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Anno 12 - numero 2336 di mercoledì 17 febbraio 2010
Rischio stress: lavorare in sintonia con la vita
Maggiore produttività e rendimento per i lavoratori che godono di una buona salute mentale.
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Uno dei principali fattori di rischio per la salute delle persone è lo stress
lavoro-correlato. Oggi circa il 43% degli occupati denuncia disturbi
psico-sociali. L’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del
Lavoro promuove lo sviluppo di una nuova cultura della Salute nei luoghi di
lavoro.
I dipendenti che godono di una buona salute mentale offrono prestazioni
migliori in ambito professionale. È partendo da questa certezza che l’ISPESL
lancia, durante l’XI giornata nazionale dedicata alla Promozione della Salute
nei luoghi di Lavoro, la campagna europea sulla Salute Mentale “Lavorare
in sintonia con la vita”.
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La campagna - a cui
l’Istituto collabora nel ruolo di Ufficio Nazionale
Contatto (NCO) del network europeo ENWHP) - si prefigge principalmente
di:
• comprendere e prevenire i fattori
che generano stress
e problemi di salute mentale
• offrire supporto ai dipendenti
che hanno problemi legati alla salute mentale
• sviluppare politiche efficaci
volte al reinserimento e/o impiego di chi è affetto da problemi
psichici.
“Come Ufficio Nazionale del network ENWHP, - spiega Fiorisa Lentisco,
ricercatrice del Dipartimento Medicina del Lavoro dell’Ispesl - abbiamo
l’impegno istituzionale di tenere una giornata nazionale dedicata alla
Promozione della Salute nei Luoghi di Lavoro (Workplace Health
Promotion). La
giornata è organizzata in un’ottica di dialogo sociale e di
coinvolgimento
degli stakeholder provenienti dai settori produttivi del Paese.
Quest’anno,
l’attenzione è rivolta alla promozione della salute mentale al lavoro,
intesa
come buona salute psicofisica del lavoratore”.
Benessere organizzativo, dialogo sociale e coinvolgimento dei datori di
lavoro
dovrebbero essere infatti le prime garanzie sulle quali contare. Oggi
invece
sono oltre 10 milioni i lavoratori che percepiscono almeno un fattore di
rischio per la propria salute, rischio che non sempre è di natura
fisica.
Se infatti circa 8 milioni di persone avvertono la presenza
nell’ambiente
lavorativo di un fattore di rischio per la propria salute fisica, quasi
la metà
ritiene di essere esposta principalmente a rischi che possono
pregiudicare l’equilibrio
psicologico. Per questo la salute mentale viene sempre più intesa
come
salute psicofisica del lavoratore.
A sottolineare la novità sostanziale, anche in termini giuridici, della
valutazione del rischio “stress
lavoro-correlato” Sergio Iavicoli, direttore del Dipartimento
Medicina del
Lavoro dell’Ispesl. “Il decreto legislativo del 9 aprile 2008 N. 81
illustra i
principi innovativi che il D. Lgs
81/2008 introduce nelle tematiche di salute e sicurezza nel lavoro,
promozione della salute al lavoro e responsabilità sociale delle
imprese.
Iavicoli ricorda inoltre che “all’art. 2, comma 1, lettera o, si
esplicita il
concetto di «salute» come: uno “stato di completo benessere fisico,
mentale e
sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d'infermità”. Il decreto introduce, altresì, come fattore
di rischio da rilevare nel documento di valutazione del rischio, anche
lo
stress lavoro-correlato, secondo i principi dell'accordo europeo dell'8
ottobre 2004”.
L’XI Giornata Nazionale di informazione sulla promozione della salute
nei
luoghi di lavoro”, si è svolta ieri presso la sala multimediale
dell’ISPESL
(Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), in
via
Urbana 167. L’evento è stato organizzato dal Dipartimento di Medicina
del
Lavoro dell’Istituto.