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Sicurezza nei lavori su alberi con funi: le procedure operative
Roma, 16 Mar – Come indicato nella Circolare n. 2 del 13 febbraio 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e nel documento allegato “ Istruzioni per l’esecuzione in sicurezza di lavori su alberi con funi”, sono ancora molti gli infortuni che avvengono tra i lavoratori impegnati in operazioni di raccolta di frutti o di potatura di alberi.
E proprio per questo il documento interviene modificando le misure, già fornite in passato con la circolare n. 23 del 22 luglio 2016, soffermandosi in particolare su
- “misure di sicurezza per lo svolgimento di lavori su alberi con funi”;
- “informazioni tecniche per la corretta scelta e uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale”;
- procedure di lavoro, gestione delle emergenze e procedure di recupero di operatori “non più autosufficienti o impossibilitati a muoversi”.
Dopo aver già parlato, con riferimento alla circolare, della scelta dei DPI e delle possibili misure di prevenzione e sicurezza, ci soffermiamo oggi su quanto indicato relativamente alle procedure di lavoro affrontando i seguenti argomenti:
- Procedure per i lavori su alberi con funi: organizzare l’area di lavoro
- Procedure per i lavori su alberi con funi: la squadra e le interferenze
- Procedure per i lavori su alberi con funi: ispezione dell’albero e dell’area
Procedure per i lavori su alberi con funi: organizzare l’area di lavoro
Il paragrafo 6 del documento (Procedure di lavoro) in merito all’organizzazione dell’area di lavoro (6.1) indica che preliminarmente alle attività che comportano “ lavori su alberi con funi è necessario:
- impedire l’accesso all’area di lavoro alle persone non autorizzate. “La limitazione dell’accesso all’area di cantiere può essere ottenuta attraverso la demarcazione del suo perimetro, utilizzando dispositivi segnaletici bicolore, quali nastri, ovvero provvedendo al posizionamento di barriere (es. transenne). La demarcazione non è necessaria laddove si stia operando su aree private il cui accesso risulta già limitato per la presenza di barriere fisiche (muri perimetrali, recinzioni, cancelli ecc.) e all’interno delle quali non vi siano altre attività in corso;
- individuare la zona di pericolo collegata alla caduta di oggetti (materiale di risulta, utensili, attrezzi) che può essere identificata con un’area avente diametro almeno pari a 1,5 volte quello della proiezione a terra della chioma dell’albero oggetto di intervento. Nel caso di alberi di altezza elevata e chioma raccolta (stretta) è necessario, in relazione alla valutazione del rischio, aumentare il diametro della zona di pericolo in funzione dell’altezza dell’albero. All’interno della zona di pericolo di caduta oggetti possono accedere unicamente i componenti della squadra di lavoro previa autorizzazione da parte dell’operatore in chioma;
- definire le zone di deposito delle attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività lavorative (attrezzature di lavoro, funi ecc.) e della cassetta di pronto soccorso o del pacchetto di medicazione;
- definire la zona destinata al deposito temporaneo del materiale di risulta in maniera tale da garantire la sicurezza in fase di accesso e di circolazione sicura dei mezzi necessari alla movimentazione e al trasporto di detto materiale. In ogni caso il deposito del materiale di risulta non dovrà ostacolare le operazioni di emergenza;
- garantire in tutte le fasi di lavoro la comunicazione tra lavoratore/i in quota e lavoratore/i a terra che deve essere verbale o gestuale e comunque chiara, efficace, condivisa e collaudata a terra prima di iniziare i lavori. La comunicazione gestuale è considerata sufficiente nel caso in cui il lavoratore a terra abbia una completa visione dell’area di lavoro e del lavoratore in quota per l’intera durata del lavoro. Laddove le condizioni di lavoro siano tali da impedire la comunicazione verbale e gestuale diretta, è necessario fare ricorso ad un contatto audio indiretto. Questo deve essere ottenuto utilizzando un sistema in grado di garantire la comunicazione senza che i lavoratori debbano impegnare le mani (ad esempio un dispositivo di comunicazione con microfono ed auricolare).
- garantire in tutte le fasi di lavoro l’agevole individuazione dei componenti della squadra; a tal fine è necessario che questi indossino abbigliamento ad alta visibilità;
- programmare le attività lavorative con particolare attenzione alle misure di emergenza per poter immediatamente soccorrere il lavoratore in caso di necessità, come previsto dall’art. 116 del d.lgs. n. 81/2008”.
Procedure per i lavori su alberi con funi: la squadra e le interferenze
Sempre in merito a ciò che è necessario fare preliminarmente alle attività che comportano “ lavori su alberi con funi” si indica di:
- organizzare la squadra di lavoro prevedendo almeno la presenza di:
- un preposto adeguatamente formato;
- un lavoratore a terra con il compito di:
- controllare la zona di pericolo collegata alla caduta di oggetti evitando l’ingresso imprevisto di terzi e l’insorgere di fonti esterne di pericolo;
- mantenere libere e ordinate le funi utilizzate dal lavoratore in quota;
- mantenere sgombra la zona di pericolo collegata alla caduta di oggetti da attrezzature non in uso ed altri impedimenti;
- verificare costantemente le condizioni del/i lavoratore/i in quota;
- attivare le procedure per soccorrere il/i lavoratore/i in quota in caso di necessità”.
- un lavoratore adeguatamente formato e addetto ad intervenire in quota mettendo in atto le operazioni di recupero dell’infortunato in caso di emergenza.
Si segnala che il lavoratore a terra “deve essere formato per mettere in atto le procedure di emergenza”, individuate successivamente nel documento, e tale lavoratore a terra è necessario nel caso in cui:
- “sulla pianta vi sia un solo lavoratore in quota;
- non sia garantita l’assenza di persone terze;
- sia ritenuto necessario ai fini dell’attivazione rapida del sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale”.
Inoltre, sempre riguardo all’organizzazione del lavoro, è necessario:
- valutare l’interferenza di fattori esterni all’area di lavoro. “Un elenco non esaustivo degli elementi da considerare è il seguente:
- presenza di terzi in prossimità all’area di lavoro;
- presenza di edifici, manufatti o altre piante;
- presenza di reti tecnologiche (es. strade, linee ferroviarie, elettrodotti, metanodotti);
- utilizzo di altre attrezzature di lavoro o veicoli (es. autogrù, cippatrici, elicotteri);
- pericolo di incendio di vegetazione secca;
- presenza di animali domestici o selvatici”.
Procedure per i lavori su alberi con funi: ispezione dell’albero e dell’area
Nelle procedure di lavoro è compresa poi (6.2) l’ispezione visiva dell’albero e dell’area circostante
Si indica che per la sicurezza dell’operatore è fondamentale “la conoscenza approfondita dell’albero, delle sue caratteristiche morfologiche, biologiche e fisiologiche, per comprendere lo stato di salute, e quindi di sicurezza, della pianta e individuare eventuali danni o difetti al suo interno”. E ancor prima di iniziare i lavori, è infatti essenziale effettuare l’ispezione visiva dell’albero “sul quale si deve salire ed operare al fine di comprendere se vi siano le condizioni di applicabilità della tecnica di lavoro con funi su alberi e, in caso positivo, quali tecniche di accesso e di lavoro sia meglio adottare”.
Questo un elenco non esaustivo di elementi da valutare:
- “difetti strutturali (es. carie, rotture, branche o rami con corteccia inclusa, zone necrotiche) a carico di colletto, fusto e chioma;
- cavità/depressioni all’altezza del colletto, del fusto, delle branche e/o dei rami;
- danneggiamento/compattamento dell’apparato radicale;
- stato fisiologico (es. presenza di parti secche, deperimento localizzato o generalizzato della pianta);
- corpi fruttiferi (di funghi agenti di carie) presenti in prossimità dell’apparato radicale, al colletto, sul fusto, sulle branche e/o sui rami;
- ferite da tagli;
- cortecce incluse
- stato del terreno alla base dell’albero (es. avvallamenti, rigonfiamenti, presenza di crepe);
- scortecciamenti o escrezione di essudati;
- cancri corticali, iperplasie da batteriosi;
- danni da fulminazione;
- torsioni e “trave della sventura”;
- legno degradato o secco;
- danni da sbrancamenti;
- insetti o altri animali”.
Inoltre, deve essere eseguita una “valutazione dell’area circostante l’albero, in particolar modo nei luoghi fortemente antropizzati, per valutare possibili danni pregressi soprattutto a carico degli apparati radicali”.
Un “elenco non esaustivo di elementi da valutare è il seguente:
- infrastrutture edili o stradali, recinzioni, muretti, vialetti lastricati ecc.;
- presenza di scavi recenti o pregressi;
- passaggio di sottoservizi”.
Infine, si indica che, altrettanto fondamentale, è la “valutazione della morfologia dell’albero, elemento determinante nella scelta delle tecniche più adatti al tipo di intervento che dipende da:
- specie;
- età;
- crescita;
- danni antropici o naturali (capitozzature, sbrancamenti, ecc.);
- interventi arboricolturali effettuati in precedenza ( potatura di formazione, potatura in forma obbligata, ecc.);
- avversità metereologiche;
- sito d’impianto”.
Riprendiamo dal documento un’immagine sugli esempi di strutture arboree:

Rimandiamo, infine, alla lettura integrale del documento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che riporta ulteriori informazioni sulle procedure di lavoro con particolare riferimento a:
- accesso in quota
- spostamento in chioma
- taglio in quota
- gestione delle emergenze.
Tiziano Menduto
Scarica la normativa di riferimento:
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