Autotrasporto: fattori di rischio e progetti di prevenzione

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Alcol e droghe

07/08/2009

Quali sono le principali cause degli incidenti stradali nel comparto dell’autotrasporto? Condizioni psicofisiche, distrazione, stanchezza, uso di strumenti tecnologici e di alcol sono i pericoli maggiori. Il progetto di prevenzione “Strada facendo”.

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PuntoSicuro ha già presentato gli atti del convegno “La Sicurezza nell’autotrasporto: le responsabilità, le cause ed i possibili rimedi”, un convegno organizzato da Gruppo Federtrasporti, in collaborazione con Certiquality, che si è tenuto a Bologna il 12 Giugno 2009 durante la manifestazione Ambiente e Lavoro.
 
 
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Ricordando che gli incidenti stradali determinano oltre il 50% del totale delle morti sul lavoro e che l’autotrasporto rappresenta in questo ambito una componente sensibile e vulnerabile, PuntoSicuro ha deciso di approfondire alcuni degli atti presentati per favorire la conoscenza dei rischi e le possibili misure di prevenzione.
 
Un’analisi degli elementi di rischio degli autotrasportatori si ha, ad esempio, nell’intervento “Salute e sicurezza nell´autotrasporto: le condizioni psicofisiche”, tenuto da Giorgio Ghedini.
 
L’autore dopo aver ricordato che il “90% delle cause d’incidente vedono come protagonista negativo l’uomo” affronta alcuni dei fattori più importanti che entrano in gioco nelle cause di un evento incidentale su strada o di una malattia professionale.
 
La vista
La “distrazione e le non corrette capacità visive sono una delle principali cause d’incidente” ed è dunque importante per ogni conducente sottoporsi ad accurati esami della vista.
Ad esempio tramite:
- tomometro che misura la pressione endoculare e analizza il campo visivo;
- topografo che dà informazioni sulla qualità della vista;
- pupillografo che dà informazioni sulla reattività ai cambiamenti di luce;
- lampada a fessura digitale e bio microscopio che determinano trasparenza, funzionalità ed efficienza del sistema visivo.
Da alcuni controlli effettuati nel 2007 su 242 persone, il 10% è risultato essere non consapevole dei propri problemi di vista.
 
La distrazione
La distrazione, intesa come calo di attenzione alla guida,  è sicuramente “la principale causa d’incidente” e può essere causata da:
- “stanchezza legata all’orario di lavoro, ai tempi di guida e di riposo, ai ritmi di lavoro, allo stress;
- alterazione delle condizioni-psicofisiche dovute all’assunzione di sostanze (alcool, droghe, farmaci);
- strumenti tecnologici presenti nell’abitacolo del veicolo e che spostano l’attenzione dalla strada (telefono cellulare, videofonino, radio, navigatore satellitare etc.)”.
Alcuni studi indicano nel telefono cellulare “una tra le cause principali degli incidenti stradali, perché riduce notevolmente l’attenzione del guidatore (fino al 50%)”.
 
La stanchezza
Si sa che “il sonno e la stanchezza sono tra i nemici più pericolosi per chi guida”.
Possiamo prevenirli:
- “mettendoci alla guida riposati;
- evitando di guidare per troppo tempo consecutivamente;
- ascoltando i segnali che il nostro corpo ci manda (difficoltà nel tenere aperti gli occhi, nel ricordarsi i riferimenti della strada appena percorsa);
- prendendo delle precauzioni (teniamo nell’abitacolo una temperatura fresca, evitiamo di mangiare troppo e assumere alcol)”.
 
L’alcol
L’autore ricorda che “chi guida sotto l’influenza dell’alcol ha un rischio maggiore di restare coinvolto in un incidente stradale rispetto ai soggetti sobri”, ad esempio fino a 380 volte in più se chi guida ha un tasso alcolemico di 1,5 m/l (tre volte il tasso alcolemico massimo previsto dal Codice della Strada).
È bene ricordare che “non esistono quantità sicure nell’assunzione di alcol” e “se si è bevuto, è opportuno aspettare prima di mettersi alla guida”.
Per “metabolizzare una unità alcolica (quantità di alcol contenuta in un bicchiere, mediamente 12 grammi di alcol puro) sono necessarie da 1 a 2 ore”.
 
L’alimentazione
Quando si deve guidare per parecchio tempo è bene alimentarsi correttamente, bere molta acqua e comunque evitare di:
- “mangiare troppo;
- mangiare troppo poco;
- mangiare in momenti sbagliati;
- mangiare cibi sbagliati” (altera le condizioni psicofisiche).
 
Le cinture di sicurezza
La cintura di sicurezza “è attualmente il dispositivo di sicurezza passiva più efficace per la protezione degli occupanti gli autoveicoli coinvolti negli incidenti stradali”: “riduce del 45% il rischio di lesioni gravi o fatali”.
L’autore ricorda che la Legge 150 del 13 marzo 2006 (attuazione della direttiva comunitaria 2003/20/CE) ha “modificato l’articolo 172 del Codice della Strada, estendendo l'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza a tutte le categorie internazionali di autoveicoli adibiti al trasporto di persone e di merci, in particolare a quelli di massa superiore a 3,5 tonnellate (veicoli commerciali per il trasporto di carichi pesanti, autobus)”.
 
Le posture e l’ergonomia
Il mal di schiena è una delle malattie professionali più diffuse.
Per evitarne l’insorgenza, quando è possibile è bene trasportare i carichi “sempre con mezzi meccanici o con agevolatori appropriati”. 
 
Nell’intervento “La Sicurezza nell’Autotrasporto: le responsabilità, le cause ed i possibili rimedi”, di Paolo Moggi, vengono invece affrontate le implicazioni (infortuni, danni alle merci, danni ambientali, …) degli incidenti stradali nell’autotrasporto e alcune modalità di prevenzione.
L’autore presenta in particolare il progetto, promosso da Federtrasporti, “Strada facendo”, un progetto nato per:
- “ridurre gli incidenti stradali e gli infortuni professionali;
- migliorare la cultura della sicurezza ed accrescerne costantemente il livello;
- migliorare le competenze, la professionalità e lo stile di vita dei conducenti”.
 
Le aree d’intervento del progetto sono:
- conoscenza delle regole: percorso formativo tenuto da tecnici, in collaborazione con la polizia stradale, rivolto a responsabili e conducenti (codice della strada, periodi di guida, orario, patente a punti, …);
- conoscenza del sé: percorso formativo tenuto da medici specializzati e rivolto a conducenti (alimentazione, rischio sonno, effetti dell’alcool e droghe,  ergonomia e postura, vista);
- conoscenza delle criticità: corsi di guida sicura svolti in autodromi specializzati e rivolti ai conducenti (controllo veicolo su strada con scarsa aderenza, evitamento ostacoli, frenata di emergenza, acquaplaning, …);
- conoscenza del veicolo: corsi con autotrasportatori esperti rivolti ai conducenti (conoscenza del corretto funzionamento dei sistemi attivi e passivi installati sui veicoli,  caratteristiche funzionali dei pneumatici e manutenzione, controlli preventivi, …);
- conoscenza delle procedure: attività formative ed informative svolte da responsabili tecnici rivolte ai conducenti (procedure di carico e scarico,  trasporto merci pericolose, D.P.I., norme di prevenzione e protezione, …);
- formare i formatori: percorso formativo rivolto ai responsabili delle strutture associate (aggiornamenti su normative e novità, determinazione e condivisione di progetti comuni, …).
 
Infine altre azioni di supporto del progetto, che ha avuto buoni risultati nella sua applicazione dal 2006 al 2008, sono relative:
- al controllo degli autisti “plurisinistrati” al fine di operare azioni correttive di sensibilizzazione mirate;
- a incentivi economici agli autisti che nel corso di un anno solare non incorrono in un incidente;
- alla tecnologia: installazione di “scatole nere” che consentono maggiore rapidità di intervento dei soccorsi, controllo dei veicoli, possibilità di studiare le dinamiche dei sinistri.
 
 
 “Salute e sicurezza nell´autotrasporto: le condizioni psicofisiche”, Giorgio Ghedini (Medico del lavoro AUSL Bologna - Coordinatore scientifico progetto trasporto di Federtrasporti) (formato PDF, 641 kB).
 
 “La Sicurezza nell’Autotrasporto: le responsabilità, le cause ed i possibili rimedi”, Paolo Moggi (Federtrasporti) (formato PDF, 390 kB).
 
 
Tiziano Menduto


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