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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2446 di venerdì 23 luglio 2010
Testo Unico e microimprese: la convenienza della prevenzione Disponibili gli atti di un seminario relativi alla prevenzione nelle microimprese alla luce del Testo Unico. I costi della mancata prevenzione, i finanziamenti, le semplificazioni normative e i vantaggi di una buona gestione della sicurezza.
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Il 30 giugno 2010 si è tenuto a Milano un seminario dal titolo “Testo Unico e Microimpresa” in cui sono
stati presentati diversi documenti utili per il mondo delle piccole
e medie imprese (PMI),
imprese che spesso hanno maggiori difficoltà delle grandi aziende nel mettere
in atto idonee politiche di prevenzione.

Per queste imprese, che occupano quasi due terzi della forza lavoro in
Europa e
costituiscono la struttura portante dell’economia europea, la Camera di Commercio di Milano
ha avviato il
progetto “Testo Unico e Microimpresa”
con l’obiettivo di fornire una guida operativa utile per orientarle e
supportarle sul tema della tutela della sicurezza sul lavoro.
Anche nel territorio milanese infatti, circa il 90% dei datori di lavoro
è
costituito da micro-imprese,
con una presenza particolarmente forte nei settori commercio,
costruzioni,
servizi e ristorazione.
La guida «Testo
unico
sulla sicurezza sul lavoro e Microimpresa» - realizzata dalla
società di formazione For e
disponibile, insieme ad altri materiali
del seminario, sul loro sito – spiega come applicare il Decreto
legislativo
81/2008 e tratta diversi temi quali la salute, la prevenzione e
i costi della mancata prevenzione, i soggetti della prevenzione dentro e
fuori
dall’impresa e le azioni concrete da mettere in atto.
Pensando di offrire materiale utili per i nostri lettori, PuntoSicuro si
soffermerà più volte sui contenuti di questa guida e di altri documenti
presentati al seminario.
Partiamo inizialmente presentando alcune considerazioni preliminari
della guida
(rivolta in modo particolare alle micro-imprese con meno di 10
dipendenti)
relative all’importanza della
prevenzione.
Riguardo ai costi della mancata
prevenzione la guida ricorda che nel 2008 (dati Inail) ”in Italia
sono
stati indennizzati 874.940 infortuni, di cui 149.506 (con 172 mortali),
nella
sola Lombardia. Nelle imprese fino a 15 addetti, contrariamente a quanto
si
potrebbe pensare, il dato è elevato e rappresenta la grande maggioranza
degli
infortuni registrati in ogni settore lavorativo”. In particolare
colpisce, continua il
documento, “che l’80% degli infortuni
mortali, verificatisi tra il 2002 e il 2005, in Italia, abbia riguardato
lavoratori appartenenti a realtà con numero di addetti da 1 a 9”.
Anche per le malattie professionali
i dati sono interessanti: nel 2008 in Lombardia sono state risarcite
2.865 malattie
professionali. E l’attenzione verso queste patologie nelle
microimprese
appare carente: “solo una piccola parte delle realtà da 6 a 9 addetti”
che
avrebbe l’obbligo di individuare il Medico
Competente lo ha fatto.
In questo caso “il malessere derivante da alcuni rischi presenti non
viene
rilevato e monitorato, e la patologia (cronica e, a volte, degenerativa)
che
può derivarne nel tempo non viene prevenuta” con costi che sono spesso
occulti
dal momento che difficilmente la malattia verrà riconosciuta come malattia
professionale.
Insomma i costi della mancanza di prevenzione “sono diversi e
attualmente molto
onerosi”. Costi che “non sono solo a carico dell’azienda che non fa
prevenzione, ma vengono sopportati dall’intera collettività”. Si può
considerare che, nel 2004, “l’Inail ha
corrisposto complessivamente 3.560.000 rendite (infortuni con invalidità
permanente o letali), per la cifra complessiva di circa 5 miliardi di
euro,
mentre il costo dell’indennità per inabilità temporanea al lavoro è
stato pari
a 465.000 euro”.
Inoltre ai costi diretti si devono sommare quelli indiretti:
- “perdita di produzione;
- danni alle strutture e alle attrezzature;
- formazione per il personale sostitutivo;
- ore di straordinario per recuperare la perdita di produzione;
- eventuali sanzioni dagli organi di vigilanza;
- aumento del premio di assicurazione;
- eventuali spese legali;
- eventuale rimborso del danno biologico”.
Riguardo al numero di giornate lavorative perse, si può
affermare che “da circa un milione d’infortuni (la media globale degli
infortuni in Italia negli ultimi anni) deriva la perdita di 17 milioni
di
giornate lavorative”. Giornate perse che, secondo l’Agenzia europea,
dipendono
anche dai rischi psicosociali (lo stress
nell’Unione europea inciderebbe per il 50% delle giornate lavorative
perse
globalmente).
Complessivamente “il costo sociale per
infortuni viene stimato, secondo l’Inail, in circa 28 miliardi di
euro;
considerando anche le malattie professionali la cifra sale a 41,6
miliardi”.
Senza considerare i costi indotti
come “il danno d’immagine, l’insoddisfazione del cliente per eventuali
ritardi
o disservizi nella fornitura, la perdita del senso di attaccamento del
personale”.
Nella guida, che vi invitiamo a leggere, è riportato l’esempio dei costi
relativi a un incidente di lavoro di un’impiegata.
Diventa ancor più evidente, dunque, perché una legislazione deve porre
precisi
obblighi a tutte le aziende in merito alla sicurezza: comprese le
piccole
aziende e i lavoratori autonomi.
Una legislazione deve però tenere conto anche della complessità della
prevenzione e delle dimensione e capacità economica di un’impresa.
Infatti sono presenti semplificazioni
normative a favore delle realtà più piccole.
Se tuttavia la prevenzione rappresenta un investimento, “i cui frutti
saranno
visibili nel medio periodo”, è necessario
“trovare le risorse sia per elaborare la valutazione dei rischi, sia per
i successivi interventi necessari. E’ utile, a questo proposito, sapere
che
sono attivi progetti di finanziamento,
e altri sono in corso di sviluppo, anche con il supporto del nuovo Testo
Unico”.
Ad esempio per il 2010, “l’Inail ha stanziato una
cifra minima di 60 milioni di euro, a fondo perso, per progetti di
investimento
e formazione a favore delle PMI”.
Tuttavia, indica la guida, i rischi
per
la sicurezza “sono spesso affrontabili con interventi piccoli e
progressivi, piuttosto che con un unico intervento oneroso”. E a volte
un
rischio può essere affrontato “con un intervento di tipo organizzativo
piuttosto che tecnico”.
Uno dei problemi è legato alle “competenze
tecniche necessarie per individuare e valutare i rischi e ideare gli
interventi correttivi”.
A volte sarà dunque necessario il ricorso a competenze specifiche: “da
qui la
necessità di acquisire, attraverso percorsi formativi, un bagaglio di
competenze nuove e anche la possibilità di ricorrere a consulenti
esterni”.
In definitiva si può concludere che la prevenzione è indubbiamente un
costo, ma “di fatto si
persegue anche la finalità di una
maggiore efficienza, con conseguenti benefici
economici
e sociali per l’azienda, i lavoratori e la società nel suo
insieme”.
In un ambiente salubre e sicuro, in cui magari i lavoratori partecipano
alla
gestione della sicurezza, migliora la quantità e la qualità del lavoro.
Anche
la valutazione
dei
rischi, “occasione preziosa per approfondire la conoscenza del
processo
di lavoro”, può migliorare l’operatività dell’azienda.
Concludiamo questo primo sguardo sulla guida riportando altri indubbi vantaggi
della prevenzione:
- “attraverso la prevenzione non solo diminuiscono i costi per infortuni
e
malattie, ma, per mezzo del vigente sistema bonus-malus, di fronte a una
riduzione dei danni viene anche ridotto il premio
assicurativo
Inail”;
- “l’Inail stesso, di fronte a un infortunio o a una patologia legata al
lavoro, può avviare un’azione di rivalsa verso il datore di lavoro,
chiedendogli un indennizzo economico per la copertura che l’Istituto
dovrà
garantire al lavoratore leso”;
- “si può ridurre la necessità di effettuare la sorveglianza
sanitaria, con un risparmio sulle spese mediche che può essere
considerevole;
- “la mancata prevenzione può far incorrere in sanzioni, la cui portata
economica può essere notevole per una piccola o media impresa;
- un buona prevenzione riduce le “spese legali a fronte di danni
sviluppati dai
lavoratori o anche, nelle attività aperte al pubblico, dai clienti”.
Camera di Commercio di Milano, For srl: Quaderno "Testo
Unico
sulla sicurezza sul lavoro e Microimpresa" (formato PDF, 2.49
MB).
Spazio web della Guida online "Testo
Unico sulla
sicurezza sul lavoro e Microimpresa".
Tiziano Menduto
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