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Il mancato riconoscimento delle malattie professionali

Rolando Dubini

Autore: Rolando Dubini

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

09/12/2009

Le malattie professionali risultano essere un fenomeno spesso sottovalutato. L’avv. R. Dubini ne spiega le ragioni segnalandoci due documenti di CGIL e CISL che contengono proposte di miglioramento della tutela della salute dei lavoratori.

Il mancato riconoscimento delle malattie professionali

Le malattie professionali risultano essere un fenomeno spesso sottovalutato. L’avv. R. Dubini ne spiega le ragioni segnalandoci due documenti di CGIL e CISL che contengono proposte di miglioramento della tutela della salute dei lavoratori.

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Il fenomeno delle malattie professionali richiede una particolare attenzione per la tutela integrale della salute dei lavoratori. Emerge sempre l'incognita delle malattie ‘perse' cioè di quelle malattie che, pur se di origine professionale, non vedono mai la luce e quindi sfuggono ad ogni tutela.

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Molte criticità sono dovute al mancato riconoscimento delle tecnopatie in ambito INAIL. Eppure esistono criteri scientifici adottati nel campo prevenzionale per il loro riconoscimento. Vi sono le questioni giuridiche legate al nesso di causalità nei processi civili e penali nelle malattie professionali, nonché i problemi legati alle azioni di regresso dell'INAIL per le tecnopatie nelle quali siano emerse responsabilità a carico del datore di lavoro.

Le Asl hanno difficoltà nel realizzare una corretta programmazione territoriale degli interventi di prevenzione che richiede la fattiva collaborazione dei medici competenti e di quelli di base.

I medici competenti hanno ulteriori difficoltà legate al fatto che la denuncia di malattia professionale implica, nei fatti, la perdita dell'incarico di medico competente.

Occorre fare il punto sulla prevenzione delle malattie professionali e, soprattutto, richiamare l'attenzione su un fenomeno spesso sottovalutato rispetto agli infortuni sul lavoro, ma altrettanto importante.

Rolando Dubini, avvocato in Milano


A questo proposito la CGIL e la CISL hanno prodotto due documenti di proposta per una azione di sistema che pubblichiamo di seguito, successivamente alla nota di accompagnamento della CGIL.

CGIL - Nota di accompagnamento
Il tema delle malattie professionali rappresenta nel nostro Paese un punto di estrema criticità.
Molte fonti istituzionali (Commissione del Senato sul fenomeno delle morti bianche, Rapporto annuale Inail 2008) forniscono dati che fanno emergere una gravissima e motivata preoccupazione.
La stessa Cgil, nell’audizione al Senato del 27 novembre 2007 aveva fornito elementi di conoscenza che erano poi stati ripresi nella relazione conclusiva della Commissione (cfr allegato).
In un recente documento della Cisl rimesso in questi giorni al Ministro del Lavoro (cfr allegato) si calcolano in 8600 casi/anno “i tumori di certa origine lavorativa”.
In questo quadro abbiamo più volte sollecitato un confronto del Governo con le parti sociali sul tema al fine di promuovere un Piano nazionale di prevenzione la cui urgenza appare del tutto evidente.

In assenza di questo confronto, cui il Governo si è sempre sottratto, abbiamo reiteratamente sollecitato ed infine ed ottenuto la convocazione in seduta straordinaria della Commissione consultiva ex articolo 6 del Decreto lgs 81/08.
In previsione della riunione straordinaria della Commissione Consultiva, che si è tenuta il 24 novembre scorso, abbiamo infine prodotto il documento (cfr allegato): “La prevenzione delle malattie professionali: proposte della Cgil per una azione di sistema”.
Tra le principali proposte avanzate dalla nostra Organizzazione vanno richiamate quelle relative alla promozione di una campagna straordinaria sulle “Malattie professionali perdute”, l’adozione e diffusione di una Carta dei diritti dei lavoratori e di Rls in materia di sorveglianza sanitaria, la definizione dei parametri di rischio per le sostanze pericolose (per le quali il Decreto prevedeva un termine di 45 giorni), l’allestimento di un sito internet espressamente dedicato all’informazione medica per “il pubblico” etc.
Nel corso della riunione la Cgil ha illustrato il proprio documento che ha registrato consensi diffusi nel merito delle singole proposte.

In particolare è stata accolta la proposta (non contenuta nel documento) relativa alla promozione di una campagna denominata “Scuola Sicura” per la diffusione di un percorso didattico mirato alla comprensione dei rischi propri degli ambienti scolastici (staticità degli edifici, messa a norma degli impianti di varia natura etc). Si è previsto che il percorso didattico debba concludersi con un vero e proprio report sulla sicurezza sulla base del quale far confrontare gli studenti con le autorità preposte al fine di condividere gli interventi (anche strutturali) per la messa a norma degli edifici scolastici.
Allo stesso modo è stata accolta la proposta relativa al coinvolgimento del Dipartimento delle Pari Opportunità in un progetto che prevede, tra l’altro, la lettura di genere degli adempimenti e degli atti connessi all’attuazione del Testo Unico sulla sicurezza (in allegato la proposta a suo tempo avanzata dalla Cgil e finora rifiutata dal Governo).

Va rilevato che il documento della Cgil è risultato esplicitamente alternativo all’intendimento del Governo di dar vita ad una campagna di informazione mediatica generica ed inconcludente che era stata peraltro duramente contestata da tutte le parti sociali componenti la Commissione che avevano criticato, secondo le parole della stessa Confindustria, “lo sperpero di danaro pubblico”.
Le numerose delegazioni imprenditoriali presenti al tavolo non hanno mai preso la parola.
In questo quadro il Governo è stato costretto alla fine ad una forzata marcia indietro riconoscendo la necessità di un approfondimento di merito sull’utilizzo dei 20 mln/€ e sui contenuti (da noi ritenuti inaccettabili e basati in buona sostanza sul concetto di “responsabilità” dei comportamenti dei lavoratori). Tale approfondimento si terrà a fine gennaio, termine rispetto al quale il Governo si è impegnato a non procedere ad ulteriori impegni di spesa.
Le Regioni dal canto loro, accogliendo un invito esplicito della Cgil, si sono impegnate ad avanzare, sulla traccia delle proposte avanzate, specifiche ipotesi di progettazioni esecutive della campagna.


CGIL - La prevenzione delle malattie professionali. Proposte della Cgil per una azione di sistema (formato .doc, 158 kB).


CISL - Proposta CISL per la Campagna di comunicazione per la diffusione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro (ex art.11, c.7, d.lgs.81/08 s.m.)(formato .doc, 165 kB).
 



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