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I mestieri difficili: un approfondimento sui lavori usuranti

I mestieri difficili: un approfondimento sui lavori usuranti

Autore:

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

03/12/2025

Le categorie di lavori usuranti, i requisiti per il pensionamento anticipato e le misure di prevenzione e tutela necessarie per proteggere la salute psicofisica dei lavoratori più esposti. A cura del Dott. Felice Magarelli.

I mestieri difficili: un approfondimento sui lavori usuranti

Le categorie di lavori usuranti, i requisiti per il pensionamento anticipato e le misure di prevenzione e tutela necessarie per proteggere la salute psicofisica dei lavoratori più esposti. A cura del Dott. Felice Magarelli.

È importante affrontare oggi il tema dei lavori usuranti, non solo per quanto riguarda gli aspetti pensionistici, ma anche in un'ottica di prevenzione. Si tratta di attività che richiedono un impegno psicofisico molto intenso e costante, influenzate da fattori difficilmente eliminabili attraverso adeguate misure.

Come ricordato in una nostra intervista (“ Sulla gestione dell’invecchiamento e sui lavori usuranti e gravosi”), riconoscere l’usura da lavoro significa ammettere “che il lavoro non è uguale per tutti, e che la vecchiaia da tutelare non è definita solo dall’età anagrafica”.

 

Per tornare a parlare di lavori usuranti – anche con riferimento al Decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 “Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell'articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183” – pubblichiamo oggi un contributo di un nostro lettore, il Dott. Felice Magarelli, dal titolo, breve ed esplicativo, “I mestieri difficili”.



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I mestieri difficili

 

Il lavoro usurante (d.lgs. 67/2011), appartiene ad una tipologia giuridica ben definita che identifica quelle professioni che impattano negativamente sulle condizioni psicofisiche del lavoratore.

 

A titolo esemplificativo ma non esaustivo, si fa riferimento agli operatori notturni, a chi respira polvere in galleria, a chi è esposto al caldo torrido delle fonderie, a coloro che prestano assistenza alle persone fragili, al personale marittimo, agli agricoltori stagionali e ad altre categorie, per le quali la legge concede la possibilità di accesso alla pensione anticipata purché vengano rispettate determinate prerogative.

 

In modo particolare, per quanto riguarda il lavoro notturno, occorre lavorare almeno sei ore, nell'arco temporale tra la mezzanotte e le cinque del mattino e, per essere considerata usurante, l'attività deve aver ricoperto un periodo complessivo di almeno sessantaquattro notti l'anno.

 

Il lavoro su turni invece, è deteriorante se include ciclicamente il turno notturno, mentre il criterio della continuità viene preso in considerazione solo su base annuale.

 

Per quanto concerne i mestieri faticosi e pericolosi, va segnalato che, ai fini del riconoscimento, essi non possono essere discontinui, pur non essendo tuttavia previsto un numero fisso di ore.

 

Attualmente, i parametri (che possono variare a seconda del lavoro svolto) stabiliti per la pensione anticipata, sono: 61 anni e 7 mesi (età minima); 35 anni (contributi minimi); 97,6 (quota comprensiva di età anagrafica più anni di contributi, mentre per le donne lavoratrici vale la quota di 96,6).

 

Per l'ottenimento del beneficio pensionistico, è necessario inoltrare (entro il 1°maggio dell'anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati), una richiesta all'lNPS, corredata da apposita documentazione, contenente estratti contributivi, contratti e buste paga, turnazioni, ordini di servizio e certificazioni mediche che attestino eventuali patologie.

 

La prevenzione è fondamentale per ridurre i rischi associati ai lavori usuranti.

 

Sotto questo profilo, va ricordato che le aziende sono obbligate all'adozione di adeguate misure di sicurezza, come la fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPl), l'informazione e la formazione dei lavoratori e l'attuazione di specifici protocolli per la gestione delle emergenze.

 

È inoltre essenziale monitorare costantemente le condizioni di lavoro e la salute dei lavoratori attraverso visite mediche periodiche e valutazione dei rischi.

 

Anche l'impiego di nuove tecnologie e attrezzature che riducano la fatica fisica e l'esposizione a sostanze nocive può senz'altro contribuire a rendere il percorso lavorativo meno oneroso.

 

In conclusione, riconoscendo che purtroppo il lavoro non è uguale per tutti, il diritto all'esodo anticipato, rappresenta sicuramente un efficace strumento di protezione che, per quanto non risolutivo, risulta comunque indispensabile per un parziale recupero psicofisico dallo sforzo messo in atto nel corso degli anni.

 

 

Dott. Felice Magarelli

 



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