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Anno 10 - numero 1889 di giovedì 28 febbraio 2008

Quali misure di prevenzione per evitare il rischio caduta dall'alto?


Con l’entrata in vigore, il 15 febbraio 2008, del regolamento attuativo della legge provinciale del 9 febbraio 2007 n. 3, la prevenzione delle cadute dall’alto è piena realtà in Trentino. Previsti percorsi sicuri e punti di ancoraggio fissi sui tetti.

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La Provincia di Trento ha approvato, il  9 febbraio 2007, la legge provinciale n. 3 “Prevenzione delle cadute dall'alto e promozione della sicurezza sul lavoro” presentata dal consigliere Giuseppe Parolari con l’obiettivo di colmare il vuoto normativo nel campo della sicurezza per chi svolge lavori saltuari di manutenzione sui tetti e sulle coperture.
 
Si tratta di prevedere percorsi sicuri non solo per gli operai ma anche per tutti coloro che accedono sui tetti (impiantisti, antennisti, lattonieri, carpentieri, ...), secondo linee guida di prevenzione che già altre realtà locali, ad esempio la Regione Veneto o la Provincia di Bergamo, stanno applicando.
 
I dati relativi agli infortuni in Trentino spiegano la necessità del provvedimento: su circa 13.500 infortuni sul lavoro all’anno, 1.700 riguardano gli addetti alle costruzioni, 13 sono in media quelli mortali e la metà di questi avviene soprattutto a causa di cadute dall’alto.
 
La legge ha piena attuazione dal 15 febbraio 2008 perché in questa data la Giunta provinciale ha approvato, su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente, il regolamento tecnico attuativo.
 
 
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Ricordiamo che il provvedimento rende obbligatoria, nella progettazione e realizzazione di interventi edilizi sulle coperture, l’adozione di misure di sicurezza a favore dei successivi lavori di manutenzione con rischio di caduta dall’alto. La mancata attuazione della norma è causa ostativa al rilascio di concessioni,  certificati di abitabilità e al decorrere dei termini delle D.I.A. (Denuncie di Inizio Attività).
 
La legge prevede, tra gli altri, il potenziamento dell’azione di controllo e iniziative di informazione e formazione da parte dell’ente pubblico nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Ad esempio è prevista una nuova organizzazione delle verifiche periodiche obbligatorie di macchine e impianti che vengono affidate a esperti verificatori nel campo della prevenzione degli infortuni sul lavoro, iscritti in un apposito elenco provinciale. All'Azienda sanitaria spetta una funzione di controllo e indirizzo.
 
Riguardo alla formazione viene reso obbligatorio, per i lavoratori addetti ai sistemi di accesso e al posizionamento mediante funi, un programma triennale per migliorare la prevenzione e il controllo degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento alle cadute.
 
 
 
 
 
 



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