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Imparare dagli errori: ambienti confinati e infortuni con dinamica a catena
Negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, nonostante le disposizioni normative in vigore e nonostante anche la recente norma UNI 11958:2024 âAmbienti confinati e/o sospetti di inquinamento - Criteri per l'identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischiâ, si continuano a verificare infortuni lavorativi con esiti spesso mortali e talvolta con il coinvolgimento di altri lavoratori che muoiono nel tentativo di salvare i propri colleghi di lavoro.
Infatti, molti infortuni in questi ambienti presentano una dinamica a catena: un lavoratore accede allâarea confinata, perde conoscenza, successivamente gli altri colleghi intervengono in suo soccorso, senza le dovute protezioni, e rimangono anchâessi vittime.
Partendo da questa osservazione la nostra rubrica â Imparare dagli erroriâ, che si occupa di raccontare gli infortuni professionali, torna a dedicarsi al racconto degli eventi incidentali che possono avvenire negli spazi confinati a partire da un esempio di un intervento di soccorso svolto senza adeguate procedure sicure.
Il caso di infortunio presentato è tratto da INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti trattati nellâarticolo:
- Gli infortuni negli ambienti confinati e la dinamica a catena
- Gli ambienti confinati, la sicurezza e le procedure preliminari
Gli infortuni negli ambienti confinati e la dinamica a catena
Lâevento infortunistico che presentiamo oggi, allâinterno di una sola scheda, presenta due diverse descrizioni che ci permettono di comprendere meglio la dinamica dei plurimi infortuni mortali descritti con riferimento anche a quanto avvenuto nella fase di soccorso.
La prima descrizione indica che lâinfortunio è avvenuto in unâazienda agricola allâinterno di un silos per la conservazione di sfarinati da mais.
Il giorno precedente a quello dellâincidente si indica che âera stato completato il caricamento del silos e si rendeva necessario il montaggio del sistema di estrazione dallâalto, operazione da eseguirsi alla sommitĂ del silosâ.
Prima di eseguire il montaggio un lavoratore entrava nel silos âper spianare con una pala la superficie superiore dellâinsilato. Lâassenza di ossigeno, dovuta al processo di fermentazione, gli faceva perdere i sensi per ipossiaâ. E vano è stato âil tentativo del fratello che, entrato nel silos per salvarlo, veniva colpito a sua volta da ipossia e decedevaâ.
Le indagini hanno appurato che per effetto della fermentazione dellâinsilato, ânella parte alta del silos si è ridotta la percentuale di ossigenoâ.
Inoltre:
- âil silos disponeva di un sistema di ventilazione che non è stato acceso prima di entrare al suo internoâ;
- âl'infortunato non indossava l'imbracatura, pur disponibileâ;
- lâinfortunato ânon era formato per il lavoro nei luoghi confinatiâ.
Questi i fattori causali rilevati:
- âla fermentazione dell'insilato ha prodotto un'atmosfera irrespirabileâ;
- âl'infortunato non utilizza l'imbracatura, pur disponibile, per il recupero in caso di emergenzaâ;
- âl'infortunato prima di accedere all'interno del silos non aziona l'impianto di ventilazioneâ.
Riprendiamo ora una parte della seconda descrizione.
Come abbiamo visto prima un lavoratore âentrava nel silos per spianare con una pala la superficie superiore dellâinsilatoâ.
Non vedendolo uscire, un secondo lavoratore, fratello del primo lavoratore infortunato, âentrava nel silos e trovava il fratello riverso sullâinsilato privo di sensiâ. In breve tempo anche il secondo lavoratore âperdeva i sensi decedendo di lĂŹ a poco per asfissiaâ. Questo secondo lavoratore ânon utilizzava l'autorespiratore, pur disponibileâ, e, anche lui, ânon era formato per il lavoro nei luoghi confinatiâ.
I fattori causali presenti in questa seconda descrizione:
- âl'infortunato entra nel silos in soccorso del fratello senza autorespiratore, pur disponibileâ;
- âla fermentazione dell'insilato ha prodotto un'atmosfera irrespirabileâ;
- âil fratello opera nel silos senza attivare l'impianto di ventilazioneâ.
Gli ambienti confinati, la sicurezza e le procedure preliminari
Per fornire qualche informazione per migliorare la prevenzione degli infortuni in ambienti confinati ci soffermiamo su una parte di un contributo di Giuseppe Costa, dal titolo âAmbienti sospetti di inquinamento o confinati â procedure operative di sicurezzaâ, pubblicato nellâarticolo â Ambienti confinati: le procedure preliminari per prevenire gli infortuniâ.
Il documento indica che le cause degli infortuni mortali âsono riconducibili in via generale alla mancanza o inosservanza di procedure di sicurezza, alla sottovalutazione dei rischi presenti o possibili negli ambienti confinati, ad unâinadeguata informazione, formazione e addestramento dei lavoratori, allâinutilizzo dei dispositivi di protezione individuale adeguati e al non rispetto delle procedure di emergenza e di salvataggioâ. E come prescritto dal D.lgs. n. 81/2008, âlâaccesso dei lavoratori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere vietato, ma, nel caso in cui i lavori allâinterno di determinati ambienti confinati non possano essere svolti in altro modo, per esempio operando dallâesterno utilizzando dispositivi teleguidati, le operazioni allâinterno di tali ambienti da parte dei lavoratori devono essere eseguite secondo precise procedure di sicurezza, al fine di prevenire infortuni degli stessi lavoratori e di proteggerli dai rischi presentiâ.
Si segnala che le procedure di sicurezza che devono essere formulate dal datore di lavoro âpossono essere suddivise in procedure preliminari allâaccesso negli ambienti confinati, procedure propriamente operative e procedure di emergenza e di salvataggioâ.
Al fine di prevenire gli infortuni negli ambienti confinati, âdevono essere attuati degli accorgimenti preliminari allâattivitĂ lavorativa specifica da attuarsiâ.
In particolare, il datore di lavoro deve:
- Provvedere alla verifica del possesso dei requisiti di qualificazione previsti dal DPR n.177/2011 della propria azienda o delle imprese a cui affida lâappalto per lâattivitĂ in ambiente confinato (certificazione del contratto, verifica del possesso dei requisiti professionali specifici dellâimpresa, nomina del proprio rappresentante che si deve coordinare con il responsabile degli interventi, informazione sui rischi specifici, elaborazione del DUVRI);
- Individua un responsabile degli interventi che autorizzerĂ per iscritto, su apposito modulo di autorizzazione/permesso di ingresso, le operazioni da svolgere preliminarmente e lâingresso degli operatori dopo la verifica dellâattuazione delle procedure di bonifica stabilite. Il responsabile degli interventi può coincidere con il datore di lavoro, il dirigente o il preposto.
- Conduce le appropriate attivitĂ conoscitive consistenti nella ricerca della documentazione relativa allo spazio confinato e alle misurazioni strumentali necessarie a definire lâatmosfera presente allâinterno di esso. Ă importante che venga condotto un sopralluogo conoscitivo per verificare la corrispondenza tra la documentazione in possesso e lo stato reale del sito e la presenza di eventuali rischi interferenti con lâattivitĂ da porre in essere. In caso di appalto o di situazioni complesse può esser opportuno redigere un verbale scritto del sopralluogo effettuato da allegare al DUVRI, nel quale indicare le situazioni riscontrate e fornire eventuali soluzioni a situazioni problematiche rilevate attorno allâambiente confinato.
- A seguito delle attivitĂ conoscitive e sulla base di quanto raccolto, il datore di lavoro deve redigere o aggiornare la valutazione dei rischi, tenendo conto dei rischi presenti, dei rischi derivanti da attivitĂ lavorative precedenti e dei rischi derivanti dal mutamento delle condizioni ambientali e di lavoro iniziali.
- Definire specifiche procedure operative che individuino:
- Le caratteristiche dellâambiente confinato, dei lavori che devono essere svolti e della loro durata (tipologia e descrizione dellâ ambiente confinato e rischi indotti dal contesto in cui si opera, tipologia di lavorazioni e rischi associati ad esse);
- Le modalitĂ per delimitare lâarea di lavoro, al fine di evitare eventuali rischi interferenziali
- Le modalitĂ per accertare lâassenza di pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori (monitoraggi ambientali con strumentazioni di rilevamento opportunamente tarate e dotate di sistemi di allarme acustici e/o luminosi, monitoraggi in continuo, accertamento della presenza di atmosfere esplosive o incendio, predisposizione e controllo di idonei dpi e verifica dei requisiti di sicurezza degli stessi, verifica dellâidoneitĂ e funzionalitĂ delle attrezzature di lavoro e di soccorso);
- ModalitĂ con le quali effettuare una bonifica nel caso di presenza di sostanze pericolose (necessitĂ di ricorrere ad una ventilazione forzata o ad altri mezzi idonei, descrizione delle sostanze pericolose rilevate o utilizzate in precedenti lavorazioni indicando le compatibilitĂ e le incompatibilitĂ con altre sostanze).
- Stabilire adeguate procedure di gestione delle emergenze in relazione al rischio presente, alle dimensioni di accesso e alle caratteristiche strutturali dellâambiente confinato interessato.
- Informare, formare ed addestrare i lavoratori coinvolti nellâattivitĂ con riferimento alle procedure predisposte, allâuso dei dpi e delle attrezzature di lavoro e di soccorso e ai rischi presenti, fornendogli una copia di entrambe le procedure
- Predisporre un apposito modulo autorizzativo per lâingresso allâ ambiente confinato, nel quale siano individuate le figure coinvolte, le misure generali di prevenzione e le misure specifiche. Il modulo deve essere condiviso e firmato dalle varie figure operanti nellâambiente confinato e la sua compilazione deve avvenire a cura del responsabile degli interventi. Nello specifico devono essere indicati i DPI, lâattrezzatura di salvataggio e la strumentazione per il monitoraggioâ.
Si ricorda che âpresso il luogo di lavoro dovranno poi essere presenti le procedure operative e di emergenza, le istruzioni dâuso e gli eventuali manuali operativi delle attrezzature, dei DPI e delle strumentazioniâ.
Rimandiamo ad una prossima puntata della rubrica âImparare dagli erroriâ un approfondimento sulle procedure operative e sulle procedure di emergenza e di salvataggio negli ambienti confinati.
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nellâarticolo abbiamo presentato la scheda numero 16793 (archivio incidenti 2002/2023).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
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