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Prevenire "alla fonte" il lavoro sommerso

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Agricoltura

03/05/2007

Lavoratori senegalesi in Italia, in occasione del 1° maggio, lanciano una iniziativa per lo sviluppo dell’agricoltura biologica nel loro Paese, contro le stragi delle “carrette del mare”.

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Offrire una opportunità di lavoro per contrastare le stragi delle “carrette del mare” che salpano dalle coste dell’Africa; una opportunità per impedire che lavoratori muoiano alla ricerca di un lavoro.
Con questo obiettivo l’associazione Sunugaal di Milano ha presentato, in occasione del 1° maggio, un progetto che sarà realizzato in Senegal.

L'iniziativa, che ha il sostegno del Comune di Milano e dello Oim (Organizzazione internazionale dell’emigrazione), permetterà in breve di montare, in cinque villaggi a nord di Dakar, una rete idrica per l’irrigazione di svariati ettari di terreno, di insegnare tecniche agricole e di gestire i commerci.
L’iniziativa verrà realizzata da una rete di immigrati coordinata dall’associazione Sunugaal, in Italia e in Senegal, con il contributo di tecnici italiani che si occuperanno della costruzione della rete idrica per rendere fertile decine di ettari di terreno. Il terreno è stato donato da senegalesi che lavorano in Italia.

 ‘’In Senegal la terra è arida – spiega Modou Gueye, 37 anni, presidente di Sunugaal - ma basta irrigarla e gettare dei semi qualsiasi per ottenere raccolti diverse volte l’anno, senza pesticidi o concimi chimici. L’ideale per l’agricoltura biologica. Certo – prosegue - può sembrare ambizioso passare dal nulla al biologico ma i raccolti locali, come spesso accade in Africa, sono controllati da pochi commercianti che fanno incetta di prodotti e impongono un prezzo miserabile ai coltivatori. Il biologico verrà invece distribuito in Europa da una cooperativa creata ad hoc’’.


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